Posts Tagged ‘Prova a fermarmi’

:: Prova a fermarmi di Lee Child (Longanesi 2017)

27 ottobre 2017

prova a fermarmiProva a fermarmi, (Make Me, 2015) del maestro indiscusso del thriller d’azione Lee Child, uscito in Italia per Longanesi nella collana La Gaja Scienza (volume 1273) scritto in terza persona e tradotto da Adria Tissoni, è il ventesimo romanzo della serie che vede protagonista assoluto l’iconico Jack Reacher, eroe americano sui generis, qui più cattivo del solito (quando accelera la morte di un cattivo agonizzante ho detto ohibò!) e quando spara in faccia a un criminale ucraino senza un attimo di tentennamento ho detto (ohibò un’ altra volta). Anzi Prova a fermarmi, è un romanzo più cattivo del solito non solo per un incattivimento del protagonista. Innanzitutto quando scoprirete il mistero che tiene solidamente in mano la struttura narrativa del romanzo (per metà vagherete spiazzati senza immaginare letteralmente niente), capirete di cosa parlo.
Lee Child ha una filosofia tutta sua, vuole indagare il male insito nella società americana, nascosto nelle pieghe più rassicuranti di quegli sconfinati scenari fatti di campi di grano, silos, fattorie, e abitati da campagnoli (i classici rednecks e white trash) apparentemente innocui, faccia rassicurante dell’America più profonda che vota Trump.
Naturalmente Lee Child lungi da fare un discorso politico sforna romanzi di evasione, ma ciò non toglie che il ritratto che fa dell’America sua patria di’adozione (lui è britannico), ha nulla dello scontato. Procurarsi armi è la cosa più facile del mondo (Lee Child ci descrive uso, qualità, tipo di proiettili e effetti collaterali di pistole, mitragliette, Uzi con dovizia di particolari) per esempio. E questo più che facilitare la legittima difesa (tiene la pistola in camera da letto?, chiede dubbioso Reacher a un medico che si è armato per difendere la famiglia) da come dire carta bianca ai criminali e alla loro inventiva nel trovare modo per fare soldi sporchi. E ai villici di Mother’s Rest l’inventiva è proprio ciò che non manca.
Ma come ci finisce Jack Reacher a Mother’s Rest, snodo ferroviario e località agricola (affatto una metropoli) tra silos, campi di grano, qualche capannone, qualche casa, un emporio, uffici per i commercianti di sementi e i venditori di fertilizzanti, un veterinario per animali di allevamento, un ufficio che offriva servizi di Western Union, MoneyGram e DHL, un motel e un ristorante? Per curiosità, la dannata curiosità che lo caccia sempre nei guai. Vuole scoprire il significato di Mother’s Rest, perché quel punto della mappa si chiama così. Quale è la storia di quel nome. Naturalmente lo scoprirà ma prima sarà catapultato in una storia nera, brutta e cattiva, disseminata di morti. Non solo uccisi da Jack Reacher.
Qui i cattivi della storia battono davvero ogni record immaginabile, toccano il fondo e scavano, compiendo cose che il peggior ergastolano si rifiuterebbe di fare. Ma l’ avidità e tanta, le occasioni a Mother’s Rest poche e cosa si può fare quando si vuole guadagnare tanti ma tanti soldi?
Ma andiamo con ordine, Jack Reacher scende dal treno e incontra una donna, che lo scambia per stazza e corporatura con un suo collega di cui ha perso le tracce, iniziando ad essere seriamente preoccupata. Michelle Chang:

Era asiatica ma non minuta. Uno e settantacinque, forse anche ottanta. E aveva una corporatura ben proporzionata, non era un’ esile top model pelle e ossa. Aveva una quarantina d’ anni, lunghi capelli neri, jeans, una T-shirt sotto una giacca corta di cotone e ai piedi un paio di scarpe con i lacci.

