Leonardo da Vinci è l’emblema perpetuo dell’umana evoluzione. Questo libro – corredato di immagini eloquenti – spiega perché. Innanzitutto, in lui riscontriamo una straordinaria combinazione di scienza ottica ed immaginazione artistica: egli costruiva la sua arte su un’impalcatura scientifica. Basta osservare il suo Uomo vitruviano. Per fare di questo disegno un lavoro scientifico informativo, sarebbe stato sufficiente tratteggiare una figura d’uomo semplificata. Invece Leonardo tracciò linee delicate e si produsse in un’accurata ombreggiatura, realizzando, anche se non sarebbe stato necessario, un corpo di notevole bellezza. Con il suo sguardo intenso e insieme profondo, e i riccioli che tanto amava riprodurre, l’Uomo vitruviano è un capolavoro in cui si intrecciano l’umano e il divino. L’eccezionale capacità di far dialogare teoria ed esperienza ha fatto di lui il primo fondamentale alfiere di un metodo di ricerca che combinando curiosità maniacale, volontà di sperimentare e di mettere in discussione i dogmi con la capacità di discernere modelli nelle varie discipline, ha portato la conoscenza umana a compiere progressi ciclopici. Un altro esempio del suo essere pioniere? Per definire la forma degli oggetti Leonardo confidava sul chiaroscuro piuttosto che sui contorni perché aveva avuto un’intuizione profonda: non esistono, in natura, oggetti con un contorno marcato o un confine preciso. Un tratto poi caratteristico di una grande mente è la disponibilità a cambiare idea. In lui questo tratto era ben visibile. Alle prese con i suoi studi sulla terra e l’acqua, nei primi anni del XVI secolo si imbattè in fatti che lo indussero a riconsiderare la sua fiducia nell’analogia microcosmo-macrocosmo. Era un genio al meglio della sua potenza e noi abbiamo la fortuna di assistere a questa sua evoluzione nelle pagine del Codice Leicester. Il volume di Isaacson ci parla non solo del “creatore”, ma anche delle leggendarie“creature” del Grande Maestro toscano. Leonardo cominciò a lavorare alla Gioconda nel 1503 quando tornò a Firenze dopo essere stato al servizio di Cesare Borgia. Ma non l’aveva terminata quando si trasferì nuovamente a Milano nel 1506. L’avrebbe portata anche in Francia, ultima tappa della sua vita, aggiungendo minuscole pennellate e sottili strati di colore per tutto il 1517. Nel suo studio sarebbe stata quando morì. In questo sconvolgente dipinto, il paesaggio dell’anima di lei e quello dell’anima della natura sono intrecciati. Scrisse Kenneth Clark di quest’opera:
“La scienza, l’abilità pittorica, l’ossessione per la natura, l’intuizione psicologica sono tutte lì, e bilanciate in modo così perfetto che a tutta prima quasi non ce ne accorgiamo”.
Un Leonardo, dunque, epitome della mente universale, uno che cercava di capire l’intero mondo e come l’uomo si collocasse al suo interno.
Elenco delle opere principali di Leonardo da Vinci: Il battesimo di Cristo (Galleria degli Uffizi di Firenze), La Madonna del garofano (Alte Pinakothek Monaco), l’Annunciazione (Uffizi di Firenze), L’Annunciazione del Louvre di Parigi, Ritratto di donna ovvero di Ginevra Benci (Washington, National Gallery),L’Adorazione dei magi (Uffizi di Firenze), Il battesimo di Cristo (Uffizi di Firenze), San Gerolamo nella Pinacoteca Vaticana (Roma), Madonna delle rocce del Louvre, Salvator mundi, Madonna delle rocce custodita a Londra nella National Gallery, Ritratto di donna con ermellino (Cracovia, Czartryski Muzeum), Ritratto di Isabella d’Este (Parigi museo del Louvre), Il cenacolo ovvero l’Ultima cena (si Convento di S. Maria delle Grazie Milano), La Gioconda (Louvre a Parigi), S. Anna la Madonna il bambino e S. Giovannino (National Gallery Londra), San Giovanni Battista (Parigi Louvre), S. Anna la Madonna e il Bambino con l’agnello (National Gallery Londra), La belle ferronnière (Parigi Louvre), Ritratto di musicista (Milano, Pinacoteca Ambrosiana), Ritratto di donna (Milano, Pinacoteca Ambrosiana), Bacco (Louvre Parigi).
