Oltre tre anni dopo il suo romanzo d’esordio, Le difettose, che trattava l’argomento attuale della ricerca della maternità che non arriva, Eleonora Mazzoni torna con un nuovo romanzo, Gli ipocriti, usciti presso Chiarelettere.
Anche stavolta si tratta di una storia al femminile, ma con una protagonista molto diversa: Manu, un’adolescente che si trova non bella e un po’ sfigata, divisa tra una famiglia ultra religiosa e i suoi coetanei che vede a scuola, molto diversi e che le suggeriscono che c’è un mondo fuori dalle imposizioni che ha in casa.
Un giorno Manu apre un cassetto di suo padre e trova una scatola di preservativi, proprio da parte di una persona che le ha inculcato una visione assolutamente rigida sul sesso, motivo del suo isolamento dalle compagne di classe. Da quel momento Manu inizia a spiare i genitori anche con una videocamera, scoprendo i loro sotterfugi, le loro bugie, la loro ipocrisia, e in parallelo rivede il suo rapporto con il prete, don Ettore, stringe amicizia con Linda, tenta l’amore o meglio il sesso con Sam, si confronta con la sorella Valeria.
Due sono quindi i temi di questo romanzo, scritto con un linguaggio diretto, che a qualcuno potrà anche ricordare un ormai classico che fece scalpore come Porci con le ali: la ricerca di sé tipica di un’adolescente e l’ipocrisia del mondo adulto e soprattutto di certo mondo adulto.
Il ricercare se stessi e saper andare oltre ai paletti imposti da famiglia, coetanei, scuola e società è un tema eterno e presente in ogni epoca, oltre che un processo senza il quale non si superano certi problemi nemmeno in età adulta: questa parte è quella meglio trattata dall’autrice, che si mette nei panni di questa ragazza di oggi, che cercherà ancora una sua strada di compromesso tra due mondi inconciliabili ma che le appartengono entrambi.
L’ipocrisia del mondo adulto non è nuovo come tema, qui riguarda tra l’altro alcuni gruppi su cui si parla poco, tranne quando contestano innovazioni sociali con un integralismo religioso non diverso da quello di altre etnie: qui forse sarebbe stato bello approfondire un problema che c’è e che soprattutto per chi lo vive suo malgrado come Manu non è proprio una passeggiata. Il tutto poi senza contare l’ipocrisia che regna sovrana in certi ambienti, che farà da molla per la nostra protagonista per reagire e provare a crescere malgrado tutto e anche sbagliando.
Gli ipocriti è un libro per giovanissimi senza peli sulla lingua ma anche per meno giovani per raccontare situazioni che alla fine si ripetono, sia pure con qualche cambiamento.
Eleonora Mazzoni è scrittrice e attrice. Nel 2012 ha esordito per Einaudi con il romanzo Le difettose, messo in scena da Serena Sinigaglia al Festival della Mente di Sarzana nel 2014 e attualmente in tournée nei teatri di tutta Italia. Come attrice ha lavorato in teatro, in televisione e al cinema, dove debutta con Citto Maselli in Cronache del terzo millennio (Festival di Venezia, 1996). Diretta da Maselli ha recitato anche ne Il compagno (1999). È nel cast, tra gli altri, di Tutta la conoscenza del mondo di Eros Puglielli (Festival di Berlino, 2001), Volevo solo dormirle addosso di Eugenio Cappuccio (Festival di Venezia, 2004) e L’uomo che verrà di Giorgio Diritti (Festival di Roma, 2009 e vincitore del David di Donatello come miglior film, 2010).
Source: copia fornita al recensore dall’autrice.
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Davide Mana legge molto, soprattutto in inglese e non solo romanzi. E’ uno scienziato, uno scienziato vero di quelli che sanno tante cose difficilissime, oscure ai più. E nonostante tutto ciò ha una spiccata passione per l’Estremo Oriente e la letteratura fantastica. Per alcuni questo è un difetto, per alcuni la letteratura fantastica, in tutte le sue forme, non è vera letteratura. Noi ce ne preoccupiamo? Certo che no, il lettore è sovrano. Il lettore può sperimentare, attraversare steccati, leggere cose che se non gli sono vietate, gli sono sconsigliate da chi di letteratura ne sa. E facendo così può imbattersi in interessanti scoperte. Può scoprire un piccolissimo ebook dal titolo Ombre elettriche, venduto dal nostro concorrente (che non nomino) al prezzo più che simbolico di 0,99 centesimi. Amo gli ebook solo perché rendono facile la copia delle citazioni (tranne i dannati ebook che non te lo permettono), rendendo più facile il lavoro del recensore, e ormai tutti mi dicono questo è il futuro. Armati di ebook reader e sii giovane. Con calma, per ora leggo a computer e con i testi brevi, di racconti me la cavo, per i romanzi è un altro discorso. Ma fortunatamente Ombre elettriche è un testo breve (lunghezza stampa 33 pagine). Di cosa parla? Di fantasmi, ma scordatevi il lenzuolo bianco e le catene dell’iconografia ottocentesca. I nostri sono ben più tecnologici e organizzati. E’ un racconto horror? Forse. Anzi io direi di sì. Suscita un orrore ben reale (per i meccanismi perversi della propaganda, per esempio) anche se è difficile che faccia davvero paura. A meno non crediate ai fantasmi, certo. Allora sì potreste farvi inquietanti interrogativi. Ma noi non crediamo ai fantasmi, non crediamo che i morti di Tiananmén vogliano e possano vendicarsi. E’ una storia di fantasia, che diamine. Non vi anticipo in che consiste la vendetta, vi toglierei il gusto della lettura, ma qualcosa posso dirlo. Non credo la censura cinese lo lascerebbe circolare liberamente. Strano destino quindi vedere questo racconto tradotto malamente in cinese, circolare clandestino. Ma chissà, magari è proprio quello che sta succedendo. Pensateci mentre lo leggerete.
Gentili lettori,




Da solo vale 5 Segretissimi, nel senso che le quasi 700 pagine raccolgono in realtà quattro o cinque storie che potrebbero stare in piedi da sole e invece sono unite da un solo filo conduttore: in questo caso un piano dei nordcoreani per lo sfruttamento minerario di una regione da adibire poi alla costruzione di missili intercontinentali. Dal Vietnam si passa all’Europa, al Messico , a una missione di infiltrazione in Corea con vari personaggi occupati in missioni differenti che si collegano. Un’altra ottima prova di Greaney che sa gestire azione, detection e fantapolitica con buon equilibrio. Di certo la sequenza migliore è l’attentato a Jack Ryan senoir. Devo dire che questi nuovi mi appassionano molto di più degli originali.


























