Archivio dell'autore

Il mago di Oz di Sébastien Perez e Benjamin Lacombe (Rizzoli, 2019) a cura di Elena Romanello

20 ottobre 2019

9788817141529_0_0_802_75Rizzoli propone un nuovo titolo della collana per ragazzi (e non solo!) Illustrati d’autore, e cioè Il mago di Oz, raccontato di nuovo da Sébastien Perez sulla storia originale di L. Frank Baum con i meravigliosi disegni di Benjamin Lacombe, nuovo sodalizio tra due creativi che ha già dato vita ad altri libri di immagini, sulle fiabe e non.
Testo e immagini, anche di grande formato, si alternano per raccontare una nuova versione della storia originale, recentemente tra l’altro uscita in edizione integrale per Einaudi: una storia fedele ma modernizzata dai toni forse troppo ottocenteschi e moralistici del testo originale, per un approccio fresco e interessante ad un universo fiabesco che ha poi ispirato tutti i viaggi fantastici dell’ultimo secolo, in un modo o nell’altro.
Il protagonista della vicenda, anche se non mancano gli altri personaggi, giustamente, è lo Spaventapasseri, ma nelle pagine del libro si rivivono le avventure di un gruppo di personaggi a cui manca qualcosa:  Dorothy non riesce a tornare a casa, l’uomo di latta non ha un cuore, al leone serve il coraggio e lo spaventapasseri, il protagonista, è senza cervello.
Il mago di Oz dimostrerà di non essere quello che ci si aspettava, le streghe sono paurose e temibili e alla fine i quattro amici per casa capiranno che devono trovare in loro stessi quello che cercano altrove.
Nel libro originale c’era tra le righe un elogio della diversità, in queste pagine rilette emerge insieme ad un inno all’audacia, al voler cambiare, al voler migliorare.
Il testo è sottolineato dalle tavole di Benjamin Lacombe, protagonista l’anno scorso di una mostra a Lucca Comics & Games in cui non si parlava ancora di questo libro, in cui emergono profondità di campo, nuovi sguardi su personaggi dell’immaginario, richiami all’art decò, onnipresenza del verde smeraldo, creato da un pantone nuovo su richiesta dell’artista.
Un libro per giovanissimi, anche, come primo approccio ad un classico, ma anche un volume prezioso e illustrato per chiunque, a qualsiasi età, ami i mille volti e colori della fantasia.

Benjamin Lacombe è un autore e illustratore francese. Compie i suoi studi presso l’Ecole Nationale Superieure des Arts Decoratifs di Parigi (ENSAD) lavorando contemporaneamente per la pubblicità e l’animazione. All’età di 19 anni firma i suoi primi libri di fumetti e illustrazioni e nel 2007 ottiene il primo riconoscimento con Cerise Griotte. Lacombe è tradotto e premiato in numerosi paesi e ha esposto i suoi lavori nelle più importanti gallerie del mondo come L’Art de rien (Parigi), Dorothy Circus (Roma), Ad hoc art (New York), Maruzen (Tokyo).

Sébastien Perrez nasce illustratore, ma presto si dedica alla scrittura, che scopre essere la sua vera passione, nonché efficace terapia per le proprie paure infantili. Nei suoi testi mescola abilmente storia e finzione, umorismo e cinismo, realismo e fantastico.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

Miti del Nord di Neil Gaiman (Oscar Fantastica, 2019) a cura di Elena Romanello

19 ottobre 2019

gaimanNella collana Oscar Fantastica della Mondadori fa la sua comparsa forse la più recente fatica di Neil Gaiman, autore eclettico, scrittore, sceneggiatore, fumettista.
Questa volta Neil Gaiman ha scelto di occuparsi,come suggerisce il titolo, del pantheon della mitologia scandinava, equivalente nei Paesi nordici di quella classica alle nostre latitudini, e non certo meno interessante e intrigante. La mitologia nordica ha ispirato vari autori, come Joanne Harris, ed è alla base di un fumetto cult tornato recentemente alla ribalta grazie ai cinecomics Marvel come Thor.
Neil Gaiman non sceglie però di usare i personaggi del pantheon nordico come protagonisti di nuove avventure, come è accaduto in passato, ma di riscrivere miti culturalmente fondanti che sono da riscoprire dopo tante riletture più o meno fedeli.
Nelle pagine del libro rivivono quindi le gesta di Odino, il padre degli dei, di suo figlio Thor, dalla grande forza ma non certo il più intelligente (non se la prendano i e le fan di Chris Hemsworth…) e Loki, il manipolatore, dio dell’inganno, amatissimo grazie all’interpretazione al cinema del bravo Tom Hiddleston.
Non è la prima volta che Neil Gaiman guarda a dei e pantheon, che sono stati riletti in sue opere come la saga fumettistica di SandmanAmerican Gods: qui però ricostruisce un mondo con sue parole, partendo dalla genesi dei nove leggendari mondi, e ripercorrendo le gesta di dei, nani e giganti, feroci, capricciosi, ingannevoli, inclini a seguire le loro passioni.
Un libro indubbiamente interessante per chi ama Neil Gaiman e la sua inesauribile vena creativa, ma anche per chi è interessato a miti e leggende, una delle prime forme narrative dell’umanità, alla base di fenomeni della modernità come fantasy, fumetti e fantascienza.

