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:: Cara Debbie di Freida McFadden (Newton Compton, 2026) a cura di Patrizia Debicke

14 settembre 2026

Ci sono persone che sembrano bravissimi a risolvere i problemi… ma solo se si parla di quelli altrui, perché davanti invece ai propri, si bloccano.
E qui vediamo che Debbie Mullen fa senz’altro parte  della prima specie. Da anni, con la sua rubrica Cara Debbie, ha letto e risposto agli sfoghi e alle lamentele di tante donne di Hushingam,  New England. Poi per ognuna ha cercato  di trovare il consiglio giusto, di dare buoni suggerimenti ecc. Fino a quando… Ma non anticipiamo le conclusioni.
Debbie oltre a collaborare con la piccola rivista cittadina è una casalinga. Ha due figlie adolescenti che mettono continuamente alla prova la sua tranquillità, e un marito, Cooper, commercialista poco ambizioso, timido, ma presente e affettuoso. La sua famiglia naviga nel mare della “normalità” con alcune inevitabili tensioni giornaliere. Certo è che dietro quella “normalità” per Debbie c’è solo  insoddisfazione. Al secondo anno di università  infatti un trauma l’ha costretta  a mollare e rinunciare a un percorso universitario che si presentava di successo.  Poi, per fortuna, ha incontrato Cooper, ha accettato di sposarlo e hanno avuto due figlie. Lavorano entrambi per mandare la prole  a una buona scuola e coprire il mutuo per l’acquisto della casa in un quartiere di livello, Debbie  si dedica al suo giardino, in cui coltiva coloratissimi papaveri da oppio…, sfoga il suo interesse e bravura per la tecnologia, creando applicazioni che installa sui telefoni di famiglia e  fa di tutto per essere gradita alle vicine,  più ricche e che ritiene più fortunate di lei… Poi naturalmente si sforza di accordarsi con flirt e problematiche scolastiche delle figlie…
Tenere la rubrica di posta: Cara Debbie con la  la quale continua ad aiutare donne sconosciute a giostrare in vite sentimentali e domestiche complicate, le piace ma … forse non ha mai davvero superato quel trauma del quale non ha mai detto qualcosa  a nessuno e tanto meno al marito.
Poi… quella risposta di getto a una lettera e la sua vita comincia a  diventare un casino. Il suo lavoro salta, le figlie paiono sbalestrate e persino Cooper, il marito apparentemente più innocuo del mondo, sembra nascondere qualcosa.  Che la sua vita stia perdendo i punti di riferimento?
Dava suggerimenti alle altre: non sarà arrivato il momento di pensare a sé?
Insomma Debbie comincia a cambiare. Da donna tranquilla, sempre ragionevole e disponibile, mostra reazioni imprevedibili, man mano più inquietanti. Quanto può diventare pericolosa una persona apparentemente innocua quando decide di non esserlo più?

Debbie è senza dubbio un personaggio strabordante. Non l’eroina positiva alla quale affidarsi. È una donna dotata di ironia e intelligenza ma, frustrata, diventa diversa e persino vendicativa.
Insomma, dietro le sue fantasie, salta fuori qualcosa di molto umano: la stanchezza di essere sempre quella che comprende, perdona, aggiusta e cerca di tenere tutto sotto controllo. Ragion per cui  decide che il troppo sia troppo.
Suo marito, Cooper rappresenta l’altro risvolto dell’ambiguità. Si sente inferiore a Debbie, convinto di non meritarla, si sente in colpa cela qualcosa.  Dovrebbe trovare la forza di parlare?
E mentre tre voci narrative Debbie, Cooper e l’amica di Debbie, Harley si alternano, molto degli avvenimenti cominciano a cambiare.
Frieda McFadden con Cara Debbie intriga e diverte. I capitoli brevi del romanzo e i suoi continui cambi di prospettiva garantiscono una storia costruita per alimentare curiosità e sospetto. I colpi di scena non mancano e, cosa che non guasta, magari rimettono tutto in discussione.
Con Cara Debbie non reinventa il domestic thriller e non pretende di farlo. Si serve di un meccanismo consolidato e lo affida a una protagonista in grado di portare nella trama una buona dose di ironia e di cattiveria. Forse non raggiunge stavolta il livello di Una di famiglia eccetera, ma riesce a suscitare abbastanza curiosità da spingere i lettori a voltare pagina per capire dove si voglia arrivare.
Ma forse il trucco sta proprio qui: cosa succede a una donna abituata a dare consigli, quando decide di ignorarli? Se si guarda bene tutte le persone anche le migliori hanno dei limiti. E Debbie scoprirà quanto possa diventare gratificante superarli.

