Archive for luglio 2024

:: La sentenza รจ morte di Antony Horowitz (Rizzoli 2024) a cura di Patrizia Debicke

27 luglio 2024

Secondo romanzo tradotto in italiano da Francesca Campisi della nuova serie che una volta di piรน conferma Horowitz, famoso scrittore britannico, come brillante rinnovatore della tradizione poliziesca anglosassone. Ben noto per la sua serie best seller di Alex Rider, con un colpo di scena/trucco di magia in un facsimile in chiave moderna dellโ€™accoppiata dottor Watson, Sherlock Holmes si รจ trasformato nel coprotagonista della sua stessa storiaโ€ฆ
Nel primo e precedente episodio infatti : โ€˜Detective in cerca di autoreโ€™ Daniel Hawthorne, ex detective e consulente degli studi televisivi per le serie poliziesche, con il quale Horowitz aveva giร  lavorato in passato , gli aveva chiesto di scrivere un romanzo per lui e con lui su un difficile caso da risolvere lavorando insieme. Unโ€™ intrigante novitร  che aveva funzionato molto bene e dopo essere stata premiata dal pubblico con il successo, aveva regalato ai due eterogenei partner investigativi un succoso contratto letterario per altri due romanzi da scrivere insieme. Ma ci voleva una storia, insomma un nuovo delitto e doveva essere quello giusto. Per potersene servire.
E secondo Hawthorne il nuovo caso che ha per le mani dovrebbe esserlo, tanto che pur di proporlo subito a Horowitz riesce, arrivando in taxi, a fare irruzione sul set, addirittura sabotando le riprese di una scena televisiva ambientata nel 1946.
Stavolta la vittima dellโ€™omicidio finora insoluto รจ lโ€™avvocato divorzista Richard Pryce. Pryce รจ stato ucciso nella sua villa di Fitzroy Park e ritrovato la mattina dopo dalla domestica. Lโ€™assassino come prima cosa gli ha sfasciato in testa una bottiglia di vino da duemila sterline , poi gli ha piantato in gola il collo rotto di detta bottiglia, perforando con violenza la vena succlavia. Il vino, un esemplare costosissimo quasi introvabile di Chateau Lafite Rothchild di Pouillac del 1982 gli era stato regalata dal suo ultimo cliente, un imprenditore immobiliare, Adrian Lockwood, in occasione della conclusione del suo divorzio dalla scrittrice Akira Anno. La Anno , la settimana prima del delitto , aveva minacciato Pyrce in un ristorante e furibonda gli aveva versato un bicchiere di vino in testa. Insomma parrebbe la perfetta indiziata! Anche perchรฉ , sul muro della stanza dove รจ stato ritrovato il corpo dellโ€™avvocato campeggia il numero 182, dipinto con vernice verde. Numero che richiama lโ€™haiku 182, che fa parte della raccolta pubblicata da Akira.
E un altro particolare indicativo, le ultime parole dellโ€™avvocato. โ€œTu che ci fai qui?โ€ sentite pronunciare dal marito, Stephen Spencer al telefono con lui prima che cadesse la linea, durante la loro ultima telefonata interurbana alle otto di seraโ€ฆ . Quindi lโ€™avvocato Pryce, soprannominato โ€œrasoioโ€ per la affilata capacitร  di risolvere i casi piรน complicati, generoso sostegno per Davina Richardson, vedova del suo caro amico perito anni prima per un tragico incidente speleologico nel nord dellโ€™Inghilterra, uomo a prima vista senza nemici, รจ stato colpito a morte da qualcuno che conosceva bene e al quale aveva aperto la portaโ€ฆ
Nonostante le loro incompatibilitร  caratteriali, uomo scontroso e iracondo Hawthorne, decisamente piรน mite il famoso giallista, Horowitz sa bene che lโ€™ex detective, al di lร  della sua tendenza a imprecare, riesce sempre a destreggiarsi. E pian piano, conoscendolo meglio, ha imparato ad apprezzarne i lati migliori, il suo eccezionale intuito e soprattutto lo straordinario istinto che gli permette di affrontare i casi piรน delicati. Quindi, benchรฉ non abbia tanta voglia di lavorare di nuovo con lui e, pur dubbioso accetta di affiancarlo in una seconda inchiesta per omicidio ritrovandosi in un battibaleno al centro di unโ€™indagine che abbonda di sospettati con validi moventi ma con alibi addirittura inossidabili e per di piรน traboccante di segreti e ben presto si complicherร  con un misterioso e coinvolgente ramificarsi delle indagini. In โ€œLa sentenza รจ morteโ€ infatti oltre a diversi presunti colpevoli, salta fuori anche una sottotrama con unโ€™altra strana morte che potrebbe essere sia un omicidio che un suicidio. E il morto era qualcuno che lโ€™avvocato Pyrce conosceva.
Senza contare che bisogna barcamenarsi con il pessimo rapporto tra Hawthorne e la poliziotta ufficialmente incaricata delle indagini, la mascolina e sgradevole Cara Grunshaw che non sopporta la loro presenza, mette tutto il tempo e in ogni modo i bastoni tra le ruote e fa lโ€™impossibile per tenerli lontano dalle indagini.
Un caso dunque decisamente arduo e difficile da dipanare.
Poi come se non bastasse in questo intreccio appassionante, dalle mille imprevedibili svolte inattese, ciascun personaggio sembra quasi che stia mentendoโ€ฆ
Una storia intrigante con due protagonisti, Hawthorne e Horowitz , tratteggiati tutto tondo e che si compensano egregiamente. Un storia diversa , insomma, speciale, che andando oltre il mixer di fatti e finzione, colloca ancora una volta Horowitz non solo nel ruolo di autore, ma anche di irrinunciabile personaggio della trama.
Un omicidio, pochi sospettati, una valanga di indizi ingannatori in un libro ispirato ai classici del passato, senza contare che nei suoi romanzi Horowitz, oltre a farci percepire la tangibile presenza dei padri del giallo britannico , ci regala anche una minuziosa e ben calibrata descrizione della Londra attuale, costringendoci a seguirlo nei quartieri alti, di Mayfair, Marylebone dove potrete realmente trovare la celebre libreria Daunt Books, Marylebone, 83-84 Marylebone High Street, London W1U 4QW.

Anthony Horowitz, tra gli scrittori piรน prolifici del Regno Unito, si destreggia egregiamente tra libri, serie tv, film, opere teatrali e giornalismo. รˆ autore della serie bestseller Alex Rider, di cui ha seguito lโ€™adattamento teatrale, e per la televisione ha prodotto la prima stagione dellโ€™Ispettore Barnaby. Nel 2014 ha ricevuto il titolo di Ufficiale dellโ€™ordine dellโ€™Impero britannico per i suoi meriti in campo letterario. Con Rizzoli ha pubblicato I delitti della gazza ladra, I delitti della bella di notte e Detective in cerca dโ€™autore.