Neil Gaiman, nato in Inghilterra nel 1960, vive negli Stati Uniti. Tra i massimi autori di narrativa fantastica contemporanea, è un artista dalle molte facce: giornalista legato al mondo del rock, autore di raffinati graphic novel, sceneggiatore televisivo e scrittore. Nel corso della sua carriera ha ricevuto diversi premi: tra i più importanti, la Newbery e la Carnegie Medal per Il figlio del cimitero e l’Hugo Award per il romanzo American Gods, da cui nel 2017 è stata tratta una serie tv. Ha scritto numerosi racconti e romanzi per ragazzi di grande successo, fra cui gli indimenticabili Coraline e Stardust.

Provenienza: libro preso in prestito nel circuito delle Biblioteche civiche torinesi.

La nuova edizione della Trilogia di Hunger Games di Suzanne Collins (Oscar Fantastica, 2019) a cura di Elena Romanello

17 ottobre 2019

hungerIn attesa del prequel, annunciato per il 2020, che svelerà come mai per decenni sono andati avanti gli Hunger Games nei Distretti, Oscar fantastica di Mondadori ripropone la trilogia di Suzanne Collins, dedicata a Katniss Everdeen, alla base anche di una fortunata serie di film, quattro per l’esattezza, perché l’ultimo libro è stato diviso in due parti.
Con nuove copertine particolarmente evocative in cui l’accento è rivolto alle atmosfere dei libri e non più ai personaggi, tornano quindi tre libri che hanno introdotto alle nuove generazioni il tema amato dalla fantascienza a più riprese della distopia, il futuro negativo, dove molto non è andato come si sperava, anzi, e dove sono emersi totalitarismi vecchi e nuovi.
Un genere frequentato da autori e autrici del calibro di George Orwell, Ray Bradbury, Margaret Atwood e Aldous Huxley, e che periodicamente torna alla ribalta, forse perché riflette paure e situazioni vecchie e nuove, e sempre attuali, in cui tornano elementi dell’oggi, come lo strapotere dei media, le limitazioni dei diritti delle persone, il degrado ambientale, le nuove dittature, gli integralismi di vario genere.
La trilogia di Hunger Games si distingue dalla molta narrativa young adult anche di genere fantastico che è uscita negli ultimi vent’anni appunto perché contiene un’efficace metafora di certi aspetti della nostra società, come i reality show, contro i quali si scaglia con decisione, la spettacolarizzazione della violenza, lo straniamento portato dai media, social media compresi.
La storia è nota, in un territorio del futuro noto oggi come gli Stati Uniti, dopo una guerra civile, il territorio è stato diviso in vari distretti, e per punire gli insorti anche a distanza di anni dell’essersi ribellati, ogni anno si svolgono gli Hunger Games, un reality show al massacro a cui partecipano un ragazzo e una ragazza, dai 13 ai 19 anni, sorteggiati tra i figli e le figlie degli abitanti. Un gioco al massacro, perché solo uno o una può sopravvivere a prezzo della vita degli altri e altre.
Un giorno la giovane Katniss Everdeen si offre come volontaria al posto della sorellina minore Primerose, sorteggiata, e saprà cambiare le cose: Katniss si pone della lunga scia di eroine protagoniste della fantascienza, donne forti, oltre gli stereotipi di genere, e ha saputo creare un nuovo modello in un momento in cui la narrativa young adult soffriva di una generale insipienza e melensaggine.
La trilogia di Hunger Games, in questa nuova edizione, è senz’altro un’ottima lettura per giovani e giovanissimi di ambo i sessi, ma anche per chi ha qualche anno in più è piacevole, interessante, intelligente e con qualcosa che fa riflettere e colpisce.

Suzanne Collins vive nel Connecticut con la sua famiglia e due gatti selvatici. L’idea degli Hunger Games – i giochi della fame – si è fatta strada nella sua mente mentre faceva zapping tra le immagini dei reality show e quelle della guerra vera. I suoi libri sono tradotti in 40 Paesi e continuamente ristampati: negli Stati Uniti la saga ha superato i 36 milioni di copie. Un vero fenomeno di massa, tanto che la rivista Time ha nominato Suzanne Collins tra le 100 più influenti personalità della cultura. Oltre che della saga di Hunger Games, è anche autrice della serie Gregor, sempre pubblicata in Italia da Mondadori.

