Archive for the ‘Iniziative del blog’ Category

:: Review Party: Venezia Enigma di Alex Connor (Newton Compton 2021) a cura di Giulietta Iannone

3 febbraio 2021

Venezia, XVI secolo. Dopo un disperato tentativo fallito di assassinare il suo aguzzino, Marco Gianetti fugge con la sua amante, Tita Boldini. Angosciato dai crimini che pesano sulla sua coscienza, in cerca di redenzione si è rivolto all’enigmatico olandese Nathaniel der Witt. Ma der Witt brama vendetta: è giunto a Venezia per indagare su una serie di brutali omicidi che hanno sconvolto la città; omicidi legati ai famigerati Lupi di Venezia, ai quali non perdona l’assassinio di sua figlia. Con il suo nuovo alleato, sotto la minaccia dello spietato Pietro Aretino, der Witt inizia la sua ricerca. Mentre a uno a uno i Lupi cominciano a essere scoperti, Marco Gianetti crede di aver trovato finalmente la pace. Ma la vita di qualcuno che gli è molto vicino potrebbe essere in grave pericolo e una spia un tempo fedele ad Aretino, Adamo Baptista, minaccia di svelare i segreti di Marco: la Serenissima è sempre più un luogo sinistro e la sete di sangue dei Lupi di Venezia non è ancora placata… 

Se amate i thriller a tinte forti ambientati nel mondo dell’arte certamente conoscerete Alex Connor, la scrittrice e artista inglese molto amata anche qui da noi, da alcuni ritenuta la Dan Brown donna, sebbene sia caratterizzata da uno stile molto particolare e personale che forse si discosta dal Re del romanzo avventuroso-esoterico. Il suo stile è infatti sensuale, immaginifico, sanguigno, a tratti selvaggio come il passato che fa rivivere nei suoi romanzi.  Poi indaga sulle luci e sulle ombre del passato della nostra penisola, che ama molto.

Ama l’Italia, la sua storia e il suo patrimonio artistico e li valorizza nei suoi romanzi più di molti italiani, in un certo senso. Grande è la sua sensibilità nel descrivere la bellezza e il fascino di un mondo perduto, ai più sconosciuto. Sebbene non ne nasconda affatto le miserie e le abiezioni soprattutto dei ricchi e dei potenti, e degli uomini e le donne al loro servizio.

In Venezia Enigma ci porta in una Venezia macchiata da una scia di sangue, molti delitti vengono commessi da dei misteriosi assassini denominati I lupi di Venezia, di cui nessuno conosce l’identità.

Bakita faticava a comprendere. «Ma qual è l’obiettivo di questi Lupi? Vogliono soltanto uccidere?»
«E chi lo sa», rispose Caterina. «Potere, sangue, concupiscenza, il totale controllo sulla vita e la morte? Venezia è famosa per offrire ogni genere di piacere e depravazione. Forse questi massacri sono soltanto l’ennesima aberrazione in una città già abbastanza dissoluta»

E poi c’è lui Pietro Aretino un villain all’ennesima potenza, come in ogni thriller che si rispetti, emblema del male che può nascondersi anche dietro un uomo di ingegno, e forse per questo ancora più letale. A lui si contrappongono Marco Gianetti, capo di una delle famiglie più ricche della città, uomo tormentato e in cerca di redenzione, alleato dell’ enigmatico olandese Nathaniel der Witt, nella città lagunare per maturare la sua vendetta. Strana coppia di eroi che troveranno la chiave di questo mistero? A voi toccherà scoprirlo leggendo il libro che vi garantisco non vi darà il tempo di annoiarvi.

Una storia di vendetta, potere, sangue in uno scenario sfarzoso in cui la corruzione convive con il lusso e lo splendore di un mondo in bilico tra Occidente e Oriente, crocevia di commerci, idee, e passioni.

Traduzione di Tessa Bernardi.

Per l’occasione ho voluto anche farle un paio di domande, e lei come sempre molto diponibile ha risposto.

Vorrei sapere come è nata la genesi di Venezia Enigma, il terzo libro della collana “I lupi di Venezia”.

È stata una serie molto complicata con molti personaggi – e mi mancano moltissimo! Volevo scrivere del passato e dell’arte, ma volevo anche esplorare l’omicidio nella storia dell’arte; la bruttezza della brutalità, sullo sfondo della città più bella della terra. L’idea di The Wolves of Venice era quella di incorporare alcuni personaggi della vita reale – Pietro Aretino, Tintoretto e Tiziano – in una immaginaria serie di eventi straordinari. Volevo anche intrecciare le loro vite con sconosciuti, tutti con le loro diverse ragioni per essere a Venezia. Quindi, dopo aver costruito la mia storia attorno all’antieroe Marco Gianetti, ho riunito tutti i personaggi in Venezia Enigma rendendo ognuno di loro un possibile sospetto. I lupi quando saranno rivelati dovrebbero essere una rivelazione!

Venezia è una città d’arte, insieme a Firenze forse la più bella d’Italia e del mondo. Com’era nel XVI secolo?

