Dunque vediamo, inizio col dire trasformare un bestseller letterario in un film, che poi sia di successo o no naturalmente lo decide il pubblico, e in un certo senso anche i critici, è un’ impresa che necessita di una certa dose di coraggio e di incoscienza. Linguaggio letterario e linguaggio cinematografico sono due tipi di linguaggio molto differenti si potrebbe dire speculari. La letteratura è un gioco di intelligenza, il cinema parla di sogni e visioni e tocca l’immaginario e l’inconscio.
Di norma, ma naturalmente non sempre, si parte dal libro, lo si trasforma in soggetto e in una sceneggiatura, si gira il film. Dunque necessitano uno scrittore, uno sceneggiatore, e un regista.
Semplice no?
Immaginatevi cosa può succedere quando scrittore, sceneggiatore e regista sono la stessa persona.
Di tutto, convenite?
E come ciliegina della torta immaginatevi lo scrittore sceneggiatore, esordiente assoluto come regista. E un gruppo di star nazionali e internazionali di prima grandezza da dirigere. E ci vuole esperienza, esperienza che un esordiente assoluto per quanto talentuoso non ha.
Immaginatevi questo e avrete un’ idea dell’azzardo compiuto da chi ha finanziato e voluto La ragazza nella nebbia film e libro di Donato Carrisi.
Dico subito che il film mi è piaciuto, ho trovato il Donato Carrisi regista interessante, anzi davvero bravo, anche considerando che per tutto il film non sapevo che era lui il regista. Credeteci o no è così che è andata. Non ho scelto io di vedere questo film, mi ha portato un’ amica.
Ora diciamo due parole sul libro. La ragazza nella nebbia uscì per Longanesi nel 2015. E’ il sesto romanzo di Donato Carrisi noto per grandi successi editoriali come Il suggeritore, Il tribunale delle anime, Il maestro delle ombre. Il romanzo è un classico thriller di ambientazione italiana, ispirato ad alcuni fatti di cronaca recente e all’effetto distorto provocato dall’ uso spregiudicato dei mass media. Comunità montana chiusa, segreti, bugie, il “mostro” probabilmente nascosto nella rassicurante normalità di un borgo dove tutti si conoscono. Il giornalismo cannibale pronto a far leva sugli istinti più bassi e malsani dell’opinione pubblica in nome dello share.
La ragazza nella nebbia film ha numerosi punti forti a partire dalla splendida ambientazione: un fiabesco Sud Tirolo nei dintorni di Bolzano e Bressanone. Interni e esterni. Montagne innevate, laghi, boschi, case di legno, camini che ardono. E le tv immancabilmente sempre accese, occhio indiscreto di una modernità quasi negata. (Pensate solo alla confraternita ultratradizionalista a cui appartengono i genitori della ragazzina scomparsa, o ai vestiti anni 70 di Alessio Boni, o all’uso di antiquate cassette VHS).
Un altro punto forte è un cast d’eccezione: Greta Scacchi (l’anziana giornalista paraplegica), Jean Reno (che recita eccezionalmente in italiano, uno spettacolo già di per sé), Alessio Boni (faccia intensa e tormentata e tanto teatro alle spalle) Toni Servillo (carismatico e istrionesco, figura di spicco del teatro e cinema napoletano) e le belle e brave Galatea Ranzi e Lucrezia Guidone.
E infine la storia giocata sul filo del dubbio, sulla lotta psicologica senza esclusione di colpi tra un poliziotto reduce da uno strano incidente (di chi è il sangue sulla sua camicia?) e uno strizzacervelli, filo conduttore di tutta la storia disseminata di flashback, fino alle scene finali con doppi colpi di scena carpiati.
Il film si regge sulla doppia interpretazione Servillo Reno, che apre il film, sull’ indagine di Servillo, e infine sull’ one man show dell’ insegnante Alessio Boni (i grandi scrittori copiano, e il male rende interessante le storie), il presunto innocente perseguitato da stampa e polizia. Giornalisti, avvocati e poliziotti non ne escono benissimo (la verità non interessa a nessuno, l’avvocato consiglia al suo assistito di non ricordarsi di essere innocente), e intingono di noir una sceneggiatura piuttosto funzionale alla storia seppure alcuni punti ancora restano per me oscuri, ma forse necessiterei di una seconda visione.
Che dire se vi piace il cinema italiano (di qualità) un buon film, Carrisi come regista più che promosso. Ora non mi resta che consigliarvi di leggere anche il libro.
Archive for the ‘Consigli di lettura’ Category
:: Dal libro al cinema: La ragazza nella nebbia di Donato Carrisi
2 novembre 2017:: Nasce la linea Newton Comics a cura di Elena Romanello
27 ottobre 2017La casa editrice Newton Compton, da sempre interessata alla cultura geek, nerd e del fantastico lancia una nuova linea, Newton Comics, dedicata al mondo delle graphic novel, con una nuova collana di libri a fumetti.
Si parte proponendo in versione fumettistica i bestseller della casa editrice in forma di fumetto: per l’operazione Newton Compton ha chiesto il valido aiuto della casa editrice Tunué, da anni attiva nel proporre graphic novel per grandi e piccini oltre a saggi di approfondimento sul mondo delle nuvole parlanti di tutto il mondo.
I primi due titoli sono La legione occulta di Roberto Genovesi, un fantasy storico, e il romanzo storico Marathon di Andrea Frediani, con un omaggio quindi a due autori italiani.
L’adattamento di La Legione Occulta è illustrato da Lorenzo Nuti (Coniglio Editore, Tabou Editions, Kleiner Flug) e sceneggiato da Andrea Meucci (Kleiner Flug). Per Marathon le illustrazioni sono di Massimiliano Veltri (Marvel Comics, Gazzetta dello sport, Titan Comics) e la sceneggiatura di Lucio Perrimezzi (Tunué, Noise Press, Passenger Press).
La Legione occulta racconta l’epopea della Legio Sine Nota, mai esistita ufficialmente, costituita da veggenti, auguri, negromanti e arupisci, ex schiavi presi da bambini nelle arene, nei mercati degli schiavi e nei villaggi dati alle fiamme dei popoli conquistati, specializzati ad affrontare spettri e dei, e a lottare nel campo del soprannaturale.
Marathon la battaglia che ha cambiato la Storia racconta la storica battaglia di Maratona, per molti il primo scontro vero tra Occidente e Oriente, tra Greci e impero persiano, attraverso la storia di tre amici, Eucle, Tersippo e Filippide, innamorati della stessa donna e desiderosi di primeggiare in una battaglia e in una corsa che poi entreranno nella Storia e nella leggenda.
