Ci sono periodi storici che sono rimasti iconici, grazie alla finzione di romanzi e film: uno di questi è la Francia dei primi decenni del Seicento, dove il corpo dei moschettieri serviva i reali lottando contro intrighi e nemici, stranieri e interni, resa famosa da Alessandro Dumas padre e ancora amatissima oggi.
Non sempre è facile confrontarsi con questo periodo oggi, ma c’è chi ci riesce, come M. G. Sinclair, che racconta una pagina poco nota ne La spia di Richelieu uscito per La Corte Editore.
L’autore è partito da un quadro che ha visto al Museo del Prado di Madrid, quello del nano Sebastian Morra, per costruire una storia tra realtà e fantasia, quella di un Tyrion Lannister reale, spia del celeberrimo e famigerato cardinale Richelieu, qui meno cattivo che nei libri di Dumas.
Sebastian Morra è nato in un villaggio povero, da una famiglia non certo agiata, e il suo problema di statura, una malattia genetica allora non conosciuta dal punto di vista medico ma vista come stigma, gli crea non pochi problemi fin dall’infanzia.
Sebastian, trattato come un abominio, è intelligente e ostinato, ama i libri, la cultura e osservare il mondo, e per questo motivo riesce a studiare grazie all’intercessione di un religioso e poi parte per Parigi, dove però il suo lavoro come segretario di un nobile finisce male. Dopo aver conosciuto la miseria e una vita ai confini della legalità, riesce però ad entrare come giullare di corte, ma avere un tetto sulla testa e da mangiare non mitiga il vedere un mondo di intrighi, segreti e prevaricazione.
Sebastian saprà conquistare la fiducia del Cardinale, diventando una sua spia e sventando i complotti del nobile Cinq Mars e della sua amante, la contessa di Chevreuse, mentre la salute di Richelieu peggiora e si pone il problema della successione al re Luigi XIII, il cui matrimonio con la regina Anna d’Austria era tutto tranne che riuscito.
Un romanzo storico che porta in un’epoca lontana ma già nota tramite alla finzione, svelando nuovi aspetti, inventando e romanzando qualcosa, ma basandosi comunque su fatti realmente accaduti e personaggi esistiti.
Interessante la scelta dell’autore di raccontare non la storia di un protagonista solito, giovane, bello, forte, coraggioso, come da stereotipo di tanta letteratura di consumo, ma di un freak, un emarginato, che mancando di quello che rende gli altri attraenti e fortunati, sa trovare il suo posto nel mondo, affrontando minacce e intrighi, e uscendone vincente.
La spia di Richelieu coniuga una vicenda avvincente con riferimenti reali precisi, appassionando, intrattenendo e facendo scoprire di nuovo o per la prima volta un’epoca che ha comunque ancora molto da dire oggi.
M. G. Sinclair è inglese, figlio unico di due scrittori, ed è cresciuto in un mondo che ruotava attorno alla letteratura. Ha cercato di rompere la tradizione familiare e lavora come dirigente nel marketing. Tuttavia, non è riuscito a sfuggire all’inevitabile e ha scritto la sua prima opera, un romanzo storico ispirato a un viaggio al Prado di Madrid, diventato subito un grande successo in Inghilterra.
Provenienza: libro del recensore.

In molti hanno apprezzato il film Netflix su Enola Holmes, la sorellina minore del più celebre Sherlock, capace di coniugare intrattenimento, period movie e thriller non solo per giovani, e senz’altro foriero di nuove avventure, visti i consensi raggiunti, anche grazie all’ottimo cast di volti noti e emergenti.
Da un po’ di tempo hanno fatto capolino nelle nostre librerie romanzi fantasy e di fantascienza di autori cinesi, un campo in grande fermento e crescita, a cui si sta guardando con molto interesse, tenendo conto che fino a un po’ di anni fa non erano generi praticati a quelle latitudini, e anzi scoraggiati dal regime, anche se il fantastico è sempre stato presente nella cultura popolare dell’Estremo Oriente.
La collana Lainya di Fazi editore si arricchisce di un nuovo romanzo di genere fantastico, che spicca per il suo essere originale e insolito: Il mare senza stelle di Erin Morgenstern.
La J-POP continua la collana Osamushi Collection, dedicata ad Osamu Tezuka, fondatore del manga moderno, con l’inedito Unico, un volume unico prezioso e incantato, un’opera tutta da scoprire, di cui forse qualche appassionato ricorderà il film animato in giro negli anni Ottanta sulle reti Rai.
L’epoca attuale non è certo delle migliori, soprattutto in questi ultimi mesi, e non deve stupire allora un fiorire o rifiorire della cosiddetta fantascienza distopica, storie di futuri più o meno prossimi dove le cose non sono andate in maniera decisamente positiva, tra dittature, strapotere delle macchine e altre storture sociali.
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fantascienza Nnedi Okorafor, nigeriana trapiantata negli Stati Uniti, capace di dar voce a personaggi di altre culture.
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