Provenienza: libri del recensore.

Un’intervista a Sandra Newman per Aspettando il Salone a Torino a cura di Elena Romanello

9 ottobre 2019

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Il Circolo dei lettori di Torino ha ospitato un appuntamento della rassegna Aspettando il Salone, l’incontro con l’autrice Sandra Newman, il cui primo romanzo tradotto in italiano, I cieli, è appena uscito per Ponte alle Grazie.
Abbiamo seguito questo incontro, molto interessante e stimolante, condotto da Francesco Pacifico e scoperto una voce senz’altro importante, nella letteratura fantastica e non di oggi.
I cieli racconta la storia di Kate, agiata newyorkese poco prima dell’11 settembre, che ogni notte in sogno diventa Emilia, nobildonna dell’Inghilterra shakesperiana, vivendo due vite che man mano si influenzano tra di loro.

E’ consapevole che il suo libro sembra una commedia romantica di genere fantastico?

Sì, lo so, l’idea per questo romanzo è partita da una battuta con mio marito, partendo dalla serie di romanzi diventati poi serial di successo di Outlander, una storia romantica che parla di viaggi nel tempo, e pensando a come sarebbe stata una storia simile in chiave shakesperiana. Inizialmente non volevo scrivere questa storia, poi l’idea iniziale si è ampliata, del resto possono nascere libri interessanti da qualsiasi spunto o idea.

I cieli è un libro dove la trama è molto importante, ma allo stesso tempo colpisce lo stile di scrittura, poetico: come sono stati messi insieme questi due aspetti?

Il mio lavoro di scrittura si è concentrato nelle due direzioni dello stile e della trama: tutti gli scrittori amano la trama quando sono lettori e la detestano quando scrivono. Ho cercato di lavorare sulla tessitura delle trame nei miei libri, rendendole sempre più complesse, costruendo un mio stile nella forma della narrazione.

Nel libro le azioni del mondo dei sogni nell’epoca del Cinquecento cambiano poco il presente, ma si creano tante possibilità in un multiverso. Kate potrebbe anche avere problemi mentali, come ha gestito questo?

Il mondo in cui viviamo cambia in continuazione sotto i nostri occhi ma a causa della nostra tendenza a rassicurarci non lo vediamo. Nel libro ci sono multiversi migliori e peggiori, esplorati da Kate, sì si può anche interpretare la sua vicenda come provocata da una malattia, ma è una chiave di lettura.

Come si è documentata sull’Inghilterra di Shakespeare?

Il XVI secolo è molto strano come periodo storico, una delle cose divertenti è che i letterati dell’epoca, Shakespeare compreso, rivoluzionarono la lingua inventando loro molte parole, un gioco straordinario praticato a corte. Non ci sono però molti libri su questo periodo, stranamente, anche Mark Haddock ha scritto un romanzo su quest’epoca, dai toni molto diversi dal mio e dando un’idea completamente divergente dalla mia sul XVI secolo, e la sua bibliografia è uguale alla mia. In realtà noi immaginiamo il passato, ma non avendolo vissuto non sappiamo come era veramente.

Nel tuo romanzo precedente, The Country of Ice Cream Stars, una storia di fantascienza, avevi inventato un linguaggio di un futuro, che rapporto c’è tra le due storie, dove le lingue sono importanti?

Ho sempre letto molti romanzi di fantascienza, mio padre era appassionato del genere, e ho sempre voluto cimentarmi in questo ambito. Scrivere di un mondo avanti di centinaia di anni mi ha reso impossibile usare l’inglese standard di oggi e ho voluto creare una nuova lingua, tenendo conto che il libro parla di un gruppo di protagonisti che hanno al massimo 18 anni, in un mondo in cui sono rimasti vivi solo i giovanissimi. Ne I cieli sono tornati ad una lingua più standard, guardando però anche all’inglese che si usava nel passato.

Quali sono i suoi romanzi di fantascienza preferiti?

Da ragazzina amavo molto Robert Heinlein, autore non certo per ragazzine, e anche Clark Ashton Smith e James Tiptree jr, per fare altri due nomi: questo che mi ha sempre colpito è la loro visione del mondo particolare e a tratti disturbante e il loro aprire gli occhi su nuovi universi.

I cieli mette insieme due romanzi storici: uno ambientato all’inizio del XXI secolo a New York, con l’attentato alle Torri Gemelle, e l’altro nell’Inghilterra del Cinquecento. Ma nel corso del libro ci sono tanti mondi paralleli e possibili per New York, man mano che Kate va avanti nel suo viaggio nel tempo notturno. Cosa l’ha ispirata nella costruzione di una New York così stravagante e alternativa?

