Archivio dell'autore

Addio al mangaka Izumi Matsumoto a cura di Elena Romanello

15 ottobre 2020

Ci ha lasciati, dopo una lunga malattia ma a soli 61 anni Izumi Matsumoto, nome d’arte di Kazuya Terashima, uno degli autori di manga più amati degli anni Ottanta e Novanta.
A lui gli appassionati devono infatti la storia di formazione, sentimento e un po’ di paranormale Kimagure Orange Road, arrivata in Italia via anime innanzitutto con il titolo E’ quasi magia Johnny, con le avventure del giovane Kyosuke, diviso per tutti gli anni dell’adolescenza tra la bellissima Madoka e la vivace Hikaru, in cui tanti si sono riconosciuti e che ha accompagnato l’adolescenza di un’intera generazione, non solo giapponese.
Izumi Matsumoto è autore anche di altre opere, come Sesame Street e Izumi Matsumoto World: i suoi manga sono usciti in italiano per la Star Comics e senz’altro è giunto il momento di rileggerli e ritrovare quei momenti di crescita che anche da più grandi si ricordano, in un’eternità di attimi che non tornano più.

Una piazza per Riccardo Valla a Torino, a cura di Elena Romanello

15 ottobre 2020

Da sabato 17 ottobre a Torino ci sarà una piazza dedicata ad un grande nome della fantascienza e del fantastico: Riccardo Valla, libraio, traduttore, studioso, collezionista, scomparso prematuramente all’inizio del 2013.
Alle 10 e 30 di sabato ci sarà la cerimonia istituzionale di intitolazione della piazza fuori dal Mufant, Museo del fantastico e della fantascienza, che da quel giorno non sarà più in via Reiss Romoli 49 bis ma in piazza Riccardo Valla.
Questo vuole omaggiare il lavoro di Riccardo Valla anche per il Museo, di cui fu sempre un forte sostenitore e un nume tutelare dopo la sua scomparsa.
La piazza è stata fortemente riqualificata nell’ultimo anno grazie al patto di collaborazione Co-City tra Mufant e Città di Torino, grazie anche alle statue del Parco del Fantastico, un qualcosa che non è ancora finito.
Alla cerimonia interverranno Francesco Sicari, Presidente del Consiglio Comunale, Città di Torino, Marco Novello, Presidente V Circoscrizione, Silvia Casolari e Davide Monopoli, co-direttori Mufant, museo del Fantastico di Torino, Carlo Maria Valla, figlio di Riccardo Valla e Massimo Scorsone, saggista e collaboratore di Riccardo Valla. Inoltre saranno presenti Gabriella, la moglie, ed Andrea Valla, l’altro figlio.
A causa dell’emergenza sanitaria in corso la cerimonia prevede un numero massimo di partecipanti con prenotazione obbligatoria. La prenotazione telefonica può avvenire ai numeri 011.01123384/24012/22547
oppure via e-mail a iniziative.istituzionali@comune.torino.it
Ma per consentire a tutti di partecipare è prevista una diretta dalla pagina Facebook del Museo.