Freida McFadden, autrice bestseller di «New York Times», «Amazon Chart», «USA Today», «Washington Post», «Wall Street Journal», «Publishers Weekly» e «Sunday Times», è un medico e una delle voci più popolari del thriller psicologico contemporaneo. Ha all’attivo numerosi romanzi di enorme successo sia tra la critica che tra i lettori, e si è aggiudicata anche svariati premi, tra cui l’International Thriller Writer Award e il Goodreads Choice Award. Con oltre 56 milioni di copie vendute nel mondo, i suoi libri sono stati tradotti in oltre 45 lingue e opzionati per la realizzazione di film e serie TV. Vive con la sua famiglia e un gatto nero in un’antica casa a tre piani con vista sull’oceano, con scale che scricchiolano e gemono a ogni passo – un luogo dove nessuno potrebbe sentirti se urli… forse. Con la Newton Compton ha pubblicato Una di famiglia (da cui è stato tratto l’omonimo film con Sydney Sweeney e Amanda Seyfried), Nella casa dei segreti, Non mentire, Finché morte non ci separi, La donna della porta accanto, L’insegnante, L’inquilina, Cara Debbie e The Dinner Party. Per saperne di più: http://www.freidamcfadden.com

:: The dinner party di Freida McFadden (Newton Compton, 2025) a cura di Patrizia Debicke