La Venezia del XVI secolo era straordinaria, ammirata dal mondo. Non c’era nessun altro posto come la città lagunare e intorno a lei nacque una leggenda. I visitatori hanno trovato la disposizione delle piazze e delle strade, dei canali ad incastro e della Laguna, una meraviglia del mondo. Un trionfo di ingegnosità e invenzione. La maestosità di San Marco e la gloria dell’architettura sullo sfondo dell’Adriatico in continua evoluzione erano un contrasto diretto con le strade intensamente trafficate di Roma e Firenze. E poiché Venezia era così spettacolare ha attirato le persone più spettacolari, cortigiane, attori, musicisti, banchieri, gioiellieri – e un centinaio di altri mestieri da ogni angolo del mondo. I mercanti venivano perché sapevano che la popolazione diversificata significava un mercato pronto e che la nobiltà esigente ed esigente desiderava essere viziata con le spezie, i tessuti, i mobili e i gioielli d’argento più insoliti e costosi. Venezia è stata anche fortunata ad avere molti geni, Tiziano, Tintoretto e Veronese, oltre a molti villaines. Nel XVI la città era bellissima, ma poteva anche essere pericolosa. I vicoli e i canali che erano così affascinanti alla luce del giorno ospitavano prostitute e borseggiatori di notte, e c’erano molti casi di ladri che si spacciavano per preti per derubare viaggiatori incauti e persino rapire bambini. Dove c’era grande ricchezza, c’era grande malvagità e la contraffazione era un fiorente commercio, molti dipinti e incisioni venivano esportate in altri paesi d’Europa via mare. Eppure gli stessi grandi velieri che portavano il lusso portavano anche parassiti, e con la seta e le spezie venne la peste … La Venezia del XVI secolo era un luogo eccitante, pieno di opportunità, talento e morte.

Descrivi un mondo di spie, segreti, inganni e vendette. Un mix ideale per un thriller, non credi?

Il migliore! Le spie affascinano il lettore e lo respingono allo stesso tempo. Ammiriamo la loro abilità e astuzia, ma detestiamo l’ipocrisia con cui sopravvivono. Ci rendiamo conto che se spiano gli altri, ci spiano. Come con i segreti, oh, il potere dei segreti e di coloro che li custodiscono è intrigante. Non è un caso che Pietro Aretino abbia accumulato una fortuna ricattando, tenendo nel palmo della mano due Re, oltre a tanti nobili che manipolava come un burattinaio. È sopravvissuto a due tentativi di omicidio eppure ha continuato con le sue estorsioni. Ovviamente il brivido del ricatto era un piacere troppo ricco per resistere. Ci vuole un certo carattere per essere una spia o un ricattatore, un distacco dalla morale degli altri, ma questo è ciò che li rende così avvincenti. La vendetta, ovviamente, è qualcosa con cui ci identifichiamo tutti. A quale persona sulla terra non è stato mentito, non è stata ingannata, derubata, minacciata o ingannata? Fa parte della vita e tutti noi desideriamo – di solito solo fugacemente – di poter esigere vendetta e la nostra forma di giustizia. I personaggi de I LUPI DI VENEZIA si vendicano e così facendo permettono al lettore di provare un brivido surrogato. Un cattivo serve come terapia! Ci permette di esplorare l’immoralità tra le copertine sicure di un libro.

Come ultima domanda, parlaci dei tuoi progetti futuri

Sto scrivendo il primo libro di una nuova trilogia sul tema dei Borgia. Tuttavia non sto seguendo le orme che hanno fatto la TV o altri libri, sto invece setacciando la verità dalla finzione e sto scoprendo un’enfasi diversa. Ci è stato detto dell’immortalità dei Borgia, dell’incesto, degli omicidi, ma quanto di questo sono semplici calunnie dei loro rivali? Molti dei quali eguagliavano i Borgia nella loro spietatezza. No, questo non è un tentativo di edulcorare la famiglia, ma è un modo per suggerire che la minaccia era grande sia dall’interno che dall’esterno. E ovviamente sto scrivendo dei pittori entrati in contatto con i Borgia. Pinturicchio, e più tardi Leonardo da Vinci – un inaspettato guerrafondaio. Ci sono molti dettagli e molti fatti veri. Guerra e amore. Odio e avidità. Sarà brutale, sensuale, inquietante e, farà riflettere.

ALEX CONNOR  È autrice di thriller e romanzi storici ambientati nel mondo dell’arte. Lei stessa è un’artista e vive in Inghilterra. Cospirazione Caravaggio, uscito per la Newton Compton nel 2016, è diventato un bestseller ai primi posti delle classifiche italiane. Con Il dipinto maledetto ha vinto il Premio Roma per la Narrativa Straniera. La Newton Compton ha pubblicato la sua trilogia su Caravaggio, composta da Caravaggio enigma, Maledizione Caravaggio ed Eredità Caravaggio; Goya enigma; Tempesta maledetta; I Lupi di Venezia; I cospiratori di Venezia e Venezia enigma. Per saperne di più: www.alexandra-connor.co.uk

:: Review Party: Il traditore di Roma di Simon Scarrow (Newton Compton 2020) a cura di Giulietta Iannone

10 novembre 2020

56 d.C. Il tribuno Catone e il centurione Macrone, veterani dell’esercito ro­mano, sono di stanza sul confine orientale, consapevoli che ogni loro mossa è costantemente monitorata dalle spie del pericoloso e miste­rioso Impero parto. Ma la minaccia esterna potrebbe non essere nulla rispetto a quella interna.
Tra i ranghi della legione si nascon­de un traditore. Roma non mostra alcuna pietà verso coloro che tradi­scono i commilitoni e l’Impero, ma prima di poter punire il colpevole, bisogna trovarlo. Catone e Macrone cominciano così una corsa contro il tempo per sco­prire la verità, mentre i potenti ne­mici oltre il confine non aspettano altro che poter sfruttare qualunque debolezza per annientare la legio­ne. Il traditore dev’essere trovato, o per l’Impero sarà la fine.

Per gli appassionati del genere sword and sandal, specializzati nell’Antica Roma, Simon Scarrow è una garanzia. Lo scrittore britannico, nato in Nigeria, è infatti uno degli scrittori più letti e prolifici. La serie dedicata al tribuno Catone e al centurione Macrone, veterani dell’esercito ro­mano, prosegue con Il traditore di Roma (Traitors of Rome) tradotto da Andrea Russo. Cosa colpisce dello stile di Scarrow? Innanzitutto la preparazione tecnica quando si tratta di descrivere le azioni più puramente militari, il linguaggio colorito dei soldati di Roma, un venato interesse per la caratterizzazione psicologica dei personaggi, e una certa inventiva che sa rendere appassionanti mere avventure guerresche. La scrittura poi è piana e rende la lettura agevole e interessante. Se siete curiosi di sapere come vivevano i soldati di Roma al tempo di Nerone, quali erano le loro aspirazioni (oltre al mero desiderio di salvare la pelle durante i combattimenti) non avete che da leggere i libri di Scarrow è molto attento a descrivere le cicatrici che martoriavano i loro corpi e le loro anime.