I romanzi delle sorelle Bronte per Oscar Draghi a cura di Elena Romanello

13 ottobre 2020

Ci sono libri che tutti sono convinti di conoscere, come i classici dell’Ottocento, ma che è sempre bene riprendere in mano, tenendo conto che è in quel periodo che è nata la letteratura come oggi la conosciamo, con un grande apporto da parte delle donne, soprattutto nell’Inghilterra vittoriana.
La collana Oscar Draghi lascia da parte per un attimo fantascienza e fantasy per presentare i tre romanzi forse più famosi delle sorelle Bronte, Agnes Grey di Anne, Cime tempestose di Emily e Jane Eyre di Charlotte, presentati in una nuova, suggestiva edizione, con io sottotitolo I capolavori delle impareggiabili penne sororali.
Un’occasione per scoprire o riscoprire quindi tre storie abbastanza diverse tra di loro, che raccontano tre spaccati di vita dell’Inghilterra di allora, in particolare dello Yorkshire, luogo in cui le sorelle Bronte vissero praticamente per tutte le loro vite non certo lunghe, salvo qualche breve spostamento.
Cime tempestose è la storia di un amore folle, di un’ossessione amorosa durata tutta la vita, quella di Catherine e Heathclift, ancora oggi emblematica.
Agnes Grey e Jane Eyre sono considerati romanzi protofemministi, con due protagoniste in cerca di una loro vita al di là delle convenzioni, specchio tra l’altro di un mondo dove le donne non contavano ma spesso erano l’unica fonte di reddito con il loro lavoro per tante famiglie.
Un’ottima occasione per confrontarsi di nuovo con tre capisaldi della letteratura al femminile, ancora oggi capaci di influenzare e far riflettere. Tre romanzi non banali, non favolette zuccherose, non datati, non melensi, con personaggi che parlano al mondo contemporaneo, con dietro le loro autrici, prolifiche nonostante la loro breve vita, sia come scrittrici di narrativa che come poetesse.

Morte di una strega di Mariangela Cerrino (Leone editore, 2020) a cura di Elena Romanello

10 ottobre 2020

La prolifica e poliedrica autrice piemontese Mariangela Cerrino torna con un nuovo romanzo, primo di una nuova serie, che porta ancora una volta in un’epoca storica lontana, legata ad un certo immaginario ma non poi così nota.
Morte di una strega è ambientato infatti nella Francia del Trecento, 1314 per la precisione, dove Filippo il Bello sta per dare vita alla persecuzione e strage dei Cavalieri Templari, personaggi iconici rimasti nell’immaginario fino ad oggi e periodicamente ripresi dalle storie ancora a distanza di centinaia di anni, come testimoniano successi che si sono aggiunti negli anni.
Quel fatto emblematico e gravissimo è però solo un punto di partenza per un affresco che si dipana intorno al personaggio di Adèmar de Cly, trent’anni, medico, erudito e con poteri che gli permettono di vedere oltre, di scoprire il futuro e i segreti di chi gli sta accanto, una cosa molto pericolosa.
La sua vita è stata segnata dalla morte atroce della moglie e del figlio, che l’ha portato a seguire la strada della vendetta: ma ora ha deciso di riprendere il suo lavoro e la sua vita, confrontandosi con quello che sta succedendo alla corte di papa Clemente V, esule ad Avignone, e nella vicina Carpentras. Sulla sua strada incontra Isaline, una giovane donna accusata di essere una strega, in realtà come lui interessata alla medicina e ad un mondo diverso. Purtroppo sulle tracce sue e della sua nuova compagna arriva anche l’Inquisizione, con il temibile Janus, che gli promette la morte.
Ancora una volta Mariangela Cerrino sceglie quindi di raccontare un episodio storico dentro una cornice di eventi noti, esaltando gli aspetti cosiddetti minori e facendo vedere personaggi e fatti in una nuova prospettiva, ricordando la persecuzione dei Templari, ma anche la cosiddetta cattività avignonese dei Papi, i primi passi dell’Inquisizione, allora impegnata più contro gli eretici che contro le streghe.
Il risultato è un romanzo appassionante, interessante, ricco di spunti, avvincente, con due personaggi che rimangono nel cuore, due outsider in cerca di un mondo migliore, ricordando anche cosa erano in alcuni casi le cosiddette streghe, donne scomode e istruite.
Tra l’altro, il finale, tutto da scoprire, non è conclusivo e apre ai prossimi capitoli, che speriamo non tarderanno, mai come adesso c’è bisogno di belle storie.

Mariangela Cerrino è nata a Torino nel 1948. Appassionata di storia americana, fin da giovanissima è autrice di numerosi romanzi storici editi da Sonzogno (firmati con uno pseudonimo), tra cui Blue River (1966) e L’anima selvaggia (1977). A partire dagli anni Ottanta, esplora il genere fantasy e la fantascienza e dà vita ad alcuni tra i suoi testi più celebri. Tradotta in Germania e in Spagna, ha vinto il Premio Italia grazie al racconto Il segreto di Mavi-Su. L’ultimo romanzo da lei pubblicato è il thriller Il Ministero delle ultime ombre (2015). Attualmente collabora con numerosi editori, quotidiani e settimanali.

Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa, che ringraziamo.

Regine, draghi e guerrieri, la guida non ufficiale a Game of Thrones, di Elena Romanello

1 ottobre 2020

Sono appassionata di fantasy e di serie TV da anni per non dire da decenni, e ovviamente non potevo mancare di vedere nell’ultimo decennio uno dei cult, Game of Thrones, o Il trono di spade, ispirata alla saga di George R. R. Martin, di cui aspetto con spasmodica attesa gli ultimi libri, anche se comincio a perdere ogni speranza.
Nella mia ormai continua attività di scrittura sulla cultura nerd, geek e otaku, non potevo non occuparmi di Game of Thrones; avrei voluto aspettare che uscissero gli ultimi due libri e magari il prequel televisivo, ma visto che i tempi si dilatavano, ho preferito concentrarmi comunque su otto stagioni uniche e sul mondo ad esse collegate.
Ho intrapreso quindi un bel viaggio nel mondo di Westeros, senza dimenticare gli altri libri di Martin, molto interessanti, e i precedenti del fantasy in letteratura, cinema e soprattutto televisione. Ovviamente la guida alle otto stagioni, con episodi, interpreti, personaggi e tematiche, ha la parte del leone.
Ho apprezzato di Game of Thrones la costruzione di un mondo complesso con richiami a varie epoche storiche della vita reale, i personaggi, dove nessuno è un eroe assoluto, e i colpi di scena, oltre allo stile di realizzazione, davvero cinematografico: non sono molte le serie che hanno cambiato la televisione, Twin PeaksX-FilesLostBuffy, ma credo che a questa galleria bisogna aggiungere Game of Thrones.
La mia casata preferita è quella Stark, di cui amo in particolare Arya, una Lady Oscar in erba più spietata, ma apprezzo anche vari altri personaggi, come Tyrion, Brienne, Jorah Mormont e Petyr Balish, detto Ditocorto.
Riguardo al finale, io, da brava fan storica di Riyoko Ikeda, temevo un’ecatombe in stile Lady Oscar che non c’è stata, che non avrebbe risparmiato Tyrion e una sorella Stark. La morte di Daenerys era prevedibile, così come quelle di Jaime e Cersei, che avrei però voluto più eroiche e tragiche.
Ovviamente, adesso aspetto i prossimi libri e il prequel e chissà che poi non torni a scrivere qualcosa in tema, per ora mi sto occupando di streghe, di fantasy organizzato in maniera enciclopedica e di serie televisive fantascientifiche.

Addio a Terry Goodkind, autore fantasy di culto, a cura di Elena Romanello

1 ottobre 2020

Questo 2020 non certo fortunato si porta via anche Terry Goodkind, autore fantasy tra i più famosi e discussi della sua generazione, che ha creato il mondo de La spada della verità, una saga che l’aveva impegnato per oltre venticinque anni, con anche un prequel e uno spin-off.
Nato nel 1948, Terry Goodkind aveva avuto un’infanzia e un’adolescenza segnate dalla dislessia, cosa che non le aveva impedito di appassionarsi alla lettura prima e alla scrittura poi,nonostante avesse lasciato il college dopo anni di bullismo da compagni e insegnanti.
Nel corso della sua vita aveva lavorato come carpentiere, liutaio, artista e restauratore. Da una vita viveva al largo della costa del Maine, sull’isola di Mount Desert con la moglie Jeri, ed era proprio mentre costruiva la loro casa che aveva avuto la prima idea per la sua saga, piena di magia, scontri, personaggi indimenticabili e con una morale interna ad ogni volume.
Il mondo de La spada della verità è molto interessante, complesso, avvincente, ma anche molto crudo e violento, e l’autore aveva provocato polemiche e discussioni per questo, soprattutto per la compiacenza con cui descriveva crudeltà e stupri, oltre che per le sue idee politiche di destra, ispirate al movimento filosofico dell’oggettivismo, che in realtà mescola varie posizioni e idee.
In ogni caso i suoi libri sono comunque importanti nella narrativa fantasy contemporanea, e ispirarono la non fortunata ma simpatica serie La spada della verità, ideata da Sam Raimi, che edulcorava non poco la trama originale, in onda dal 2008 al 2010.
In Italia Terry Goodkind è stato pubblicato da Fanucci, in varie edizioni, e ultimamente con lo spin off da Newton Compton. Il suo sito ufficiale è Terry Goodkind.net

