:: Addio a Jiro Taniguchi, a cura di Elena Romanello

jiro-taniguchiA soli 69 anni se ne è andato Jiro Taniguchi, un mangaka che ha mostrato anche in Occidente le potenzialità autoriali del fumetto giapponese, molto popolare e amato dagli appassionati ma spesso, anche a torto, snobbato dalla critica come troppo seriale e commerciale.
Come altri suoi coetanei, Taniguchi è appassionato di manga fin da bambino, e iniziò la sua carriera come assistente di Kyota Ishikawa. Debuttò nel 1970 con Kurorohorumu (Cloroformio), e da allora si distinse per i temi insoliti che trattava nelle sue opere, a partire da Kareta heya (La stanza arida), storia breve incentrata su una stanza in cui l’autore aveva abitato e che era stata in precedenza una casa d’appuntamento. Nel 1971 vinse il premio Big Comics con Tōi koe (Voci lontane), mentre nel 1975 debutta con la sua prima serie, Namae no nai dobutsutachi (Animali senza nome), incentrata sugli animali appunto che saranno tra i suoi argomenti preferiti.
Nel corso degli anni Taniguchi collabora con lo scrittore Natsuo Sekikawa con cui realizza alcuni manga noir tra cui spicca la raccolta Tokyo killers e con Caribu Marley insieme al quale si occupa di raccontare storie ambientate nel mondo della boxe. Ma i suoi interessi sono vari, e vedono la nascita di opere diversissime, come Bocchan no jidai (Ai tempi di Bocchan), da un classico della letteratura giapponese, Bocchan di Soseki Natsume, ambientato nel periodo Meiji (1868-1912), il fantascientifico Blanca, le serie di racconti Genju jiten (Enciclopedia degli animali primordiali) e Aruku hito (L’uomo che cammina), il romanzo di formazione a fumetti Chichi no koyomi (Al tempo di papà), Ikaru (Icaro), frutto di una collaborazione con Moebius, il thriller Sōsakusha (La ragazza scomparsa), il western Ten no taka (Sky Hawk) .
Jiro Taniguchi ha vinto alcuni dei più importanti premi fumettistici giapponesi, come il premio Osamu Tezuka, è stato insignito in Francia della medaglia di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres dallo Stato francese e del premio della fiera di Angouleme ed ha partecipato nel 2011 a Lucca Comics and Games.
Le sue opere, spesso autoconclusive e storie comunque brevi, si distinguono per uno stile di disegno limpido e maturo e per tematiche incentrate su riflessioni sulla vita, i sentimenti, la società. Lo stesso Taniguchi si è sempre sentito un outsider nel mondo dei manga.
In Italia le sue opere sono edite da Coconino, Planet Manga e Rizzoli e sono di abbastanza facile reperibilità, oltre che molto interessanti per chi cerca storie nuove, tra i manga e non, nell’opera di un autore che in molti hanno definito un vero e proprio poeta.

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