8 luglio 2026

Freida McFadden ci sorprende perché stavolta decide di abbandonare il terreno del thriller psicologico tradizionale per cimentarsi in un insolito esperimento narrativo. The Dinner Party non è infatti un romanzo da affrontare seguendo il classico percorso dalla prima all’ultima pagina. È piuttosto un gioco letterario, un omaggio ai noti libri “Scegli la tua avventura”, nel quale il lettore smettendo  di essere solo uno spettatore, diventa il protagonista della storia.
La premessa è semplice ma indispensabile. L’eroina si trova in una disperata situazione: senza denaro, con l’affitto diventato impossibile da pagare e lo spettro dello sfratto sempre più vicino. Poi l’offerta di un amica sembra piovere dal cielo: dovrebbe fare la cameriera durante una cena privata organizzata in una villa isolata sulle montagne di Peyton’s Peak.
Il compenso offerto è talmente generoso da apparire quasi irreale. E proprio questo squilibrio alimenta fin dall’inizio un senso di inquietudine. Se il guadagno è così elevato, il prezzo da pagare sarà solo una serata di lavoro?
Da questo momento tuttavia la storia comincia a cambiare continuamente direzione. E a decidere invece dell’autrice, sarà lettore. Accettare l’incarico oppure rinunciare? Fermarsi per aiutare un autostoppista o proseguire? Imboccare una strada o un’altra? Ogni scelta fatta cambierà radicalmente il corso degli eventi, dando vita a differenti percorsi e a tanti finali possibili. Andando avanti, più che leggere un romanzo, pare di partecipare a una sorta di escape room costruita sulla carta, dove ogni decisione può trasformarsi nella chiave della salvezza oppure nell’anticamera del disastro.
Freida McFadden si diverte a giocare con i cliché del thriller e dell’horror, mescolando suspense, ironia e situazioni volutamente sopra le righe. L’atmosfera si mantiene leggera anche quando il racconto imbocca sentieri decisamente inquietanti. Il registro non segue mai il realismo assoluto, scegliendo subito il gusto del paradosso, dell’assurdo e del continuo colpo di scena. Impostazione che rende la lettura veloce e coinvolgente, evidentemente per chi accetta in partenza di lasciarsi trascinare senza pretendere rigorosa coerenza narrativa.
L’ambientazione contribuisce all’ insieme. La villa sperduta tra le montagne, le strade deserte, il bosco, la sensazione di isolamento e la presenza di enigmatici personaggi fomentano un costante clima di sospetto. Ogni incontro sembra nascondere un pericolo e ogni bivio diventa motivo di dubbio. Il lettore è costantemente portato a chiedersi quale decisione possa evitare il peggio, salvo poi puntualmente scoprire di avere sottovalutato qualcosa.
Naturalmente un congegno di questo tipo comporta dei limiti. La necessità di costruire numerosi percorsi alternativi impedisce di approfondire davvero personaggi e situazioni. Alcuni sviluppi saranno inevitabilmente più convincenti di altri, mentre certi finali appaiono rapidi troppo improvvisi? L’equilibrio fra le varie diramazioni non sempre è perfetto e capita di imbattersi in episodi francamente improbabili. Tuttavia tali difetti appaiono secondari rispetto al contesto della storia, pensato soprattutto per divertire e stuzzicare la curiosità di esplorare le innumerevoli possibilità offerte al lettore/giocatore.
Chi già conosce Freida McFadden ritroverà il gusto per i continui ribaltamenti di prospettiva, pur inseriti in un progetto tanto diverso dai suoi più celebri thriller. Qui l’indagine psicologica passa in secondo piano, sostituita dal gusto della scoperta e dalla continua tentazione di tornare indietro per verificare cosa sarebbe potuto accadere scegliendo un’altra via.
The Dinner Party rappresenta quindi un esperimento narrativo destinato a dividere i lettori. Chi cerca un thriller classico, costruito attorno a un intreccio solido e a personaggi complessi, potrà senz’altro restare spiazzato. Magari quasi arrabbiarsi. Mentre, chi conserva ancora il ricordo dei libri interattivi dell’infanzia o vuole semplicemente vivere un’esperienza diversa dal solito, magari lo troverà un passatempo originale, ricco di humour nero, tensione e imprevedibilità. Non è il migliore libro dell’autrice né il più ambizioso, ma possiede una qualità: trasforma la lettura in un gioco, dimostrando che può essere divertente, ogni tanto, smettere di seguire una storia e provare a sceglierla.

Freida McFadden, autrice bestseller di «New York Times», «Amazon Chart», «USA Today», «Washington Post», «Wall Street Journal», «Publishers Weekly» e «Sunday Times», è un medico e una delle voci più popolari del thriller psicologico contemporaneo. Ha all’attivo numerosi romanzi di enorme successo sia tra la critica che tra i lettori, e si è aggiudicata anche svariati premi, tra cui l’International Thriller Writer Award e il Goodreads Choice Award. Con milioni di copie vendute nel mondo, i suoi libri sono stati tradotti in oltre 45 lingue e opzionati per la realizzazione di film e serie TV. Vive con la sua famiglia e un gatto nero in un’antica casa a tre piani con vista sull’oceano, con scale che scricchiolano e gemono a ogni passo – un luogo dove nessuno potrebbe sentirti se urli… forse. Con la Newton Compton ha pubblicato Una di famiglia (da cui è stato tratto l’omonimo film con Sydney Sweeney e Amanda Seyfried), Nella casa dei segreti, Non mentire, Finché morte non ci separi, La donna della porta accanto, L’insegnante, L’inquilina e The Dinner Party.