:: Notte Isterica, Miran Bax (Morellini editore,2024) A cura di Viviana Filippini

24 luglio 2024

“Una notte isterica, dove tutti sono andati via di testa senza nemmeno un motivo, spingendo le loro azioni al limite della follia. Forse tutti la ricorderanno come la notte dei fuochi, io me la ricorderรฒ per il suo odore di bruciato”. Si chiama โ€œNotte istericaโ€ il nuovo romanzo di Miran Bax (allโ€™anagrafe Massimo Anania), edito da Morellini, nel quale convivono diversi generi letterari che vanno dal giallo, alla sociologia con sfumature psicologiche. La vicenda narrata prende spunto da un fatto di cronaca accaduto qualche anno fa a Torino (era il 2011) e lโ€™autore ci mette una buona dose della sua creativitร  per una vicenda avvincente, che riflette sulla societร  contemporanea. Tutto parte da un incendio in un campo Rom dalle conseguenze inaspettate, tragiche e attorno al quale ci sono tante domande: sarร  casuale o ci sarร  la mano di qualcuno? Il romanzo cerca di ricostruire la storia, lo sfondo socio culturale dove si muovono i diversi personaggi presenti allโ€™interno della narrazione per capire come e dove รจ nato il tutto. Attorno ad esso si muovono i vari personaggi direttamente o no coinvolti nellโ€™agghiacciante fatto. Per esempio cโ€™รจ Debora, unโ€™adolescente con qualche problema psichico, ma anche tante paure che la rendono fragile e insicura in ogni azione che deve compiere. Lei perรฒ, cosรฌ chiusa in se stessa, ย riesce a trovare un appiglio, una sorta di ancora di salvezza, in Steve. Lui, albanese di origine, comprende bene cosa vuol dire sentirsi diversi, esclusi e stranieri, perchรฉ non รจ italiano, ma arriva da un altro luogo e cultura. Poi ci sono Mara, sedicenne che perde la testa e si innamora di Giuseppe. Tra i due รจ passione folle, fino a quando non metterร  lo zampino Giacomo, il fratello della ragazzina, che quella relazione non la tollera proprio e sarร  pronto a tutto, anche all’impensabile, per mettervi la parola fine.ย  Miran Bax utilizza una scrittura fluida che trascina il lettore dentro le vite dei protagonisti, facendone conoscere le sfumature emotive e i loro tormenti. Sรฌ perchรฉ questi giovani con lโ€™animo minato da timori e insicurezze, sono alla ricerca di qualcosa -o qualcuno- che dia loro pace, solo che non รจ facile trovare questa isola di tranquillitร . Sono ragazzi e ragazze soli, e questa solitudine a volte li travolge e annienta, perchรฉ ย nessuno sembra essere in grado (o vuole) aiutarli. Il mondo che li circonda รจ cupo, disattento e sordo ai loro bisogni, tanto รจ vero che gli adulti (genitori e docenti per esempio) che dovrebbero -e potrebbero- essere dei punti di riferimento per questa gioventรน, appaiono come un mondo a se stante, lontano, travolto dai propri problemi e spesso troppo fagocitato dal lavoro per rendersi conto di quello che sta accadendo nel prorpio mondo famigliare. โ€œNotte istericaโ€ perรฒ รจ un libro dove il tema del โ€œdiversoโ€ รจ presente in una societร  contemporanea che parla di includere, ma che fatica a farlo in modo costante, perchรฉ si percepisce verso coloro che sono etichettati come “diversi” il timore e la volontร  di tenere le distanze. Cโ€™รจ il diverso perchรฉ รจ malato, il diverso che appartiene ad unโ€™ altra cultura, il diverso che รจ tale perchรฉ messo ai margini della societร  e il diverso che fa paura e che incute sospetto a tal punto da dover esser punito in modo completo per questa sua diversitร . Il libro di Miran Bax รจ un romanzo che a tratti puรฒ sembrare crudo ma, allo stesso tempo, รจ una sguardo lucido e attento sulla societร  contemporanea e sulle contraddizioni e pregiudizi in essa presenti. Allo stesso tempo โ€œNotte istericaโ€ รจ una storia che invita il lettore a riflettere sui fatti narrati, sui tormenti dei protagonisti, per provare a comprenderli e per tentare di capire come orientarsi nel mondo di oggi e del domani, senza cadere negli stessi errori di sempre.

Miran Bax, all’anagrafe Massimo Ananania nasce a Torino nel 1975. Nel 2018 pubblica il romanzo “Autopstop per la notte” (Miraggio edizioni) finalista al Premio “Prunola” nel 2019 e con menzione d’onore nel 2021 al premio “Tre colori”. Nel 2020 esce “Tutto l’amore che manca” (Miraggi edizioni) e nel 2021 e 2023 vince il premio letterario “Raccontami in 25 parole”.

Source: Ufficio stampa Comunicazione1A e autore.

:: Delitto al Palatino di Andrea Frediani Newton Compton a cura di Patrizia Debicke