Così la descrive, ha perso le tracce di Keever, e ormai è certa che abbia fatto una brutta fine, ma vuole capire perché, vuole capire in che indagine si era cacciato. Sia Keever che la bella Chang ex agenti FBI ora lavorano per una compagnia investigativa con filiali in quasi tutto il paese (un ex agente FB o in pensione e un fax).
Cosa spinge Jack Reacher a volerle dare una mano? Innanzitutto lo strano comportamento dei villici del luogo che fanno di tutto perché si tolga dai piedi e non metta il naso nei loro traffici.
Dicevo per metà del romanzo si brancola nel buio, la bravura di Lee Child è di costruire una storia che ci fa intuire delle profondità inaspettate ma non ce le fa vedere. Dopo un po’ vogliamo capire cosa c’è sotto. Sapere che fine ha fatto Keever e su cosa indagava.
E di carne al fuoco ce ne è molta, un giornalista investigativo scientifico, un volontario di una biblioteca di Chicago, sua sorella e la sua famiglia, e una pazza corsa da Chicago a Los Angeles e San Francisco. E Le tracce di tutto nascoste nel Deep Web, il lato oscuro di Internet, terra sconfinata di tutti i traffici criminali più abbietti.
Jack Reacher non si fa impressionare, ne prende tante, tanto da guadagnarsi un mal di testa epocale, ma anche tante ne dà. Scopre tutto, organizza un piano e coi suoi fidi alleati lo porta a termine.
E riprende il suo viaggio, ma che sia che questa volta si sia innamorato davvero? Aspettiamo tutti la prossima avventura, sarà la ventunesima, per scoprirlo. In America è già uscita Night School, anche la 22° No Middle Name. Più l’inedita 23° The Midnight Line, uscirà il 7 novembre per Delacorte Press.
Buona lettura!

Lee Child è nato a Coventry, in Inghilterra, nel 1954. Dal 1977 lavora come autore televisivo, ma nel 1996 perde il lavoro presso una società di produzione televisiva e decide di dedicarsi alla letteratura. Il suo primo romanzo, Zona pericolosa, vince l’Anthony Award per la miglior opera prima; il suo secondo romanzo, Destinazione Inferno, vince il W.H. Smith Thumping Good Read Award.
Nel 1998 si trasferisce negli Stati Uniti. Vive tuttora a New York City.
I suoi romanzi hanno tutti come protagonista il personaggio di Jack Reacher, un ex ufficiale della polizia militare statunitense che, dopo aver lasciato l’esercito, decide di iniziare una vita di vagabondaggi attraverso gli Stati Uniti, libero dai vincoli e dai condizionamenti del “sistema”. Duro come pochi e dotato di un innato senso di giustizia, Reacher si presenta come un cavaliere solitario di altri tempi, che pur non cercando guai è sempre pronto ad aiutare i più deboli e a correre in soccorso degli amici, per poi riprendere il suo cammino senza meta al termine di ogni avventura.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Tommaso dell’Ufficio stampa Longanesi (appassionato di Reacher quanto me).

:: Magia Invernale Tè nero & Prova a fermarmi di Lee Child

28 settembre 2017

20170928_083600

Iniziamo oggi la preziosa collaborazione con PETER’S TeaHouse che confesso mi rende molto felice, con una premessa: io sono una forte consumatrice di tè, tisane e in minor quantità caffè. Per questione di prezzo non sempre posso acquistare tè pregiati, ma posso garantirvi conosco e apprezzo la differenza tra un tè dozzinale comprato al supermercato e un tè sfuso di qualità. Ho gusti e preferenze del tutto personali, (ho richiesto per esempio all’azienda unicamente tè nero, il mio preferito) ma sono curiosa e mi piace sperimentare, per cui in futuro non sarà impossibile che assaggi anche altri tipi di tè.

Ma ora vediamo perché si chiama tè nero e come è composto

Il tè nero è un tè le cui foglie assumono un colore molto scuro per via dei processi di fermentazione e essicazione, che gli conferiscono anche quel particolare aroma, molto intenso, che me lo fa preferire tra gli altri. Durante l’infusione il colorito tenderà al rossiccio.

Quando si assaggia un tè di qualità è difficile tornare indietro e poi accontentarsi, quindi siate consapevoli che il viaggio che intraprenderete dà assuefazione.

E’ un tè forte, robusto, molto energizzante, indicato soprattutto per la prima colazione. Ma naturalmente potrete berlo anche in altre ore del giorno. Evito giusto di berlo alla sera. Preferendo una tisana.

Il primo tè che ho assaggiato è stato Magia Invernale Tè nero. E’ un tè pregiato. Costa € 6,10 all’etto. E’ composto da una miscela di tè neri provenienti da Ceylon e dalla Cina, alla quale si aggiunge MANDORLA, fiori di girasole, fiordaliso, cartamo, aroma naturale di mandorla, amarena e limone.

Valori nutrizionali 100ml: Energia. 2kJ/ 0kcal, grassi 0g (saturi 0g), carboidrati. 0g (zuccheri 0g), proteine 0,1g

È un tè superbo, vellutato, dalla miscela calda e aromatica, ottimamente bilanciato. Me ne sono subito innamorata. (Peccato che non potete sentirne il profumo ma vi assicuro è molto piacevole).

