Torna in libreria Joanne Harris, una delle autrici contemporanee più poliedriche e prolifiche, con La classe dei misteri, seguito non ufficiale de La scuola dei desideri, viaggio nei meandri dei collegi inglesi tra passato e presente, con toni thriller ma non solo.
Un nuovo anno è iniziato al St. Oswald, collegio antico dalle grandi tradizioni e dall’aspetto suggestivo, minato negli anni da alcuni fatti non proprio edificanti. Alla riunione di inizio anno l’anziano professore di lettere classiche Roy Straitley scopre con i suoi colleghi che si è deciso di scegliere un nuovo rettore, per dare nuovo lustro ad un’istituzione non cristallina e comunque legata ad una visione ormai forse superata di istruzione.
Il problema è che il nuovo rettore è Johnny Harrington, già studente di Roy, legato ad una brutta storia di decenni prima, tra bullismo, pedofilia, disagio giovanile, che il docente conosce e ricorda fin troppo bene. Tutto il corpo docente è entusiasta di questo nuovo arrivo che secondo loro non può portare che bene, ma Roy ricorda troppo bene un passato di anni prima e soprattutto non capisce come mai Johnny è tornato in un luogo da cui avrebbe dovuto voler stare alla larga. Man mano che l’anno procede ritornano fuori le violenze, le sopraffazioni e i problemi di un tempo, e il professor Straitley si trova di fronte ad un dilemma, tra denunciare il tutto e mettere fine a quella che sembra una maledizione che porta solo sofferenza ai ragazzi o chiudere gli occhi e salvare la scuola a cui ha dedicato tutta la sua vita.
La classe dei misteri è un libro complesso e avvincente, sospeso tra vari piani temporali, tra l’oggi e due passati, per raccontare le storie spesso tragiche di ragazzi e insegnanti, in un microcosmo che può segnare la vita e che è l’altro grande protagonista della storia, tra aule, dormitori, corridoi, anfratti nascosti. Un thriller per molti versi, ma anche un romanzo di formazione su modello vittoriano, oltre che un viaggio negli abissi dell’animo umano, con una denuncia non moralistica di gravi problemi come il bullismo, le violenze scolastiche, il disagio giovanile che può portare a comportamenti deviati come le crudeltà contro gli animali. Un romanzo intrigante, che può anche essere letto in maniera indipendente da La scuola dei desideri, capace di parlare di un microcosmo allucinante e di sicura presa, da cui resta difficile poi staccarsi, basato alla fine su un dilemma eterno, quello di voler cambiare, costi quello che costi, sperando che le cose migliorino, e il voler rimanere ancorati ad un passato come unico rifiugio della vita, tra il desiderio di giustizia e il voler dimenticare per un quieto vivere non sempre proponibile e sostenibile. Tutto questo in attesa della prossima sperimentazione di Joanne Harris, autrice che ha sempre e comunque qualcosa da dire.
Joanne Harris è nata, da padre inglese e madre francese, nello Yorkshire, dove attualmente vive. Si è laureata al St Catharine’s College di Cambridge, dove ha studiato francese e tedesco medievale e moderno, e ha insegnato francese nelle scuole secondarie di Leeds.
I suoi libri sono tutti editi in Italia da Garzanti. Dopo Chocolat, il suo romanzo d’esordio apparso nel 1998, tradotto in tutto il mondo, da cui nel 2001 è stato tratto l’omonimo film, ha pubblicato Vino, patate e mele rosse (1999), Cinque quarti d’arancia (2000), La spiaggia rubata (2002), La donna alata (2003), Profumi, giochi e cuori infranti (2004), Il fante di cuori e la dama di picche (2005), La scuola dei desideri (2006), Le scarpe rosse (2007), Le parole segrete (2008), Il seme del male (2009), Il ragazzo con gli occhi blu (2010), Il giardino delle pesche e delle rose (2012), Le parole di luce (2013) e Un gatto, un cappello e un nastro (2014).
È anche autrice, con Fran Warde, di Il libro di cucina di Joanne Harris (2003), Al mercato con Joanne Harris. Nuove ricette dalla cucina di «Chocolat» (2007) e Il piccolo libro di «Chocolat» (2014).
Source: omaggio al recensore della casa editrice, si ringrazia l’Ufficio stampa.
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Oggi vi parlerò di un libro molto speciale, perchè speciali sono gli autori, i curatori, i disegnatori, e anche i lettori che lo leggeranno. E’ un libro di favole, forse le più famose della storia della letteratura, ma molto diverse da come noi tutti le abbiamo conosciute. Favole reinventate da 18 ragazzi ugualmente abili, dell’Associazione Quelli del Sabato, accompagnati da 18 autori professionisti, persone che han fatto della scrittura il loro mestiere. Ma chi sono Quelli del Sabato? Sono un gruppo di volontari e ragazzi speciali di Bellinzago Novarese, che si riuniscono il sabato, dal 1992, per attività ludiche e ricreative, e per sviluppare progetti come questo, questo bellissimo libro fatto di parole e immagini. Tutti conoscono le favole di Cenerentola, Cappuccetto Rosso, Il Gatto con gli Stivali. Ecco gli autori sono partiti da queste favole e le hanno modificate, ampliate, abbellite con la loro creatività. Scrittori come Christian Mascheroni, Luigi Romolo Carrino, Fulvio Ervas, Eduardo Savarese, a coppie con ragazzi come Gabriella, Antonio, Renata, Eva, hanno unito la loro fantasia per far nascere questo libro magico e coloratissimo. Se avrete la fortuna anche solo di sfogliarlo vedrete oltre alle storie, anche le immagini incredibili di Hikimi (Roberto Blefari), e una cura per i dettagli e i particolari davvero professionale.


Le scorse settimane sono state segnate, a Torino e non solo, da una polemica che ha avvolto una persona nota principalmente come autrice fantasy ma che già in passato aveva dato prova di una certa qual intolleranza verso il prossimo che percepisce come diverso da sue idee preconcette e discutibili.

Ciao Eleonora. Grazie per aver accettato questa intervista e benvenuta su Liberidiscrivere. Raccontaci qualcosa di te. Attrice, scrittrice. Chi è Eleonora Giorgi? Punti di forza e di debolezza.


Lo so è abbastanza infantile festeggiare le 500 mila visualizzazioni, i blog seri non lo fanno, ma ci sono così poche ragioni per festeggiare, e questo blog mi rende felice, per cui mi sono detta, perché no? E così ecco questo post un po’ bislacco. Che poi 500 mila visualizzazioni non sono poi nemmeno tantissime, spalmate in 5 anni, ma suvvia non sono manco poche. Anzi per me sono moltissime, considerati i libri di cui ho scelto di parlare, di cui abbiamo scelto di parlare, perché non sono sola a poratre avanti questo progetto. Potrei fare meglio, potrei fare di più. Me lo dico spesso, non sono mai contenta. Anche se devo dire ormai Liberi ha vita propria. Ha lettori in ogni angolo del mondo, non solo in Italia. E a loro soprattutto dico grazie, grazie di leggerci in italiano, non tutti sono italiani all’estero (anche se in molti lo sono) molti hanno imparato la nostra lingua perché amano il nostro paese. E questa è una cosa fantastica a mio avviso. Non trovate? Volevo fare un ebook da regalarvi, con il meglio, le cose migliori che abbiamo pubblicato online in questi 5 anni. Ma non so se riuscirò mai a farlo. Magari in futuro, prometto comunque di pensarci. Enjoy, e spero che per il milione non vi siate ancora stancati di seguirci.
