18 luglio 2024

Nellโ€™aprile del 357 d.C. lโ€™Urbe, da tempo trascurata dagli imperatori che hanno stabilito la loro principale residenza a Costantinopoli a torna improvvisamente al centro della scena.
Costanzo II, Flavio Giulio Costanzo, secondogenito di Costantino il Grande, (e ormai tra i pochissimi superstiti tra i successori con il cugino Giuliano, dopo lโ€™ eliminazione di tutti i membri della famiglia) รจ arrivato a Roma per celebrare i suoi ventโ€™anni di regno.
Un corteo trionfale sta sfilando attraverso lโ€™Urbe, con alla testa lโ€™imperatore, seguito dal suo esercito in formazione da battaglia. Uno spettacolo esaltante per gli sguardi della gente accalcata lungo le strade, intenta ad ammirare sbalordita il fastoso spettacolo di quei soldati, quasi un tuttโ€™uno con i cavalli paragonabili a statue equestri come quella di Marcโ€™Aurelio sul Campidoglio ma vivi e imponenti con le scaglie lamellari delle loro armature esaltate dalla luce del sole, che passavano davanti a loro.
Alla trionfale parata sono presenti anche Quinto Aurelio Simmaco, figlio dellโ€™ex prefetto dellโ€™Annona e Livia, sua amica da sempre e da tempo sua promessa sposa, solo di recente convertitasi al cristianesimo, cosa che lโ€™ha resa determinata e spavalda, accompagnati e protetti dal goto Wolfram, cliente del padre di Simmaco.
Ma in mezzo alla folla si fa largo faticosamente Plotina. Matrona cristiana, ma aristocratica di alto rango decisa ad avvicinarsi e a parlare, pur in mezzo a quella marea umana con il prefetto dellโ€™Urbe: Memmio Vitrasio Orfito. Plotina vuole denunciare: una violenza, un sopruso, una vergognaโ€ ai suoi danni . Vettio Sossiano, stimato senatore pagano, avrebbe abusato di lei. Il prefetto nicchia, fatica a crederle e ritiene che si tratti invece di una relazione finita male. Anche per una patrizia non รจ facile far valere le proprie ragioni in quanto donna. E sappiamo bene che ci vorranno secoli per arrivarci in qualche modo. Ma Plotina in quanto cristiana e votata alla castitร  denuncia Vettio di averla aggredita, stuprandola per punirla di essersi convertita.
Dato il momento e la situazione, il prefetto dellโ€™Urbe, da tempo alle prese con le continue contese religiose tra pagani e cristiani divisi fanaticamente in fazioni, chiede alla donna di soprassedere. Almeno in quellโ€™occasione bisognerebbe che tutto filasse liscio.
Ma non รจ cosa facile perchรฉ proprio un momento dopo Rusticiana, figlia di Memmio Vitrasio Orfito , trascinata via dalla folla si troverร  spaventata e sballottata in mezzo a un tumulto di energumeni e ad accorgersi del pericolo e correre per darle aiuto e protezione sarร  il giovane Quinto Aurelio Simmaco, seguito da Livia e dal goto. Ma prima che possano riaccompagnare Rusticiana vicino alla sua famiglia, Simmaco pare molto disponibile nei suoi confronti e Livia un poโ€™ gelosa, allโ€™improvviso sentiranno un grido di terrore seguito da un secondo e da un altro, ancora. Le grida provengono dai margini di una domus che parrebbe abbandonata, un uomo รจ a terra circondato da persone spaventate. E , fatti pochi passi in quella direzione, vedranno meglio che lโ€™uomo sdraiato รจ supino e ricoperto di sangue. E proprio sul suo petto si distingue chiaramente inciso con una lama, un pugnale probabilmente, un simbolo Il Chi Rho.
Il segno del Cristo.
Ma il monogramma รจ sbagliato: la P (rho) รจ incisa al contrario, con il semicerchio a sinistra invece che a destra. Perchรฉ? Uno spregio?
Comunque, sia Rusticiana che altri tra i presenti sono stati diretti testimoni poco prima di una lite furibonda tra il morto, che si chiamava Prisco, un abbiente mercante, con appalti in Egitto, ed era anche il maggior sovvenzionatore della Chiesa Ariana a Roma e il patrizio pagano Vettio Sossiano, il nemico di Plotina, da lei accusato di stupro. E le prime indagini consentiranno di appurare che i due giร  in passato si erano scontrati , sempre per motivi religiosi.
Ragion per cui Vettio, subito accusato dellโ€™omicidio, verrร  arrestato e messo sotto custodia nella domus del prefetto.
Lโ€™imperatore, personaggio emblematico e convinto sostenitore della dottrina ariana, dichiara furibondo che Roma non merita piรน la tolleranza religiosa di cui sta godendo da piรน di ventโ€™anni . Se Vettio risulterร  colpevole, farร  chiudere tutti i templi e vietare ogni sacrificio agli dei.
Concede tuttavia due giorni al prefetto Memmio Vitrasio Orfito per sbrogliare il caso, poi , se non sarร  emerso qualcosa di preciso a discarico dellโ€™imputato, questi verrร  direttamente sottoposto a processo nel foro, e niente potrร  piรน salvarlo.
Un ultimatum che getta la cittร  nel caos. Insomma le conseguenze di un brutale delitto possono definitivamente stravolgere il precario equilibrio religioso di una Roma da tempo divisa tra pagani e cristiani poi addirittura appartenenti a due diverse confessioni in contrasto tra loro: ariani e cattolici.
Ma lโ€™indagine non decollerร  fino a quando coraggiosamente il giovane Quinto Aurelio Simmaco, figlio ed erede di una delle famiglie aristocratiche pagane piรน in vista della cittร  pur in disaccordo con il padre che sogna per lui un futuro nel senato o da principe del foro sulla scia di Cicerone, se ne farร  carico. Il giovane che cerca di districarsi tra tradizione e cambiamento รจ convinto che sia il fato a imporgli quella missione.
E da solo, ma con lโ€™aiuto di Wolfram lโ€™enorme goto, un povero emigrato in cerca di guadagno e cibo in cambio della sua prestanza fisica e della nobile Livia, sua promessa sposa, resa piรน sicura e disinvolta dalla nuova coscienza di cristiana , un ben strano trio, affronterร  ostacoli rischiosi pericoli e una corsa contro il tempo, per tentare di salvare lโ€™onore dei pagani di Roma e, con esso, la tradizione che lโ€™ aveva resa, capitale di un impero grande e invincibile.
Dal Palatino i tre varcheranno insieme il muro voluto da Augusto per dividere il resto dellโ€™Urbe dalla Suburra, la valle compresa tra i colli Viminale, Quirinale ed Esquilino. Seguendo una labile traccia per entrare in quella parte di Roma dove si trovano le fulloniche, le vasche per il lavaggio e la spremitura dei panni, dove gli operai pestavano i panni da lavare a piedi nudi, immersi in una soluzione di acqua, soda e urina raccolta nelle latrine.
E insieme, nellโ€™arco di appena quarantotto ore, riusciranno a scoprire la complessa e crudele macchinazione ordita dietro a quel caso. E sarร  proprio il tribunale o meglio il foro che darร  a Simmaco la possibilitร  di cimentarsi davanti a un giudice, in questo caso allโ€™imperatore in persona, offrendogli con la sua prima arringa il risultato dellโ€™ indagine .
Un bel romanzo storico in cui Andrea Frediani riesce a ricreare con la tumultuosa atmosfera di una Roma in preda al caos, offrendo contemporaneamente un minuzioso affresco di una cittร , in balia di complesse realtร  sociali e religiose, vessata dalle lotte tra due avverse fazioni: cristiani e seguaci degli antichi dei, senza distinzione di classi sociali.
Un romanzo in cui Andrea Frediani, con il pretesto di unโ€™articolata indagine su un omicidio apparentemente causato da conflitti religiosi, muove motivate e giuste critiche ai cristiani del 357 d.C. giร  eccessivamente integralisti , all’ alba del loro legittimazione religiosa , come poi lo sono rimasti per troppo tempo fino ben pochi decenni fa.

Andrea Frediani, รจ nato a Roma nel 1963. Divulgatore storico tra i piรน noti dโ€™Italia, ha collaborato con numerose riviste specializzate. Con la Newton Compton ha pubblicato diversi saggi e romanzi storici, tra i quali: Jerusalem; Un eroe per lโ€™impero romano; la trilogia Dictator (Lโ€™ombra di Cesare, Il nemico di Cesare e Il trionfo di Cesare, questโ€™ultimo vincitore del Premio Selezione Bancarella 2011); Marathon; La dinastia; 300 guerrieri; 300. Nascita di un impero; I 300 di Roma; Missione impossibile; Lโ€™enigma del gesuita. Ha firmato le serie Gli invincibili e Roma Caput Mundi; i thriller storici Il custode dei 99 manoscritti e La spia dei Borgia; Lo chiamavano Gladiatore, con Massimo Lugli; Il cospiratore; La guerra infinita; Il bibliotecario di Auschwitz; la Invasion Saga (I tre cavalieri di Roma, Attacco allโ€™impero e I traditori dell’impero); I Lupi di Roma; Lโ€™ultimo soldato di Mussolini; Le Williams, con Matteo Renzoni, Lโ€™eroe di Atene, Il nazista che visse due volte, Il dio della guerra e Napoleone. Le sue opere sono state tradotte in tutto il mondo. Il suo sito รจ http://www.andreafrediani.it