In questa avventura Catone e Macrone sono a Tarso, grande e prosperosa città della Cilicia (odierna Turchia) ai confini dell’impero romano. Il regno dei Parti, oltre l’Eufrate è pronto alla guerra ma l’esercito del generale Corbulone non è pronto, e così Catone viene mandato in missione per prendere tempo o ancora meglio per siglare un trattato di pace con Vologese. Di questo piccolo contingente fa parte anche Flaminio, un veterano ridotto in schiavitù appena comprato da Catone, e il greco Apollonio, intrigante e aggiornatissimo sui fatti recenti, di cui Catone non sa se fidarsi e considerarlo un alleato o un nemico. E’ proprio Apollonio a insinuare il dubbio che ci sia un traditore, una spia dei Parti all’interno dell’esercito romano. Macrone restato a Tarso, fresco sposo della procace Petronilla, si trova mandato in missione per riportare l’ordine sulle montagne. Ma il tempo stringe, trovare il traditore si trasforma in una questione di vita o di morte. Appassionante come un’indagine poliziesca questa nuova avventura di Catone e Macrone ci condurrà nel cuore di un impero che nel bene o nel male ha segnato le sorti del mondo antico. Se vi piacciono i romanzi storici ambientati nell’Antica Roma, da non perdere. Se non conoscete Scarrow vi consiglio di rimediare, la sua bibliografia anche in italiano è ricca.

Simon Scarrow è nato in Nigeria. Dopo aver vissuto in molti Paesi si è stabilito in Inghilterra. Per anni si è diviso tra la scrittura, sua vera e irrinunciabile passione, e l’insegnamento. È un grande esperto di storia romana. Il centurione, il primo dei suoi romanzi storici pubblicato in Italia, è stato per mesi ai primi posti nelle classifiche inglesi. Scarrow è autore delle serie Le aquile dell’impero, Roma arena saga, I conquistatori e Revolution saga. Ha firmato anche i romanzi L’ultimo testimone (con Lee Francis), Eroi in battaglia e La flotta degli invincibili (con T.J. Andrews). Le sue opere hanno venduto oltre 5 milioni di copie nel mondo.

Segnalazione: Review party Simon Scarrow – 10 novembre

30 ottobre 2020

Ci attende il prossimo 10 novembre un belllissimo Review Party dedicato al libro in uscita per Newton Compton “Il traditore di Roma” di Simon Scarrow uno dei migliori scrittori contemporanei di romanzi storici dedicati all’antica Roma, vi segnalo il banner dell’iniziativa che potete diffondere nei vostri canali:

:: Un’ intervista con Eugenio Marinelli, la voce italiana del Poirot di David Suchet a cura di Giulietta Iannone

26 ottobre 2020

Eugenio MarinelliPer festeggiare il centenario di Hercule Poirot dopo il THE HERCULE POIROT CENTENARY BLOGATHON che si è tenuto il 12 ottobre abbiamo in serbo una sorpresa che farà felici tutti gli estimatori del celebre personaggio iconico di Agatha Christie. Eugenio Marinelli, attore, doppiatore, direttore di doppiaggio e voce italiana del Poirot di David Suchet ha accettato di rispondere ad alcune nostre domande.

Benvenuto Eugenio, e grazie di avere accettato questa intervista. Sono davvero felice di averti qui perché ti confesso il mio interesse per Agatha Christie è nato proprio vedendo la serie tv britannica dedicata a Poirot, Agatha Christie’s Poirot, da te doppiata. Insomma la serie tv mi ha portato a riscoprire i libri, quando di solito succede il contrario. Non lo trovi singolare?

Per quanto riguarda questo sono molto contento perché evidentemente il doppiaggio ti ha colpita tanto da interessarti e spingerti a leggere la collana di Agatha Christie.

Molto va alla bravura di David Suchet, si può dire un Poirot perfetto, ma parte di questo successo specialmente in Italia è dovuto al fatto di avere avuto te come doppiatore. Hai fatto un lavoro incredibile, assieme anche a Gino La Monica, Stefano De Sando e Valeria Perilli, tutti perfetti nell’evidenziare ogni sfumatura e una certa divertita coralità. Si è creata una bella sinergia tra voi durante il doppiaggio?

Voglio ringraziarti per i complimenti riguardo al doppiaggio fatto da me e dai miei colleghi…con i quali ho formato una bella squadra di lavoro.

Come hai costruito il personaggio di Poirot? Ed è stato difficile seguire la recitazione quasi camaleontica di David Suchet?

Posso dirti che seguire Suchet è stato impegnativo ma facile allo stesso tempo perché, come dico sempre a i miei allievi durante i corsi che spesso sostengo per insegnare il mestiere ai neo- doppiatori, bisogna rispettare e seguire pedissecuamente il lavoro fatto dall’attore di presa diretta soprattutto se è bravo come Suchet. Non bisogna farsi prendere dalla voglia di fare se stessi ma copiare il suono della voce, il modo di porgere le battute, il ritmo e i respiri dell’attore che si sta doppiando. Insomma, doppiare è un mestiere meraviglioso ma difficile e per farlo bisogna essere prima di tutto attori (anche se ci sono bravi doppiatori che non confermano questa regola).

La bravura di Suchet è stata tale da essere riuscito a dare profondità al personaggio, di per sé buffo e quasi caricaturale, ma grazie all’eleganza e umanità che trasmette la sua recitazione mai scade nella macchietta. Anche la voce che gli hai dato contribuisce a questo specialmente nell’uso dell’inflessione e dell’accento francese. Un altro tocco di eleganza si può dire. È stato difficile, o ti è venuto come dire naturale?

