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:: Un’ intervista con Barbara Cantini

13 dicembre 2017

barbara-cantini-mortinaBenvenuta Barbara su Liberi di scrivere, e grazie di aver accettato questa intervista, scrittrice e illustratrice, hai creato per la tv prima di dedicarti all’illustrazione per ragazzi. Parlaci di te, racconta qualcosa della tua vita ai nostri lettori.

E’ facile intuire che mi piace disegnare e raccontare storie di personaggi e mondi in cui posso entrare grazie a matita e colori. Cerco di trasmettere in quello che faccio il mio immaginario, che si forma a partire dalle piccole cose, dai ricordi della mia infanzia, dai racconti di vite altrui, dagli incontri fatti, dall’aver scoperto e continuare scoprire cose che amo, dal vissuto in generale insomma, che sia esso artistico, emozionale, culturale, quotidiano. Scrivere e disegnare storie mi aiuta a fare ordine in me stessa e molto disordine sulla scrivania.
Compro anche un sacco di libri, mi prendo cura delle mie bambine, mi circondo di gatti da abbracciare (ne ho 4!) e in generale stravedo per gli animali, non resisto ad acquistare compulsivamente tovagliolini di carta decorati, mi piace camminare all’aria aperta e molto incostantemente (!) pratico Yoga.

Che studi hai fatto? Quali sono state le tue prime esperienze formative?

Ho una formazione liceale di tipo artistico perché fin da piccola sapevo che avrei “disegnato”, una laurea e una breve parentesi nel settore del restauro, perché purtroppo ascoltando gli altri ho dubitato che “disegnare” potesse non essere un lavoro “serio”. E infine una scuola triennale di animazione cartoon, perché grazie a Dio la mancanza del disegno ha iniziato a urlare forte facendosi sentire e ricordandomi “il mio centro”, che fino alla maggiore età era sempre stato chiaro. Dopo il diploma in cartoon animation ho lavorato per tre anni in uno studio di animazione, esperienza assai formativa dove ho perfezionato e imparato molte cose, dal rispetto delle scadenze e i ritmi di lavoro, al clean-up, alla colorazione digitale, all’animazione vera e propria e a lavorare in team. Da lì in poi, dopo aver partecipato e vinto il concorso “L’Illustratore dell’Anno” di Città del Sole, ho scelto di dedicarmi all’illustrazione in modo esclusivo, ritrovandomi però a svolgere un lavoro in solitaria e perdendomi lo scambio diretto con i colleghi, ma soprattutto le chiacchiere delle pause caffé! 😀

Che responsabilità implica occuparsi di letteratura per ragazzi? Senti di dover fare un’attenzione particolare verso i tuoi piccoli lettori?

Implica senz’altro molta responsabilità per i contenuti e la forma in cui questi vengono veicolati, ma è una responsabilità che penso si debba affrontare con la giusta dose di leggerezza, ovviamente intesa non come superficialità, ma intesa come garbo, fantasia e ironia. I bambini hanno la capacità di sentire se qualcosa suona falso, moralistico o anche solo banale. Ogni autore ha la sua “voce” e il suo modo di raccontare, io come autore di testi sono all’inizio, ma posso dirti che il linguaggio che mi è più congeniale e che cerco di adottare è quello dell’ironia e della delicatezza, e chi mi conosce molto da vicino sa che la mia scrittura corrisponde proprio al mio modo di essere.
L’augurio che mi faccio è quello di riuscire a raccontare storie che contribuiscano nel loro piccolo, a sviluppare empatia nei bambini. Per me l’empatia è il sentimento più importante alla base delle relazioni con gli altri e con il mondo, e vorrei arrivarci proprio attraverso la delicatezza e l’ironia delle storie.

Ho letto il tuo ultimo libro illustrato Mortina –Una storia che ti farà morire dal ridere e mi è piaciuto davvero tanto. Come è nata l’idea di scriverlo?