I primi due titoli saranno presentati a Lucca Comics and Games 2017 allo stand Tunué, nella tecnostruttura di piazza Napoleone, stand NAP306 e inaugurano quindi un nuovo interesse da parte di un altro editore per una forma narrativa e d’arte su cui ormai non ci sono più dubbi che possa proporre capolavori e opere interessanti, capaci di avvincere come se non a volte di più della pagina scritta.
Noi di Liberi abbiamo avuto modo di visionarli (vi anticipo i disegni sono in b/n con copertina a colori) e presto ne parleremo su queste pagine. Ci sarà anche una piccola sorpresa e un articolo di approfondimento con curiosità, interviste e quant’altro. Che dire ancora, buona lettura!
:: English Breakfast Tè nero e “di notte” di Mercedes Lauenstein
23 ottobre 2017
Noto con piacere che i miei lettori sono incuriositi da queste mie incursioni nel gusto e nell’abbinamento di tè e libri. E devo dire che mi sto divertendo molto anche io, sebbene richieda un po’ di lavoro di documentazione e tempo per la preparazione di tè e dolci.
Oggi vi parlo dell’ Enghish Breakfast Tè nero uno dei tè che ho avuto modo di degustare grazie a PETER’S TeaHouse. Sono tè di pregio, sfusi non in bustina, molto vari e provenienti da tutto il mondo.
L’ Enghish Breakfast Tè nero è un tè classico, il più classico di tutti, dal gusto asciutto, deciso, forse un po’ amaro, consiglio perciò di zuccherarlo molto e aggiungervi, non amando il latte, una spruzzata di limone e dall’aroma forte e colore rosso scuro. Ottimo per la prima colazione, energizzante, forte, si abbina con i più vari sapori sia salati che dolci. Credo sia un tè molto maschile, corposo, adatto a chi non ama i sapori speziati. E’ ottimo, come tutti i tè che ho avuto modo di degustare, sebbene il mio preferito resti Magia Invernale Tè nero.
Ma vediamo la composizione e la provenienza. E’ un tè nero, composto da una miscela forte di tè broken, dal tradizionale gusto inglese. Le foglie di tè provengono dall’India, Sri Lanka e Indonesia.
Costa € 5,30 all’etto Potete acquistarlo: qui
Preparazione:
Portate l’acqua a una temperatura di 95°C.
Tempi di infusione: 3-5 minuti.
Per la preparazione di un’ ottimo tè e la conservazione del tè rimando al post precedente: qui https://liberidiscrivereblog.wordpress.com/2017/09/28/magia-invernale-te-nero-prova-a-fermarmi-di-lee-child/
Consiglio goloso
Non essendo aromatizzato, è consigliabile sia con biscotti dolci come i muffin o con stuzzichini salati (ottimo con i tramezzini speck e formaggio). Prendete del pane da tosto, tagliatelo a triangoli e farciteli con speck e formaggio. Potete gustarli freddi, o dopo averli infornati per qualche minuto. Il formaggio si scioglie e il pane acquista un colore dorato. Per questa occasione l’ho abbinato al dolce più classico, la torta di mele fatta in casa, con zucchero aromatizzato alla cannella (semplice da fare: si sceglie la quantità desiderata di zucchero bianco o di canna, e si trita finissimamente una minima quantità di cannella, e il risultato e sorprendente). Con questo zucchero così aromatizzato si può zuccherare anche il caffè, provatelo con una scorretta di limone bio non trattato (tutto l’anno), o una scorzetta di mandarino sempre non trattato (durante le feste natalizie). Se non siete diabetici potete servire la fetta di torta con una pallina di gelato alla crema!
Torta di mela della nonna
Ingredienti:
250 gr di farina 00 (può essere usata anche farina di riso)
150 gr di zucchero di canna aromatizzato con la cannella (tritare poi il tutto nel tritacaffè perché diventi a velo)
60 gr di burro o 30 gr di olio
2 rossi d’uovo e 1 uovo intero (uova a temperatura ambiente, non appena tolte dal frigo)
400 g di mele medie sbucciate e senza torsolo, dunque tagliate a spicchi, poi mescolate nell’ impasto (io prediligo le Golden Delicious non troppo mature).
50 gr di uvetta passa (se la mangeranno adulti mettete l’uvetta precedentemente a macerare nel liquore, io prediligo il maraschino, ma regolatevi con cosa avete in casa anche rum e amaretto di Saronno sono perfetti)
1 bustina di lievito vanigliato (corretto con un pizzico di bicarbonato, vedrete la differenza) se volete che non cresca dimezzate il lievito
un pizzico di sale
scorza di limone bio non trattato grattugiato (sul momento)
mezzo bicchiere di latte intero (montato a schiuma) volendo anche il latte di soya può essere usato.
Preparazione:
Questo è un dolce che potete preparare assieme ai vostri bambini (si divertiranno molto). Lavorate in una terrina il burro (precedentemente sciolto a bagnomaria o frullato in tocchetti col Moulinex) con lo zucchero, le uova, il pizzico di sale, la scorza grattugiata del limone, la farina, il lievito, le mele, l’uvetta passa nell’ ordine. Se l’impasto è troppo denso, aggiungere un po’ di latte, finché non raggiunge la consistenza desiderata. Poi preparare la tortiera: imburratela, non solo sul fondo ma anche nei lati, cospargetela di pangrattato molto fine. Ruotate la tortiera più volte e il sopravanzo di pangrattato toglietelo.
Mettete l’impasto nella tortiera, delicatamente aiutandovi con una spatola di legno. Cuocete 40 minuti a 180 ° con forno pre riscaldato. Lasciate riposare per 5 minuti. Rovesciate la torta sul piatto di portata. E buon appetito!
Curiosità letteraria:
Si beve tè anche nei libri, molti scrittori sono insospettabili cultori di questo piccolo rito, oggi vi parlo dello scrittore, poeta e drammaturgo irlandese James Joyce, e del suo capolavoro l’ Ulisse. Ebbene sì quando Leopold Bloom prepara alla moglie la colazione (che le porterà a letto), forse la colazione più famosa della letteratura, le prepara anche il tè, e si dilunga anche nella preparazione. Ma vediamo le parole stesse che Joyce ha usato (traduzione di Giulio de Angelis).
Mr Leopold Bloom mangiava con gran gusto le interiora di animali e volatili. (…) I rognoni erano nel suo pensiero mentre si moveva quietamente per la cucina, sistemando le stoviglie per la colazione di lei sul vassoio ammaccato. Luce e aria gelida nella cucina ma fuori una dolce mattina d’estate dappertutto. Gli facevano venire un po’ di prurito allo stomaco.
I carboni si arrossavano.
Un’altra fetta di pane e burro: tre quattro: giusto. Non le piaceva il piatto troppo pieno. Giusto. Lasciò il vassoio, sollevò il bollitore dalla mensola e lo smise di sbieco sul fuoco. Stava lì, grullo e accosciato, col beccuccio sporgente. Tazza di tè fra poco.
Aspettando che l’acqua bolla esce per alcune compere.
Si avvicinò alla mescita di Larry O’ Rourke. Dall’ inferriata della cantina veniva fuori a fiotti il molle fetore della birra. Dalla porta aperta il bar sprizzava effluvi di zenzero, polvere di tè, briciole di biscotti.
Tornando verso casa:
Impiastri su un occhio malato. Odorare il dolce vapore del tè, il fumo della padella, il burro sfrigolante.
Tornato a casa, e salito nella stanza della moglie:
– Poldy!
– Che c’è?
– Riscalda la teiera.
Stava bollendo di certo: un pennacchio di vapore dal becco. Riscaldò a vuoto la teiera e ci mise dentro quattro cucchiaini colmi di tè, inclinando poi il bollitore per versarci l’acqua. Aspettando che il tè fosse pronto, tolse il bollitore dal fuoco e schiacciò la padella sui carboni accesi e stette a guardare il grumo di burro scivolare e struggersi.
(…)
Il tè era pronto. Riempì la sua tazza salvabaffi, porcellana imitazione Crown Derby sorridendo.
(…)
Infilò una forchetta nel rognone e lo rivoltò: poi sistemò la teiera sul vassoio. Come lo sollevava, l’ammaccatura scattò. C’è tutto? Pane e burro, quattro, zucchero, cucchiaino, la panna. Sì. Lo portò di sopra, col pollice infilato a uncino nel manico della teiera.
(…)
– Quanto tempo ci hai messo, ella disse.
Nell’ alzarsi vivacemente con il gomito sul guanciale, fece tintinnare gli anelli d’ ottone. Abbassò calmo gli occhi sulla mole di lei e tra le grosse morbide tette pendule entro la camicia da notte come le mammelle d’ una capra. Il calore di quel corpo coricato si librava nell’aria, mescolandosi all’aroma del tè che lei versava.
(…)
Le sue labbra piene, nel bere, sorridevano.
Consiglio musicale:
Pink Floyd – Alan’s Psychedelic Breakfast
Tè del mondo: un perfetto tè all’ inglese
Inizio col dire che non esiste la ricetta perfetta, ogni esperto ha i suoi consigli e segreti (solo tè in foglia, anche in bustina, il latte si mette prima, no il latte si mette dopo etc…) Per cui il vero segreto è bilanciare tutto secondo il proprio gusto personale e trasgredire le regole se è il caso. La creatività prima di tutto, anche della tradizione, se ciò ci rende felici. E il tè è una pausa di calma e felicità in giornate anche impegnative. E soprattutto usate il buon senso che è davvero molto old british!
Per trasgredire le regole però bisogna conoscerle (principio che vale anche per l’uso della punteggiatura) per cui ci sono alcuni principi che bisognerebbe non ignorare.
Innanzitutto c’è un orario in cui viene servito il tè: tra le 15, 30 e le 17. Ricordate il classico tè delle 5 della regina? La tradizione del tè delle 5 venne iniziata dalla regina Vittoria il giorno della sua incoronazione il 28 giugno 1838 e da allora fa parte delle tradizioni più amate di un paese per certi versi molto conservatore e attento all’etichetta.
E’ indispensabile pre riscaldare la teiera con acqua bollente bollita a parte, o usando semplicemente l’acqua calda del rubinetto (da alcuni pratica sconsigliata per la presenza di cloro e di calcare).
Sempre la tradizione prescrive l’uso di tè sfuso direttamente messo nella teiera, senza colini o filtri (il metallo potrebbe alterare il sapore).
Per le dosi ci si regola in questo modo: un cucchiaino per ospite, più uno per la teiera. Dopo di che si versa l’acqua bollente. Tempi di infusione del tè: dai 3 ai 5 minuti. Se lo volete più carico non aumentate i tempi di infusione, semplicemente maggiorate le quantità di tè.
Si serve con una goccia di latte, preferibilmente intero, il cui uso aveva una funzione precisa: serviva a non far sbrecciare e lesionare le delicate e preziose tazze di porcellana in cui veniva servito. L’uso di aggiungere il latte poi è diventato parte della tradizione inglese. Secondo i puristi quindi va aggiunto prima del tè. Ma ricordiamo cosa Orwell diceva.
E’ un tè che non si beve amaro, di norma viene zuccherato e si predilige l’uso di zollette. Vengono naturalmente tollerati anche dolcificanti dietetici o il miele. Rappresentando un mini pasto di metà pomeriggio lo si beve accompagnandolo con snack sia dolci che salati: sandwiches, tramezzini, scones, biscotti, torte dolci o salate, brownies, e non possono mancare i tipici i muffin).
E infine: God Save the Queen! (Magari suonata dai Sex Pistols).
E ora veniamo al mio consiglio di lettura:
Consiglio di sorseggiare l’ Enghish Breakfast Tè nero leggendo “di notte” di Mercedes Lauenstein edito da Voland e tradotto da Elisabetta Dal Bello.
Source libro: libro inviato dall’editore, si ringrazia marco dell’ Ufficio Stampa Voland.
Source tè: campione omaggio gentilmente inviato da PETER’S TeaHouse, ringraziamo Mattia dell’ ufficio marketing.
:: English Rose tè nero & Il morto in piazza di Ben Pastor
2 ottobre 2017
Iniziamo questo soleggiato mese di ottobre con un buon tè, davvero ottimo.
Anche i lettori sono golosi, perlomeno io lo sono, amo sorseggiare del buon tè mentre leggo un libro, specie nelle giornate di pioggia c’è un mood tutto particolare.
Il tè di oggi che ho avuto modo di assaggiare e degustare è l’ English Rose tè nero sempre della famiglia dei tè neri che abbiamo conosciuto la scorsa volta. Sono tè robusti, decisi, energizzanti adatti alla prima colazione. Dal profumo intenso e dall’aroma particolare.
