:: Quando all’alba saremo vicini, Kristin Harmel (Garzanti, 2015)

gar

Clicca sulla cover per l’acquisto

Ho iniziato a leggere questo libro diaciamo per un malinteso. Amo leggere romanzi ambientati durante la Seconda Guerra Mondiale, e li ricerco anche molto attivamente. Mi piacciono le storie di famiglia, anche ispirate a avvenimenti realmente accaduti, molte legate anche ai fatti drammatici che hanno portato alla Shoa, un po’ perchè la conoscenza è forza, la parola un potente balsamo che aiuta a chiarire punti critici, verità nascoste, dubbi che con gli anni si formano quando si riflette sul passato, non tanto remoto da non influenzare il presente. E per comprendere il passato non servono solo saggi, biografie, book fotografici. Anche i romanzi hanno un loro ruolo, una funzione precisa. Come il teatro.
Ho iniziato questa recensione parlando di un malinteso. Ora vi spiego. Kristin Harmel l’ho conosciuta leggendo Finché le stelle saranno in cielo, un romanzo da un lato definibile come sentimentale (non proprio il mio genere), dall’altro che trattava i temi dell’Olocausto. Per la precisione il ruolo che ebbero le comunità musulmane durante la Seconda Guerra Mondiale nel salvare dalla deportazione e dai campi di sterminio migliaia di ebrei. Proprio in questi giorni si è discusso di un intervento del premier israeliano Netanyahu su il Gran Mufti, Hitler, e la decisione di sterminare gli ebrei. Beh, è singolare che un romanzo getti una nuova luce su questa attuale discussione e sul rapporto che ha legato musulmani e ebrei, in un periodo di storia relativamente così recente.
Ecco, credevo che il nuovo libro della Harmel parlasse ancora di questo, da qui il malinteso.
Quando all’alba saremo vicini è invece interamente ambientato ai nostri giorni in una metropoli affollata come New York, e non getta luce sul passato ma sul presente. E’ ancora una storia di sentimenti, molto al femminile, ma non priva di due temi sociali molto sensibili come le adozioni e la sordità, con tutto il mondo a lei legato, fatto di linguaggio dei segni, terapie alternative, rivendicazioni del diritto di vivere la propria disabilità, o addiruttura non considerarla come tale. La Harmel molto attenta all’analisi psicologica dei suoi personaggi, si sofferma innanzitutto nel descrivere la storia di una donna che deve affrontare una grave perdita, un lutto che potrebbe spezzare la sua vita, farle perdere fiducia in sé stessa e nell’amore, che sembra banale dirlo, è ancora la maggiore fonte di felicità, dopo la cioccolata 🙂
E in suo soccorso vengono… i sogni. Sogni reali, quasi visioni di una vita parallela, la vita che la realtà, e un incidente di taxi, le ha strappato. C’ è una punta di sovrannaturale in tutto ciò, in questi sogni conosce cose che non dovrebbe conoscere, anticipa avvenimenti, conosce persone che davvero entreranno nella sua vita, ma non è questa componente che più interessa alla Harmel. L’autrice vuole parlarci di un percorso di rinascita, intrapreso da una donna che ricostruisce pezzo per pezzo la sua vita e non si accontenta della strada più facile, che quasi mai è quella giusta. Lo stile è piano, scorrevole, privo forse di eccessiva originalità, ma adatto a narrare una storia semplice, in cui è prevedibile il lieto fine, anche se non proprio quello che vorremo.
Chi ci lascia forse non è il solo ad andarsene, anche noi dobbiamo essere pronte al distacco, e questa lezione sembra essere il tema conduttore del romanzo. Per inguaribili romantiche. Traduzione Claudia Marseguerra.

Kristin Harmel è nata a Boston. Appassionata di scrittura sin da quando era una bambina, a soli sedici anni ha iniziato a collaborare con alcune testate americane come reporter, mentre studiava. Dopo l’università e una laurea in letteratura, ha iniziato a scrivere per People, dove lavora tutt’ora. Collabora anche con Glamour e altri magazine americani. È opinionista di diverse trasmissioni televisive, come Good morning America. Ha pubblicato diversi romanzi, bestseller negli Stati Uniti ma inediti in Italia.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Letizia dell’Ufficio Stampa Garzanti.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: