Tutti o quasi i forti lettori adulti hanno iniziato la loro carriera tra le pagine dei libri con la letteratura per ragazzi, negli ultimi anni alcuni dei più importanti fenomeni letterari siano stati narrativa per i più giovani, Harry Potter in testa, ma nonostante questo, come dice l’autrice di questo agile pamphlet, nonché più giovane docente di Oxford: La letteratura per ragazzi ha una lunga e nobile storia di scarsa considerazione. Sul volto di certe persone si disegna un sorrisetto particolare quando racconto loro che cosa faccio, più o meno lo stesso che mi aspetterei di vedere se dicessi che costruisco minuscoli mobili da bagno per elfi. Scrivo narrativa per ragazzi da oltre dieci anni ormai, e faccio ancora fatica a darne una definizione. Ma so con certezza che cosa non è: non è solo per ragazzi.
Katharine Rundell non vuole in queste poche ma intense pagine tracciare una storia della letteratura per ragazzi, ce ne sono in giro già di ottime, come quella in italiano firmata da Teresa Bongiorno, vuole però tracciare un’appassionata difesa della letteratura per ragazzi, andando contro i pregiudizi e gli snobismo di chi pensa che leggerla oltre una certa età sia ridicolo e poco opportuno.
Chiaramente l’autrice non parla di libri trash rivolti ai più giovani (come se non esistessero libri analoghi per gli adulti, tra l’altro) ma dei romanzi di grande spessore letterario per giovani e giovanissimi, che possono essere godibili da leggere o rileggere anche anni dopo, come i libri di Road Dahl, la serie di Mary Poppins di Pamela L. Travers, Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll, Queste oscure materie di Philip Pullman, le fiabe dei Grimm, capaci di trasmettere immaginazione e speranza.
L’autrice non dice ovviamente che bisogna da grande leggere solo libri per ragazzi, ma che è senz’altro interessante alternare ogni tanto e riprendere in mano classici che comunque furono scritti da persone adulti, capaci di intercettare i gusti dei ragazzi della loro epoca e oltre.
Non c’è infatti un’unica direzione di lettura nella vita, si può andare avanti e indietro, mescolare le storie e leggere i libri per ragazzi da adulti non è regredire, se non si leggono libri per ragazzi rinunciamo a uno scrigno di meraviglie che, guardate con occhi adulti, possiedono una magia completamente nuova. Del resto nei libri per ragazzi ci sono tematiche anche scomode e spesso emerge la personalità degli autori e autrici, spesso ribelli controcorrente.
L’edizione italiana del libro è stata integrata da una postfazione scritta appositamente da Katherine Rundell, in cui racconta il suo approccio adulto con i nostri autori, e anche qui ci sono spunti non da poco: l’autrice esalta Carlo Collodi e il suo Pinocchio, così diverso dal film animato della Disney che conosceva fin da bambina, Gianni Rodari e la sua immaginazione, Italo Calvino e i suoi romanzi fantastici in cui emergono anche esperienze reali, e Emilio Salgari, instancabile viaggiatore della fantasia. E fa venire davvero voglia di riprendere in mano questi libri, oltre agli altri anglosassoni presenti nei capitoli precedenti.
Katherine Rundell ha trascorso l’infanzia tra Africa ed Europa e ha poi viaggiato in tutto il mondo. È ricercatrice presso l’All Souls College di Oxford. Con Rizzoli ha pubblicato Sophie sui tetti di Parigi (2015), La ragazza dei lupi (2016, Premio Andersen 2017 nella categoria 9/12 anni), Il Natale di Teo (2017), Capriole sotto il temporale (2018, finalista Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2019) e Racconti della giungla (2019) e, nel settembre 2019, L’esploratore, vincitore del prestigioso Costa Award.
Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa che ringraziamo.
L’emergenza coronavirus ha chiuso biblioteche, Musei, cinema e teatri, oltre che le scuole di ogni ordine e grado, e sta facendo posticipare o annullare vari eventi, come Cartoomics a Milano, rimandato a ottobre, Sottodiciotto film Festival rimandato in autunno, Play Festival a Modena e altri ancora, anche a livello internazionale, tra cui due delle più importanti convention sulla cultura otaku giapponesi a Tokyo e Osaka, cancellate.
La J-Pop continua la sua collana Osamushi Collection, dedicata a Osamu Tezuka, l’inventore del manga moderno, proponendo uno dei capisaldi della sua produzione, La principessa Zaffiro, antesignano e ispiratore di tutti gli shojo manga, i fumetti per ragazze, a cominciare dal celeberrimo Versailles no Bara, meglio noto come Lady Oscar, di Riyoko Ikeda.
La narrativa fantastica così come la conosciamo oggi ha avuto vari antecedenti più o meno illustri, come le famose riviste pulp inglesi e americane, che dietro copertine colorate ad effetto raccoglievano storie più o meno lunghe introducendo immaginari che hanno ispirato vari autori e autrici contemporanei, anche al cinema, visto che sia George Lucas che Steven Spielberg si sono formati su questo tipo di pubblicazioni.
A partire dal 1952 i cultori della fantascienza italiana hanno avuto ogni mese in edicola il loro appuntamento fisso con i romanzi Urania, curati da nomi prestigiosi come Giorgio Monicelli, fratello del regista Mario, Fruttero e Lucentini: si partì con Le sabbie di Marte di Arthur C. Clarke e negli anni si poterono leggere classici come Isaac Asimov, James Graham Ballard e Philip Kindred Dick, con le copertine illustrate dallo stile inconfondibile di Karel Thole.
Si pensa comunemente che in Italia non si sappia raccontare storie fantastiche, non tanto in letteratura o nei fumetti, dove ci sono tanti nomi soprattutto in questi ultimi anni che smentiscono questo luogo comune, ma al cinema e nelle serie televisive, anche se qualche eccezione che conferma la regola c’è stata.
Il Giappone è ormai da diversi decenni un Paese di grande attrattiva per l’immaginario occidentale, sarà per il cibo, sarà per il contrasto affascinante che c’è tra tradizione e modernità, sarà per la cultura pop rappresentata in particolare da manga e anime che ha saputo conquistare anche le giovani generazioni occidentali dagli anni Ottanta ad oggi.
Ci sono personaggi che sono evergreen e per tutte le stagioni e uno di questi è Dracula, oggi di nuovo di grande attualità dopo la riedizione del romanzo per Oscar Draghi e la discussa ma non priva di interesse serie su Netflix.
L’Inghilterra vittoriana è ancora oggi un periodo storico amato e emblematico, un mondo non certo invidiabile, ma dove è nata la società come la conosciamo oggi, a cominciare dalla moderna industria letteraria, ed è per questo che ogni romanzo ambientato in quell’epoca colpisce e affascina e non ci si stanca mai di visitare quel tempo e quel luogo.
A oltre dieci anni dall’uscita in Giappone, è arrivato in Italia Red Girls di Sakuraba Kazuki, una saga al femminile attraverso tre generazioni di donne, vissute nel Paese del Sol levante dal dopoguerra ad oggi, tra tradizione e modernità, interessante da vari punti di vista e non solo perché immerge in un mondo che ormai non viene sentito tanto lontano.

