La New York dell’inizio della storia è la migliore possibile, poi pian piano le cose cambiano e in questo ho messo qualcosa della mia esperienza di vita.
Ho vissuto a Londra dal 1984 al 2001, e sono tornata poi negli Stati Uniti, dove ho sempre pensato che la qualità della vita fosse peggiore, che la gente fosse meno gentile e generosa. A Londra all’inizio ero abbastanza povera e frequentavo persone della cosiddetta classe operaia, dopo il successo del mio primo romanzo la mia situazione economica è migliorata e ho iniziato a frequentare esponenti della classe media e benestante, scoprendo che avevano il privilegio di poter amare arti e bellezza, un qualcosa che la classe operaia non può permettersi. Se si ha maggiore accesso a cultura, bellezza e gentilezza la vita migliora: sono cose che possono anche non interessare ma che aiutano ma è possibile solo per certi ceti sociali, e me ne sono resa conto nel corso della mia vita.

Nel romanzo Kate sta insieme a Ben, un personaggio che può sembrare noioso: ma cosa c’è di bello in lui?

Ben, ragazzo di origine indiana mentre Kate è di origine iraniana, sa benissimo che la sua fidanzata è più interessante di lui, è un mio personaggio, gli voglio bene e non riesce ad essere meglio di così.

Prossimi progetti?

Sto scrivendo un romanzo di fantascienza su una Terra del futuro in cui di colpo spariscono tutti gli uomini. La società migliora, diventa quasi utopica, ma le mie cinque protagoniste vivono il tema della perdita di mariti, padri, fratelli e vanno in cerca di loro, per scoprire cosa è veramente successo. Un libro che parlerà di perdita e lutto e della gestione di queste due cose.

A Settimo torinese Tempo al tempo, festival dell’innovazione e della scienza

9 ottobre 2019

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Torna dal 12 al 19 ottobre a Settimo torinese e in altri Comuni limitrofi il Festival dell’innovazione e della scienza, che in quest’edizione 2019 ha come tema Tempo al tempo.
Il tempo è vissuto in vari modi, che sia quello relativo al cambiamento climatico, quello delle attese, delle scoperte, della musica, le ore, i minuti, quando non passa mai e saranno molti gli ospiti e gli eventi per approfondire i tanti significati che diamo a questa semplice parola.
Ogni ospite racconterà un diverso significato di tempo: Makkox, al secolo Marco d’Ambrosio, vignettista e fumettista, racconterà domenica 13 ottobre alle 18 i tempi del comico,  il  matematico e scrittore Piergiorgio Odifreddi affronterà il tema dal punto di vista scientifico, per scoprire che il tempo in realtà non è univoco e sempre uguale lunedì 14 alle 21, di futuro parlerà Cristina Pozzi, future maker e Ceo di Impactscool, nominata dal World Economic Forum tra gli Young Global Leaders il 15 alle 21, mentre i viaggi nel tempo, presenti nelle sue storie a fumetti di Lilith e Gea, saranno l’argomento dell’incontro con Luca Enoch il 16 alle 18.
Non mancherà il tempo insolito del meteo con il climatologo Andrea Giuliacci il 16 alle 21, il tempo comico dei fondatori del Terzo Segreto di Satira, al secolo Andrea Fadenti, Davide Rossi e Pietro Belfiore giovedì 17 alle 21, il tempo musicale con Eugenio Cesaro il 18 sempre alle 21, le donne di scienza delle spettacolo con Sara D’Amario Sfumature di donne di scienza sabato 19 alle 21.
Si chiude con un incontro d’eccezione, con l’astronauta Paolo Nespoli, l’italiano che ha vissuto di più nello spazio, che parlerà di scienza, ambiente, fantascienza e futuro il 24 alle 18.
Al Festival si parlerà anche di un concorso che ha coinvolto le scuole sulle tematiche ambientali, Il pianeta lo salvo io e ci saranno anche workshop, conferenze e laboratori. Il fulcro di tutto sarà la Biblioteca Archimede di Settimo torinese e il Festival pone tra gli obiettivi principali quello di essere un momento di contaminazione tra arti diverse: pittura, teatro, musica, letteratura, fumetti.
Il programma completo è nel sito ufficiale della manifestazione.

