Mia madre si alza dal dondolo, scende i tre gradini pel patio e si ferma dopo pochi passi; indica il cielo e dice di guardare la meraviglia.
“Ma non dirmi che leggi ancora le nuvole” dico sorridendo.
“Non ho mai smesso, hijo”.
Poggio a terra la bottiglia vuota, mi alzo e mi fermo contro la balaustra, turo fuori il cellulare e digito il numero di Stella.
“E cosa dicono per me?, chiedo senza entusiasmo.
Licita Salomon Torres è un totem messicano piantato nel terreno, capelli crespi neri di tinta freschi raccolti sulla nuca, spalle ancora dritte nonostante la vita trascorsa, immobile, sguardo fiero. Sacre. L’incendio nel cielo gli arrossa la faccia stanca.
Porto il telefono all’orecchio e alzo gli occhi.
Nuvole veloci ci vengono incontro sfilacciate, sembrano lunghi fogli di giornale arrotolati r in fiamme. Dopo qualche secondo che le osservo, ho gli occhi che bruciano.
Stella non risponde alla chiamata.
Mia madre si gira verso di me. Sta piangendo.
“Parlano di dolore, figlio mio”.
Nell’estate del 2011, ormai quasi sei anni fa, uscì un romanzo piuttosto insolito nel panorama italiano, insolito per linguaggio, temi, ambientazione, dal titolo Le cose di cui sono capace, (nella coraggiosa collana Corsari/PerdisaPop). Alessandro Zannoni, l’autore, non è che abbia smesso di scrivere da allora, ma sta di fatto che solo oggi, anno di grazia 2017, ha trovato un nuovo editore e noi possiamo leggerne il seguito.
E’ infatti uscito a gennaio, per la A & B, Nel dolore, stessi personaggi, stessa ambientazione americana, stesso stile pulp con sprazzi di violenza improvvisi, solo velatamente più malinconico, e crepuscolare, stesso linguaggio sboccato, in cui il turpiloquio quasi è un costante leit motiv che ci accompagna nelle vite e nei mondi dei personaggi tra malavita e tutori dell’ ordine molto sui generis.
Personale omaggio, molto postmodernista, al noir americano di gente come Crumley, o Thompson, (se leggete bene numerose sono le citazioni, e i rimandi Per il mio ennesimo colpo di spugna), tanto per intenderci. Seppure breve, il testo è ricco infatti di questi giochi interni che fanno la felicità degli appassionati del genere.
Nel dolore, dunque, è una nuova storia con al centro l’immaginaria città texana di BakereedgePass, e lo sceriffo Nick Corey, padre italiano, madre messicana, strano mescolanza tra sbruffoneria e disperazione. La morte di Rudy, amico per la pelle del protagonista è al centro dell’ indagine “poliziesca” della storia, che si dipana tra tempeste di sabbia, trattori volanti, e trivelle arrugginite e abbandonate.
Il romanzo è diviso in brevi capitoli, quasi racconti a sé, legati comunque dal tema conduttore, la vendetta, che Nick Corey vuole consumare, a costo di serie perdite personali. E cosa rischia di più, oltre alla vita, Nick Corey? L’amore di Stella, la sua donna, con la quale sogna di costruire finalmente un futuro sereno e solido, lontano dalla violenza che lo circonda.
Un cane, Abramo, farà capolino nella storia, omaggio (forse) a un altro celebre cane del noir (qualcuno si ricorda Fireball, il cane ubriacone de L’ultimo vero bacio) aggiungendosi ai tanti personaggi che costellano la vicenda, tra cui la madre di Nick, che legge le nuvole, e dà vita a uno dei bellissimi personaggi femminili che Zannoni sa creare, assieme a Stella, se vogliamo la dark lady del romanzo.
Dedicato a Luigi Bernardi. Strepitosa copertina. Per cultori del noir.
Nato a Sarzana, dove vive, Alessandro Zannoni ha pubblicato (dopo tre libri autoprodotti) due romanzi e una novella, nelle collane di PerdisaPop dirette da Luigi Bernardi. “Biondo 901”, uscito nella collana BabeleSuite, è diventato un monologo teatrale portato in scena dall’attore Alessandro Bertolucci. Ha scritto i testi del fumetto “Il cugino”, disegnato da Lorenzo Palloni. Dal 2002 organizza il festival letterario “Leggere fa male” a Sarzana, in Liguria. È stato anche conduttore radiofonico. A gennaio 2017 uscirà il suo romanzo “Nel dolore”. È ormai pronto anche il nuovo libro “Fottiti, Zanna”. Sito ufficiale: http://alessandrozannoni.strikingly.com
Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo l’autore e l’ Ufficio Stampa A& B.
Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.
Nota: Potete leggere la nuova intervista all’autore a questo link







A qualche lettore appassionato di Lovecraft o di horror, fantascienza e fantasy classico americano potrà suonare già familiare il progetto della rivista Altrisogni: creare uno spazio per quelli che sono stati a lungo dei generi molto apprezzati dal pubblico, ma anche molto ignorati dalla critica. Un percorso già intrapreso dalla storica Weird Tales, la rivista pulp statunitense di racconti horror e fantastici nata nel 1923, che ha avuto tra i suoi più assidui collaboratori proprio il suddetto H.P. Lovecraft.

Oggi vi parlerò di un libro molto speciale, perchè speciali sono gli autori, i curatori, i disegnatori, e anche i lettori che lo leggeranno. E’ un libro di favole, forse le più famose della storia della letteratura, ma molto diverse da come noi tutti le abbiamo conosciute. Favole reinventate da 18 ragazzi ugualmente abili, dell’Associazione Quelli del Sabato, accompagnati da 18 autori professionisti, persone che han fatto della scrittura il loro mestiere. Ma chi sono Quelli del Sabato? Sono un gruppo di volontari e ragazzi speciali di Bellinzago Novarese, che si riuniscono il sabato, dal 1992, per attività ludiche e ricreative, e per sviluppare progetti come questo, questo bellissimo libro fatto di parole e immagini. Tutti conoscono le favole di Cenerentola, Cappuccetto Rosso, Il Gatto con gli Stivali. Ecco gli autori sono partiti da queste favole e le hanno modificate, ampliate, abbellite con la loro creatività. Scrittori come Christian Mascheroni, Luigi Romolo Carrino, Fulvio Ervas, Eduardo Savarese, a coppie con ragazzi come Gabriella, Antonio, Renata, Eva, hanno unito la loro fantasia per far nascere questo libro magico e coloratissimo. Se avrete la fortuna anche solo di sfogliarlo vedrete oltre alle storie, anche le immagini incredibili di Hikimi (Roberto Blefari), e una cura per i dettagli e i particolari davvero professionale.

























