:: La legge di natura, Kari Hotakainen (Iperborea, 2015) a cura di Federica Guglietta

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Sarò banale e, sicuramente, andrò anche contro ogni stilema tipico delle seriose recensioni letterarie di una volta, quelle da carta stampata che un po’ ci mancano e un po’ si scimmiottano, ma io questo libro l’ho scelto. Sì, non mi è capitato per caso, l’ho proprio scelto tra gli altri.

Mi è capitato di vederlo, così, quasi per sbaglio, questo sì, e la copertina mi è piaciuta da subito. Vivida, ironica e delicata, riassume appieno la storia di cui parliamo oggi. Pure il titolo. Anzi, soprattutto il titolo. Mi ha fatto pensare ad un trattato filosofico stemperato da un’inaspettata leggerezza, che poi ho scoperto essere.

Chiariamoci: di letteratura nordica ne sapevo (o meglio, ne so) meno di niente, potete dare per scontato che ignorassi l’esistenza di Kari Hotakainen, affermato scrittore finlandese, fino a poco più di due mesi fa. Con mia grande sorpresa, si tratta proprio di un romanza su quella meraviglia di caratteristiche stridenti nella loro armonia, qual è la commedia umana: a tratti bizzarra, a tratti spaventosa, divertente e commovente, strabiliante e semplicemente meravigliosa. Per non parlare poi della veste grafica: penso di aver sviluppato una sorta di assuefazione da libri della Iperborea editrice al momento.

Così ci troviamo davanti alla vita piegata in due da un incidente stradale del sessantenne Jussi Rautala: vedovo, con alle spalle (ma neanche troppo) un’esistenza dedita ad evadere le tasse grazie al suo bel lavoro di imprenditore benestante. Particolare che non va omesso: è lo stesso imprenditore che, come molti, vorrebbe ridare la Finlandia ai finlandesi. Vi ricorda qualcuno?

C’è sua figlia Mira, tutto il suo opposto: fervente ecologista ed attivista politica, che rimprovera e schernisce il padre per il suo modo di essere e finisce, anche lei, a sognare e a immaginare un Paese che ancora non esiste.

Sullo sfondo, quasi a fare da memento, ci sono i “vecchi” di Rautala, i suoi genitori: chiusi nella loro casa e nella loro età andata, aspettano le visite del figlio e vivono così, ignari di ciò che succede là fuori, rocce che non conoscono alcun cambiamento.

Poi arriva Badu, nato in Sierra Leone si ritrova catapultato nella fredda Finlandia, Paese dell’uomo che lo ha adottato a distanza. Chi? Il nostro imprenditore che ora immaginiamo sanguinante in macchina, ovvio! Chi se non lui, Rautala in persona. L’ossessione causatagli dal dolore della perdita della moglie lo aveva – a ragione – fatto distogliere da un’altra tremenda ossessione: quella per i soldi. Così aveva adottato un ragazzino lontano. A distanza. Di chilometri.

Quella volta, anni fa, la crisi si era risolta in qualcosa di positivo, per lui e per Badu. Oggi, invece? Quale cambiamento potrà, finalmente nascere dalla crisi economica (scandinava, europea, mondiale)?

Ne La legge di natura Hotakainen vuole tramandarci proprio questo. Insieme ad un pizzico pepato di ironia e un abbraccio speranzoso e caldo che poco si addice al clima scandinavo, ma esiste, eccome se esiste.

Vi lascio con una citazione dall’incipit:

Non guardarti, guarda il cielo. L’uomo indossava una giacca arancione e un casco rosso. Disse di essere un paramedico e raccomandò a Rautala di stare calmo, pur sapendo quanto fosse difficile in quell’ammasso di lamiere insanguinate. Basta non guardare le ossa che ti spuntano fuori ma tenere gli occhi fissi al cielo, attraverso il parabrezza frantumato, e rimarrai cosciente. Rautala provò a cercare il nome dell’uomo sulla giacca. Non lo trovò, si ricordò del cielo. Era terso e senza uccelli, poco prima brillava il sole. Ricordò i raggi del mattino, quando aveva avviato il motore per andare dai suoi vecchi che abitavano a un centinaio di chilometri da lì. L’uomo gli si fece più vicino dicendo che per tirarlo fuori occorrevano attrezzi speciali, ci sarebbe voluto ancora un po’. Gli avrebbe dato subito un analgesico. Rautala annuì e fece quello che gli era stato appena proibito: si guardò. Le ossa se n’erano andate per proprio conto, si erano aperte un varco nella carne verso la libertà e avevano bucato anche la giacca a vento, da cui ora spuntavano come da un taglio d’arrosto. I jeans neri erano un grumo rosso. Gli crollò la testa sul volante. Perse i sensi. A un tratto sussultò per un rumore violento, metallico: era forse qualche grosso attrezzo?

Traduzione di: Nicola Rainò Postfazione di: N. Rainò.

Kari Hotakainen, classe 1957, dal 1982 sulla scena letteraria finlandese. Subito dopo viene conosciuto a livello internazionale. Si tratta di uno dei più originali scrittori finlandesi, maestro nel leggere tra le righe della contemporaneità attraverso piccole storie di follia quotidiana. Dopo le prime tre raccolte di poesie si è dedicato alla narrativa, raggiungendo il successo internazionale con Colpi al cuore (2006) e ottenendo con Via della Trincea (2009) il Premio Finlandia e Il Premio del Consiglio Nordico. In Italia tutti i suoi romanzi sono pubblicati da Iperborea.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Francesca dell’ufficio stampa Iperborea.

Disclousure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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Una Risposta to “:: La legge di natura, Kari Hotakainen (Iperborea, 2015) a cura di Federica Guglietta”

  1. federicaghiasophia Says:

    L’ha ribloggato su Lo scatolone di Aghia Sophia – recensioni e bla bla bla – .

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