La notte dei tempi di René Barjavel (L’Orma editore, 2020) a cura di Elena Romanello

24 settembre 2020

i__id1381_mw600__1xL’Orma editore continua a proporre i romanzi di genere fantastico di René Barjavel, una delle voci più interessanti e intriganti al di fuori del mondo anglosassone, presentando questa volta La notte dei tempi, un libro assente da troppo tempo dalle librerie italiane dopo un’edizione nella Nord Oro di diversi anni fa.
Questa volta l’autore porta in Antartide, durante i sei mesi di estate con sole permanente, dove una spedizione francese, impegnata in controlli di routine, scopre a 900 metri di profondità i resti di una civiltà primordiale, che possedeva conoscenze scientifiche futuristiche poi andate perdute in seguito ma che possono essere molto utili.
Da quei resti emergono i corpi ibernati di un uomo e di una donna, perfetti nel loro sonno, che presto si spezza con conseguenze incredibili e la scoperta di un passato perduto ricco di eventi e drammi. I governi, le Nazioni unite e i semplici cittadini capiscono che è in gioco il futuro dell’umanità ma anche il suo passato, soprattutto quando la donna venuta dal passato inizia a raccontare le sue verità, come si è addormentata e cosa ha trovato in quel mondo di millenni dopo.
Una storia che riprende l’archetipo delle civiltà perdute e del passato ipertecnologico poi perduto, con tematiche ecologiste e femministe, scritta dall’autore poco prima del Maggio 1968 di cui prefigura gli eventi, tra azzardi del progresso e miti sull’inizio delle civiltà.
La notte dei tempi è un romanzo per amanti della fantascienza, ma anche per chi cerca nella finzione una chiave di interpretazione della realtà, tra denuncia e riflessione. Con questo libro René Barjavel entrò di prepotenza nell’olimpo dei maestri della fantascienza mondiale, raccontando futuri possibili del nostro pianeta e, come in questo caso, passati alternativi, mitici e inquietanti.

René Barjavel (1911-1985) è considerato il padre della fantascienza francese moderna, «lo Jules Verne del XX secolo». Scrittore, giornalista e sceneggiatore di numerosi film, dalla saga di Don Camillo agli adattamenti francesi di capolavori come Il Gattopardo e I vitelloni, con i suoi romanzi sul viaggio nel tempo, la fine del mondo e i pericoli della tecnologia ha conquistato milioni di lettori diventando oggetto di un culto intergenerazionale. Allergico alle ghettizzazioni letterarie, sosteneva che la fantascienza fosse «una nuova letteratura che comprende tutti i generi». La notte dei tempi (1968), considerato il suo capolavoro, è entrato nell’immaginario letterario e pop, dall’arte contemporanea fino ai fumetti e ai tatuaggi. Compare regolarmente ai primi posti delle classifiche dei migliori libri di fantascienza di sempre. Di René Barjavel L’orma editore ha già pubblicato la riscrittura del ciclo arturiano Il mago M. e il classico del genere catastrofico Sfacelo.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

La confessione di Jessie Burton (La Nave di Teseo, 2020) a cura di Elena Romanello