L’ English Rose tè nero è un tè pregiato e nello stesso tempo delicato, molto femminile. Costa € 5,90 all’etto. E’ composto da una miscela di tè neri di Ceylon e Darjeeling con petali di rosa e di girasole, scorza d’arancia, pezzetti di vaniglia, impreziosita con aromi di frutta. Un bouquet molto raffinato che soddisferà anche i consumatori di tè più esigenti.
L’ English Rose tè nero è un tè in cui sono presenti profumatissimi petali di rosa, che ne determinano l’aroma inconfondibile e prevalente. Il sapore è dolce, fruttato, se volete abituarvi gradualmente a bere un tè non dolcificato questo è l’ideale.
E’ un tè chiaro tra i tè neri, dal colorito caldo, giallo dorato. E’ un tè aromatico intensamente profumato sia fresco che in tazza. Una volta bevuto lascia un persistente e piacevole sapore fruttato in bocca. Anche se non amate gli intensi tè neri questo è molto delicato, lo troverete altrettanto gradevole di tè più morbidi.
Preparazione, tempi e dosi
Per la preparazione del English Rose tè nero è consigliato portare l’acqua a una temperatura di 95 °. (Spegnete il fuoco un attimo prima della piena bollitura).
Dosi consigliate: 1 cucchiaino di tè per tazza, uno per la teiera.
Tempo di infusione: dai 3 ai 4 minuti (un segreto, se lo volete più carico non aumentate i tempi di infusione, ma maggiorate la quantità di tè).
Per la preparazione di un’ ottimo tè e la conservazione del tè rimando al post precedente: qui
Per l’acquisto, troverete qui la pagina dedicata da PETER’S TeaHouse a questo tè.
Consiglio goloso
English Rose tè nero lo consiglio con i Cantuccini toscani fatti in casa (biscotti alle mandorle), il sapore della mandorla si abbina in modo delizioso all’essenza di rosa.
Per la preparazione, (sono facilissimi da preparare) li ha fatti mio fratello seguendo una ricetta molto semplice (li potete vedere qui in foto) per renderli più delicati ha evitato di spennellarli di crema d’uovo (assumerebbero un colorito più giallo) invece sono al naturale.

Cantuccini di Prato: “Cucina toscana”, Guido Pedrittoni, Giunti 2003, pag. 134
Disponete la farina a fontana sulla spianatoia, setacciatela insieme al bicarbonato. Unitevi progressivamente lo zucchero, un pizzico di sale, la buccia di arancia senza la parte bianca, i semi di anice e le mandorle intere: rompete due uova e impastate con cura, aggiungendo un po’ di latte (noi usiamo quello di soia) se il composto fosse troppo asciutto. Modellate quindi 3 filoncini grossi come due dita, disponeteli sulla piastra del forno unta di burro e spennellateli con il tuorlo dell’uovo (noi non l’abbiamo fatto) che avete tenuto da parte. Poi infornateli per ¼ d’ora a 190 ° C e quindi tagliateli in obliquo ottenendo la classica forma dei cantuccini. Infine ripassateli in forno per 5 minuti.
Ingredienti:
300 g di farina di frumento, 200 g di zucchero, 100 gr di mandorle dolci sgusciate, 3 uova, 1 cucchino di buccia d’arancia grattugiata, 1 cucchino di semi d’anice, latte, 1 pizzico di bicarbonato, 1 pizzico di sale, burro per la piazza del forno.
Curiosità letteraria
Si beve tè anche nei libri, molti scrittori sono insospettabili cultori di questo piccolo rito, oggi vi parlo dell‘ inglese Lewis Carroll, nel suo celeberrimo Le avventure d’Alice nel paese delle meraviglie il capitolo VII è tutto dedicato alla cerimonia del tè, per quanto bislacca e singolare, si intitola Un tè di matti e vede protagonisti la Lepre-marzolina, Alice e il Cappellaio Matto.

Vignette di Giovanni Tenniel edizione Mcmillan e co 1872
Tè del mondo
Oggi vi parlo del tè turco, o çay (pronunciato chai) in lingua turca. Forse non tutti sanno ma la Turchia è un grande esportatore, e produttore di tè, soprattutto nero, ma ne esistono anche altre qualità come il tè verde, alla mela, o l’ earl grey. Il tè si può dire ha un vero valore culturale e simbolico, ed è la vera bevanda tradizionale di questo paese forse più ancora del caffè. Se ne beve davvero tanto, in tutte le ore del giorno. Servire il tè agli ospiti fa parte del cerimoniale legato all’ospitalità e all’amicizia.
Il tè turco è un tè forte, carico, prodotto quasi esclusivamente sulla costa orientale del mar Nero. Anche la sua preparazione avviene in modo tradizionale, viene utilizzato una teiera solitamente di alluminio, ma ce ne sono di ceramica, smalto, vetro, peltro, rame, composta da due teiere messe una sull’altra chiamate çaydanlık.
Nella teiera più piccola, messa in cima, lontana dal fuoco, dove si sprigionerà il vapore, viene messo in infusione il tè sfuso in foglie. Dopo un’ infusione di 20 minuti è pronto. Viene così prodotto un tè molto forte, che può essere diluito con l’acqua della seconda teiera a seconda del gusto. Il colore del tè così ottenuto è di un rosso molto intenso.
Il tè viene servito in appositi bicchieri di vetro a forma di piccoli tulipani, molto caldo con due zollette di zucchero (a volte non dolcificato) e senza latte o limone. Per la pulizia delle teiere ci sono modi naturali e molto efficaci.
Per rimuovere il calcare per esempio è sconsigliato usare detersivi o prodotti chimici, basta riempire le teiere d’acqua e farle bollire con del succo di limone. O se no lasciarle una notte riempite d’aceto. Al mattino scolarle e aggiungere del bicarbonato.
E ora veniamo al mio consiglio di lettura:
English Rose tè nero è perfetto leggendo Il morto in piazza di Ben Pastor. Martin Bora sono certa predilige il tè inglese, e raffinato e colto come è sicuramente ama la cerimonia del tè. Abbino questo tè a questo libro per addolcire le asprezze della vita con una nota fruttata.
Source libro: acquisto personale.
Source tè: campione omaggio gentilmente inviato da PETER’S TeaHouse, ringraziamo Mattia dell’ ufficio marketing.
:: Magia Invernale Tè nero & Prova a fermarmi di Lee Child
28 settembre 2017
Iniziamo oggi la preziosa collaborazione con PETER’S TeaHouse che confesso mi rende molto felice, con una premessa: io sono una forte consumatrice di tè, tisane e in minor quantità caffè. Per questione di prezzo non sempre posso acquistare tè pregiati, ma posso garantirvi conosco e apprezzo la differenza tra un tè dozzinale comprato al supermercato e un tè sfuso di qualità. Ho gusti e preferenze del tutto personali, (ho richiesto per esempio all’azienda unicamente tè nero, il mio preferito) ma sono curiosa e mi piace sperimentare, per cui in futuro non sarà impossibile che assaggi anche altri tipi di tè.
