Cosa siamo diventati? Si chiede Pietro Bartolo, il medico lampedusano che da oltre venticinque anni accoglie i migranti, li cura e li ascolta. Quelle storie, o meglio quelle vite si sono fuse alla sua e sono diventate un libro e anche un film documento. Una testimonianza, come sottolineano i due autori, che rappresenta anche un grande esempio di coraggio e impegno civile. Che doveva diventare un monito «contro l’indifferenza di chi non vuol vedere». Doveva. Ma così non è stato, con grande rammarico di Pietro Bartolo il quale, dopo il primo entusiasmo per i riconoscimenti a Fuocoammare e la diffusione di Lacrime di sale, ha realizzato che chi doveva concretamente recepire il messaggio non lo ha fatto e chiusure barriere muri confini indifferenza… non hanno fatto che aumentare. «Nessuna pietà». E lui ha realizzato di continuare a «combattere una battaglia senza speranza contro chi vuole eliminare il problema semplicemente cancellandolo».
Il “problema” sono i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze, le donne e gli uomini, le famiglie e gli orfani che ogni giorno raggiungono le coste italiane a bordo dei mezzi di soccorso che li hanno strappati alla morte come i corpi di coloro che non sono stati altrettanto “fortunati”. Persone che nell’indifferenza generale diventano prima sbarchi e poi numeri, tanti numeri. Cifre così imponenti da diventare fastidiose oltraggiose e di recente addirittura pericolose. Per il terrorismo. Certo. Pietro Bartolo che da un quarto di secolo accoglie migranti non parla di terroristi e terrorismo ma di persone che hanno bisogno di aiuto. Persone che fuggono dalla guerra, dalla povertà… e lo fanno per cercare di rifarsi una vita o per salvare coloro che invece sono rimasti, i famigliari che li hanno visti partire verso luoghi che a loro devono sembrare quasi magici, dove si mangia ogni giorno, più volte al giorno e soprattutto dove nessuno ti spara addosso senza motivo.
Ma queste persone che sono apparse fastidiose agli europei quando hanno conquistato i loro Paesi continuano a essere considerate tali anche e maggiormente ora che si vuol far credere che siano loro a voler colonizzare l’Europa.
Pietro Bartolo e Lidia Tilotta hanno scritto un libro che non è solo un pugno nello stomaco, è uno squarcio nella coscienza di ognuno perché continuare a fingere di non capire come realmente funziona il mondo non fa degli occidentali persone migliori ma agevola chi crede solo alla forza del denaro, «un demone che continua a succhiare senza alcun ritegno il sangue di intere popolazioni soggiogate e impotenti» e trasforma le persone in «numeri senza identità e per questo, quindi, facili da eliminare senza lasciare tracce».
Uomini avidi e spietati che non si fermano difronte a niente, e non si parla di chi organizza la tratta degli esseri umani ma di chi «la consente, di chi vuole tenere il resto del mondo nella povertà, di chi alimenta i conflitti, li sostiene, li finanzia».
Lidia Tilotta afferma che il libro vuole essere «semplicemente una testimonianza. Messa nero su bianco senza edulcorazioni». Lacrime di sale in realtà è molto di più. Molto di più.
Pietro Bartolo: medico di Lampedusa, dal 1991 si occupa del poliambulatorio dell’isola. Da sempre in prima linea nel soccorso ai migranti, si è meritato numerose onorificenze. È uno dei protagonisti di Fuocoammare di Gianfranco Rosi, docufilm Orso d’Oro 2016.
Lidia Tilotta: giornalista della testata regionale della Rai. Da Lampedusa ha raccontato più volte le storie dei migranti, di quelli che si sono salvati come di coloro che non ce l’hanno fatta.
Source: ebook inviato dall’editore al recensore, ringraziamo Anna dell’Ufficio Stampa Mondadori.
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Le scorse settimane sono state segnate, a Torino e non solo, da una polemica che ha avvolto una persona nota principalmente come autrice fantasy ma che già in passato aveva dato prova di una certa qual intolleranza verso il prossimo che percepisce come diverso da sue idee preconcette e discutibili.

Ciao Eleonora. Grazie per aver accettato questa intervista e benvenuta su Liberidiscrivere. Raccontaci qualcosa di te. Attrice, scrittrice. Chi è Eleonora Giorgi? Punti di forza e di debolezza.


Lo so è abbastanza infantile festeggiare le 500 mila visualizzazioni, i blog seri non lo fanno, ma ci sono così poche ragioni per festeggiare, e questo blog mi rende felice, per cui mi sono detta, perché no? E così ecco questo post un po’ bislacco. Che poi 500 mila visualizzazioni non sono poi nemmeno tantissime, spalmate in 5 anni, ma suvvia non sono manco poche. Anzi per me sono moltissime, considerati i libri di cui ho scelto di parlare, di cui abbiamo scelto di parlare, perché non sono sola a poratre avanti questo progetto. Potrei fare meglio, potrei fare di più. Me lo dico spesso, non sono mai contenta. Anche se devo dire ormai Liberi ha vita propria. Ha lettori in ogni angolo del mondo, non solo in Italia. E a loro soprattutto dico grazie, grazie di leggerci in italiano, non tutti sono italiani all’estero (anche se in molti lo sono) molti hanno imparato la nostra lingua perché amano il nostro paese. E questa è una cosa fantastica a mio avviso. Non trovate? Volevo fare un ebook da regalarvi, con il meglio, le cose migliori che abbiamo pubblicato online in questi 5 anni. Ma non so se riuscirò mai a farlo. Magari in futuro, prometto comunque di pensarci. Enjoy, e spero che per il milione non vi siate ancora stancati di seguirci.
Scrivere per liberare le proprie emozioni e comprendere il proprio io può avere effetto terapeutico. Tutto questo sarà possibile, per la prima volta in Italia, a Milano, da ActsFactory, con “Vivo e scrivo” un per-corso di cura di sé e lavoro sulle emozioni nel quale la scrittura incontra la psiche. ActsFactory è un ente che offre diverse attività creative e riabilitative con esperti e specialisti sotto la supervisione del Dott. Paolo Giovannelli, Psichiatra e Psicoterapeuta, docente presso l’Università degli Studi di Milano.

