23 settembre 2020

J51xVnE7HTYL._SY445_QL70_ML2_essie Burton torna in libreria con una nuova storia al femminile, di ambientazione contemporanea, dove c’entrano però sempre l’arte e le professioni ad essa legate, con una riflessione questa volta sul mondo della scrittura.
Nella Londra del 1980, in un pomeriggio d’inverno nel quartiere di Hampstead Heat si incontrano Elise Morceau, vent’anni, bella, progetti confusi sul suo presente e futuro e un lavoro saltuario come maschera a teatro, e la scrittrice più matura Constance Holden, detta Connie.
Tra le due nasce l’amore, i primi tempi sono un idillio nella capitale britannica di inizio anni Ottanta, poi Connie deve trasferirsi a Los Angeles per seguire l’adattamento di un suo libro con un cast d’eccezione.
Elise la segue, senza particolari entusiasmi e il loro rapporto va presto in crisi, per le tante differenze che emergono, per l’ambiente spesso falso che esalta Connie ma deprime Elise. La ragazza si butta in una storia con il marito della migliore amica della sua compagna, creando problemi, e si allontana poi da Connie, affrontando una maternità che la distrugge tanto da spingerla a sparire nel nulla.
Oltre trent’anni dopo Rose, divisa tra un presente confuso e un futuro su cui non fa progetti, viene indirizzata da suo padre, ormai pensionato in Francia con una nuova compagna, sulle tracce di Constance, che si è ritirata da anni in solitudine dove sta però scrivendo un nuovo libro, per cercare di capire cosa è stato di sua madre. Un percorso tra passato e presente non indolore che la aiuterà forse a capire meglio come impostare la sua vita.
Un romanzo che mette a confronto gli ormai lontani e ruggenti anni Ottanta con l’oggi, attraverso le storie di alcune donne, tra segreti, arte, maternità e amore, su quello che si perde e si guadagna ogni volta che si prende una decisione, come aprirsi ad un nuovo amore ma anche concludere un rapporto.
La confessione mescola romanzo di costume e indagine verso la scoperta di una verità forse impossibile, attraverso i meandri dell’animo umano, le scelte, i dolori, le gioie, confermando il talento dell’autrice e la sua abilità nel raccontare storie che rimangono nell’animo umano.

Jessie Burton è nata nel 1982 e vive a Londra. Ha studiato presso l’Università di Oxford e alla Royal Central School of Speech and Drama; ha lavorato per nove anni come attrice, prima di scrivere il suo romanzo d’esordio, Il miniaturista, divenuto in breve tempo uno dei casi editoriali più straordinari degli ultimi anni, con più di un milione di copie vendute nel mondo. Ha scritto inoltre La musa (2016) e Ragazze scatenate (2018), il suo primo racconto per ragazzi, pubblicati in Italia da La Nave di Teseo. I suoi libri sono stati tradotti in 38 lingue.

Provenienza: libro preso in prestito nel circuito SBAM della provincia di Torino.

Il festival del fantastico Loving the alien al Mufant di Torino a cura di Elena Romanello

16 settembre 2020

 

Dal 18 al 20 settembre il Mufant, Museo del fantastico e della fantascienza di Torino in via Reiss Romoli 49 bis organizza la prima edizione del festival Loving the alien, dedicati agli universi della fantascienza, del fantasy, dell’horror e del fumetto, tra passato, presente e futuro.
Loving the alien, un tributo ad un alieno d’eccezione, David Bowie, è inserito nei progetti di riqualificazione della Circoscrizione 5 di Torino, intorno al Mufant, luogo di incontro e di scambio per appassionati e curiosi del fantastico e vuole anche essere un modo per ritrovarsi e iniziare a progettare un futuro fantastico.
Nei tre giorni, il primo online dalla pagina Facebook del Mufant e gli altri due in sede, dentro il Museo e negli spazi fuori nel Parco del Fantastico, sono previsti conferenze, incontri, stand di associazioni, case editrici e librerie, cosplayer musica, recital di doppiatori, su molti argomenti. Tra gli altri spiccano l’inaugurazione sabato della statua di Wonder Woman e domenica dell’extraterrestre di Alien, oltre che l’apertura della mostra sui venticinque anni di Sailor Moon in Italia con materiale raro e originale a cura di Leone Locatelli.
I libri e la letteratura sono i grandi protagonisti, con una serie di incontri, in vista anche dell’intitolazione del piazzale esterno al Museo a Riccardo Valla, traduttore, studioso e collezionista del fantastico.
Venerdì 18, on line, serata tutta letteraria, con prima una riflessione sul ruolo dell’alieno di Valerio Evangelisti, autore della saga di Nicholas Eymerich, e con una tavola rotonda sui libri di Ballard.
Sabato si va al Mufant, dove i libri sono i grandi protagonisti di incontri come Donne e fantastico, con le saggiste Giuliana Misserville e Eleonora Federici, partendo dai loro libri in tema, le antologie della Kipple su Marinetti e Alan D. Alteri con Lukha B. Kremo, il fantastico italiano con Franco Forte, la saga di Mondo9 con Dario Tonani, le novità dell’editore Zona 42, l’eco thriller La foresta fossile di Buendia Books, e le nuove uscite negli Oscar Draghi.
Domenica 20 i libri torneranno centrali con le narrazioni transmediali di Paolo Bertetti e Andrea Bernardelli, la Torino futura dell’autore ottocentesco Agostino della Sala Spada in uscita oggi in una nuova collana, una riflessione sul discusso L. Ron Hubbard, l’antologia Assalto al sole di Delosbooks, il passato e il presente della fantascienza italiana, le graphic novel di Leiji Matsumoto, il Manuale di scrittura della fantascienza di Odoya.
Il programma completo, con tutte le norme di sicurezza e su come prenotare le visite interne contingentate è nel sito del Museo www.mufant.it