Io sono riuscito a dare la mia voce a Poirot (David Suchet) grazie ad un provino per il quale sono stato scelto dal grande direttore di doppiaggio Renato Izzo. Mediaset cercava una voce che si incollasse bene al Poirot di Suchet e che riproponesse, senza essere macchiettistico e poco credibile, l’accento “belga” (e non francese, mi raccomando!, Poirot in un episodio lo specifica molto bene ad un personaggio, anche perché è nota l’antipatia tra belgi e francesi). Certo per noi il suono rimane quello francese, senza dubbio.

Il lavoro tecnico e recitativo che ho dovuto fare non è stato per niente facile all’inizio ma poi grazie all’aiuto di Renato Izzo ce l’ho fatta e l’ho portato avanti con impegno e scioltezza per ben 78 film dei quali ho anche fatto la direzione del doppiaggio (esclusi i primi cinque).

Parlaci infine di te e del tuo lavoro, come sei arrivato al doppiaggio? Che studi hai fatto? Che maestri hai avuto durante la tua carriera?

Per quanto riguarda la mia carriera io sono figlio d’arte , mia madre cantante, la sorella di mio padre (Lulù Marinelli) è stata una famosa attrice del cinema muto, mia sorella Sonya famosa attrice e bambina prodigio. Insomma ho masticato pane e arte sin da piccolo. I miei primi passi li ho mossi in teatro senza aver fatto nessuna scuola o Accademia D’Arte Drammatica (cosa che invece ho fatto fare a mio figlio che sicuramente conoscerai LUCA Marinelli). La mia scuola è stata stare dietro le quinte e ascoltare i bravi attori… poi come tutti noi attori ho fatto radio, televisione, cinema. Al doppiaggio sono approdato 40 anni fa, e ho avuto il piacere di doppiare attori importanti come Depardieu, Goodman, Gene Wilder, ecc.. e ho avuto maestri come Fede Arnaud, Mario Maldesi, Pino Colizzi e soprattutto Renato Izzo al quale devo molto.

È davvero tutto e permettimi di ringraziarti anche da parte dei fan perché non sono la sola a pensarlo che il doppiaggio italiano sia stato fondamentale per il successo della serie nel nostro paese.

:: THE HERCULE POIROT CENTENARY BLOGATHON: Poirot sul Nilo

12 ottobre 2020

«Oh, i moventi dei delitti sono spesso banalissimi…»
«E i più frequenti quali sono Poirot?»
«Il più frequente: il denaro; voglio dire l’avidità di guadagno nelle sue varie manifestazioni. Poi la vendetta, l’amore, la paura, l’odio puro, la beneficenza…»
«Oh, signor Poirot!»
«È così signora. Mi è capitato spesso di vedere… diciamo A soppresso da B per beneficiare C! Certa gente dimentica che la vita e la morte sono cose riguardanti esclusivamente il buon Dio».

A Sir Max Edgar Mallowan, secondo marito di Dame Agatha Christie, se vogliamo dobbiamo la cosiddetta trilogia esotica della Christie. Proprio il suo lavoro di archeologo portò la moglie in quei luoghi del Medio Oriente che divennero scenario per Non c’è più scampo, La Domatrice e Poirot sul Nilo, quest’ultimo romanzo al centro delle mie riflessioni per il THE HERCULE POIROT CENTENARY BLOGATHON in onore del centenario di Poirot, il più famoso investigatore belga della storia della letteratura.

Poirot sul Nilo (Death on the Nile, 1937), tradotto da Enrico Piceni per Arnoldo Mondadori Editore, è forse uno dei romanzi della Christie più famosi assieme Ad Assassinio sull’Orient Express. È del 2008 l’edizione che ho avuto modo di consultare per questo viaggio sul Nilo in compagnia di Poirot, di due sfortunati amanti e di tutta l’allegra compagnia al loro seguito.

La storia si svolge perlopiù su un piroscafo il “Karnak” e a prescindere dall’epilogo tragico, che mi guardo bene dal descrivervi nel dettaglio, mantiene un tono frizzante e pieno di verve che rende la storia per così dire agrodolce.

Ma veniamo al cuore della trama: Jacqueline de Bellfort e Simon Doyle si amano o meglio come sottolinea acutamente Poirot vedendoli in un ristorante Un qui aime et un qui se lasse aimer. Poi la crisi, la ristrutturazione aziendale come direbbero oggi, fa perdere il lavoro a Simon e spinge Jacqueline a chiedere a una sua vecchia compagnia di scuola, una delle donne più ricche di Inghilterra, Linnet Ridgeway, di assumerlo come amministratore delle sue tenute. Lei lo fa e pensa bene di soffiare il fidanzato all’amica e dopo tre mesi sposarlo e recarsi in Egitto in viaggio di nozze.

Ed è qui che Poirot li rincontra, Simon Doyle sposato con Linnet Ridgeway e Jacqueline de Bellfort, l’amante abbandonata al seguito. Al volo intuisce che la storia non potrà finire bene, gli animi sono troppo accesi, le passioni fuori controllo, e infatti a bordo del Karnak avviene il dramma: Jacqueline de Bellfort spara a Simon Doyle, a una gamba niente di particolarmente grave e la stessa notte Linnet Ridgeway viene uccisa. A Poirot e al colonnello Race, un antica conoscenza di Poirot, il compito di indagare e svelare il macchinoso e complicato meccanismo che ha portato al delitto.

Questa è la trama principale alla quale si uniscono alcune sottotrame: una collana scomparsa, un amministratore disonesto, una cameriera ricattatrice, una figlia che cerca di salvare dal bere la madre, una scrittrice di romanzi passionali che non riesce più a riconquistare il suo pubblico e il successo passato (caricatura per certi versi della Christie stessa), una nobildonna americana cleptomane, e infine non manca la tipica ingenua americana che grazie a questo viaggio troverà inaspettatamente l’amore.