Intervista a Aldo Setaioli curatore deโ€œCanti e leggende dei Chโ€™uan Miaoโ€ (Graphe.it). A cura di Viviana Filippini

17 luglio 2024

“Canti e leggende dei Ch’uan Miao” raccoglie gli affascinanti racconti e le particolari leggende di un popolo senza letteratura scritta. La popolazione รจ una delle minoranze riconosciute dal governo cinese (i Ch’uan Miao), diventate note al grande pubblico come gli Hmong del film โ€œGran Torinoโ€ di Clint Eastwood. In questa raccolta, curata da Aldo Setaioli per Graphe.it, ci sono alcune leggende del folclore popolare dove, a tratti, รจ possibile trovare qualcosa di familiare, anche se lontano da noi nello spazio e nel tempo. Ne abbiamo parlato con il curatore Aldo Setaioli.

In base a cosa o come ha scelto le storie inserite in โ€œCanti e leggende dei Chโ€™uan Miaoโ€? Innanzi tutto vorrei spiegare come sono venuto a conoscenza della popolazione dei Chโ€™uan Miao. Nel 2000 compii una crociera sul fiume Yang zi, il maggiore della Cina, e allโ€™altezza della piuโ€™ grande delle tre celebri gole del fiume, risalii lo Shennong, un piccolo affluente di sinistra del grande fiume in un sampan tirato a mano dalla riva. Giunsi cosiโ€™ a un villaggio di unโ€™altra minoranza, i Tujia, affine ai Chโ€™uan Miao, che abitano in prevalenza sulla riva opposta del grande fiume. Liโ€™ per la prima volta sentii parlare di questโ€™altra minoranza affine. Solo piรน tardi, nel 2008, mi resi conto che si trattava della stessa popolazione di emigrati negli Stati Uniti del film di Clint Eastwood, Gran Torino: gli Hmong, che รจ il nome che quella popolazione si daโ€™ nella propria lingua (Chโ€™uan Miao รจ il nome dato loro dai Cinesi). Venni in contatto diretto col folklore dei Chโ€™uan Miao ancora piuโ€™ tardi, in rapporto alla mia attivitร  di filologo classico, che peroโ€™ ha sempre nutrito grande interesse per le culture e letterature orientali. Durante la stesura di un lavoro, presentato nel 2019 a Seoul, la capitale della Corea del Sud, che confrontava le versioni occidentali e orientali della leggenda di Androclo e il leone, dovetti prendere in considerazione, insieme con vari paralleli nella letteratura cinese, alcuni canti dei Chโ€™uan Miao di argomento simile (anche se, come sempre in Cina, il posto del leone viene preso da una tigre). Consultai perciรฒ lโ€™intera raccolta dei “Canti e Leggende dei Chโ€™uan Miao” messa insieme negli anni โ€™30 del secolo scorso dal missionario David Crockett Graham, pubblicata in uno dei volumi della Smithsonian. Incontrai cosรฌ molti altri canti che mi sembrรฒ utile e interessante far conoscere ai lettori italiani. La raccolta รจ molto vasta, ma siccome รจ fondata esclusivamente sulla tradizione orale, esistono numerose versioni della stessa leggenda, e in molti casi si incontrano incongruenze e contraddizioni, che hanno forzatamente ridotto la scelta dei canti da raccogliere nel volume. Ho scelto molti dei canti che presentano affinitร  col folklore nostro e di tanti altri paesi, sul piano cosmologico e religioso (creazione, diluvio, peccato originale) e favolistico, oltre che con leggende simili ad alcune delle nostre (per esempio quella di San Cristoforo) e anche con lโ€™idea che fa derivare gli uomini da esseri scimmieschi. 

Che idea si รจ fatto di questa comunitร ? Eโ€™ una comunitร  rimasta isolata. Fino a verso la metร  del secolo scorso non ha avuto alcuna tradizione scritta, ma ha conservato la sua lingua e le sue caratteristiche originali, pur in mezzo alla preponderanza territoriale e politica dei Cinesi, che li ha costretti a ritirarsi in zone sempre piรน ristrette e periferiche e, nel corso dei secoli, anche a emigrare in altri paesi, come il Laos, il Myanmar e il Viet Nam (da lรฌ provengono gli Hmong del film Gran Torino). Ha inoltre sempre conservato il suo rapporto intimo con la terra (lโ€™agricoltura eโ€™ quasi lโ€™unico mezzo per la sua sopravvivenza) e con la propria religione, che oltre a dei e demoni attribuisce vita e potenza o ogni oggetto, materiale e immateriale (come il tuono, lโ€™eco, lโ€™arcobaleno). Tramanda con musica e canti il suo ricco patrimonio culturale. Un ultimo frammento di umanitaโ€™ rimasto in uno stato di autentica originalitร .

Quale รจ il filo conduttore delle leggende e canti presenti nel volume? In parte ho giร  risposto a questa domanda. Ho voluto che il lettore scoprisse da sรจ i tanti elementi comuni tra noi e questa popolazione cosรฌ diversa e lontana. Ma un altro filone importante รจil rapporto tra cielo e terra (un tempo uniti da una scala, interrotta per colpa degli uomini), come pure tra le generazioni presenti e quelle passate. E ho anche voluto mettere in evidenza certe idee morali, prima fra tutte lโ€™avversione per il furto, tipica delle societaโ€™ povere piuโ€™ che di quelle ricche.

Ha trovato qualche somiglianza tra la cultura Miao e il nostro folclore? Moltissime: i fratelli ciascuno dotato di capacitร  straordinarie, il bel giovane nascosto sotto la pelle di un brutto animale, il demone racchiuso in una brocca, lโ€™aviditaโ€™ punita, il ragazzo abbandonato nel bosco, i piccoli uomini che vivono sotto terra, il mantello che rende invisibili, sono motivi di tante storie che da bambino mi venivano raccontate da mia nonna, che certamente non aveva mai sentito parlare dei Chโ€™uan Miao.

Nelle storie tornano spesso elementi naturali, animali, ma anche demoni e figure buone in aiuto dei personaggi principali. Che ruolo avevano nella vita dei Chโ€™uan Miao questi racconti? Il mondo dei Chโ€™uan Miao รจ profondamente unitario. Dei e demoni interagiscono con gli uomini, cielo e terra sono tuttโ€™uno, ed entrambi hanno bisogno di essere tenuti insieme da solidi legami โ€“ altrimenti si disgregherebbero. Le forze malefiche sono tenute a fremo dello sciamano, il tuan kung, e gli antenati proteggono se vengono onorati, possono punire se trascurati. Tutti questi elementi fanno parte di un mondo coerente e unitario, dove gli opposti non solo si equilibrano, ma hanno tutti la loro ragione e importanza. Questi canti sono il patrimonio culturale che daโ€™ senso al bene e al male che lโ€™uomo incontra nel mondo.

