Ciao Eleonora. Grazie per aver accettato questa intervista e benvenuta su Liberidiscrivere. Raccontaci qualcosa di te. Attrice, scrittrice. Chi è Eleonora Giorgi? Punti di forza e di debolezza.
Sono diventata un’attrice per caso, a diciannove anni, e non immaginavo che quella sarebbe stata la mia professione per la vita, e che mi avrebbe resa tanto popolare. Questo è stato a lungo motivo di indeterminazione e anche di confusione… Fra le tante attività svolte nello spettacolo, oltre che interpretare dei film, ne ho scritti, diretti e prodotti due, ho condotto programmi Tv e radiofonici, ho inciso un disco e fatto delle tournée teatrali, ma è stata la scoperta della scrittura, il dare luogo ad un libro con tutta la relativa, necessaria esigenza di solitudine e concentrazione, a essere stata rivelatoria della mia vera natura, della mia indole riservata e introspettiva: mai quanto in quest’anno e mezzo dedicato alla stesura, infatti, mi sono sentita tanto compiuta e in armonia con me stessa.
Raccontaci qualcosa del tuo background, dei tuoi studi, della tua infanzia.
E’ stato necessario scrivere un’autobiografia per raccontare le tante realtà della mia famiglia in parte straniera (mia madre è ungherese, mio padre mezzo inglese)… sarebbe davvero troppo lungo, qui!
Quali libri amavi leggere da ragazzina e quali ti hanno accompagnato nell’età adulta?
Ho scoperto la lettura a dieci anni, anche per isolarmi dall’allegra confusione dei miei tanti fratelli (siamo cinque). Loro mi prendevano in giro e dicevano che ero lunatica e per questo mi avevano soprannominata Ofelia, in realtà la lettura mi permetteva di evadere dalla realtà e di trasferirmi nei sogni: vivevo immersa costantemente in un romanzo partorito dalla mia fantasia, ricco di riferimenti romantici. La prima lettura è stata il libro “Cuore” e una collana di libri per ragazzi vecchia di decenni ed ereditata dalla casa dei nonni, cui sono seguiti i tanti romanzi per ragazze, come “Piccole donne”. Nell’adolescenza era dilagato il ’68 e avevo scoperto, appassionandomene, la Beat generation. In seguito, e fino ad oggi, ho preso a leggere i tanti romanzi classici russi, inglesi, francesi, austro-ungarici, tedeschi, italiani e molti americani, da Scott Fitzgerald a Hemingway, ma seguo anche la narrativa contemporanea. Negli ultimi anni mi sono appassionata ai saggi storici e alle biografie, e ho scoperto Stefan Zweig, un autore austriaco dell’inizio del secolo scorso dalla produzione consistentissima: nell’ultimo anno ho letto quasi esclusivamente lui. Comunque il mio romanzo italiano preferito è “Il Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa.
Cosa stai leggendo in questo momento?
Un libro dell’archeologo Rodolfo Lanciani, che diresse gli scavi di Roma all’incirca nel 1880: la visione della città antica che ci restituisce è fantasmagorica, eccitante!
Hai da pochissimo pubblicato la tua autobiografia, puoi parlarcene?
Avendo avuto una vita ricca di eventi e trascorsa sotto gli occhi di tutti, divulgata nel corso di decenni da giornali, tv e media, ho sentito il bisogno di raccontare il mio punto di vista delle cose, astenendomi dal formulare giudizi e dal trarne conclusioni, nel tentativo di offrire ai lettori e al pubblico un’occasione di giudizio più appropriata.
A differenza di altre star della musica, della televisione, dello sport che scrivono libri, e sono affiancati molto spesso da ghost writer, tu invece hai scritto il libro in prima persona. Che bilancio ne hai tratto della tua esperienza come scrittrice?
Credo di aver già risposto più sopra: sì, il libro l’ho scritto interamente io ed è stata un’esperienza fra le più belle della mia vita. Alla fine la stesura era molto più lunga del dovuto, e ho dovuto quindi operare delle scelte e rinunciare a interi capitoli… chissà, magari scriverò “Nei panni di un’altra 2”!
Ti piacerebbe continuare a scrivere, magari pubblicando un romanzo o una raccolta di racconti?
Sì, mi piacerebbe moltissimo… Ci penso molto e presto mi deciderò, ma non so ancora verso quale progetto: ne ho in mente un paio, e non ho ancora deciso…
Quale è la tua parte preferita nel processo di scrittura?