A Milano libri fantastici con Stranimondi edizione 2019 a cura di Elena Romanello

9 ottobre 2019

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Il 12 e 13 ottobre si rinnova a Milano Stranimondi, il festival del libro fantastico, presso la Casa dei Giochi in via Sant’Uguzzone 8. Per due giorni appassionati e autori si potranno incontrare e confrontare, e si potranno trovare le proposte editoriali di varie case editrici indipendenti.
L’interesse per i generi del fantastico è in crescita, e Stranimondi, evento ormai storico, è ormai un appuntamento fisso, per scoprire filoni che non stancano e si rinnovano in continuazione.
Tra le case editrici presenti si notano nomi ormai noti a cultori e appassionati come Neropress, Plesio, Delosbooks, Tabula Fati, Future Fiction, Runa edizioni, Watson, Elara, Acheron, che hanno saputo dare voce a nuovi talenti anche italiani e riproporre classici del passato ormai dimenticati.
Molte le conferenze e gli incontri, con argomenti che spaziano dall’eterno o quasi tema del patto con il diavolo al nuovo fantasy italiano, dal rapporto tra videogiochi e cultura a quello tra arte e fantascienza, dai cinquant’anni dell’allunaggio all’omaggio allo scrittore Jack Vance, dai problemi ecologici visti dalla letteratura al ritardo tecnologico italiano, dalla letteratura weird a un ricordo di Giuseppe Lippi, dall’astrobiologia che immagina specie nello spazio alle sempre attuali distopie.
Gli ospiti, italiani e stranieri, vedono Jasper Fforde, autore britannico di ucronie letterarie, Tullio Avoledo, uno degli scrittori di fantascienza del nostro Paese più tradotti all’estero, Cecilia Randall, con il nuovo capitolo della saga di Hyperversum, Leonardo Patrignani, che parlerà dei suoi libri compreso il recente Darkness in stile Stranger things, Anders Fager, scrittore horror svedese tradotto da Edizioni Hypnos, il copertinista Franco Brambilla, Ran Zhang, uno degli autori cinesi di fantascienza più amati, Claude Lalumière, canadese e tradotto da Watson edizioni con le sue storie dark fantasy e Maurizio Nichetti che si cimenta anche nel genere.
Verranno inoltre anche presentati i seguenti libri: l’apocalittico Casca la Terra di Marcello Nicolini (La Ponga edizioni),  La fiamma azzurra di Daniele Viaroli, Le cronache del Reame Incantato. Il marchio del serpente di Alberto Chieppi, le antologie Altri futuri Atterraggio in Italia (Delos Digital), La città dell’orca di Sam J. Miller (Zona 42), Io Sono Providence: la vita e i tempi di H.P. Lovecraft (Providence Press), Culti Svedesi : A Lovecraftian Journey in the Cult’s World (Edizioni Hypnos), I camminatori di Francesco Verso (Future Fiction), I fuochi di Valencia di Elena Covati e il numero speciale di Urania Stranimondi.
Ci sarà anche spazio per parlare della rivista Dimensione cosmica proposta da Tabula Fati, delle uscite autunnali di Acheron Books, del nuovo corso di Kipple che spazia da Tolkien al new weird, della selezione di Nero Press, delle raccolte di racconti Alia Evo.
Il programma completo è nel sito ufficiale di Stranimondi.

L’edizione autunnale di Romics a cura di Elena Romanello

3 ottobre 2019

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Dal 3 al 6 ottobre torna a Roma Romics, la kermesse dedicata a fumetti e cultura nerd che due volte all’anno anima la capitale, con tanti ospiti, stand, incontri, cosplayer.
Tante le proposte in un programma fitto. Tra le altre, spiccano l’omaggio ad Altan, uno degli ospiti più prestigiosi, l’approfondimento su distopia e utopia, l’omaggio all’inquisitore Eymerich ideato da Valerio Evangelisti, il panel di sabato alle 13 sui quarant’anni di Lady Oscar con come ospiti d’eccezione la cantante Clara Serina e i doppiatori Cinzia de Carolis, Massimo Rossi e Luciano Roffi, l’incontro sulla Gainax a cura di Distopia Evangelion sempre sabato alle 17,  la mostra su Tito Faraci e quella del Lego.
Tra i tanti ospiti, l’autrice Veronica C. Aguilar, il disegnatore Paolo Barbieri, la saggista e studiosa di cultura pop Valeria Arnaldi, il veterano Disney Giorgio Cavazzano, la disegnatrice Jessica Cioffi, il vignettista Stefano Disegni, l’illustratrice Livia De Simone, lo studioso Giorgio Ghisolfi, la cosplayer Paola Eleonora Tani, la fumettista Silvia Ziche.
Tra i tanti libri e fumetti proposti, si segnalano quelli di Panini Comics, che presenterà in particolare il saggio Joker il clown nero, in occasione dell’uscita del film, e Chanbara le spade del tradimento di Roberto Recchioni e Andrea Accardi, e quelli di Fanucci, che completa la saga di Ambra di Roger Zelazny, presenta Knightfall, romanzo da cui è stata tratta l’omonima serie TV, I figli della caduta di Andrej Tchaikovsky e un panel sul fantastico con Sergio Fanucci.
Il programma completo è nel sito ufficiale.