In alcune storie i Chโ€™uan Miao si confrontano con i Cinesi, ci racconta qualcosa su loro rapporto? I Chโ€™uan Miao si consideravano fratelli dei Cinesi. La loro origine, secondo le loro leggende, รจ comune. Ma i Cinesi hanno approfittato del loro numero e del loro potere per emarginare sempre piuโ€™ i Chโ€™uan Miao, e a volte per cacciarli in altri paesi. Tracce evidenti di questo risentimento si incontrano nelle loro leggende.

Come รจ stato svolgere il lavoro di traduzione, che emozioni le ha lasciato il contatto con questa popolazione che sta in Cina, ma รจ diversa dai Cinesi? Prima della traduzione รจ stato necessario un vasto e difficile lavoro di scelta, anche a causa della condizione in cui la trasmissione orale ci ha trasmesso questi racconti. Ma una volta operata la scelta, tradurre questi racconti รจ stato come penetrare in un mondo meraviglioso, in cui lโ€™insolito e il familiare sโ€™incontrano ad ogni passo e mostrano la sostanziale unitร  del genere umano.

Se dovesse individuare 4 parole rappresentative dei โ€œCanti e leggende dei Chโ€™una Miaoโ€ quali userebbe e perchรฉ? La prima: Unitร  del cosmo. La seconda: Unitร  fra le generazioni. La terza: Sapienza dei popoli tramandata dal folklore. La quarta: Lavoro e onestร  fondamento della vita.

:: Delitto sul Carso di Shanmei – in prenotazione

14 luglio 2024

Dopo l’Africa e la Cina, Luigi Bianchi, ormai tenente colonnello, comandante del Gruppo di Artiglieria da Montagna, partecipa alla Prima Guerra Mondiale nelle trincee del Carso. Italiani e Austriaci si fronteggiano in una guerra logorante e sanguinosa. Luigi Bianchi ormai cinquantenne e amareggiato non cerca piรน la novitร  o l’amore per l’avventura ma medita sull’inutilitร  della guerra, sul sacrificio di tanti giovani soldati piagati dal freddo, dalla paura, dalla fatica, dalle malattie. Tra atti di coraggio e tentativi di diserzione scoprire che il tenente colonnello nemico, posizionato oltre la trincea, รจ un vecchio amico conosciuto ai tempi di Cina, apre una speranza, e cosรฌ nell’inverno piรน freddo che si puรฒ immaginare, quello del 1916, iniziano una fitta ingegnosa corrispondenza contro ogni regolamento, rischiando la corte marziale. Ma tutto si fa per salvare giovani vite. Poi un morto attira la sua attenzione, non รจ una vittima accidentale della guerra ma la vittima di un vero e orrendo delitto, perpretato per oscuri motivi e cosรฌ riprende a indagare…

Aveva smesso di nevicare ma non per questo faceva meno freddo.

Avevano trovato rifugio in una grotta carsica poco distante dalle trincee.

Avvolto nel suo pastrano di pelliccia, per non congelare, il tenente colonnello Luigi Bianchi tracciava su una mappa alcune linee guida alla luce di una lampada da trincea d’ottone.

Il suo attendente, un giovane ufficiale emiliano dalla battuta sempre pronta e dalla risata contagiosa, gli stava preparando del te caldo da un fornelletto a legna, versandolo in una gavetta d’alluminio in dotazione al Gruppo di Artiglieria da Montagna.

Il tenente colonnello Bianchi ringraziรฒ e con le dita intorpidite dal freddo si avvicinรฒ alle labbra la gavetta fumante e sorseggiรฒ il tรฉ.

Tornรฒ con la memoria ad altri tรฉ sorseggiati in terre esotiche e lontanissime da lรฌ. Forse piรน buoni e aromatici ma non altrettanto confortanti come quello. Pensรฒ a sua moglie Laura, che ad Alessandria cresceva da sola la loro figlia Annetta. Pensรฒ a Mei, fuggevole ricordo di un tempo lontano in cui era un giovane tenente e credeva ancora negli alti ideali della patria, del coraggio, degli atti eroici, della avventura per l’avventura.

Era un militare di carriera, aveva scelto quella vita, non come molti ragazzi mandati al fronte al compiere della maggiore etร , impreparati, spaventati, non usi a sopportare privazioni, scoraggiamenti, insicurezze. Era stato anche lui giovane, una vita fa, aveva visto con altri occhi quegli scenari desolati che erano le zone di guerra.

Ora era cambiato, qualcuno direbbe invecchiato, qualcosa gli si era incrinato dentro, aveva visto troppi morti del suo schieramento e di quello avversario, giovani vite falcidiate da ordini insensati.

โ€œPresto riprenderร  a nevicareโ€ disse piano e l’attendente annuรฌ meditabondo.

โ€œE’ quasi Natale, non le manca la famiglia?โ€

โ€œI nostri uomini ora sono la nostra famiglia, cerchiamo di farne tornare il piรน possibile a casa dalle loro madri e dalle loro mogli, sono stanco degli ordini insensati che riceviamo dal comando, quasi che i soldati fossero formicheโ€ disse e il tenente Giacomo Melchiorri scosse la testa cupo.

In prenotazione.

In uscita a Natale…

:: โ€œLa Santissima Vergine Maria. Figlia, sorella e regina degli angeliโ€(Edizioni Segno) di Marcello Stanzione, a cura di Daniela Distefano

13 luglio 2024

Eโ€™ stato il Beato Bartolo Longo a rivelare come Iddio, dopo aver creato gli Angeli, manifestรฒ ad essi il Mistero della Incarnazione del Verbo nel seno di una Donna singolare, lโ€™Immacolata. Per questo, fu ordinato loro di onorare e venerare la Madre di Gesรน Uomo-Dio, quale Regina e Signora.

San Michele, umile e fedele a Dio, guidรฒ lโ€™esercito degli Angeli buoni. E apparve nel Cielo un vessillo, il โ€œsignum magnumโ€ descritto da San Giovanni, cioรจ Donna ammantata di sole, con il capo inghirlandato di dodici stelle, e la luna tenuta sotto i suoi piedi.

Quale meraviglia contemplare un istante lโ€™anima umana di Maria dove non vi fu mai nรฉ disordine, nรฉ imperfezione, nรฉ colpa, nรฉ preoccupazioni mondane o frivole, ma solamente lโ€™adorazione, lโ€™amore e lโ€™unione a Dio in una preghiera di tutti i momenti, poichรฉ, pregare, รจ pensare a Dio amandolo come diceva Tommaso dโ€™Aquino. E questa purezza dellโ€™anima traspariva sul suo corpo. Quanto doveva essere bella Maria! Quanto รจ bella la nostra Mamma del Cielo!

E quanto รจ Buona Maria Santissima, ragione della nostra esistenza.

Maria dโ€™Agreda afferma che la Beata Vergine nutriva un grande amore per gli uomini e che questo amore era una delle principali grazie chโ€™ella riceveva in preparazione dellโ€™Incarnazione, affinchรฉ Nostro Signore, come uomo potesse ricevere questa qualitร  da sua Madre per ereditร , per trasmissione.

