L’Inghilterra vittoriana è ancora oggi un periodo storico amato e emblematico, un mondo non certo invidiabile, ma dove è nata la società come la conosciamo oggi, a cominciare dalla moderna industria letteraria, ed è per questo che ogni romanzo ambientato in quell’epoca colpisce e affascina e non ci si stanca mai di visitare quel tempo e quel luogo.
Iris Whittle, una spalla gobba e una sorella gemella, Rose, sfigurata dal vaiolo e che la odia senza motivo, lavora nell’emporio di bambole di Mrs Salter, dove dipinge ogni giorno volti di porcellana, ma ha altre aspirazioni, e di notte scende in cantina e dipinge, sperando un giorno di cambiare vita e magari mettere a frutto il suo vero talento, come ha fatto Lizzie Siddal, pittrice e modella di John Everett Millais e Dante Gabriele Rossetti.
Un giorno Louis Frost, un pittore della cerchia dei preraffaelliti inventato ad uso e consumo del libro ma ispirato a personaggi veramente esistiti, le propone di posare per lui in cambio di lezioni di pittura e Iris molla tutto, pur suscitando riprovazioni nella sua famiglia e presso la sua datrice di lavoro.
Iris non sa di aver suscitato un altro tipo di attenzioni, quelle di Silas Reed, tassidermista che paga a caro prezzo animali morti e che è ossessionato da lei, e sogna di averla in un suo paradiso malato tutta per sé, a qualsiasi costo. Su Iris veglia il generoso monello di strada Albie, che ha capito i rischi che corre e deve già occuparsi della sorella prostituta.
Sulla falsariga de Il petalo cremisi e il bianco di Michael Faber, di cui condivide il linguaggio realistico e la visione non certo idealizzante di un’epoca comunque interessante ma tutto tranne che perfetta, ricca di lati oscuri e perversioni, La fabbrica delle bambole alterna romanzo storico, romanzo di formazione al femminile (e anche femminista) e thriller, affascinando con un intreccio serrato, in cui rivive un’epoca con tutte le sue contraddizioni e non solo.
Iris è un’eroina moderna in abiti ottocenteschi, una ragazza che sogna l’arte, una ribelle che porta avanti un progetto di vita tra spregio delle convenzioni e pericoli, a ricordare che certi problemi, come gli stalker, non sono certo un’invenzione di oggi. Gli altri personaggi ruotano intorno a lei, costruendo un affresco vivo e a tratti crudo, di una Londra tentacolare e ricca di spunti, con un occhio di riguardo per l’arte, incentrata sui preraffaelliti, che in questi ultimi anni sono diventati molto popolari anche qui in Italia, grazie a due mostre, una a Torino e una a Milano.
La fabbrica delle bambole è un romanzo per chiunque sia affascinato dall’Ottocento inglese, un’epoca emblematica e ricca sempre di spunti, ma anche un modo per scoprire il fascino con occhi moderni di una storia intrigante.
Elizabeth Macneal è nata a Edimburgo e vive a Londra. È scrittrice e ceramista. Ha studiato Letteratura inglese alla Oxford University e si è specializzata alla University of East Anglia. La fabbrica delle bambole, il suo romanzo d’esordio, ha vinto il Caledonia Novel Award 2018, è stato inserito nella top ten del «Sunday Times» ed è stato venduto in trenta Paesi.
Provenienza: libro del recensore.

A oltre dieci anni dall’uscita in Giappone, è arrivato in Italia Red Girls di Sakuraba Kazuki, una saga al femminile attraverso tre generazioni di donne, vissute nel Paese del Sol levante dal dopoguerra ad oggi, tra tradizione e modernità, interessante da vari punti di vista e non solo perché immerge in un mondo che ormai non viene sentito tanto lontano.
In una città italiana non nominata ma in cui chiunque può riconoscere qualcosa della propria, vive Carminia, quarant’anni, impiegata modello anche se molto riservata, una vita di lavoro e di abitudini. Lei non riesce a guardare nessuno negli occhi, vorrebbe essere invisibile e che nessuno le rivolgesse la parola, è infastidita dal minimo ritardo, da un quadro storto in casa, da un semaforo che scatta di colpo, dalla carta igienica non messa nel modo giusto.
In questi ultimi anni sono usciti diversi libri sulle vite di donne straordinarie, rivolti a pubblici di varie età, ma dove si è cercato di mettere in luce anche l’aspetto edificante di questi personaggi, sia pure in una prospettiva femminista che chiaramente digerisce la ribellione, a certe regole e entro certi limiti.
Tornano a Torino i Japan Days, l’ormai consueto appuntamento di gennaio dedicato a manga, anime e cultura giapponese organizzato dal club Amici di Go Nagai: il 25 e 26 gennaio saranno di scena in una nuova location, la Biblioteca Musicale Andrea della Corte nel parco della Tesoriera in corso Francia 186.
Alessandro Perissinotto è tornato in libreria con un nuovo thriller, ambientato nel suo Piemonte, tra le Langhe e Torino, dove si ispira ad un fatto realmente accaduto, un agghiacciante femminicidio perpetrato ai danni di una ragazzina di soli tredici anni nel 1969, antecedente a fatti come il massacro del Circeo, ma anche ad altri fatti delittuosi avvenuti tra Stati Uniti, Austria e Belgio.
È considerata una delle serie più interessanti e migliori di questo inizio 2020: Queste oscure materie, in originale His dark materials, in onda ogni giovedì su Sky, prodotta dalla BBC e realizzata negli stessi studios di Belfast diventati famosi grazie a Game of Thrones ha già trovato un vasto seguito di appassionati e appassionate, non solo i giovanissimi a cui in teoria si rivolgerebbe.
Fanucci riprende una tradizione interessante nel campo della narrativa fantastica, quella di proporre antologie di racconti, con un curatore che ha selezionato storie brevi che possono aiutare a confrontarsi con i vari filoni di un genere. Una cosa che era diffusa agli albori del genere anche in Italia, che si è un po’ persa e che è da riprendere.
A distanza di quasi quindici anni dalla prima uscita italiana, ormai fuori catalogo, torna in libreria per le Edizioni E/O la saga di Otori, scritta da Lian Hearn, pseudonimo di Gillian Rubinstein, autrice inglese di libri per bambini e ragazzi, che ha vissuto in giro per il mondo, fino ad approdare in Australia.
Quarant’anni fa usciva in libreria La storia infinita, romanzo di culto del genere fantastico, per molti bambini e ragazzini degli anni Ottanta il primo fantasy che lessero, grazie anche al film non particolarmente amato dall’autore Michael Ende, ma che aumentò ulteriormente la platea, in attesa di un remake o serie TV più volte annunciato ma non ancora realizzato.