L’edizione 2019 di Portici di carta a Torino a cura di Elena Romanello

3 ottobre 2019

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Come è ormai tradizione da vari anni, visto che siamo alla tredicesima edizione, il 5 e 6 ottobre torna a Torino Portici di carta, la kermesse autunnale su libri e editoria che trasforma il centro del capoluogo sabaudo in una gigantesca libreria all’aperto.
I portici di Torino da piazza Carlo Felice a Piazza Castello passando per piazza San Carlo si animano di nuovo con le proposte e i banchi di 150 librai, editori piemontesi e bouquinistes: questi ultimi, del resto, sono in piazza Carlo Felice ogni prima domenica del mese con la fortunata manifestazione Il Libro ritrovato.
I libri sono raggruppati secondo varie aree tematiche: spiritualità, voci di donne, lingue, scienze, fumetti, ragazzi, Oriente, editori piemontesi, gialli, viaggi e altre ancora, con una proposta varia e vasta di libri di ogni genere e per ogni interesse.
Quest’anno si omaggia, come è giusto, Andrea Camilleri, morto pochi mesi fa, uno degli autori italiani che negli ultimi vent’anni ha contribuito di più con i suoi romanzi a avvicinare tante persone alla lettura. Il papà del commissario Montalbano sarà ricordato sabato 5 ottobre alle 18 e 30 presso l’Oratorio di San Filippo Neri in via Maria Vittoria con lo scrittore Antonio Manzini e il critico letterario Antonio D’Orrico.
Negli ultimi mesi è scomparso anche un altro personaggio legato a libri e cultura, che molto ha fatto soprattutto in Piemonte per biblioteche e promozione della lettura: Eugenio Pintore, che verrà ricordato  sabato 5 ottobre a San Filippo alle 11 e 30.
Ma a Portici di carta si augurerà anche buon compleanno a Bompiani, che festeggia i suoi primi novant’anni, con un catalogo che negli anni ha spaziato su autori come Steinbeck, Camus, Malraux, Cronin, Moravia, Eco, fino ad arrivare a Antonio Scurati, fresco vincitore del premio Strega che il 4 ottobre alle 21 parlerà del monumentale M al Circolo dei lettori.
L’altro editore di quest’anno è Terre di Mezzo, un piccolo universo abitato da tanti mondi, con collane come Percorsi, L’Acchiastorie, le Ecofficine e i i Diari dell’Archivio Nazionale di Pieve Santo Stefano.
Quest’anno c’è un altro importante compleanno: i 150 anni delle Biblioteche Civiche torinesi, un luogo di aggregazione culturale, di ricerca, di scoperta, con tanti progetti, come il Bibliobus, che stazionerà per tutto il tempo in piazza San Carlo.
Tra gli altri ospiti che interverranno ci saranno anche Gioele Dix, Fabio Geda e Mario Calabresi.
Un’ottima occasione per parlare e vedere libri, e il week-end dopo il 13 in piazza Madama Cristina altri libri e fumetti con la Fiera del fumetto di Kolosseo.
Il programma completo è nel sito http://www.porticidicarta.it

Darkness di Leonardo Patrignani (De Agostini, 2019) a cura di Elena Romanello

26 settembre 2019

9788851168735_5c1e9947c4091e3468597f23e2b00448.displayTutti siamo stati ragazzini, qualcuno di noi ha vissuto avventure fantastiche, qualcun altro no, ma alla fine anche da adulti siamo ancora affascinati da storie d’avventura con protagonisti giovanissimi, che siano reali o immaginate. Una tendenza che in questo ultimo periodo è tornato prepotentemente alla ribalta grazie al successo della serie cult Stranger things, ambientata negli anni Ottanta epoca in cui sono venute alla ribalta tante storie dell’immaginario ancora oggi amatissime, da Stand by me It passando per I Goonies.
Gli appassionati di questo genere possono trovare una storia interessante in Darkness dell’italianissimo Leonardo Patrignani, in uscita per De Agostini dopo i suoi precedenti romanzi rivolti più ad un pubblico di adolescenti e sempre di genere fantastico.
Little Crow, cittadina molto kinghiana, inventata ma vicina a tanti luoghi reali, non è il posto migliore dove vivere, più che altro perché non succede mai niente, ma se sei come Haly Foster e hai appena perso i tuoi genitori in circostanze non chiare la tua situazione, in una casa famiglia, non è proprio il massimo.
Haly decide di fuggire, approfittando del buio, ma mentre percorre la statale che porta fuori da Little Crow, una fitta nebbia si leva da terra e circonda l’intero paese, impedendo a chiunque di entrare e uscire, bloccando la corrente elettrica e gli orologi.
Le paranoie iniziano ad emergere in tutti, mentre i gatti di una delle due responsabili della casa famiglia fanno cose strane, un’anziana sembra emergere sempre nei momenti meno inaspettati per dispensare consigli e terrificanti apparizioni sembrano dare vita alle peggiori paure.
Haly vuole scoprire cosa è successo: ha due amici, Owen, l’eccentrico direttore del giornalino scolastico, e Brian, un nerd collezionista di fumetti e con loro cercherà di capire cosa è la nebbia e come se ne può uscire. E non mancheranno le sorprese, non solo per loro, mentre verità nascoste verranno a galla, come quella sui genitori di Haly e quella su cose mai dette avvenute in alcune famiglie, tra violenze familiari e altri drammi.
Un libro dove si parla di voglia e timore di crescere, della necessità di salvaguardare i ricordi per sapere anche andare avanti, di cercare oltre le verità predefinite: forse non sono temi nuovi, ma funzionano sempre, grazie anche all’intreccio fantastico, con un mistero da risolvere che riecheggia un famoso romanzo di Stephen King alla base anche di una serie televisiva, Under the dome.
Darkness si rivolge ad un pubblico di giovanissimi ma dato l’interesse e il successo che certi temi riscuotono sempre a qualsiasi età è godibile anche per chi fa parte della generazione che ha visto i modelli di Stranger things al cinema e che da ragazzino ha sognato di incontrare un extraterrestre e di andare in cerca del tesoro di Willy l’Orbo…

