:: The dinner party di Freida McFadden (Newton Compton, 2025) a cura di Patrizia Debicke

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Freida McFadden ci sorprende perché stavolta decide di abbandonare il terreno del thriller psicologico tradizionale per cimentarsi in un insolito esperimento narrativo. The Dinner Party non è infatti un romanzo da affrontare seguendo il classico percorso dalla prima all’ultima pagina. È piuttosto un gioco letterario, un omaggio ai noti libri “Scegli la tua avventura”, nel quale il lettore smettendo  di essere solo uno spettatore, diventa il protagonista della storia.
La premessa è semplice ma indispensabile. L’eroina si trova in una disperata situazione: senza denaro, con l’affitto diventato impossibile da pagare e lo spettro dello sfratto sempre più vicino. Poi l’offerta di un amica sembra piovere dal cielo: dovrebbe fare la cameriera durante una cena privata organizzata in una villa isolata sulle montagne di Peyton’s Peak.
Il compenso offerto è talmente generoso da apparire quasi irreale. E proprio questo squilibrio alimenta fin dall’inizio un senso di inquietudine. Se il guadagno è così elevato, il prezzo da pagare sarà solo una serata di lavoro?
Da questo momento tuttavia la storia comincia a cambiare continuamente direzione. E a decidere invece dell’autrice, sarà lettore. Accettare l’incarico oppure rinunciare? Fermarsi per aiutare un autostoppista o proseguire? Imboccare una strada o un’altra? Ogni scelta fatta cambierà radicalmente il corso degli eventi, dando vita a differenti percorsi e a tanti finali possibili. Andando avanti, più che leggere un romanzo, pare di partecipare a una sorta di escape room costruita sulla carta, dove ogni decisione può trasformarsi nella chiave della salvezza oppure nell’anticamera del disastro.
Freida McFadden si diverte a giocare con i cliché del thriller e dell’horror, mescolando suspense, ironia e situazioni volutamente sopra le righe. L’atmosfera si mantiene leggera anche quando il racconto imbocca sentieri decisamente inquietanti. Il registro non segue mai il realismo assoluto, scegliendo subito il gusto del paradosso, dell’assurdo e del continuo colpo di scena. Impostazione che rende la lettura veloce e coinvolgente, evidentemente per chi accetta in partenza di lasciarsi trascinare senza pretendere rigorosa coerenza narrativa.
L’ambientazione contribuisce all’ insieme. La villa sperduta tra le montagne, le strade deserte, il bosco, la sensazione di isolamento e la presenza di enigmatici personaggi fomentano un costante clima di sospetto. Ogni incontro sembra nascondere un pericolo e ogni bivio diventa motivo di dubbio. Il lettore è costantemente portato a chiedersi quale decisione possa evitare il peggio, salvo poi puntualmente scoprire di avere sottovalutato qualcosa.
Naturalmente un congegno di questo tipo comporta dei limiti. La necessità di costruire numerosi percorsi alternativi impedisce di approfondire davvero personaggi e situazioni. Alcuni sviluppi saranno inevitabilmente più convincenti di altri, mentre certi finali appaiono rapidi troppo improvvisi? L’equilibrio fra le varie diramazioni non sempre è perfetto e capita di imbattersi in episodi francamente improbabili. Tuttavia tali difetti appaiono secondari rispetto al contesto della storia, pensato soprattutto per divertire e stuzzicare la curiosità di esplorare le innumerevoli possibilità offerte al lettore/giocatore.
Chi già conosce Freida McFadden ritroverà il gusto per i continui ribaltamenti di prospettiva, pur inseriti in un progetto tanto diverso dai suoi più celebri thriller. Qui l’indagine psicologica passa in secondo piano, sostituita dal gusto della scoperta e dalla continua tentazione di tornare indietro per verificare cosa sarebbe potuto accadere scegliendo un’altra via.
The Dinner Party rappresenta quindi un esperimento narrativo destinato a dividere i lettori. Chi cerca un thriller classico, costruito attorno a un intreccio solido e a personaggi complessi, potrà senz’altro restare spiazzato. Magari quasi arrabbiarsi. Mentre, chi conserva ancora il ricordo dei libri interattivi dell’infanzia o vuole semplicemente vivere un’esperienza diversa dal solito, magari lo troverà un passatempo originale, ricco di humour nero, tensione e imprevedibilità. Non è il migliore libro dell’autrice né il più ambizioso, ma possiede una qualità: trasforma la lettura in un gioco, dimostrando che può essere divertente, ogni tanto, smettere di seguire una storia e provare a sceglierla.

Freida McFadden, autrice bestseller di «New York Times», «Amazon Chart», «USA Today», «Washington Post», «Wall Street Journal», «Publishers Weekly» e «Sunday Times», è un medico e una delle voci più popolari del thriller psicologico contemporaneo. Ha all’attivo numerosi romanzi di enorme successo sia tra la critica che tra i lettori, e si è aggiudicata anche svariati premi, tra cui l’International Thriller Writer Award e il Goodreads Choice Award. Con milioni di copie vendute nel mondo, i suoi libri sono stati tradotti in oltre 45 lingue e opzionati per la realizzazione di film e serie TV. Vive con la sua famiglia e un gatto nero in un’antica casa a tre piani con vista sull’oceano, con scale che scricchiolano e gemono a ogni passo – un luogo dove nessuno potrebbe sentirti se urli… forse. Con la Newton Compton ha pubblicato Una di famiglia (da cui è stato tratto l’omonimo film con Sydney Sweeney e Amanda Seyfried), Nella casa dei segreti, Non mentire, Finché morte non ci separi, La donna della porta accanto, L’insegnante, L’inquilina e The Dinner Party.


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