Ogni lunedì sera, per chi non l’avesse ancora vista, è in onda su RAI 4 l’ottava e ultima stagione di Game of Thrones o Il trono di spade, una delle serie di maggiore successo e più discusse degli ultimi anni, scaricata, guardata in streaming, acquistata in DVD, mentre tutti attendono i nuovi libri e il prequel televisivo.
Alla serie Game of Thrones è dedicato uno studio portato avanti da James Hibberd, giornalista per The Hollywood Reporter, non era in origine particolarmente interessato al genere fantasy e ai serial TV, ma è rimasto affascinato dal lavoro che stavano svolgendo David Benioff e D.B. Weiss dai romanzi di Martin e, dopo averli intervistati per il suo giornale, ha iniziato a seguire attivamente il loro progetto, scrivendone poi per Entertainment Weekly, il periodico in cui è entrato a lavorare in seguito.
Il fuoco non uccide un drago raccoglie l’esperienza di Hibberd, raccontando tutta la storia della lavorazione del serial, dai primissimi incontri dello staff creativo fino al finale, svelando aneddoti, scontri, contrasti, difficoltà ma anche traguardi raggiunti lavorando ad una storia che ha cambiato la televisione.
Il libro è arricchito da molte interviste e da fotografie sul set, di attori e scenografie, ed è una guida interessante ad una storia incredibile, quella di un’idea impossibile, difficile, considerata troppo audace e irrealizzabile, è diventata uno dei più grandi successi di sempre, capace di legare allo schermo milioni di persone in tutto il mondo, di età, culture e provenienza sociale anche molto diverse.
Il fuoco non uccide un drago è un libro per appassionati, non autocelebrativo ma emblematico a raccontare una pagina della cultura pop degli ultimi anni, che ha cambiato l’immaginario fantasy e il modo di fruire delle storie.
James Hibberd è un pluripremiato giornalista statunitense che si occupa da vent’anni di intrattenimento culturale. Dopo aver lavorato per The Hollywood Reporter è ora inviato di Entertainment Weekly. Vive ad Austin, in Texas. “Negli anni ho scritto centinaia di articoli su Il Trono di Spade, ma ognuno parlava di questioni specifiche. In Il fuoco non uccide un drago ho potuto finalmente raccontare l’intera storia dall’inizio alla fine, e nel farlo ho scoperto nuove e sorprendenti vicende. Non vedo l’ora che i fan de Il Trono di Spade possano intraprendere questo viaggio, che fornirà loro una nuova prospettiva su una serie epica.”
Provenienza: libro del recensore.
Ci sono periodi storici che sono rimasti iconici, grazie alla finzione di romanzi e film: uno di questi è la Francia dei primi decenni del Seicento, dove il corpo dei moschettieri serviva i reali lottando contro intrighi e nemici, stranieri e interni, resa famosa da Alessandro Dumas padre e ancora amatissima oggi.
In molti hanno apprezzato il film Netflix su Enola Holmes, la sorellina minore del più celebre Sherlock, capace di coniugare intrattenimento, period movie e thriller non solo per giovani, e senz’altro foriero di nuove avventure, visti i consensi raggiunti, anche grazie all’ottimo cast di volti noti e emergenti.
Da un po’ di tempo hanno fatto capolino nelle nostre librerie romanzi fantasy e di fantascienza di autori cinesi, un campo in grande fermento e crescita, a cui si sta guardando con molto interesse, tenendo conto che fino a un po’ di anni fa non erano generi praticati a quelle latitudini, e anzi scoraggiati dal regime, anche se il fantastico è sempre stato presente nella cultura popolare dell’Estremo Oriente.
La collana Lainya di Fazi editore si arricchisce di un nuovo romanzo di genere fantastico, che spicca per il suo essere originale e insolito: Il mare senza stelle di Erin Morgenstern.
La casa editrice Il Castoro amplia il suo sguardo sull’immaginario fantastico per un pubblico giovane e non solo, proponendo una graphic novel recente sulle origini di Wonder Woman, in quest’anno senza fiere del fumetto e dove non si sa quando uscirà il secondo capitolo cinematografiche delle avventure di quella che è un’icona femminista per antonomasia.
La J-POP continua la collana Osamushi Collection, dedicata ad Osamu Tezuka, fondatore del manga moderno, con l’inedito Unico, un volume unico prezioso e incantato, un’opera tutta da scoprire, di cui forse qualche appassionato ricorderà il film animato in giro negli anni Ottanta sulle reti Rai.
L’epoca attuale non è certo delle migliori, soprattutto in questi ultimi mesi, e non deve stupire allora un fiorire o rifiorire della cosiddetta fantascienza distopica, storie di futuri più o meno prossimi dove le cose non sono andate in maniera decisamente positiva, tra dittature, strapotere delle macchine e altre storture sociali.
Torna puntuale in libreria la serie storica di Marcello Simoni dedicata ad Ignazio da Toledo, con il nuovo capitolo, sempre appassionante e ricco di colpi di scena, Il segreto del mercante di libri.
fantascienza Nnedi Okorafor, nigeriana trapiantata negli Stati Uniti, capace di dar voce a personaggi di altre culture.
A distanza di anni, stanno finalmente arrivando tradotti in italiano vari shojo manga classici interessanti, molto lontani dall’idea che si ha di questo filone come storielle sentimentali di ragazzine in mondi lontani nel tempo o sui banchi di scuola.