Leonardo Patrignani è nato a Moncalieri nel 1980. Ha esordito nella narrativa italiana con Multiversum (Mondadori, 2012), primo titolo di una trilogia tradotta in più di venti Paesi, con oltre centomila copie vendute. Ha poi pubblicato il thriller There (Mondadori, 2015), i cui diritti cinema sono stati opzionati. Per De Agostini ha pubblicato Time Deal e Darkness, il suo primo romanzo per ragazzi.

Provenienza: copia fornita dall’Ufficio stampa che ringraziamo.

A Torino un convegno su Edgar Allan Poe a cura di Elena Romanello

25 settembre 2019

Edgar_Allan_PoeSabato 28 settembre a Torino si parla di un maestro della letteratura non solo di genere, padre e antesignano di generi ancora oggi amatissimi come l’horror e il thriller: Edgar Allan Poe.
Rue Morgue, il Centro studi su arte e criminologia, che prende proprio il nome da uno dei suoi racconti più celebri, organizza infatti il convegno: Incubi, crimini e antiche paure. Il mondo di Edgar Allan Poe (1809-1849).
L’evento si svolgerà a partire dalle 14 e 30 presso la nuova sede di Yume edizioni, in via San Quintino 18 C a Torino, a due passi dalla stazione di Porta Nuova e della fermata della Metropolitana Re Umberto.
Vari sono gli interventi previsti. Si inizia con Katia Bernacci di Yume che presenterà il Centro Studi Rue Morgue, nuova realtà culturale non solo torinese.
A seguire Franco Pezzini della Libera Università dell’Immaginario parlerà di  Un palcoscenico per l’Americano Maledetto. Miti, topoi, forme e ossessioni della produzione di E. A. Poe, tracciando quindi un profilo critico e contenutistico delle opere dell’autore, disponibili in italiano in più edizioni e sempre da leggere o rileggere.
L’antropologo Massimo Centini traccerà invece con Il detective: una figura tra scienza positiva e letteratura un ritratto dell’archetipo di una figura che ha avuto tantissima fortuna in tutte le forme di narrazione fino ad oggi e che in fondo è nata proprio con Poe.
Il medico Alessandro Defilippi si confronterà invece con Una logora eleganza”. Normalità e delirio in E. A. Poe, parlando quindi della sua personalità dal punto di vista della malattia e della psicosi.
Per finire il critico cinematografico Enrico Giacovelli esaminerà in Un Poe di cinema. Più di un secolo di film dai Racconti del terrore la vasta produzione di film ispirata, fin dai tempi del muto, alle opere del maestro, con esiti diversi ma da scoprire o riscoprire.
L’ingresso è gratuito, con prenotazione obbligatoria a info@yumebook.it

La quinta stagione di N. K. Jemisin (Oscar Fantastica, 2019) a cura di Elena Romanello

