Nono appuntamento per Petri e Miceli con un nuovo caso di morte misteriosa da risolvere, in La scomparsa di De Paoli. Un caso di Petri e Miceli, scritto dall’ex magistrato Gianni Simoni. Il libro, edito da Tea, è ambientato a Brescia e l’incipit conquista da subito il lettore portandolo ad assistere al ritrovamento di un cadavere, abbandonato in un fosso, lungo una delle stradi provinciali sulle quali si muove il traffico in entrata e in uscita dalla città. Da subito la polizia riscontra evidenti problemi nell’attuare il riconoscimento del corpo a causa dell’avanzato stato di decomposizione. A determinare gli imprevisti il lavorio dell’acqua, delle intemperie e dei vari animaletti che si aggirano nelle campagne. L’ex giudice Petri vorrebbe restare fuori dall’indagine per lasciare campo libero a Grazia Bruni, il nuovo commissario, ma non può rimanere estraneo al caso, quando si scopre chi è la vittima. Il corpo senza vita appartiene al medico Emilio De Paoli, amico e medico di Petri, scomparso da casa da qualche giorno. Il caso sconvolge molto la città, e Petri stesso che, dopo un iniziale senso di spaesamento, si getta a capofitto nell’indagine. Il suo intento è preciso: scoprire chi e perché ha determinato la morte del medico molto conosciuto e rispettato da tutti. Ancora una volta Gianni Simoni riesce a orchestrare una trama avvincente nella quale, accanto all’indagine (nella quale ad un certo punto ci si rende conto che forse certe verità è meglio non emergano) presenta ai lettori un vero e proprio viaggio, o meglio, un’ indagine psicologica nelle menti dei diversi personaggi protagonisti. In questo modo chi legge può conoscere alcune delle creature letterarie nate dalla penna di Simoni. Petri è un giudice che agisce sempre con coraggio, ha ben chiaro cosa fare e come muoversi sulla scena del delitto per ottenere le informazioni di cui ha bisogno. Vicino a lui troviamo Grazia Bruni che, fin dal suo arrivo, si dimostra una donna forte, decisa, tutta d’un pezzo, anche lei con l’obiettivo ben preciso di trovare la verità. Accanto a loro ci sono gli aiutanti di sempre come l’esperto Maccari, l’abile Esposito, la coppia inseparabile di Grasso e Tondelli, il procuratore Martinelli e il e nuovo vice ispettore Armiento. In realtà, dentro alla narrazione, Simoni dà maggiore spazio anche a personaggi che potrebbero sembrare semplici figure secondarie, ma in realtà, nel corso nella storia, con le loro azioni e parole, dimostreranno di avere una precisa personalità. Tra di loro è interessante Anna, la moglie di Petri, perché lei e il marito sono la dimostrazione che esistono ancora persone che, dopo tanti anni di matrimonio, si amano come fosse il primo giorno. Curiosa è la figura di Eleonora, all’apparenza la tipica segretaria svampita, la quale dimostrerà di avere una personalità tenace e forte. E che dire di Roberta, la domestica del medico De Paoli. Leggendo la sua vicenda capiremo quanto sia stato importante per lei l’incontro con il dottore. La trama narrativa è molto cupa, ma l’ironia usata da Simoni riesce a rendere meno gravosa e opprimente la cappa di tenebre presente nell’intreccio. Il nuovo libro di Gianni Simoni è un giallo avvincente, caratterizzato da un linguaggio scorrevole, nel quale non c’è solo la ricerca del colpevole, perché in La scomparsa di De Paoli. Un caso di Petri e Miceli, l’autore spinge i vari personaggi, e un po’ anche a noi lettori, a riflettere sul rapporto con gli altri e al fatto che non sempre la realtà è quello che sembra.
Gianni Simoni, ex magistrato, ha condotto quale giudice istruttore indagini in materia di criminalità organizzata, di eversione nera e di terrorismo. Con Garzanti ha pubblicato Il caffè di Sindona, in collaborazione con Giuliano Turone. Nelle edizioni TEA son pubblicati I casi di Petri e Miceli e Le indagini del commissario Lucchesi.
Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo l’ Ufficio Stampa TEA.
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Davide Mana legge molto, soprattutto in inglese e non solo romanzi. E’ uno scienziato, uno scienziato vero di quelli che sanno tante cose difficilissime, oscure ai più. E nonostante tutto ciò ha una spiccata passione per l’Estremo Oriente e la letteratura fantastica. Per alcuni questo è un difetto, per alcuni la letteratura fantastica, in tutte le sue forme, non è vera letteratura. Noi ce ne preoccupiamo? Certo che no, il lettore è sovrano. Il lettore può sperimentare, attraversare steccati, leggere cose che se non gli sono vietate, gli sono sconsigliate da chi di letteratura ne sa. E facendo così può imbattersi in interessanti scoperte. Può scoprire un piccolissimo ebook dal titolo Ombre elettriche, venduto dal nostro concorrente (che non nomino) al prezzo più che simbolico di 0,99 centesimi. Amo gli ebook solo perché rendono facile la copia delle citazioni (tranne i dannati ebook che non te lo permettono), rendendo più facile il lavoro del recensore, e ormai tutti mi dicono questo è il futuro. Armati di ebook reader e sii giovane. Con calma, per ora leggo a computer e con i testi brevi, di racconti me la cavo, per i romanzi è un altro discorso. Ma fortunatamente Ombre elettriche è un testo breve (lunghezza stampa 33 pagine). Di cosa parla? Di fantasmi, ma scordatevi il lenzuolo bianco e le catene dell’iconografia ottocentesca. I nostri sono ben più tecnologici e organizzati. E’ un racconto horror? Forse. Anzi io direi di sì. Suscita un orrore ben reale (per i meccanismi perversi della propaganda, per esempio) anche se è difficile che faccia davvero paura. A meno non crediate ai fantasmi, certo. Allora sì potreste farvi inquietanti interrogativi. Ma noi non crediamo ai fantasmi, non crediamo che i morti di Tiananmén vogliano e possano vendicarsi. E’ una storia di fantasia, che diamine. Non vi anticipo in che consiste la vendetta, vi toglierei il gusto della lettura, ma qualcosa posso dirlo. Non credo la censura cinese lo lascerebbe circolare liberamente. Strano destino quindi vedere questo racconto tradotto malamente in cinese, circolare clandestino. Ma chissà, magari è proprio quello che sta succedendo. Pensateci mentre lo leggerete.



Da solo vale 5 Segretissimi, nel senso che le quasi 700 pagine raccolgono in realtà quattro o cinque storie che potrebbero stare in piedi da sole e invece sono unite da un solo filo conduttore: in questo caso un piano dei nordcoreani per lo sfruttamento minerario di una regione da adibire poi alla costruzione di missili intercontinentali. Dal Vietnam si passa all’Europa, al Messico , a una missione di infiltrazione in Corea con vari personaggi occupati in missioni differenti che si collegano. Un’altra ottima prova di Greaney che sa gestire azione, detection e fantapolitica con buon equilibrio. Di certo la sequenza migliore è l’attentato a Jack Ryan senoir. Devo dire che questi nuovi mi appassionano molto di più degli originali.
