Sono felice che ti sia piaciuto:) L’idea è nata in seguito “all’arrivo” del personaggio.
Mortina si è presentata molti anni fa, quando ancora frequentavo la scuola di animazione, ma è rimasta in attesa, come chiusa in soffitta per diverso tempo, facendo capolino però di tanto in tanto per ricordarmi che “Ehi, io son qui, ti ricordi di me?!?”.
Quando mi sono decisa ad ascoltarla ho iniziato via, via a vedere il mondo intorno a lei e a delineare la sua storia. Mi sono poi resa conto che (inconsciamente) ci sono dei piccoli rimandi a personaggi e situazioni della mia storia familiare materna, mischiati insieme al mio immaginario artistico, visivo e culturale.

Halloween è più che altro un pretesto, è una storia che si può leggere tutto l’anno, non trovi?

Sì, senz’altro! E mi auguro che sia così 🙂 Non vorrei che l’appeal “Halloweenesco” risultasse troppo penalizzante per il libro, sarebbe un peccato. La scelta di questo tipo di ambientazione nasce sì da una mia propensione (risalente all’infanzia) verso l’immaginario di questa festa, ma è anche fondamentale per lo snodo principale del testo, ovvero il piano orchestrato da Mortina.

Quali sono i temi principali che affronti nel libro?

Premetto che quando ho scritto la storia non ho deciso “a tavolino” di scrivere qualcosa che trattasse determinati argomenti. I temi principali che si possono individuare nel libro sono direi “classici”, ma sono tra i più importanti per la formazione dell’individuo. Si parla di amicizia, della ricerca dell’amicizia, che passa dalla paura di non essere accettati per come siamo, dalla paura di avere qualcosa di grottescamente sbagliato da non poter piacere agli altri. Ma parla anche del coraggio di scavalcare queste paure e di sovvertire alcune regole dettate “dai grandi” che talvolta appaiono troppo rigide (e insensate?) in nome di un obbiettivo per noi giusto e importante. Tutto questo è trattato in modo umoristico, parodiato, tra citazioni e doppi sensi delle parole.

Ho visto il book trailer, e a dire il vero anche il tuo blog, in cui ci sono bellissime immagini animate. Diventerà mai un cartone?

Magari! Nella mia immaginazione Mortina “vive” (passatemi il termine in riferimento a una zombie!) si muove e parla, avrei anche già in mente la voce della doppiatrice che  vorrei. Tutto il libro è nato e pensato in movimento nella mia testa, non come immagini statiche. A differenza di altri lavori, qui è come se avessi avuto una telecamera che ha seguito i personaggi che recitavano nella storia. Non so se questo è avvenuto perché si tratta del mio primo libro in cui sono anche autore, in cui cioè c’è una diretta corrispondenza tra testo e immagini, ma è il libro in cui più ho avvertito feeling e armonia tra storia e immagini.
Spero davvero che prima o poi qualcuno voglia “dare vita” a Mortina. Per adesso i miei amici ed ex-colleghi di Studio Cartobaleno hanno realizzato il bellissimo booktrailer che hai citato, ma purtroppo resta solo un piccolo assaggio di animazione! Quindi, se qualcuno fosse interessato si faccia pure avanti 🙂

Hai scritto la storia e disegnato le immagini. Cosa ti piace di più scrivere o disegnare?

Se mi chiedi di scegliere ti rispondo senz’altro disegnare, è il mezzo che mi è più congeniale e che mi viene più naturale, ma in fondo attraverso le immagini non raccontiamo delle storie?

Hai trovato maestri che ti hanno particolarmente aiutata durante la tua carriera con consigli, suggerimenti, veri e propri insegnamenti?