Ora vediamo come si prepara

La cosa principale quando si prepara una buona tazza di tè, oltre alla scelta del tè stesso, è l’acqua. Se non avete alternativa e l’acqua del vostro acquedotto è buona, (priva di calcare e di sapore di cloro) potete anche usarla, ma è preferibile usare acqua naturale poco mineralizzata e mi raccomando bollitela una volta sola.

Per la preparazione del Magia Invernale Tè nero è consigliato portare l’acqua a una temperatura di 95 °. (Spegnete il fuoco un  attimo prima della piena bollitura).

Dosi consigliate: 1 cucchiaino di tè per tazza, uno per la teiera.

Scaldate la teiera, versate l’acqua tolta dal fuoco e mettete il tè in infusione dai 3 ai 4 minuti, a secondo del gusto. Poi filtrate o utilizzate un infusore da tè.

Usate tazze di ceramica o di vetro. Anche se non è tradizionale io adoro la trasparenza del vetro e vedere il colore del tè.

Sì beve caldissimo ma non bollente, attenzione a non ustionarvi la lingua o non ne protrete apprezzare il sapore.

E’ un tè intensamente profumato sia fresco che in tazza dopo l’infusione. Il sapore di mandorla è prevalente, ma l’aroma floreale è delizioso e ben si sposa con il tutto.

E’ un tè invernale, fortemente aromatizzato, dal sapore intenso e deciso, dal colore denso e rossiccio. Se non amate questo tipo di tè orientatevi verso tè più leggeri e meno corposi.

Potete trovarlo qui.

Consigli per la conservazione

Il tè fresco è sensibile al calore, alla luce e soprattutto all’umidità. Tutte queste tre componenti possono innescare processi chimici che attiverebbero gli enzimi in esso contenuti e lo deteriorerebbero. Perciò conservatelo lontano dalle fonti di calore, al buio, e in luoghi asciutti e ventilati. Non conservate il tè in frigorifero o nel freezer mi raccomando.

I tè freschi hanno date di scadenza? Sì. Controllatela sempre e attenetevi alle istruzioni.

Il tè nero fa bene alla salute? Sì. Non è un elisir di lunga vita ma poco ci manca. E’ drenante e diuretico, contentiene anti ossidanti, può coadiuvare le terapie dell’asma e della bronchite, è fonte di benessere sia per il fisico che per l’anima.

Dolcificati o naturali?

Per gustare l’aroma autentico il tè (oltre a essere correttamente conservato e non “bruciato” durante la preparazione) andrebbe bevuto senza dolcificanti, amaro, al naturale. E’ una questione di abitudine, che si acquisisce con l’uso. Io per esempio ho imparato a bere tè al gelsomino pasteggiando nel mio ristorante cinese di fiducia. Anche nel caso di diete, non contiene calorie, per cui è una bevanda fortemente indicata.

Il sapore del tè amaro può non piacere e naturalmente si possono usare dolcificanti come zucchero white, zucchero di canna, latte o miele.

Io consiglio un compromesso. Tè amaro, e a parte biscottini o torte fatte in casa.

Costruirsi l’area relax deve diventare una tradizione di pace e di benessere, e non è tutto migliore quando dosiamo gli ingredienti e facciamo le cose con le nostre mani? Sempre meglio il poco ma di ottima qualità. Ci viziamo, e nello stesso tempo contribuiamo al nostro benessere.

Consiglio goloso

Magia Invernale Tè nero lo consiglio con biscotti casalinghi al caramello. Per la preparazione, ho trovato ottima questa guida, dettagliata e facile da seguire anche dalle cuoche meno esperte: qui.

Curiosità letteraria:

Si beve tè anche nei libri, molti scrittori sono insospettabili cultori di questo piccolo rito, oggi vi parlo di George Orwell che il 12 gennaio 1946 scrisse per l’edizione serale del quotidiano “Evening Standard” un celebre articolo su come si prepara una perfetta tazza di tè. Qui troverete un estratto audio delle sue 11 regole.

E ora veniamo al mio consiglio di lettura:

Magia Invernale Tè nero è perfetto leggendo Prova a fermarmi di Lee Child. Due personalità decise, sia il tè che il protagonista del romanzo. Buona lettura!

E un ultimo consiglio, non abbiate fretta, sorseggiate il tè lentamente in compagnia di felici pensieri.

Source libro: libro inviato dall’editore, ringraziamo Tommaso dell’ Ufficio stampa Longanesi.

Source tè: campione omaggio gentilmente inviato da PETER’S TeaHouse, ringraziamo Mattia dell’ ufficio marketing.