Mary, la ragazza che creò Frankenstein di Linda Bailey e Julia Sardà (Rizzoli, 2020) a cura di Elena Romanello

1 agosto 2020

4649042-9788817145046-285x424Tra le icone femminili e femministe dei secoli passati, continua ad essere studiata e esaltata Mary Shelley, autrice del primo romanzo di fantascienza, Frankenstein, figlia di un’attivista per i diritti delle donne morta poco dopo averla data alla luce e per sempre ombra e ispirazione della sua vita, interessata alla scrittura fin da giovanissima, eroina romantica di una passione devastante, toccata fin da ragazza dal dolore e dalla morte e capace di creare una storia ancora oggi immortale.
In questi ultimi anni sono usciti vari libri e anche un film su Mary, ed è la volta ora di un libro illustrato rivolto ai ragazzi, una scelta coraggiosa visto che i generi del fantastico per adulti sono sempre visti come terreno minato, e anche una scelta vincente, più incentrata giustamente sulla personalità dell’autrice che non sulla vicenda narrata nel romanzo.
Nelle pagine del libro rivive quindi la vita di Mary, una sognatrice, che fin da bambina immagina cose mai esistite, costruisce castelli in aria, stimolata da un ambiente familiare non facile ma che le permette comunque orizzonti diversi da molte ragazze della sua epoca, e poi dalle sue scelte di vita controcorrente, come fuggire con il suo grande amore Percy Shelley, suscitando scandalo e vivendo poi una vita non certo facile, costellata di dolori, fino alla morte prematura del marito.
Il libro racconta come è nata come scrittrice e come ha dato vita ad una leggenda, attraverso tavole suggestive, che reinventano un mondo come quello del primo Ottocento e omaggiano la cultura romantica e gotica, partendo da quella storia da brividi, in un antico castello, con scoperte scientifiche che sfidano la natura e la morte, durante una notte di tempesta reale, a Villa Diodati sul lago di Ginevra in un anno senza estate, e finta, nelle pagine del libro.
Una narrazione semplificata ma non banale, la nascita di un personaggio indimenticabile e emblematico ancora oggi, in quello che è comunque uno di più grandi romanzi di tutti i tempi, resa accessibile ai più giovani, con poi alla fine del libro una scheda biografica su Mary Shelley e la sua vita.
Mary, la ragazza che creò Frankenstein fa quindi conoscere ai giovanissimi un’autrice straordinaria e la nascita di un genere, come la fantascienza, che ancora oggi è popolarissimo e che deve le sue origini proprio a quella storia di paura capace di toccare il cuore.

