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Once upon a time Fiabe, fantasy e serie televisive (Yume Books, 2019) a cura di Elena Romanello

24 ottobre 2019

once-upon-a-timePresento ai lettori di Liberi di scrivere la mia nuova fatica, perché oltre a scrivere articoli per giornali on line e blog continuo la mia attività di autrice di libri di saggistica sul mondo otaku e nerd, che costituisce la mia grande passione.
Questa volta ho scelto di occuparmi di una serie TV di culto e molto curiosa di questi ultimi anni, Once upon a time, andata in onda sulla ABC dal 2011 al 2018 e in Italia su Rai 4, perché mi ha colpita e spinta ad approfondire l’argomento.
Sono appassionata da sempre di fiabe, grazie anche ai film Disney e non solo,  e ritengo che non ci sia un’età per questo genere letterario antichissimo, da cui sono derivati poi tutti gli altri: negli anni il mio interesse per il fantastico è cresciuto, portandomi a scoprire fantascienza, fantasy e fumetti, tre baluardi della mia vita, e tutto quello che fa parte di questi universi non può non interessarmi e piacermi.
Once upon a time rilegge le fiabe, partendo dai film Disney ma non solo, in una nuova mitologia, con due piani temporali, il mondo della Foresta Incantata dove vivono tutti i personaggi delle fiabe in una sorta di universo condiviso e un’anonima e molto kinghiana cittadina del Maine di oggi, Storybrooke. Nel pantheon di personaggi trovano spazio eroi vecchi e nuovi, soprattutto protagoniste, comprese le recentissime Elsa di Frozen, Mulan e Merida di Brave, per la trama consiglio di leggere il mio libro o meglio di guardare le sette stagioni, perché è davvero ricca di spunti, di eventi, di fatti, di colpi di scena, con le prime sei stagioni ottime, la settima parte zoppicando ma poi si riprende nel gran finale.
Non è un caso che i due ideatori siano Edward Kitsis e Adam Horowitz, due degli sceneggiatori di Lost, altra serie epocale, e tra l’altro è stato Once upon a time che mi ha spinta a fare una maratona di Lost l’anno scorso (all’epoca l’avevo snobbata), appassionandomi anche a quello. Le due serie sono molto diverse, però è divertenti trovare in entrambe alcuni interpreti in ruoli diversi.
Once upon a time mescola storie e personaggi, presentando una Biancaneve guerriera, un Pinocchio insolito e che cresce, una Cenerentola latinoamericana, e regalando i due personaggi migliori, almeno a mio parere, nella schiera dei cattivi, anche se non sono liquidabili solo come cattivi.
Regina, la regina cattiva di Biancaneve, regalerà le emozioni più grandi cambiando animo durante la storia e compiendo un vero e proprio viaggio dell’eroina. Tremotino, che nelle fiabe classiche era uno gnomo maligno, qui diventa un vero e proprio signore del male, diventato tale per salvare il figlio, compiendo anche lui un percorso incredibile di redenzione, sottolineato dalla grande interpretazione di Robert Carlyle che io adoro come attore dai tempi di Full Monty.
In Once upon a time ho trovato tante fiabe che ho amato e amo, da Biancaneve La bella addormentata, da Alice Peter Pan (viva Capitan Uncino..), da Hansel e Gretel Mulan, da Brave Frozen, in una nuova, intrigante cornice narrativa, e mi sono affezionata al microcosmo di Storybrooke, che ho voluto raccontare.
Una serie che consiglio, senz’altro capace di rivoluzionare la percezione delle fiabe e del fantastico in TV, insieme all’altra ammiraglia del momento, Game of thrones (a cui sarà dedicato il mio prossimo libro), sia a chi ama ovviamente gli universi dell’immaginario sia a chi è appassionato di storie, di qualsiasi tipo siano.

A Torino un convegno su Edgar Allan Poe a cura di Elena Romanello

25 settembre 2019

Edgar_Allan_PoeSabato 28 settembre a Torino si parla di un maestro della letteratura non solo di genere, padre e antesignano di generi ancora oggi amatissimi come l’horror e il thriller: Edgar Allan Poe.
Rue Morgue, il Centro studi su arte e criminologia, che prende proprio il nome da uno dei suoi racconti più celebri, organizza infatti il convegno: Incubi, crimini e antiche paure. Il mondo di Edgar Allan Poe (1809-1849).
L’evento si svolgerà a partire dalle 14 e 30 presso la nuova sede di Yume edizioni, in via San Quintino 18 C a Torino, a due passi dalla stazione di Porta Nuova e della fermata della Metropolitana Re Umberto.
Vari sono gli interventi previsti. Si inizia con Katia Bernacci di Yume che presenterà il Centro Studi Rue Morgue, nuova realtà culturale non solo torinese.
A seguire Franco Pezzini della Libera Università dell’Immaginario parlerà di  Un palcoscenico per l’Americano Maledetto. Miti, topoi, forme e ossessioni della produzione di E. A. Poe, tracciando quindi un profilo critico e contenutistico delle opere dell’autore, disponibili in italiano in più edizioni e sempre da leggere o rileggere.
L’antropologo Massimo Centini traccerà invece con Il detective: una figura tra scienza positiva e letteratura un ritratto dell’archetipo di una figura che ha avuto tantissima fortuna in tutte le forme di narrazione fino ad oggi e che in fondo è nata proprio con Poe.
Il medico Alessandro Defilippi si confronterà invece con Una logora eleganza”. Normalità e delirio in E. A. Poe, parlando quindi della sua personalità dal punto di vista della malattia e della psicosi.
Per finire il critico cinematografico Enrico Giacovelli esaminerà in Un Poe di cinema. Più di un secolo di film dai Racconti del terrore la vasta produzione di film ispirata, fin dai tempi del muto, alle opere del maestro, con esiti diversi ma da scoprire o riscoprire.
L’ingresso è gratuito, con prenotazione obbligatoria a info@yumebook.it