Walter Isaacson è docente di storia alla Tulane University di New Orleans. E’ stato caporedattore della rivista “Time”, amministratore delegato e presidente della CNN. E’ autore di numerosi libri, tra cui le biografie di Henry Kissinger, Benjamin Franklin, e Steve Jobs.
Source: Libro inviato dall’Editore. Ringraziamo Cristiana e Anna dell’Ufficio Stampa “Mondadori”.
Fin da bambina Tillie ha sempre amato e praticato il pattinaggio artistico, una passione che è sopravvissuta a difficoltà e traslochi, e anche a non sempre facili rapporti in casa, a scuola e sulla pista. Ma negli anni si cambia, e dodici anni significano tante cose, e Tillie capisce che gli allenamenti prima dell’alba sui pattini, gli esercizi tutto il giorno e le gare a fine settimana non possono più essere la sua ragione di vita.
La collana Oscar Fantastica vuole dare voce alla narrativa fantasy e di fantascienza di oggi e di ieri, non dimenticando le voci italiane, a cominciare da Dario Tonani, inventore di Mondo 9, microcosmo tra steampunk e apocalittico, già presente in altre sue storie, e capace di conquistare anche pubblici lontani e esigenti, come quello giapponese.





Crescere vuol dire confrontarsi con l’ignoto, un qualcosa che la narrativa per ragazzi ha spesso raccontato, in maniera più o meno riuscita, anche spesso per quello che riguarda le ragazze, l’altra metà del cielo, alle quali da un certo punto in poi sono state dedicate le storie forse più riuscite, con toni più realistici o fantastici.
Edoardo, ricco barone nel fiore della sua virilità, e Carlotta, sua moglie, vivono la loro affettuosa liaison a due in una tranquilla tenuta di campagna.
Lo Sconosciuto di Magnus è un fumetto nato a metà degli anni ’70, ancora carico di una potenza narrativa davvero sconcertante. Non sono fumetti per “ragazzi” per intenderci, questa forma artistica è sicuramente indirizzata a lettori adulti, smaliziati e con un certo pelo sullo stomaco. Sono fumetti con alcune controindicazioni, che non ne inficiano però la carica anarchica, sovversiva e straniante. Magnus disegna il male, e lo fa in modo realistico e senza filtri. L’eroe, perché sì c’è un eroe al centro di queste storie Unknow, è un uomo solo, tormentato dal passato, circondato da vecchie pessime conoscenze, che cerca di andare avanti, sopravvivere a se stesso e al passato. Niente più di questo. Che Magnus sia stato il maestro di tanti è indubbio, echi della sua poetica narrativa sono presenti in quasi tutta la narrativa d’azione (non solo fumettistica) uscita dagli anni ’70 ad oggi in Italia. E’ moderno, sporco, cattivo, può fare male. Anche se la vita è così, la fotografa e ce la mostra in bianco e nero sotto gli occhi. I cattivi sono veri cattivi, non cattivi d’operetta, fanno male, agiscono male, pensano male. Le scene di violenza sono “nere”, non una caricatura anestetizzata di cosa è il male. Immagino che in Italia, quando uscì destò scompiglio in una società abbastanza borghese, provinciale e tradizionalista tuttavia Lo Sconosciuto ne fotografa le derive più oscure, più nascoste e ci lascia riflettere su ciò che siamo, su cosa stiamo diventando. Non credo di aver letto mai niente di così destabilizzante. Ringrazio Anna di Mondadori che me l’ha mandato, in edizione cartacea da collezione. Ci sono 12 storie, una più nera dell’altra. Non credo rispecchi appieno il mio gusto, ma non posso negare che alcune tavole sono di una forza che ti trasporta nell’azione e infrange l’indifferenza o la separazione tra lettore e opera artistica. Magnus aveva un talento mostruoso. Mentre andavo avanti ripetevo “terribile”, “terribile” e non come modo di dire. Prima di ogni storia è segnalato dove e quando uscì per la prima volta, ogni storia è stata rielaborata dall’autore stesso per l’ edizione che uscì per la prima volta nel 1985. Buona lettura ai coraggiosi che si cimenteranno. Pagine: 414 pagine, illustrato, rilegato.Introduzione di Diego De Silva. Postfazione di Fabio Gadducci.