La Madonna, poi, รจ stata messa a parte e al di sopra di tutte le creature anche a causa delle sue sofferenze. E questo รจ il mistero della โ€œCompassione di Mariaโ€.

Le anime che sono piรน unite a Gesรน Cristo, che le sono piรน care, Egli le inizia piรน perfettamente alle sue sofferenze con la conoscenza chโ€™esse ne hanno e con la comunicazione che Gesรน fa loro. Si comprende allora il ruolo delle anime tutte date a Dio, come โ€œVittime dโ€™Amoreโ€ per il riscatto del mondo, si comprendono le sofferenze straordinarie da parte dei grandi mistici, le stimmate… Eโ€™ dunque nel dolore che Maria diede alla luce i suoi altri figli, sul Calvario, adottando come Figli i membri del Corpo Mistico di Gesรน Cristo.

Ma come possono gli uomini afflitti per i loro peccati andare in Cielo? Per mezzo di Santa Maria degli Angeli. Ad imitazione di San Francesco, possiamo anche noi chiedere alla Regina degli Angeli di renderci piรน attenti e sensibili alle ispirazioni di questi spiriti angelici, a cominciare da quelle del nostro personale angelo custode. Potremmo ugualmente pregare piรน sovente gli angeli, poichรฉ possono aiutarci ad amare meglio e servire il loro Re e la loro Regina, che sono anche i nostri. Potessimo noi salutare la Vergine con le nostre Ave Maria quotidiane come lโ€™Arcangelo Gabriele lo fece la prima volta a Nazareth oltre duemila anni fa.

Il Beato – e a breve Santo – Carlo Acutis fu un ragazzo devoto di Maria e degli Angeli. Ogni giorno recitava il rosario in onore della Vergine. I suoi compagni sono concordi nellโ€™affermare che Carlo รจ stato un vero annunciatore di Gesรน e testimone del Vangelo spesso parlava del rischio di potersi perdere con il peccato mortale nella dannazione eterna. Prima di affrontare il supplizio della malattia dichiarรฒ: โ€œOffro tutte le sofferenze che dovrรฒ patire al Signore per il Papa e per la Chiesa…e per andare diritto in cieloโ€. Stroncato da unโ€™emorragia cerebrale, morรฌ il 12 ottobre 2006 a 15 anni.

Concludo dicendo che il testo di Marcello Stanzione, godibilissimo, รจ impreziosito da citazioni e preghiere a Maria, Regina degli Angeli.

Ecco una citazione di San Bonaventura: โ€œVi รจ una nuova beatitudine da aggiungere a quelle che sono state proclamate da Nostro Signore, รจ questa: โ€˜Beati quelli che si sono confidati alla Santa Vergine, il loro nome รจ iscritto nel Libro della vitaโ€™โ€.

La Nona Beatitudine – Con la tua santa Verginitร  e la tua Immacolata Concezione, o Vergine purissima e Regina degli Angeli, ottieni che il mio corpo e la mia anima siano purificati. Amen. Gli Angeli hanno ammirato questo sublime mistero dellโ€™Immacolata Concezione, tutto lโ€™inferno ha fremuto, e la Vergine Madre, come unโ€™aurora brillante, รจ venuta ad illuminare quelli che erano nelle tenebre della morte. Io ti benedico e ti venero, o Maria, voi che siete la Gioia degli Angeli, la Consolazione degli afflitti ed il Giardino delle delizie dello Spirito Santo. Amen.

Per San Luigi Grignion di Monfort, โ€œLโ€™Ave Maria รจ una rosa vermiglia che si presenta a Maria, รจ una perla preziosa che le si offre, รจ una coppa di nettare che le si donaโ€.

:: Un’intervista con Lisa See su “Lady Tan’s Circle of Women” a cura di Giulietta Iannone

10 luglio 2024

Benvenuta Lisa e grazie per aver accettato questa nuova intervista sul blog Liberi di Scrivere. Sei conosciuta in Italia soprattutto per il romanzo Fiore di Neve e il ventaglio segreto ma anche per altri tuoi bellissimi romanzi che raccontano le esperienze soprattutto delle donne cinesi e i loro rapporti familiari. Come รจ nato il tuo interesse per la condizione della donna sia nellโ€™antica Cina che nelle nuove generazioni di cinesi americani?

Il mio interesse รจ nato in due modi. Innanzitutto, sono cresciuta in una grande famiglia cinese americana. Quando ero ragazza, nella sola Los Angeles c’erano circa 400 persone della mia famiglia. Un piccolo numero di miei parenti mi somigliava โ€“ ho i capelli rossi e le lentiggini โ€“ ma la stragrande maggioranza erano completamente cinesi. Poi c’erano le diverse gradazioni nel mezzo. Quando mi guardavo intorno, tutto quello che vedevo erano volti cinesi. Ho cosรฌ avuto a che fare con le tradizioni cinesi, la cultura cinese, la lingua cinese e il cibo cinese. Ma ancora una volta, non assomigliavo a tutti gli altri. Quindi all’inizio ero in viaggio per capire cosa sapevo, chi ero e dove e come stavo. In secondo luogo, sono sempre stata incuriosita dalle storie di donne che sono state perse, dimenticate o deliberatamente nascoste. Sono davvero orgogliosa e onorata di scoprire e condividere con voi le storie straordinarie di queste donne in Cina. Le donne in passato dovevano sopravvivere e sopportare cosรฌ tante difficoltร . Tutti i successi che abbiamo oggi come donne sono dovuti a tutte le donne valorose, coraggiose e creative che ci hanno preceduto. Cavalchiamo sulle loro spalle e dovremmo conoscere le loro storie.

Lady Tan’s Circle of Women รจ il tuo nuovo romanzo, รจ una storia interessante su una donna dell’alta societร  che diventa medico nonostante le restrizioni sociali durante la dinastia cinese dei Ming. Vuoi parlarcene?

C’รจ stato un giorno durante il lockdown in cui stavo camminando accanto agli scaffali del mio ufficio e il dorso di uno dei libri mi รจ caduto addosso. Non so perchรฉ, il dorso era grigio con scritte grigie leggermente piรน scure. Ma era come se il libro fosse volato via dal mio scaffale e mi fosse finito tra le mani. Riguardava la gravidanza e il parto durante la dinastia Ming. Ho letto fino a pagina diciannove e ho trovato una citazione di Tan Yunxian, una dottoressa della dinastia Ming, che, quando compรฌ cinquant’anni nel 1511, pubblicรฒ un libro sui suoi casi medici. Pensiamoci per un minuto. Una dottoressa che praticava la medicina 500 anni fa. A quel tempo non cโ€™erano molti medici professionisti โ€“ uomini o donne โ€“ nel mondo. Mi รจ piaciuto il fatto che Tan Yunxian avesse cinquant’anni quando pubblicรฒ il suo libro. E infine, che รจ stato pubblicato nel 1511. Quanti libri ti vengono in mente che sono stati pubblicati prima del 1511 e sono ancora in stampa? La Bibbia, ovviamente. L’Iliade e l’Odissea. Alcune tragedie e commedie greche. Possiamo andare oltre il canone occidentale e includere il Mahabarata dall’India e l’I Ching e il Libro delle Odi dalla Cina. Tutto questo mi ha incuriosito e sono andata nella tana del coniglio.