La magia di entrare come per un incantesimo nella vicenda che stai raccontando, e di viverla col cuore mentre la scrivi…
Sei stata la moglie di un grande editore, quindi conosci il mondo dell’editoria molto meglio e molto più da vicino di molti altri. Cosa pensi ne stia determinando la crisi, il costante calo dei lettori. Avresti dei consigli, delle strade o strategie da intraprendere?
Anche al tempo del mio matrimonio con Angelo Rizzoli il mercato dei libri arrancava, i dati allora raccontavano di un’Italia agli ultimi posti per quantità di lettori nelle classifiche europee. Nell’ultimo decennio la situazione si è aggravata, anche se sussistono best sellers e grandi successi, spesso trainati da grande visibilità televisiva e mediatica. A me sembra che siano i giovani a disertare la lettura dei libri, alle volte sostituita dagli ebook, altre purtroppo trascurata a favore di altri strumenti di informazione e formazione, cercati nel Web.
Cosa pensi dello sdoppiamento Fiera di Torino / Salone di Milano, a breve distanza uno dall’altro. Ci sarà secondo te un arricchimento per entrambi o un indebolimento?
Credo che la moltiplicazione dell’offerta, se di qualità, non possa che giovare al mercato.
Ti piace fare tour promozionali? Racconta ai nostri lettori qualcosa di divertente accaduto durante questi incontri.
Gli incontri con i lettori per parlare del mio libro mi appassionano ma richiedono grande energia psicologica, dato l’argomento trattato. Alle volte hanno richiamato molti curiosi, attratti soprattutto dalla mia immagine di attrice: la conquista dei lettori è un lungo cammino di fiducia…
Qual è il tuo rapporto con i lettori? Come possono entrare in contatto con te?
Il mio rapporto coi lettori è lo stesso che intrattengo col mio pubblico: sono su Facebook, con una bacheca piccola e aperta a tutti: i miei amici possono postare lì tutto quello che vogliono comunicarmi! Fb e i social sono un’occasione straordinaria di contatto diretto col mondo!
Infine nel ringraziarti per la disponibilità l’ultima domanda: hai nuovi progetti, un nuovo libro in cantiere?
A marzo uscirà nei cinema “Una famiglia a soqquadro” un film interessante, vivace e anche divertente, dal contenuto estremamente attuale, del regista Max Nardari, nel quale interpreto una donna della mia età davvero sorprendente. A inizio estate gireremo un altro film insieme, e nella prossima stagione tornerò a teatro con un testo americano e contemporaneo che mi ha innamorata. Nel frattempo mi applicherò nella scrittura!



Lo so è abbastanza infantile festeggiare le 500 mila visualizzazioni, i blog seri non lo fanno, ma ci sono così poche ragioni per festeggiare, e questo blog mi rende felice, per cui mi sono detta, perché no? E così ecco questo post un po’ bislacco. Che poi 500 mila visualizzazioni non sono poi nemmeno tantissime, spalmate in 5 anni, ma suvvia non sono manco poche. Anzi per me sono moltissime, considerati i libri di cui ho scelto di parlare, di cui abbiamo scelto di parlare, perché non sono sola a poratre avanti questo progetto. Potrei fare meglio, potrei fare di più. Me lo dico spesso, non sono mai contenta. Anche se devo dire ormai Liberi ha vita propria. Ha lettori in ogni angolo del mondo, non solo in Italia. E a loro soprattutto dico grazie, grazie di leggerci in italiano, non tutti sono italiani all’estero (anche se in molti lo sono) molti hanno imparato la nostra lingua perché amano il nostro paese. E questa è una cosa fantastica a mio avviso. Non trovate? Volevo fare un ebook da regalarvi, con il meglio, le cose migliori che abbiamo pubblicato online in questi 5 anni. Ma non so se riuscirò mai a farlo. Magari in futuro, prometto comunque di pensarci. Enjoy, e spero che per il milione non vi siate ancora stancati di seguirci.
Scrivere per liberare le proprie emozioni e comprendere il proprio io può avere effetto terapeutico. Tutto questo sarà possibile, per la prima volta in Italia, a Milano, da ActsFactory, con “Vivo e scrivo” un per-corso di cura di sé e lavoro sulle emozioni nel quale la scrittura incontra la psiche. ActsFactory è un ente che offre diverse attività creative e riabilitative con esperti e specialisti sotto la supervisione del Dott. Paolo Giovannelli, Psichiatra e Psicoterapeuta, docente presso l’Università degli Studi di Milano.






