Lessi Fontamara di Ignazio Silone e La paga del soldato di William Faulkner in terza media, pressapoco agli inizi degli anni ’80, la maggior parte dei miei lettori forse non era ancora nata, e io avevo su per giù 14 anni. Cosa ricordo di questo libro? Innanzitutto che era molto bello, doloroso, ma molto bello. Ringrazio la professoressa di italiano di allora di avercelo proposto. Parlava di un corso d’acqua e della lotta senza esclusione di colpi per ottenerne la proprietà esclusiva. Parlava di cafoni, che non erano altro che i contadini meridionali, il termine “Cafoni” nell’ accezione di Silone non aveva alcuna connotazione negativa, anzi il contrario. Ignazio Silone scrive divinamente, e il fatto che si sia occupato di temi per così dire umili, della sofferenza della povera gente, che non trova certo spazio nei libri di storia, il fatto che i suoi personaggi siano persone “invisibili” da un punto di vista sociale e economico, la cui lotta per la sopravvivenza è reale, (lottano ogni giorno per vivere, per mangiare, per avere i mezzi primari di sussistenza), non ne sminuisce il valore, anzi l’accresce. La lotta impari contro una natura avversa, fa di questi personaggi degli eroi moderni, nel senso antico del termine. Il Fato qui è spietato, crudele, senza speranza. I personaggi non sognano un futuro di quiete, si accontentano di non morire di fame. E quando ci si trova in una situazione così estrema, è facile per noi dare giudizi, sempre con la pancia piena, pieni di agi, e di privilegi. Ignazio Silone non lo fa, documenta la realtà in maniera “verista”. Non giudica, ma si indigna. Perchè le ingiustizie che patiscono queste persone gridano vendetta (o meglio giustizia) al Cielo. Ripeto lessi questo libro molto giovane, e in un certo senso contribuì a costruire la mia coscienza etica e sociale. Già da bambina non ho mai creduto alle favole, ho sempre saputo che erano racconti allegorici, non ho mai creduto reali gli spettacoli televisivi, (mio nonno se mi vedeva troppo coinvolta o spaventata, mi ricordava è solo un film), ho sempre avuto una percezione distinta tra il reale e l’immaginario, sempre grazie a lui e ai suoi insegnamenti. Sul libro ho poco altro da dire, ma vi consiglio la lucida analisi di Giacomo Raccis che potete trovare
Arriva in libreria una nuova antologia di racconti fantasy curata da Gardner Dozois, Il libro delle spade, che come suggerisce il titolo mette al centro una delle icone del genere, la spada appunto, in mano a eroi e cattivi fin dai tempi delle leggende arturiane.
Vittoria cade, come un birillo spostato dagli altri. La sua anima non trova pace e si scontra con i muri dei palazzi, le ombre appoggiate sul cuore, l’amore di suo padre. Vittoria sopravvive nella sconfitta quotidiana e lascia scorrere il sesso attraverso le viscere. Vittoria si piega sotto i colpi ricevuti, i capelli strappati e il sangue che esce dalle ferite. Vittoria insegue un sogno sbagliato ma non sa cosa desiderare davvero. Chi è?
Dopo la saga dedicata ai Medici, torna in libreria Matteo Strukul, con un personaggio controverso e affascinante: Giacomo Casanova. Abile seduttore, fisico atletico e asciutto, sguardo infuocato. Spirito libero e intraprendente. Amato dal popolo e dalle donne, in grado di portare sofferenza e dolore, incapace di amare davvero …
