Sì. Il ruolo degli insegnanti secondo me è determinante per la formazione, non solo intesa come formazione nella materia da apprendere, ma anche come formazione dell’individuo attraverso i giusti stimoli, le domande e le critiche, anche quelle “crude”, se necessarie. Ricordo Elvira, maestra alle elementari che tra le prime mi ha appoggiato, sottolineando anche con mia madre la mia inclinazione artistica da coltivare. Ricordo il prof. d’arte alle medie, un vulcano di idee e preparatissimo, che mi ha sempre stimolato e appoggiato e che in un’occasione seppe criticare il mio lavoro in modo molto diretto, ma assai efficace per il mio miglioramento.
E anche negli anni del Liceo ricordo molti professori d’arte che mi hanno dato, con modalità differenti, insegnamenti importanti. Le famose “critiche costruttive” e gli apprezzamenti argomentati, sono state le cose che forse più mi hanno aiutato a fare uno scatto di crescita o a mettere meglio a fuoco la mia direzione. Insieme alla proposta di testi d’arte che sono fondamenti dell’educazione visiva, alle mostre e agli spettacoli teatrali con fantastiche visite al dietro le quinte, anche ai tempi dell’Università.
Infine gli insegnanti della scuola di animazione, che mi hanno dato anche un suggerimento semplice e vero: disegnare, disegnare, disegnare. Alla fin fine è solo così si acquisisce scioltezza, bravura e si “fissano” preziose idee.

Progetti per il futuro?

Adesso sono a lavoro sul secondo libro di Mortina, che dovrebbe uscire nella seconda metà di Marzo. Ne seguirà poi anche un terzo per questa estate, facendo diventare Mortina una serie di tre volumi. Il primo libro non era nato con questo intento, mi è stato proposto successivamente dall’editore e ho accettato volentieri di scrivere altre due storie, dato che sono molto affezionata al personaggio di Mortina. Saranno due avventure con un piccolo mistero da risolvere, in linea con l’ambientazione zombie, ma non più con Halloween. In ciascuna storia comparirà un nuovo personaggio.
E dopo il ciclo di Mortina, ho in fase embrionale un progetto come illustratrice con un editore americano con il quale ho già collaborato, ma che per adesso è in stand-by. Poi, come autore/illustratore (e questa è la modalità in cui mi sento meglio) ho diverse altre idee da sviluppare, staremo a vedere quali di queste prenderanno la luce!

:: Mortina –Una storia che ti farà morire dal ridere di Barbara Cantini (Mondadori 2017)

9 novembre 2017

barbara-cantini-mortinaHalloween è già passato con la sua scia di zucche intagliate, dolci speziati e favole dell’orrore, ma ciò non mi impedisce di parlare di un libro delizioso che solo incidentalmente è ambientato a Halloween. I temi che tratta sono infatti universali e narrati con così tanta delicatezza e umorismo che sarebbe un vero peccato relegare il libro in un unico periodo dell ‘anno. Si intitola Mortina –Una storia che ti farà morire dal ridere, è un libro illustrato a colori di 48 pagine, con copertina cartonata e ci parla di una bambina molto speciale: una bambina zombie. Testo e illustrazioni sono della bravissima Barbara Cantini, che caratterizza le sue figure oltre che con una grande originalità di tratto, anche con una simpatia e una verve davvero contagiosa che si trasmetterà sicuramente ai piccoli e grandi lettori che sfoglieranno il libro. Sebbene consigliato dai 6 ai 9 anni, credo sia adatto a tutte le età. E avendo visto il book trailer qui vi assicuro non mi dispiacerebbe se diventasse un cartone. Ma conosciamo meglio Mortina. Mortina è una bambina simpatica e dolcissima dall’aspetto insolito. Non ha il colorito roseo delle altre bambine. Anzi è decisamente bianca. O meglio di un pallore mortale, tendente al grigio- verdognolo. I suoi occhi sono rotondi come palle, e sporgenti, contornati da due livide occhiaie. I suoi arti si possono staccare e ricucire. Vive insieme alla zia Dipartita in una grande casa circondata da un parco. Come unico amico ha un simpatico levriero albino di nome Mesto, ma il suo più grande desiderio è quello di avere per amici bambini della sua età, per poter giocare e non essere costretta a stare sola. Non ostante i divieti della zia che pensa che una bambina come lei non sarebbe mai accettata, la grande occasione arriva a Halloween. Tutti saranno mascherati, non si accorgeranno del suo aspetto insolito e forse spaventoso. Ma sarà davvero così? Cosa succederebbe se i bambini del villaggio scoprissero che lei non si maschera, che lei è una piccola zombie davvero? Non vi anticipo cosa succederà, vi lascio il piacere della scoperta, ma colgo l’occasione per fare alcune riflessioni che il libro mi ha ispirato. Intanto ci si domanda cosa sia la normalità, e se la diversità faccia davvero così paura e non possa anzi arricchire le persone con cui entriamo in contatto. Mortina è diversa dagli altri bambini, ma non per questo peggiore. Anzi è dolce, amichevole, generosa, spiritosa. Non si arrende di fronte alle difficoltà, ma anzi trova soluzioni creative e originali per superarle. Trasmette un messaggio positivo, un invito a fare lo stesso. E a non avere paura delle reazioni degli altri. Molte volte sono davvero capaci di sorprenderci.