Che ricerche hai fatto? รˆ basato su una storia vera?

Ho scritto Lady Tanโ€™s Circle of Women durante i primi due anni della pandemia, quando tutte le biblioteche, i centri di ricerca e gli archivi erano chiusi. Anche la Cina รจ stata chiusa, ed รจ rimasta effettivamente chiusa fino a circa 18 mesi fa. Quindi ho dovuto svolgere la mia ricerca in modi completamente nuovi. Ho contattato direttamente medici, studiosi, accademici e altri ricercatori di medicina tradizionale cinese che hanno studiato la vita e i tempi di Tan Yunxian. Hanno avuto tempo e voglia di parlare con me, perchรฉ anche loro erano in isolamento. E, naturalmente, ho letto, letto, letto tutto ciรฒ che potevo trovare sulla storia della medicina cinese, sulle proprietร  medicinali delle diverse erbe e sulle teorie dietro questa pratica che risale a piรน di due mila anni fa.

La struttura sociale nell’antica Cina confuciana era piuttosto complessa ma รจ vero che anche formalmente le donne erano sempre considerate, se non negativamente, almeno in una posizione di netta inferioritร ?

Il confucianesimo dettava le regole della societร  e della cultura di quel tempo. Penso che possiamo essere d’accordo sul fatto che Confucio fosse un grande filosofo e pensatore. Detto questo, non aveva molto amore o rispetto per le donne. Aveva tutti questi detti: Quando sei ragazza, obbedisci a tuo padre; quando sei moglie, obbedisci a tuo marito; quando sei vedova, obbedisci a tuo figlio. Una donna istruita รจ una donna senza valore. E una brava donna non dovrebbe mai fare piรน di tre passi oltre il cancello principale. Quindi sรฌ, le donne erano chiaramente viste come inferiori. Tan Yunxian, a detta di tutti, era una vera donna confuciana: contrasse un matrimonio combinato, ebbe quattro figli e gestรฌ la casa di suo marito. Allo stesso tempo, ha davvero aggirato le regole confuciane riguardo alle donne. Era un medico che si prendeva cura di donne e ragazze. Ha scritto il suo libro. Cinquecento anni fa, stava lottando per trovare quello che oggi chiamiamo equilibrio tra lavoro e vita privata. Era straordinaria per il suo tempo e la trovo straordinaria anche oggi.

Nella Cina piรน antica esisteva una struttura matriarcale legata al culto delle Grandi Antenate e delle Regine Madri. รˆ possibile che questi legami ancestrali siano sopravvissuti segretamente anche nella Cina di stampo confuciano?

Non che io sappia, ma non so tuttoโ€ฆ

Tan Yunxian, la protagonista del tuo romanzo, รจ una donna medico che visse nella Cina imperiale durante la dinastia Ming. Secondo l’etica confuciana, a una donna era formalmente vietato esercitare la professione di medico? Come fa Yunxian ad aggirare questi divieti?

La Cina ha una storia di donne che operavano in medicina che risale a duemila anni fa. Tuttavia, le donne medico erano rare. Dei 12.000 testi medici conosciuti rinvenuti in Cina, solo tre sono stati scritti da donne e quello di Tan Yunxian รจ il primo. Questo non รจ stato solo sorprendente per me, รจ stato anche fonte di ispirazione. Ciรฒ che mi ha particolarmente incuriosito di Tan Yunxian รจ che tutti i suoi pazienti erano donne e ragazze. Alcune delle sue pazienti soffrivano di disturbi comuni a entrambi i sessi: mal di gola, disturbi di stomaco e simili. Ma ciรฒ che rende il suo lavoro davvero straordinario sono quei casi che riguardano solo donne e ragazze: mestruazioni, gravidanza, parto, allattamento e menopausa. Questo mi ha fatto riflettere sul fatto che non importa se una donna sia vissuta durante la dinastia Ming o oggi, sia ricca o povera, in Cina o in Italia, o sia di qualsiasi colore dell’arcobaleno, perchรฉ siamo unite dalla nostra identitร  biologica e dalle funzioni fisiologiche, che ci legano insieme attraverso il tempo e lo spazio. Questo, e il fatto che gli uomini cercano di acquisire il controllo sul corpo delle donne da… da sempre. Penso che possiamo ringraziare il nonno di Tan Yunxian per averle permesso di diventare medico. Quando aveva otto anni andรฒ a vivere con i suoi nonni. Suo nonno, che era uno studioso imperiale di alto rango, amava bere vino la sera e farsi recitare poesie classiche. Nel suo libro, Tan Yunxian cita suo nonno che una notte disse: โ€œQuesta ragazza รจ troppo intelligente per limitarla a imparare a ricamare. Dovremmo insegnarle la mia medicinaโ€. In realtร , continua ad imparare da sua nonna, che era anche lei un medico, ma ciรฒ non sarebbe mai accaduto senza l’approvazione del nonno.

Da chi venivano curate le donne se ai medici uomini era vietato ogni contatto fisico? Soprattutto per quanto riguarda il parto, c’erano delle ostetriche, magari le stesse che si occupavano di fasciare i piedini alle bambine?

I medici uomini dovevano sedersi dietro una tenda o uno schermo o meglio ancora essere fuori nel corridoio quando curavano ragazze e donne. Il padre di una ragazza o il marito di una donna fungevano da intermediario tra la paziente e il medico. Pensa quanto sarebbe stato imbarazzante! Anche adesso, anche se amo moltissimo mio marito e i miei figli, non vorrei che facessero da intermediari tra me e nessuno dei miei medici, in particolare il mio ginecologo. Ma era anche vietato a tutti i medici, uomini o donne, di entrare in contatto fisico con il sangue. Ciรฒ รจ dovuto a Confucio, che aveva creato una gerarchia di tutte le professioni. Ai livelli piรน bassi della societร  cโ€™erano le persone che entravano in contatto fisico con il sangue: coroner, macellai e ostetriche. Quindi, le ostetriche facevano nascere i bambini. Poichรฉ le ostetriche si sporcavano letteralmente di sangue le mani, erano considerate contaminate, le piรน infime. Mi sembra interessante, perchรฉ le ostetriche sono quelle che mettono al mondo la vita. (Va detto che le ostetriche hanno fatto nascere i bambini in tutto il mondo fino in tempi relativamente recenti.) Le madri fasciavano i piedi delle loro figlie.

Grazie per la tua disponibilitร  E come ultima domanda vorrei sapere se stai scrivendo un nuovo romanzo e se puoi raccontarci qualcosa a riguardo?