Ma ora vediamo perché si chiama tè nero e come è composto
Il tè nero è un tè le cui foglie assumono un colore molto scuro per via dei processi di fermentazione e essicazione, che gli conferiscono anche quel particolare aroma, molto intenso, che me lo fa preferire tra gli altri. Durante l’infusione il colorito tenderà al rossiccio.
Quando si assaggia un tè di qualità è difficile tornare indietro e poi accontentarsi, quindi siate consapevoli che il viaggio che intraprenderete dà assuefazione.
E’ un tè forte, robusto, molto energizzante, indicato soprattutto per la prima colazione. Ma naturalmente potrete berlo anche in altre ore del giorno. Evito giusto di berlo alla sera. Preferendo una tisana.
Il primo tè che ho assaggiato è stato Magia Invernale Tè nero. E’ un tè pregiato. Costa € 6,10 all’etto. E’ composto da una miscela di tè neri provenienti da Ceylon e dalla Cina, alla quale si aggiunge MANDORLA, fiori di girasole, fiordaliso, cartamo, aroma naturale di mandorla, amarena e limone.
Valori nutrizionali 100ml: Energia. 2kJ/ 0kcal, grassi 0g (saturi 0g), carboidrati. 0g (zuccheri 0g), proteine 0,1g
È un tè superbo, vellutato, dalla miscela calda e aromatica, ottimamente bilanciato. Me ne sono subito innamorata. (Peccato che non potete sentirne il profumo ma vi assicuro è molto piacevole).
Ora vediamo come si prepara
La cosa principale quando si prepara una buona tazza di tè, oltre alla scelta del tè stesso, è l’acqua. Se non avete alternativa e l’acqua del vostro acquedotto è buona, (priva di calcare e di sapore di cloro) potete anche usarla, ma è preferibile usare acqua naturale poco mineralizzata e mi raccomando bollitela una volta sola.
Per la preparazione del Magia Invernale Tè nero è consigliato portare l’acqua a una temperatura di 95 °. (Spegnete il fuoco un attimo prima della piena bollitura).
Dosi consigliate: 1 cucchiaino di tè per tazza, uno per la teiera.
Scaldate la teiera, versate l’acqua tolta dal fuoco e mettete il tè in infusione dai 3 ai 4 minuti, a secondo del gusto. Poi filtrate o utilizzate un infusore da tè.
Usate tazze di ceramica o di vetro. Anche se non è tradizionale io adoro la trasparenza del vetro e vedere il colore del tè.
Sì beve caldissimo ma non bollente, attenzione a non ustionarvi la lingua o non ne protrete apprezzare il sapore.
E’ un tè intensamente profumato sia fresco che in tazza dopo l’infusione. Il sapore di mandorla è prevalente, ma l’aroma floreale è delizioso e ben si sposa con il tutto.
E’ un tè invernale, fortemente aromatizzato, dal sapore intenso e deciso, dal colore denso e rossiccio. Se non amate questo tipo di tè orientatevi verso tè più leggeri e meno corposi.
Potete trovarlo qui.
Consigli per la conservazione
Il tè fresco è sensibile al calore, alla luce e soprattutto all’umidità. Tutte queste tre componenti possono innescare processi chimici che attiverebbero gli enzimi in esso contenuti e lo deteriorerebbero. Perciò conservatelo lontano dalle fonti di calore, al buio, e in luoghi asciutti e ventilati. Non conservate il tè in frigorifero o nel freezer mi raccomando.
I tè freschi hanno date di scadenza? Sì. Controllatela sempre e attenetevi alle istruzioni.
Il tè nero fa bene alla salute? Sì. Non è un elisir di lunga vita ma poco ci manca. E’ drenante e diuretico, contentiene anti ossidanti, può coadiuvare le terapie dell’asma e della bronchite, è fonte di benessere sia per il fisico che per l’anima.
Dolcificati o naturali?
Per gustare l’aroma autentico il tè (oltre a essere correttamente conservato e non “bruciato” durante la preparazione) andrebbe bevuto senza dolcificanti, amaro, al naturale. E’ una questione di abitudine, che si acquisisce con l’uso. Io per esempio ho imparato a bere tè al gelsomino pasteggiando nel mio ristorante cinese di fiducia. Anche nel caso di diete, non contiene calorie, per cui è una bevanda fortemente indicata.
Il sapore del tè amaro può non piacere e naturalmente si possono usare dolcificanti come zucchero white, zucchero di canna, latte o miele.
Io consiglio un compromesso. Tè amaro, e a parte biscottini o torte fatte in casa.
Costruirsi l’area relax deve diventare una tradizione di pace e di benessere, e non è tutto migliore quando dosiamo gli ingredienti e facciamo le cose con le nostre mani? Sempre meglio il poco ma di ottima qualità. Ci viziamo, e nello stesso tempo contribuiamo al nostro benessere.
Consiglio goloso
Magia Invernale Tè nero lo consiglio con biscotti casalinghi al caramello. Per la preparazione, ho trovato ottima questa guida, dettagliata e facile da seguire anche dalle cuoche meno esperte: qui.
Curiosità letteraria:
Si beve tè anche nei libri, molti scrittori sono insospettabili cultori di questo piccolo rito, oggi vi parlo di George Orwell che il 12 gennaio 1946 scrisse per l’edizione serale del quotidiano “Evening Standard” un celebre articolo su come si prepara una perfetta tazza di tè. Qui troverete un estratto audio delle sue 11 regole.
E ora veniamo al mio consiglio di lettura:
Magia Invernale Tè nero è perfetto leggendo Prova a fermarmi di Lee Child. Due personalità decise, sia il tè che il protagonista del romanzo. Buona lettura!
E un ultimo consiglio, non abbiate fretta, sorseggiate il tè lentamente in compagnia di felici pensieri.
Source libro: libro inviato dall’editore, ringraziamo Tommaso dell’ Ufficio stampa Longanesi.
Source tè: campione omaggio gentilmente inviato da PETER’S TeaHouse, ringraziamo Mattia dell’ ufficio marketing.
#Libriinarrivo #Novità #InLettura #N°2
25 settembre 2017
#Libriinarrivo #Novità #InLettura #N°1
22 settembre 2017
:: Cosa Liberi si porta in vacanza?
26 luglio 2017
Ma libri naturalmente. (Che domanda!) Mentre qui stiamo chiudendo prima delle vacanze (terrò il blog chiuso per tutto agosto), dando termine alle ultime scadenze (ho letto alcuni libri devo solo recensirli), mettendo un po’ in ordine in redazione (che poi sarebbe il mio studio), sbircio le pile di libri comprati, ricevuti, presi in prestito e mi domando quali scegliere, quali portare in montagna, al mare, o anche solo in giardino o al parco. In totale libertà, mettendo un po’ da parte scadenze, impegni o altro. Noto che sono perlopiù miei acquisti, (in effetti compro troppi libri rispetto alle mie entrate), e perlopiù stranieri, alcuni era da tanto che volevo leggerli, alcuni sono riletture. E questa volta posso dire, buona lettura a me.
Ecco:
Lee Child – Prova a fermarmi (trad. Adria Tissoni)
Ben Pastor – Il morto in piazza (trad. Luigi Sanvito)
Nicola La gioia – La ferocia
Gunnar Staalesen – Satelliti della morte (trad. Maria Valeria D’avino)
Charles Willeford – Miami Blues ( trad. Emiliano Bussolo)
Hervé Le corre – Dopo la guerra (trad. Alberto Bracci Testasecca)
Simona Lo Iacono – Il morso
Katherine Mansfield – Tutti i racconti (trad. Maura Del Serra)
William McIlvanney – Strane lealtà (trad. Alfredo Colitto)
Yoshida Shuichi – L’uomo che voleva uccidermi (trad. Gala Maria Follaco)
Stephen King – Il miglio verde (trad Tullio Dobner)
Jim Thompson – Una spaventosa faccenda e altri racconti (trad. Eleonora Lacorte)
Elizabeth Arnim – Un incantevole aprile (trad. Sabina Terziani)
Eliselle – Il colore della nebbia
Edith Wharton – I ragazzi (trad. Elena Grillo)
Liu Fengwen – Peinture de femmes dans la Chine ancienne (trad. Virginie Chomier)
(Ce ne sarebbero altri, ma 15 libri in un mese penso che bastino).
::What book are you reading at the moment? – Scrittori che leggono
13 luglio 2017
Graham Greene – The Art Archive
In Italia non si legge. Non leggono neanche gli scrittori, si sente dire a volte. Lo so le statistiche avvalorano questa percezione. Calano i lettori forti, al massimo si vendono ancora i bestseller. Succede in Francia, ma anche da noi è così, forse peggio. Ecco questo mi ha spinto a porre la domanda del titolo ad alcuni scrittori, scelti senza un criterio preciso, senza escludere nessuno, forse guidata solo dalla facilità di raggiungerli. O dalla confidenza. O dal fatto che abbiano trovato interessante questa mia modesta iniziativa. Queste sono le loro risposte. Le posto in puro ordine di ricevimento.
Enrico Pandiani: sto finendo La ragazza sbagliata, di Giampaolo Simi (Sellerio).
Alessandro Bastasi: sto leggendo Panorama di Tommaso Pincio (NN Editore).
Stefano Di Marino: Zero Sum di Barry Eisler (Thomas & Mercer) molto bello. Una storia di John Rain giovane con l’abituale capacità dell’autore di rendere l’atmosfera di Tokyo.
Giancarlo Vitagliano: Il valzer dell’ impiccato Jeffrey Deaver (Rizzoli).
Roberto Saporito: Nell Zink Nicotina (Minimum Fax), e ho appena terminato Dana Spiotta Innocenti e gli altri (La Nave di Teseo), un gran bel romanzo.
Nicola Manuppelli Ho appena finito Corruzione di Don Winslow (Einaudi). Un capolavoro. Sto leggendo Since We Fell di Dennis Lehane (HarperCollins) (che qui fa riemergere in pieno il suo legame letterario con Andre Dubus, il libro ha un inizio meraviglioso) , una biografia di Archibald Macleish di Scott Donaldson e All My Friends Are Going To Be Strangers di Larry McMurtry (Simon & Schuster).
Alessandro Zannoni: Paolo di Orazio – Il morso dello sciacallo (Vincent Books), Alberto Alberici – Ceralacca (Minerva edizioni), Elisa Guidelli – Il colore della nebbia (Damster), Claudia Lamma – Jenny la Secca (Terra Rossa Edizioni).
Franco Forte: Il silenzio di Erling Kagge (Einaudi), un libro che riesce a rilassarmi l’anima.
Veronica Tomassini: rileggendo i racconti di Gogol (Adelphi).
Demetrio Paolin: in questo momento preciso sto leggendo un saggio scritto a quattro mani da J.M.Coetzee e da Arabella Kurtz. Dal titolo La buona storia (Einaudi).
Gilda Policastro: le letture vacanziere non sono ancora iniziate, per lavoro sto leggendo molta poesia, Marco Giovenale, Strettoie, Michele Zaffarano, Power pose, Marco Corsi, Pronomi personali, Maria Grazia Calandrone, Gli Scomparsi etc.
Pasquale Ruju: Corruzione di Winslow (Einaudi).
Raimond Benson: I just finished The Show That Never Ends by David Weigel (W. W. Norton & Company).
Andrea Pomella: sto leggendo Exit West di Mohsin Hamid (Einaudi).
Luigi Romolo Carrino: Sono a pag. 187, de La compagnia delle anime finte, Wanda Marasco (Neri Pozza). Ora in treno.
Alessandro Perissinotto: Il traduttore, di Biagio Bolocan (Feltrinelli).
Alessandro Girola: L’ultima rivelazione di Gla’aki, di Ramsey Campbell (Edizioni Hypnos), e Promuovi te stesso, di Riccardo Scandellari (Dario Flaccovio Editore).
Lorenzo Mazzoni: Levi Henriksen, Norwegian blues (Iperoborea).
Helena Janeczek: Anna Karenina nella traduzione di Claudia Zonghetti (Einaudi).
Wlodek Goldkorn: Paul Auster 4321 (Henry Holt and Co) in inglese; Michael Loewy e Robert Sayre Rivolta e malinconia (Neri Pozza); Anton Cechov, L’isola di Sachalin (Adelphi) e Johann Chapuotot Il nazismo e l’antichità (Einaudi).
Paolo di Orazio: I racconti fantastici di Guy de Maupassant (Mondadori).
Anthony Neil Smith: At the moment, I’m reading Caliban’s War by James S.A. Corey (Orbit), which is part two of the Expanse sci-fi series. A big space opera!