Le atmosfere esotiche dell’Egitto anni Trenta fanno da sfondo a una storia per certi versi inevitabile, che la ricca e viziata Linnet Ridgeway sia la vittima predestinata è fatale per molti versi, e anche se non è ingenua per niente, forse il credersi troppo furba è il suo unico difetto, ha poche armi per difendersi, cade nella trappola che le hanno teso con tutte le scarpe. E sebbene Poirot forse anticipa i fatti che seguiranno si limita ad assistere da spettatore e mettere in guardia dai pericoli un po’ come Triangolo a Rodi. Ma il suo compito è svelare trame non sventare delitti sebbene forse in questo caso la tentazione l’abbia avuta.

Post di lancio ed elenco dei blog partecipanti: qui.

:: Segnalazione: Review Party di Matteo Strukul – 5 ottobre

25 settembre 2020

Liberi di scrivere partecipa al Review Party dedicato al libro La corona del poteredi Matteo Strukul in uscita per Newton Compton lunedì 5 ottobre, vi segnalo il banner dell’iniziativa che potete diffondere nei vostri canali:

:: THE HERCULE POIROT CENTENARY BLOGATHON

10 maggio 2020

Poirot2Quest’anno Hercule Poirot compie cent’anni. Apparve per la prima volta in Poirot a Styles Court (titolo originale The Mysterious Affair at Styles) nel 1920, quando l’editore londinese John Lane, cofondatore con Charles Elkin Mathews della casa editrice Bodley Head, decise di pubblicarlo negli Stati Uniti.

Per Agatha Christie fu l’inizio di una delle carriere letterarie più incredibili che si possano immaginare, e ancora oggi i suoi libri appaiono nei primi posti nelle classifiche di vendita di tutto il mondo.

Molto del suo successo è dovuto a Poirot, ex funzionario della polizia belga rifugiatosi in Inghilterra a causa della Prima Guerra Mondiale e diventato l’investigatore privato più famoso del mondo.

Per celebrare Poirot, e la sua autrice, Liberi di scrivere annuncia il lancio di THE HERCULE POIROT CENTENARY BLOGATHON

Le regole:

  • Ogni blogger può scrivere un articolo in cui parla di un romanzo o un racconto in cui Poirot è protagonista o di un tema a scelta: tipo Poirot al cinema, Poirot nei fumetti, Poirot in cucina etc…
  • Scrivete il nome del vostro blog e l’argomento scelto nei commenti a questo post, man mano io li inserisco poi nell’elenco.
  • Ogni blogger è invitato a parlare di un libro/argomento diverso.
  • Nel post che si pubblicherà sarà inserito un link a questo post di lancio.
  • La Blogathon avrà luogo lunedì 12 Ottobre 2020. Ogni blogger posterà il suo articolo in quella data.
  • Se volete chiarimenti o  maggiori informazioni potete contattarmi al mio recapito email: liberidiscrivere@gmail.com.

Elenco dei blog partecipanti:

Appunti di Zelda Poirot nei fumetti e nei videogiochi.

Ho voglia di scrivervi Poirot al cinema.

Hook a Book Sono un’assassina? (Third girl, 1966).

Karavansara Il Poirot di Peter Ustinov in inglese.

L’angolo di Annarita Poirot e la strage degli innocenti (Hallowe’en party 1969).

La Petite Pritt Macabro quiz (Cat among the pigeons, 1959).

Libera_mente Corpi al sole (Evil Under the Sun, 1941).

Liberi di scrivere Poirot sul Nilo (Death on the Nile, 1937).

Libri, libretti, libracci Non c’è più scampo (Murder in Mesopotamia, 1936) + viaggi in Africa che ispirarono la Christie.

Lily’s Bookmark La serie infernale (The A. B. C. Murders, 1936).

Red Kedi Il segreto di Greenshore (Hercule Poirot and the Greenshore Folly, 2014).

Romance e altri rimedi Assassinio sullOrient Express (Murder on the Orient Express, 1934).

Strategie evolutive Il Poirot di Peter Ustinov.

Sunflakes Poirot a Styles Court (The Mysterious Affair at Styles, 1920) + un piccolo approfondimento del suo personaggio (nascita, curiosità, etc).

The Mad Otter L’evoluzione di Poirot con approfondimento e confronto tra la prima opera in cui apparve Poirot e l’ultima dal punto di vista della Christie e del personaggio stesso.

Three-A-Penny Carte in tavola (Cards on the Table, 1936).

Libera tra i libri Le Cover di Assassinio sul Nilo.

:: Cover Reveal: FAGIANS! primo volume della seconda serie de Gli Orrori della Valle Belbo di Davide Mana

24 ottobre 2019

Fagians!

:: Review Party: Due cuori in affitto di Felicia Kingsley (Newton Compton 2019) a cura di Giulietta Iannone

10 maggio 2019

Due cuori in affitto - KingsleySummer ha ventisette anni ed è californiana. Blake ne ha quasi trentatré ed è un vero newyorkese. Lei aspira a diventare una sceneggiatrice di successo, ma per ora è solo assistente del direttore di produzione di una serie tv. Lui è uno scrittore da svariati milioni di copie e i suoi bestseller sono sempre nella classifica dei libri più venduti. Summer è fidanzata con un uomo molto più grande di lei, mentre Blake è single per vocazione. Lei è una persona ordinata, precisa e mattiniera, fa yoga e beve tè verde; lui fa colazione con un Bloody Mary e due sigarette, vive nel caos e non si sveglia mai prima delle due del pomeriggio. Summer e Blake non hanno proprio niente in comune, a parte una casa delle vacanze negli Hamptons, che per un mancato passaggio di informazioni è stata affittata a entrambi. Qualcuno se ne deve andare, ma tutti e due hanno ottime ragioni per restare. E le ragioni potrebbero aumentare con il passare dei giorni…