Anticipo che Barbara, l’autrice, è simpatica quanto il suo personaggio e ha accettato di rispondere a qualche mia domanda. Le sto scrivendo proprio in queste ore. A prestissimo, dunque.

Barbara Cantini, scrittrice e illustratrice, ha creato per il teatro e per la tv prima di dedicarsi all’illustrazione per ragazzi.

Source: libro inviato dall’ editore, si ringrazia Giulia dell’ Ufficio Stampa Mondadori Ragazzi.

:: Halloween for kids: qualche libro e due ricette golose

31 ottobre 2017

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Questa notte è la magica notte di Halloween, festa molto amata da bambini e ragazzi, le cui origini per certi versi sono molto antiche si ricollegano ai culti celtici. I morti, la paura della morte, viene così esorcizzata anche oggi con grandi festeggiamenti, banchetti, scherzi, mascheramenti, anche se le caratteristiche che ha assunto ai nostri giorni, per lo meno la festa consumistica più nota, nascono da un passato recente e perlopiù nordamericano.

Ma non solo, Día de Muertos, Il giorno dei morti è una delle principali feste messicane, e diciamo di molti paesi del Sudamerica, e trae le sue origini da culti precolombiani. Poi con l’avvento del cristianesimo abbiamo la festa di Ognissanti il primo novembre e quella dei Morti il 2 novembre.

Credo rappresenti un’ esigenza imprescindibile dell’animo umano, mantenere un legame coi propri morti, con coloro che si è amati e nello stesso tempo consente di esorcizzare la paura dell’ ignoto e della morte. Già da bambini, quando il mondo della fantasia è un terreno sconfinato e reale. Mostri, streghe, vampiri, tutte le creature fantastiche che questa notte prendono vita, rappresentano proiezioni fantastiche di esigenze reali, deridere il male, dandogli una dimensione comica e buffa. Per non averne paura. Tutto molto più serio di quanto si possa pensare superficialmente.

Consiglio tre libri da regalare, in questa occasione:

Frida e Diego – Una favola messicana, albo davvero bellissimo di Fabian Negrin edito da Gallucci, e un romanzo per ragazzi Il sangue di Viridiana. Wildwitch. Vol. 2 di Lene Kaaberbol pubblicato sempre da Gallucci questa volta nella collana Universale d’Avventure e d’Osservazioni. E poi un libro divertentissimo, Mortina. Una storia che ti farà morire dal ridere di Barbara Cantini, scrittrice e illustratrice, edito da Mondadori che ci parla di una bambina zombie super simpatica.

Dolci tipici di questa festa sono numerosi:

dai biscotti alla zucca, alle dita della strega, ai fantasmini di glassa, o agli scheletri di zucchero. Come i Calaveras o il Pane dei morti tipici del Messico. Io vi segnalo due ricette semplici che ho trovato in rete, ben spiegate e dall’ effetto sicuro:

Biscotti di zucca glassati qui

Dita della strega qui

Buon Halloween a tutti!