Enrico Remmert: Sto leggendo un saggio: Immersi nelle storie di Frank Rose (Codice Edizioni).
James Grady: I just finished Don Winslow’s The Force (William Morrow) and just started Joe Kanon’s The Defectors (Atria books), but I’m actually feeling in the mood for some poetry, maybe Billy Collins or Charles Simic, hoping for a new novel from either S.J. Rozan (she’s so cool) or Janet Skeslien Charles.
Francesca Battistella: Sto terminando Chiamami col tuo nome di André Aciman, Guanda ed. E La strega di Camilla Läckberg (Marsilio). In attesa: Simenon La scala di ferro, Adelphi, e della mia amica e collega Tiziana Silvestrin di Scrittura& Scritture Il sigillo di Enrico IV.
Giuseppe Culicchia: Terrore e modernità, di Donatella Di Cesare, Einaudi.
Danila Comastri Montanari: quelli letti nell’ultima settimana sono comunque due romanzi di Anne Perry (della serie di Pitt) e tre di Camilla Läckberg (Marsilio).
Germano Hell Greco: Cavour: Vita dell’uomo che fece l’Italia (I nodi), Giorgio Dell’Arti
Lawrence Block: The Late Show by Michael Connelly (Little, Brown and Company).
Dianne Emley: I’m reading My Name is Lucy Barton by Elizabeth Strout (Random House).
Alafair Burke: I just started an advanced copy of Karin Slaughter’s The Good Daughter (William Morrow). I can’t get any work done, because all I want to do is read!
Davide Mana: In questo momento sto leggendo due libri – un romanzo, The Caliban War, di James S.A. Corey (Orbit), e un saggio, Rationality, from AI to zombies, di un autore che ora guardo perché ha un nome complicato… Eliezer Yudkowsky (Machine Intelligence Research Institute).
Alan Furst: Here’s what I’m reading: The Thirty Years War by C. V. Wedgwood (NYRB Classics) In my research there’s always reference to the Thirty Years War as the first modern war, but this is very hard to understand, so I read this, twice, maybe I’ll read it again. Gregor von Rezzori is one of my absolutely favorite writers, and one of the worst creators of titles ever born. An Ermine in Sevastopol (NYRB Classics) is a really, really, strange book, but fascinating. But, I mean, the title!
Ben Pastor: A parte i testi di lavoro, che mi accompagnano sempre, la mia lettura al momento è Summer (Princeton University Press), di uno dei miei autori preferiti, Henry David Thoreau (1817-1862), trascendentalista americano e uno dei padri spirituali dell’ecologia mondiale. Il libro è uno dei quattro lunghi, bellissimi saggi sulle stagioni estratti dai suoi diari. Thoreau è meglio noto per Walden o Vita nei boschi e per Disobbedienza Civile (un’altra sua idea, per opporsi pacificamente agli abusi governativi).
Igiaba Scego: Ne sto leggendo due. Uno appena finito Il bottone di Puskin di Serena Vitale (Adelphi). Magnifico. Ora ho cominciato Il racconto dell’ancella di Margareth Atwood (Ponte alle Grazie).
Antonio Paolacci: Al momento ne sto leggendo due (uno è un romanzo, l’altro no): Il potere del cane, di Don Winslow (Einaudi), e Guida ai super robot, di Jacopo Nacci (Odoya).
Raul Montanari: Michel Houellebecq, In presenza di Schopenhauer (La Nave di Teseo).
Giulio Mozzi: In borsa (io leggo prevalentemente sull’autobus, sul tram, sul treno, nelle attese dell’autobus, del tram, del treno) ho in questo momento Giuseppe D’Agata, Il circolo Otes. Congegno narrativo, Feltrinelli 1966, pp. 275.
Wulf Dorn: Currently I’m reading Gwendy’s Button Box by Stephen King and Richard Chizmar (Cemetery Dance Pubns), and I like it.
Xiaolong Qiu: For the moment, I’m reading several collections of Yu Xuanji’s poems. Yu, a well-known Tang dynasty courtesan / poet / murderer, appears in a Judge Dee novel, and now in the background of a new Inspector Chen novel too (still in progress).
Loredana Lipperini: sto rileggendo Il racconto dell’ancella di Atwood (Ponte alle Grazie).
Al Guthrie: I’ve been reading science fiction and westerns lately for pleasure as I read so many crime novels for work. I’m currently reading Shorty by Clifton Adams, one of my favourite western writers (who also wrote one or two excellent noir crime novels).
Tess Gerritsen: to be perfectly honest, the book I’m reading right now is a textbook called … Wild Pigs in the United States by John H. Mayer. I know it sounds like a crazy book for me to be reading, but my son and I are making a documentary feature film about the history of human and pig interactions, and one of the subjects we cover is wild pigs in the US and abroad. (I know you have a problem with cinghiale in Italy, too!)
Michael Connelly: I just read The Driver by Hart Hanson (Dutton, Penguin Books).
Barry Eisler: I just started Tim Larkin’s When Violence Is the Answer (Little, Brown and Company ). I have a galley but it will be out soon—great self defense primer.
Craig Russell: At the moment, I’ve just started reading ‘The Master and Margarita’ by Mikhail Bulgakov. I’ve just finished the excellent thriller ‘Dark Ocean’ by Nick Elliot, which hasn’t been published yet (Nick is a friend and I got a sneak preview) and I’d like to read Paulo Coelho’s lastest novel ‘The Spy’ about Mata Hari if I can find the time in my writing schedule.
:: Letture estive, per andare sul sicuro
12 giugno 2017
Si sa in spiaggia ci si annoia, (forse un po’ meno in montagna) ma un libro a portata di mano è sempre quello che ci vuole. I libri di cui parlerò in questo post sono scelte sicure (parziali certo) ma sulle quali come si suol dire metterei la mano sul fuoco. Se amate il noir, il poliziesco, il thriller, questi dovrebbero fare per voi. Inizio con Jakob Arjouni, autore che se non conoscete dovete assolutamente segnare nella vostra agendina, padre del filone europeo dell’etno-thriller. Alcuni titoli: Fratello Kemal, Carta straccia, Eddy il santo, Happy birthday, turco!, ma ce ne sono altri, cercateli! (Tutti editi da Marcos Y Marcos). Andando verso i climi nordici segnatevi Matti Rönkä autore di Fratello buono fratello cattivo, e L’ uomo con la faccia da assassino. Anders Bodelsen, autore di Pensa un numero, e La borsa e la vita. E l’immancabile Gunnar Staalesen, qualisiasi suo libro su cui riuscite a mettere le mani va bene. Tutti e tre questi ultimi autori sono editi da Iperborea. Questo è un titolo del noir nipponico che non dovrebbe sfuggirvi, Tokyo noir. Chi semina odio raccoglie vendetta, Kenzo Kitakata, non so bene come si faccia a reperirlo, ma credo ce ne siano copie su ebay. Ha scritto anche altro, ma temo non tradotto da noi. Se non l’avete letto poi c’è da recuperare questo Io, Anna di Elsa Lewin. Se amate i thriller ambientalistici dove si ride al curaro, fa poi per voi Carl Hiaasen, con Una donna di troppo, ma ce ne sono altri, alcuni temo solo in inglese. Il burattino di Jim Nisbet non è male, come è assolutamente da riscoprire L’abisso della solitudine di Boston Teran. Poi ci sono i classici Lee Child, Michael Connelly, James Lee Burke e Qiu Xiaolong, autore della serie dell’ispettore Chen Cao, tutti e quattro autori con cui andate sul sicuro. Buona estate!