Il romanzo rosa salverà l’editoria? Bella domanda, e sembra che se la siano fatti seriamente alcuni editori tra cui Newton compton, tanto che al Salone del Libro, che si svolge in questi giorni a Torino, ci sarà un dibattito Sabato 11 Maggio alle 13,30 che vede ospiti Martina Donati e Anna Premoli e Felicia Kingsley, quest’ ultima autrice proprio di Due cuori in affitto, libro di cui vi parlerò oggi.
Di Anna Premoli lessi È solo una storia d’amore e iniziai un discorso che mi piacerebbe continuare oggi.
I romanzi rosa vendono, le lettrici li leggono gli editori li pubblicano. Allora perché sono considerate ancora opere di serie B? Di questo si discuterà al dibattito a cui accenno sopra, tra le altre cose, e quando penso a questo non posso non pensare a un autore italiano che scriveva su riviste femminili, pubblicava romanzi sentimentali (per giunta belli, provate a leggere Mio adorato nessuno) ed è famoso per opere noir, naturalmente sto parlando di Giorgio Scerbanenco.
Quindi come in tutti i generi letterari è la qualità dell’autore a fare la differenza, e anche il romance, o il rosa ha autori e autrici di tutto rispetto.
Innanzitutto scrivere romanzi rosa non è facile, essere originali senza cadere nei cliché più triti e abusati diventa una sfida ben ardua e infatti emergere è una scommessa. Sia la Premoli che Felicia Kingsley sono riuscite a conquistare l’affetto delle lettrici (ma sorprendentemente esistono anche lettori).
Cosa hanno di particolare i loro romanzi? Naturalmente parlano d’amore, e lo fanno in modo moderno, inserendo le loro storie nella vita di oggi, utilizzano un linguaggio attuale, spigliato, parlano di donne con i problemi, le aspirazioni, le difficoltà delle stesse lettrici che leggono questi romanzi. Risolvono situazioni complesse (quasi sempre è scontato il lieto fine) e lo fanno perché come insegnava Jane Austen già 200 anni fa la fantasia ha questo privilegio, dare un lieto fine a storie che nella vita vera non è detto che ce l’abbiano. Dando ragione d’essere alla speranza.
E a queste lettrici piace sognare, piace un tocco di leggerezza e di dolcezza, piace che il lui e la lei con caratteri diversi, storie personali diverse, trovino alla fine il modo di essere felici. Perché l’amore rende felici, e in questo non c’è nulla da ridere.
Dopo questo lungo preambolo parliamo del romanzo Due cuori in affitto di Felicia Kingsley. È un capolavoro? Forse no, ma ha tutti gli ingredienti di cui parlavo sopra capaci di rendere una storia piacevole da leggere. I battibecchi, le incomprensioni, diventano ben presto schermaglie amorose, e sia il lui che la lei della storia riescono alla fine a vedere l’altro, oltre l’apparenza, e la superficialità. Perché l’amore fa questo svela il vero noi stessi, privandolo delle incrostazioni delle delusioni, delle durezze, dei fallimenti sedimentati negli anni. Dunque che dire oltre, buona lettura.

Felicia Kingsley è nata nel 1987, vive in provincia di Modena e lavora come architetto. Matrimonio di convenienza, il suo primo romanzo inizialmente autopubblicato, ha riscosso grande successo in libreria con Newton Compton ed è diventato il secondo ebook più letto del 2017. Stronze si nasce e Una Cenerentola a Manhattan sono stati nella classifica dei bestseller per settimane. Due cuori in affitto è il suo quarto libro. Per saperne di più: www.feliciakingsley.com

Source: pdf inviato dall’editore.

:: Review Party – Inquisizione Michelangelo di Matteo Strukul (Newton Compton, 2018)

8 novembre 2018

inquisizione michelangelo

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Roma, autunno 1542. All’età di sessantasette anni, Michelangelo è richiamato ai suoi doveri: deve completare la tomba di Giulio II, opera ambiziosa ma rinviata per quasi quarant’anni. Guidobaldo II, erede dei Della Rovere, non accetterà altre scuse da parte dell’artista. Ma Michelangelo si trova nel mirino dell’Inquisizione: la sua amicizia con la bellissima Vittoria Colonna non è passata inosservata. Anzi, il cardinale Gian Pietro Carafa, capo del Sant’Uffizio, ha ordinato di far seguire la donna, con lo scopo di individuare il luogo in cui si riunisce la setta degli Spirituali, capeggiata da Reginald Pole, che propugna il ritorno alla purezza evangelica in una città in cui la vendita delle indulgenze è all’ordine del giorno. Proprio la Roma divorata dal vizio e violata dai Lanzichenecchi sarà il teatro crudele e magnifico in cui si intrecceranno le vite di Malasorte, giovane ladra incaricata di spiare gli Spirituali, di Vittorio Corsini, Capitano dei birri della città, di Vittoria Colonna, marchesa di Pescara, e dello stesso Michelangelo Buonarroti, artista tra i più geniali del suo tempo. Tormentato dai committenti, braccato dagli inquisitori, il più grande interprete della cristianità concepirà la versione finale della tomba di Giulio II in un modo che potrebbe addirittura condannarlo al rogo…