Linda Bailey è autrice di molti libri per ragazzi, tra cui la serie di gialli di Stevie Diamond, le graphic novel della Good Times Travel Agency, e un’eclettica serie di albi illustrati, come l’acclamato Stanley’s Party. Ha vinto la California Young Reader Medal, il Blue Spruce Award, il Georgia Storybook Award e molti altri premi.. Vive e lavora a Vancouver.
Júlia Sardà dopo aver iniziato la carriera come colorista per la Diney/Pixar, si è dedicata all’illustrazione toutcour, e oggi i suoi lavori sono apprezzati epubblicati in tutto il mondo. Tra i tanti libri per ragazzi che ha illustrato, per Rizzoli sono usciti La famiglia Lista (2017) e Mary Poppins (2018). Vive a Barcellona.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

Le confessioni di Frannie Langton di Sara Collins (Einaudi, 2020) a cura di Elena Romanello

29 luglio 2020

978880624327GRALa Londra del 1826, poco prima che inizi la lunga era vittoriana rimane sconvolta da un fatto di sangue di inaudita violenza: Frannie Langton, cameriera mulatta ex schiava ha ucciso i suoi padroni, Mr e Mrs Benham, esponenti dell’alta società, e ora si trova sotto processo all’Old Bailey, il tribunale della capitale britannica, dove rischia la condanna a morte, anche e soprattutto per la sua doppia condizione di paria, essere di colore e essere donna.
Inizia così una vicenda che si snoda tra le testimonianze di chi ha conosciuto Frannie e i suoi datori di lavoro e la voce della stessa Frannie, che racconta la sua breve vita, da quando nacque schiava in una piantagione, potendo però imparare a leggere, a quando fu liberata ed arrivò a lavorare a Londra, conoscendo nuove realtà, anche grazie a Mrs Benham, un’amica e non solo per lei, sua confidente in un mondo in cui a entrambe, in quanto donne, è stato negato tutto.
La Londra dell’Ottocento non è una novità nei libri, anche se di solito viene raccontata quella della regina Vittoria, e non quella dei primi decenni, dove erano già in corso cambiamenti e disagi, divisa tra modernità, con studi scientifici anche discutibili, e tradizione. In particolare si stava costruendo un volto nuovo di città con gente anche di altre etnie, e l’autrice racconta in queste pagine il tema dello schiavismo e delle persone di colore in un’altra parte del mondo anziché i soliti Stati Uniti del Sud, non meno però problematica e razzista.
Un romanzo quindi ricco di spunti, compresa la condizione della donna, problematica, sia se si è una signora inglese imprigionata in un matrimonio infelice e nella dipendenza del laudano, problema sociale di cui oggi non si parla più ma paragonabile alle moderne tossicodipendenze, sia se si è una ragazza di colore liberata dalla condizione di schiava ma in realtà sempre serva di un mondo spietato, con altri tipi di catene.
Le confessioni di Frannie Langton è un romanzo che nasce come omaggio alla narrativa gotica, con spunti thriller nella ricerca di una verità scomoda, ma con forti connotazioni sociali e storiche, per restituire un’epoca sempre affascinante anche se inquietante, con argomenti appunto oggi di grande attualità come la condizione delle persone di colore e il ruolo delle donne nella società, due esempi di discriminazione e isolamento.
Un romanzo di esordio potente, vincitore di vari premi, che si legge come un noir e che fa pensare ad ogni pagina, per capire come certi problemi nascano da molto lontano, e come la voce di Frannie, eroina che adora leggere le avventure di Moll Flanders, protagonista tragica per antonomasia della letteratura inglese, sia moderna e vibrante a raccontare un’odissea in una vita che, in certi parti del mondo, può ancora ripetersi in maniera simile.

Sara Collins ha studiato legge alla London School of Economics e ha lavorato come avvocato per diciassette anni. Nel 2014 ha frequentato il Creative Writing Masters presso la Cambridge University, dove nel 2015 ha vinto il Michael Holroyd Prize for Recreative Writing ed è stata candidata al Lucy Cavendish Prize con un libro ispirato al suo amore per la letteratura gotica. Il romanzo premiato è diventato Le confessioni di Frannie Langton.