:: E per Natale regalate un libro – 2016
21 novembre 2016
Come l’anno scorso, in occasione del Natale, ho chiesto ai collaboratori di Liberi di Scrivere di elencarmi 5 libri da regalare in queste festività. Qui di seguito alcuni consigli, in parte aggiornati anche con le più recenti novità, ma ci sono anche numerosi classici. Nella mia lista ho scelto 5 libri di quelli comprati in questi giorni. Consiglio comq di vedere anche le scorse stagioni della rubrica, troverete sicuramente consigli adatti ad ogni occasione. Seguiteci, che man mano aggiorno il post.
Questi sono i miei:
Racconti del jazz, Francis Scott Fitzgerald, Mondadori 1999, Traduttori: Giorgio Monicelli, Bruno Oddera
Genius, Andrew Scott Berg Elliot editioni 2016, Traduzione di Monica Capuani
Strane lealtà, William McIlvanney, Feltrinelli 2016, Traduzione di Alfredo Colitto
Il mio angelo ha le ali nere, Elliott Chaze, Mattioli 1885 2016, Traduzione di Nicola Manuppelli
On writing, autobiografia di un mestiere, Stephen King, Frassinelli 2015, Traduzione Giovanni Arduino
Irma Loredana Galgano
Giorgio Glaviano “Sbirritudine” Rizzoli
Carlo Petrini “Buono Giusto Pulito” Slow Food- Giunti
L.K. Brass “I mercanti dell’Apocalisse” Giunti
Roberto Corradi “Manuale distruzione” Sperling Kupfer
Daniele Autieri “I giorni della cagna. La presa di Roma” Rizzoli
Maria Anna Cingolo
-“Se una notte d’inverno un viaggiatore“, Italo Calvino
-“La via del male“, Robert Galbraith
-“Una stanza tutta per sé“, Virginia Woolf
-“Il porto proibito“, Teresa Radice e Stefano Turconi
-“Uomini e topi“, John Steinbeck
Viviana Filippini
– La trilogia di Kent Haruf (cofanetto),
– Furore di Steinbeck
– Fiabe islandesi ed iperborea
– Olga di carta della Gnone
– Anna Edes, Dezso Kosztolànyi, ed, Anfora.
Elena Romanello
Kobane calling di Zerocalcare
Victoriana di Franco Pezzini
Solo per sempre tua di Louise O’Neill
I grandi romanzi di Wilkie Colllins
La principessa nel bosco di Neil Gaiman
Federica Belleri
–Come bestie ferite, di Luca Bonzano
–Il mandarino meraviglioso, di Asli Erdoğan
–Spaghetti Paradiso, di Nicky Persico
–Il prigioniero della notte, di Federico Inverni
–Bianca da morire, di Elena Mearini
Daniela Distefano
Lettere dal confino di Leone Ginsburg;
Quaderni del carcere di Antonio Gramsci;
I racconti di Italo Calvino.
Il Vangelo secondo Giovanni;
Il Diavolo e la signorina Prym di Paulo Coelho
Lorenzo Mazzoni
La fortuna ti sorride, Adam Johnson (Marsilio);
London Orbital, Iain Sinclair (Il Saggiatore);
Appunti da un bordello turco, Philip O Ceallaigh (Racconti Edizioni); Warlock, Oakley Hall (Edizioni SUR);
Il simpatizzante, Viet Thanh Nguy (Neri Pozza)
Lucilla Parisi
Una moglie a Parigi – Paula McLain (Neri Pozza)
A sud del confine, a ovest del sole – Haruki Murakami (Einaudi)
Odio sentirmi una vittima – Susan Sontag (Il Saggiatore)
M Train – Patti Smith (Bompiani)
La mia vita con Picasso – Francoise Gilot e Carlton Lake (Donzelli)
Micol Borzatta
“Shantaram” – Gregory David Roberts (Neri Pozza)
“Ninfee nere” – Michel Bussi (E/O)
“La donna della cabina numero 10” – Ruth Ware (Corbaccio)
“Una presenza in quella casa” – Paige McKenzie (Giunti)
“Il risveglio di Sunshine” – Paige McKenzie (Giunti)
Diego Di Dio
Il Buio Dentro (Antonio Lanzetta)
La mappa della città morta (Stefano Santarsiere)
Neve, cane, piede (Claudio Morandini)
La collera di Napoli (Diego Lama)
Dylan Dog- dopo un lungo silenzio (Tiziano Sclavi)
Giulia Gabrielli
Il viaggio di Elisabet, Jostein Gaarder : per primo, assolutamente, è la cosa più natalizia che conosco e la più tenera
Annientamento, Jeff VanderMeer : è il libro che ho ricevuto io lo scorso natale e uno di quelli che ho più apprezzato quest’anno
Bone, Jeff Smith : altro regalo di natale, ma di un paio di anni fa. Un fantasy dal tratto dolce e morbido, adattissimo alle festività
Lo Hobbit, J.R.R. Tolkien : perché non si possono passare le feste senza un po’ di Tolkien
Un pacifico matrimonio, Doris Lessing : profondo e riflessivo, questo è da leggere in un momento in cui gli si può dedicare molto del proprio tempo.
Giovanni Choukhadarian
Mario Baudino, Lo sguardo della farfalla, Bompiani
Alessandro Zaccuri, Lo spregio, Marsilio
Quello enorme che ha vinto lo Strega, che è un gioiello
Piersandro Pallavicini, ibidem, Feltrinelli
Amleto da Silva, Degenerati, LiberAria Editrice


