18 settembre 2019

la-quinta-stagione-maxw-814Oscar Fantastica propone il primo romanzo della trilogia della Terra SpezzataLa quinta stagione, scritta dall’autrice afroamericana N. K. Jemisin e già opzionata per una serie televisiva di prossima realizzazione, sull’onda dell’interesse che ormai i generi del fantastico hanno suscitato presso cinema e TV.
Con questo libro l’autrice, una veterana della scrittura visto che cominciata a produrre storie a 10 anni, ha vinto nel 2016 il prestigioso premio Hugo, confermando un talento già noto, e negli anni successivi ha rivinto altre due volte il premio per i capitoli successivi di questa saga tra fantascienza e fantasy, in cui si mescolano tematiche femministe e di appartenenza etnica, ecologia e razzismo.
Ci si trova su un mondo che sta attraversando la sua quinta stagione, quella che lo porterà alla fine, tra terremoti, eruzioni, mancanza di luce, carestie, in un unico continente dove è chiaro che tutto sta per terminare, e in maniera tragica. In questo mondo vivono le tre protagoniste, Damaya, Syenite ed Essun, ognuna con un destino che sembra preordinato ma che forse potrà cambiare per la fine imminente.
La città principale di questo mondo è Yumenes, opulenta e arrogante, costruita in maniera decorativa e incapace di fronteggiare le catastrofi climatiche che si stanno abbattendo sul mondo. E uno dei palazzi comunque splendidi di Yumenes è il Fulcro, dove vivono gli orogeni, i perseguitati della storia, una metafora delle minoranze in difficoltà nel mondo reale, afroamericani in testa, temuti per i loro poteri che però fanno comodo ai cosiddetti normali, visto che sono in grado di plasmare le scosse sismiche.
La quinta stagione ha una costruzione complessa, inizia da quella che è una scena finale e poi si snoda man mano, con tre storie parallele, in tre momenti diversi, raccontate dalle protagoniste che fanno parte degli orogeni, una ragazzina, una giovane donna e una madre di due figli, in cerca di una possibilità in una realtà senza speranza.
Un romanzo di genere fantastico, che come tutti i grandi titoli di questo genere (da 1984 Arancia meccanica, da Il mondo nuovo Fahrenheit 451, giusto per citare i primi che vengono in mente) si pone come metafora del nostro mondo, spesso se non sempre basato sulla discriminazione e sullo sfruttamento della sofferenza altrui, specie se le vittime sono donne e magari di colore. Ma non bisogna aspettarci retorica femminista o black power, La quinta stagione è un libro secco, senza fronzoli, che appassiona, avvince, fa riflettere, merita riletture e rimandi per capire la complessità della trama e lascia con la voglia di leggere i capitoli successivi.
Una scoperta interessante, un romanzo già classico, un libro su cui riflettere, sia che si ami il genere sia che si preferiscano altre storie, oltre che senz’altro un titolo da consigliare a chi pensa che la fantascienza e il fantastico non possano parlare della realtà.

N. K. Jemisin (Iowa City, 1972) ha scritto otto romanzi e diverse raccolte di racconti, per i quali ha ricevuto molti premi. Fra questi, prima e unica nella storia, tre Hugo come Miglior romanzo per tutti e tre i titoli de “La Terra Spezzata” nel 2016, 2017 e 2018.

Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa che ringraziamo.

Una fantastica giornata al Mufant a cura di Elena Romanello

17 settembre 2019

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Dopo la pausa estiva, iniziano di nuovo gli eventi al Mufant, Museo del fantastico e della fantascienza, a Torino in via Reiss Romoli 49 bis: sabato 21 settembre si parte verso una nuova stagione con un pomeriggio all’insegna delle nuove voci del fantastico torinese.
Le danze si aprono alle 16 con la presentazione dei due co-fondatori del Museo, Silvia Casolari e Davide Monopoli, della compagna di crowfunding per il Loving The Alien Fest, la festa del Fantastico tra letteratura, cinema, fumetti, telefilm, che nella prossima primavera si svolgerà nello spazio di fronte alla sede del Museo.
Poi si ricorderà Ezio Aprile, appassionato torinese di fantascienza, con Cinzia Aprile che ha donato la sua collezione alla biblioteca del Mufant.
Alle 16 e 30 ci sarà la presentazione di Ciscandra, il romanzo d’esordio della giovane scrittrice Linda Tovazzi, trentina di nascita e torinese d’adozione, un libro illustrato in cui è stata coinvolta anche l’illustratrice . Psicologa e scrittrice, il suo primo lavoro è un bel romanzo illustrato che ha coinvolto l’illustratrice Lavinia Bassi, in arte Ephygenia.
Un’ora dopo, alle 17 e 30, incontro con il torinese Pupi Oggiano, musicista, appassionato di cinema ed esperto di documentari, che presenta il suo film d’esordio La Paura Trema contro, un mix tra fantascienza, horror e thriller condito da ironia, in cui si parlerà dell’uscita in DVD e della novelization di Corrado Artale, edita da Buendia Books. All’incontro parteciperanno Pupi Oggiano, l’autore del libro Corrado Artale, il cast del film guidato dalla protagonista Frankie Converso e Francesca Mogavero di Buendia Books.
Questo è il primo di una serie di eventi, che vedranno nei prossimi mesi tra le altre cose l’inaugurazione dell’escape room horror, il 16 novembre Leiji Matsumoto che terrà a battesimo la statua di Capitan Harlock e il prossimo arrivo nel parco del Fantastico della statua di Sailormoon, protagonista di un sofferto confronto con Goldrake.
Per ulteriori informazioni visitare il sito http://www.mufant.it/informazioni/