Federica Oddera, figlia d’arte (il padre era il celebre traduttore Bruno Oddera), ha insegnato italiano all’Istituto Italiano di cultura di Nuova Delhi, all’Università Islamica di Nuova Delhi e all’Università di Teheran. Tra i principali autori da lei tradotti vi sono R. K. Narayan, Chitra Banerjee Divakaruni, Arundhati Roy, Pankaj Mishra, Jhumpa Lahiri, Lisa See, Nicole Krauss, John Updike, Arthur Miller, Paul Auster, Nuala O’Faolain, Simon Winchester.

Provenienza: libro preso in prestito nelle biblioteche del circuito SBAM.

La ricamatrice di Winchester di Tracy Chevalier (Neri Pozza, 2019) a cura di Elena Romanello

22 luglio 2020

ricamatricesmallNell’Inghilterra degli anni Trenta c’è un problema sociale indotto dalla Grande Guerra, che ha falcidiato una generazione di ragazzi e uomini: il gran numero di donne nubili, o zitelle, considerate un pericolo alla società in un mondo basato sul matrimonio ma che proprio in seguito a questo si aprirà a nuove prospettive per un’evoluzione diversa della società.
Una di queste donne in eccedenza, come si suol dire in maniera non certo carina e delicata, è Violet Speedwell, trentotto anni, che ha visto cadere l’amato Laurence insieme al fratello a Passchendaele insieme a migliaia di altri soldati. Dopo la morte del padre, Violet lascia la soffocante casa di Southampton e le continue lamentele della madre, che la vorrebbe a vita come sua serva, trovando lavoro come dattilografa per una compagnia di assicurazioni a Winchester. Ma a Winchester c’è anche una storica cattedrale, a cui sono legati alcuni bei ricordi di Violet, dove c’è un gruppo di ricamatrici dei cuscini per i fedeli, gestito dall’implacabile signora Biggins, su modello di una gilda medievale, per continuare a creare bellezza.
Violet è attratta dall’idea di creare qualcosa con le sue mani, qualcosa di creativo e che resti, e entra in questo nuovo mondo, scoprendo nuovi modi di vivere, e facendo incontri, come quello con l’esuberante Gilda, ragazza che ha reagito in un’altra maniera alla situazione attuale, e con Arthur, il campanaro dagli occhi azzurri, prigioniero di un matrimonio infelice e anche lui in cerca di nuovi inizi.
Questi incontri e questa nuova vita faranno capire a Violet che ogni destino può essere cambiato se si ha il coraggio di sfidare i pregiudizi di una società superata e soffocante, come del resto fecero tante donne reali che si trovarono nella sua condizione.
Sono vent’anni, da La ragazza con l’orecchino di perla che Tracy Chevalier ci racconta storie di donne note e meno note nella Storia: questa volta sceglie un’epoca su cui non si sa in fondo molto, anche se di moda grazie al serial Downton Abbey, per raccontare un destino emblematico di un’intera generazione, da cui poi nacque un’idea di società e di ruolo della donna più moderni, tra lavoro e nuove forme di affettività.
Qualcuno ha citato Jane Austen a proposito della vicenda narrata, certo, si torna nella campagna inglese, ma in un altro tempo e con altri tipi di personaggi, donne di un mondo remoto ma da cui è nato l’oggi.

Tracy Chevalier è nata a Washington nel 1962. Nel 1984 si è trasferita in Inghilterra, dove ha lavorato a lungo come editor. Il suo primo romanzo è La Vergine azzurra (Neri Pozza, 2004, BEAT 2011, 2015). Con La ragazza con l’orecchino di perla (Neri Pozza, 2000, 2013) ha ottenuto, nei numerosi paesi in cui il libro è apparso, un grandissimo successo di pubblico e di critica. Bestseller internazionali sono stati anche i suoi romanzi successivi: Quando cadono gli angeli (Neri Pozza, 2002, BEAT 2012), La dama e l’unicorno (Neri Pozza, 2003, BEAT, 2014), L’innocenza (Neri Pozza, 2007, 2015), Strane creature (Neri Pozza, 2009, 2014) e L’ultima fuggitiva (Neri Pozza, 2013, 2014).

Provenienza: libro preso in prestito nelle Biblioteche del Circuito SBAM della Regione Piemonte.