Lasciata la Firenze dei Medici, teatro della sua ultima saga di successo, Matteo Strukul ci porta nella Roma sontuosa e decadente di Papa Paolo III, al secolo Alessandro Farnese, il Papa fondatore della Compagnia di Gesù e del Concilio di Trento. Il Papa mecenate. Protettore e finanziatore dei più grandi geni dell’ Italia rinascimentale, tra cui il genio assoluto: Michelangelo Buonarroti.
E proprio Michelangelo, autore de la Pietà e de Il Giudizio Universale, è il protagonista di Inquisizione Michelangelo, appena edito da Newton Compton. Un romanzo che se vogliamo arricchisce l’affresco composito che Strukul fa ispirandosi alla storia italiana nel suo periodo di massimo fulgore. Le luci e le ombre del Rinascimento si fanno infatti ispirazione per plot in cui l’avventura, il mistero, la fede, l’amore diventano tutt’uno con le sue trame, sì ispirate da fatti storici realmente accaduti, ma impreziosite da uno stile moderno e scorrevole, che svecchia se vogliamo il genere per certi versi ancora troppo paludato.
Strukul ha avuto infatti il merito di avvicinare molti lettori al romanzo storico, forte anche di una grande esperienza nel noir e nel romanzo d’azione, che traspare nelle pagine, sebbene abbia adottato uno stile di scrittura piuttosto classico e equilibrato. Strukul ha sì infatti una scrittura semplice e immediata, ma non si nega l’utilizzo di un linguaggio ricercato fatto di termini precisi e storicamente esatti, dalle armi, al vestiario, all’arredamento.
Il Michelangelo che conosciamo attraverso il suo libro è quello della vecchiaia, del tormento di una vita spesa ad acquistare fama e denaro per poi accorgersi di aver tradito l’essenza stessa della sua arte e della sua umanità. Un’ ultima occasione di riscatto sembra farsi strada grazie all’amicizia con la poetessa e marchesa di Pescara, Vittoria Colonna, che lo avvicina a un gruppo di intellettuali e religiosi attenti a una sorta di rinascita spirituale e guidati dall’ intento di ricomporre la frattura con l’ala protestate della cristianità.
Al centro di intrighi, congiure, maneggi Michelangelo si troverà a fare delle scelte, anche pericolose, che potrebbero mettere a repentaglio la sua stessa vita.
Tra i personaggi spicca senz’altro quello della giovane Malasorte, bellissima ladra finita nell’orbita di una ricca cortigiana, ancora affascinante ma ormai sul viale del tramonto. Incaricata di spiare Michelangelo e il suo gruppo di congiurati, finirà per fare amicizia con Michelangelo stesso e questo fatto sarà l’inizio di imprevedibili sviluppi. Un po’ figlia delle sue eroine del passato, Malasorte si contende il ruolo di protagonista femminile con Vittoria Colonna, la donna angelicata se vogliamo, una sorta di “Beatrice” per Michelangelo.
Personaggi storici dunque si confondono con personaggi di pura invenzione, portando il lettore a parteggiare anche per i personaggi diciamo più negativi, che forse non lo sono del tutto. E l’amore tra Malasorte e Vittorio Corsini, Capitano dei birri, accresce questo paradosso.
Riuscirà Michelangelo a sfuggire alle strette maglie dell’Inquisizione? Dovrete leggere il libro per saperlo, quello che posso dirvi, è che lati della sua vita e personalità non conosciuti da tutti saranno messi in luce. Verità o finzione? Come in ogni romanzo storico sta nella abilità dell’autore non fare riconoscere la differenza. Buona lettura!

Matteo Strukul è nato a Padova nel 1973. Laureato in Giurisprudenza e dottore di ricerca in diritto europeo, ha pubblicato diversi romanzi (La giostra dei fiori spezzati, La ballata di Mila, Regina nera, Cucciolo d’uomo, I Cavalieri del Nord, Il sangue dei baroni). Le sue opere sono in corso di pubblicazione in quindici lingue e opzionati per il cinema. Con I Medici. Una dinastia al potere ha ottenuto un grande successo di pubblico e di critica e ha vinto il Premio Bancarella 2017. La saga sui Medici (che prosegue con Un uomo al potere, Una regina al potere e Decadenza di una famiglia) è in corso di pubblicazione in Germania, Francia, Inghilterra, Spagna, Turchia, Olanda, Polonia, Repubblica Ceca, Serbia, Slovacchia e Corea del Sud. È stata pubblicata anche nel volume unico I Medici. La saga completa. Matteo Strukul scrive per le pagine culturali del «Venerdì di Repubblica» e vive insieme a sua moglie Silvia fra Padova, Berlino e la Transilvania. Inquisizione Michelangelo è il suo ultimo libro. Il suo sito internet è matteostrukul.com.

Source: pdf inviato dall’editore scopo Review Party.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Free Book #Giveaway: Le Bestie – Kinshasa Serenade di Lorenzo Mazzoni

24 luglio 2018

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Kinshasa, Repubblica Democratica del Congo.
Mentre il paese sta per precipitare nella guerra civile, un medico inglese, la sua giovane e avvenente compagna, un losco individuo dei Servizi segreti sudafricani e un giornalista freelance disilluso e allucinato, portano avanti la loro esistenza rinchiusi a Gombe, il quartiere dei ricchi.
Fra feste, echi di una guerra sempre più vicina, tradimenti, traffici di diamanti e di organi umani, le giornate di questi personaggi vanno avanti, intrecciandosi e scontrandosi, fino all’inquietante e drammatico finale, quando la guerra “arriva ovunque”.
Un romanzo di forte denuncia, con sfumature da spy-story classica.

Lorenzo Mazzoni è nato a Ferrara nel 1974. Ha pubblicato numerosi romanzi, fra cui Il requiem di Valle Secca (Tracce, 2006), Ost, il banchetto degli scarafaggi (Edizioni Melquìades, 2007), Le bestie/Kinshasa Serenade (Momentum Edizioni, 2011), Porno Bloc. Rotocalco morboso dalla Romania post post-comunista (fotografie di Marco Belli; edizione bilingue italiano/romeno; Lite Editions, 2012). E’ il creatore dell’ispettore Pietro Malatesta, protagonista dei noir (illustrati da Andrea Amaducci ed editi da Momentum Edizioni) Malatesta. Indagini di uno sbirro anarchico (2011; Premio Liberi di Scrivere Award) e Malatesta. La Tremarella (2012). Diversi suoi reportage e racconti sono apparsi su “Il manifesto”, “Il Reportage”, “East Journal”, “Il reporter” e “Torno Giovedì”. Cura la collana internazionale Atlantis per la casa editrice Lite Editions.
Collabora a “Il Fatto Quotidiano”.

Ecco il libro scelto per il giveaway estivo: una copia cartacea di Le Bestie di Lorenzo Mazzoni messa gentilmente a disposizione dall’ autore che ringraziamo.

Come si partecipa?

E’ semplice: commentando questo post e scrivendo cosa vi viene in mente sentendo parlare di Africa. Tra tutti i partecipanti verrà estratta copia del libro più alcuni adesivi di Liberi.

Alcune regole:

  • Possono partecipare a questo giveaway tutti i lettori di Liberi (maggiorenni) residenti in Italia (non effettuerò spedizioni all’estero).
  • Si partecipa commentando questo post e rispondendo alla domanda secondo le modalità sopra riportate.
  • Nessun acquisto è necessario. Ogni persona può partecipare con un solo commento.
  • Il libro è messo a disposizione dall’ autore nell’edizione (ormai rara) 1° Edizione gennaio 2011 momentum, io mi occuperò della spedizione.
  • Il vincitore non è obbligato a recensire il libro. Ma se poi vuole lasciare un commento, sempre a questo post sarà molto gradito, come una foto che dimostra che l’ ha ricevuto. Se lo recensite sul vostro blog, segnalate che l’avete ricevuto gratuitamente tramite il blog Liberi di scrivere.
  • Il giveaway apre oggi martedì 24 luglio e termina martedì 31 luglio. Il vincitore sarà avvertito per email mercoledì 1 agosto e dovrà fornire un indirizzo valido per la spedizione.
  • C’è una soglia minima di partecipanti: devono partecipare almeno 10 lettori altrimenti il giveaway sarà annullato (e io mi tengo il libro 🙂 )
  • Gradita, ma non obbligatoria, una foto che testimoni il ricevimento del libro.

Ecco è tutto! Partecipate numerosi!

 

#BBMagicalTour: 5 domande a Giulia Ciarapica

21 aprile 2018

blog tour calendario

Ciao Giulia, e grazie di avere concesso a Liberi di scrivere questa intervista. Iniziamo dal principio, cosa ti ha spinto a scrivere Book blogger. Scrivere di libri in rete: come, dove, perché e per chi l’hai scritto?

Ho scritto questo libro, pubblicato da un editore che non smetterò mai di ringraziare e cioè Franco Cesati, perché volevo mettere “nero su bianco” un nuovo mestiere. Non solo. Più in generale, volevo rispondere alle numerose (e quasi quotidiane) domande che mi venivano poste sui vari social o via mail da giovani (in certi casi giovanissimi) aspiranti book blogger: come sei diventata book blogger? Come si apre un blog? Come fai a recensire tutti quei libri? Come scegli i testi di cui parlare? Dunque, il libro nasce da un’esigenza reale e, suppongo, condivisa.

Sei molto generosa, spieghi se vogliamo molti tuoi “segreti”. Pensi che condividerli con i tuoi lettori porterà una comprensione maggiore della fatica, dell’impegno, e delle competenze sempre da affinare di una book blogger?

Mi piace condividere con gli altri le mie passioni e credo che la spiegazione di un metodo – che, ci tengo a precisarlo e sottolinearlo, è un metodo personale, nel senso che al di là di certi criteri oggettivi di analisi e valutazione di un libro, ogni blogger ha le sue “regole”, così come un booktuber. Quelli che offro sono consigli, dopotutto ci troviamo di fronte ad un mestiere fresco fresco di nascita e in via di definizione – sia alla base della comprensione di un lavoro. Tanto per chi lo segue dal di fuori, quanto per chi lo fa. Ogni blogger, poi, ha la sua cifra stilistica e saprà distinguersi come meglio crede. In generale, però, sono convinta che non solo i lettori, ma anche molti degli addetti ai lavori (e mi riferisco ovviamente al campo dell’editoria e del giornalismo) possano, attraverso la lettura di un libro del genere, rendersi conto del lavoro che c’è dietro. Sì, questo sì.

Cosa rende una book blogger speciale? Cosa ti spinge a seguirla nel suo percorso di critica letteraria 2.0?

L’attenzione alla qualità del prodotto, la cura con cui sceglie i testi da recensire, l’attenzione che dà alle case editrici più piccole ma anche più particolari, di quelle che si impegnano a pubblicare testi di valore. E poi, ovviamente, la freschezza della scrittura e lo spirito entusiasta con cui approccia al pubblico. Parlare di libri è una cosa divertente. I libri sono una cosa divertente. E la gioia va trasmessa e condivisa.

Che ruolo giocano i social in questo nuovo modo di recensire libri? Pensi che ciò che è successo ultimamente su Fb, danneggerà il nostro ruolo di operatori culturali?

Mettiamola così: non azzardo previsioni, ma secondo me – rispetto soprattutto a Instagram, che diventerà presto il social del futuro – i social network gareggeranno di pari passo con i blog per la promozione della cultura a 360 gradi.

Molte ragazze che aprono un blog letterario iniziano svolgendo un lavoro prevalentemente amatoriale, ma aperto anche a forme di professionismo. Quale sarà il futuro? In molti campi (dal lifestyle, alla cucina, a i viaggi) i pro blogger esistono, si riuscirà anche in Italia nel campo del blogging letterario? Sei ottimista?      

Se ne stiamo parlando così tanto, direi che ci sono buonissime speranze. Occorre però ribadire che i blogger si dovrebbero mostrare sempre, costantemente, preparati e competenti. Non che non lo siano, attenzione, ma mi preme ricordare che questo è un mestiere serio, importante e che, come tale, va preso e affrontato.

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