Sto lavorando al nuovo romanzo, basato sulla storia vera di tre donne che lasciarono la Cina nel 1870 per venire a Los Angeles. A quel tempo, Los Angeles contava solo 5.000 persone. (Al contrario, San Francisco aveva giร  una popolazione di 150.000 persone.) Los Angeles era considerata la piรน selvaggia di tutte le cittร  del selvaggio West, con piรน pistoleri, omicidi, risse di strada e impiccagioni che in qualsiasi altra parte del paese. Qui c’erano solo 180 cinesi, di cui 34 donne. Immagina come deve essere stato per loro vivere in questa cittร  violenta, sporca e molto arretrata. Sto scrivendo la storia di tre di quelle donne vere. La prima, una ragazza di appena 15 anni, fu portata a Los Angeles in un matrimonio combinato con un uomo molto piรน anziano. Non era qui da molto tempo prima che venisse rapita e tenuta prigioniera per sei mesi. La seconda era la moglie del medico cinese. Era una donna di grande coraggio e ingegnositร , che prese il controllo del suo destino. La terza รจ basata su una donna che รจ stata venduta dalla sua famiglia in Cina, portata in California e avviata alla prostituzione. La storia si svolge subito dopo la guerra civile. La schiavitรน era stata bandita e vietata nella nostra Costituzione. Cโ€™era unโ€™eccezione, tuttavia, e cioรจ nello stato della California, dove era legale per le donne cinesi essere acquistate, vendute e possedute contro la loro volontร . Dal momento in cui la donna di cui sto scrivendo รจ sbarcata in California, ha fatto tutto il possibile per fuggire e trovare la libertร . Ancora una volta, queste erano tutte donne vere. Hanno vissuto momenti molto difficili ma, come Tan Yunxian, sono fonte di ispirazione fino ad oggi.


:: Un affare balcanico di Diego Zandel (Voland 2024) di Patrizia Debicke

9 luglio 2024

Fine aprile 1997. Dopo una sfibrante trattativa Telecom Italia (con la greca OTE) acquisisce il 49 per cento delle azioni di Telekom Serbia. Lโ€™importante transazione economica , in cui verranno coinvolti i servizi segreti dei due paesi, verrร  appoggiato da strani personaggi, detti i โ€œfacilitatoriโ€, collegati al presidente serbo Slobodan Miloลกeviฤ‡.
Lโ€™azienda italiana dovrร  sborsare una somma quasi astronomica : 1.500 milioni di marchi tedeschi che per le difficoltร  legate allโ€™insolvenza della Serbia verso numerose banche europee Miloลกeviฤ‡ reclamerร  in contanti e, parzialmente, gli saranno fatti pervenire in diciotto sacchi di juta delle Poste serbe a bordo di un jet privato.
Erano tempi speciali quelli di piรน di trentโ€™anni fa quando, in occasione dei campionati mondiali di calcio del 90, vinti dalla Germania, svoltisi in Italia e con la squadra di giovani azzurri qualificatisi al terzo posto, Telecom Italia aveva regalato ai giornalisti italiani presenti ben mille telefonini. Erano regalie acquisite come โ€œnormalitร โ€, fatte per accattivarsi la stampa e allโ€™ordine del giorno per i giornalisti economici e i loro parenti o amici, tifosi delle due diverse squadre della capitale che ogni settimana ricevevano in dono biglietti gratuiti in tribuna per assistere alle partite.
Tempi elastici di mazzette a gogรฒ che parevano ancora da prima repubblica.
Diego Zandell si ispira con il suo romanzo Un affare balcanico, un bel mixer di giallo/spionaggio avventura, a quellโ€™inquietante accordo e visto che allโ€™epoca (fine anni 90) era effettivamente responsabile della Stampa Aziendale di Telecom Italia, mischiando sapientemente realtร  e finzione, passa il testimone della storia a un suo ideale alter ego di fantasia, il dottor Guido Lednaz come lui di origine fiumane. Anticipiamo la ghiotta informazione utile che il dottor Lebnaz, esule fiumane durante le estati passate a Fiume (ormai jugoslava ) in casa dei nonni materni aveva lร  imparato a parlare serbo croato.
E un bel giorno detto dottor Lednaz, redattore lui e come lโ€™amico e collega Stefano assegnati alle Relazioni esterne della Stampa Aziendale per la Telecom, (organo destinato alla mensile beatificazione dei successi dellโ€™azienda) , dopo aver ascoltato per caso attraverso la sottile parete che divideva la toilette della societร  dalla sala di attesa, sarร  testimone di una scottante conversazione proprio in serbo croato. Nella stanza vicina infatti due tizi, convinti di non essere compresi, discutono nella loro lingua di onerose condizioni per addivenire alla positiva conclusione dellโ€™affare. E i due sono attesi dallโ€™AD in persona, il dottor Capurso. La curiositร  che costringe Lebnatz a indagare, individuando facilmente lโ€™identitร  dei due serbi, molto ben ammanicati in Italia e addirittura scoprire che uno di loro รจ il console onorario della Serbia mentre lโ€™altro รจ addirittura il patron di una squadra calcistica di Compobasso, lo porterร  solo in virtรน della conoscenza della lingua a una rapida carriera aziendale ovverosia, a ritrovarsi meno di una settimana dopo a far parte dello staff dellโ€™Aministratore delegato alle dirette dipendenze del Responsabile Relazioni Internazionali Ingegner Gobetti e caricato su un aereo per la Serbia.
A questo punto non si puรฒ spoilerare tanto ma si puรฒ dire che il dottor Lednaz, da buon padre di famiglia (mogli e tre figli) che lavorava in un ufficetto fuori dalle stanze che contavano nella sede storica di Telecom Italia di Roma, volente o nolente, con la promessa di soldi facili e una promozione verrร  imbarcato nella delicata e intricata vicenda di Telekom Serbia. Una vicenda che contempla il controllo della societร  , ceduta allโ€™Italia da Milosevic, allora premier serbo, poco prima della guerra in Kosovo e giร  con l’acqua alla gola e talmente indebitato da non riuscire a pagare le pensioni, gli stipendi e le bollette per le forniture nel paese del gas russo.
E Lednatz senza essere preparato, vuoi per fortuna vuoi per caso ,dovrร  riuscire a cavarsela in un avventuroso intrigo internazionale, districandosi persino tra ingombranti personaggi: quali il crudele comandante ลฝeljko Raลพnatoviฤ‡ molto piรน noto nelle cronache di guerra come il comandante Arkan, tra pericolose donne patriote doppiogiochiste , autisti innamorati, sorveglianti drogati, orsi ballerini e le sterili raffiche di kalashnikov.
Con un romanzo intrigante, Diego Zandel ci riporta a una pagina scura della cronaca italiana, ricordando la situazione e i risvolti politici dellโ€™ormai dimenticato affare Telecom Serbia.
Una storia che si allarga ironicamente con ampie descrizioni a ricevimenti enogastronomici e festeggiamenti balcanici con orsi ballerini e splendide cantanti serbe in stile Kusturica, il famoso regista bosniaco, e con una ipotesi fantastica, che si puรฒ sommare alle tante altre sullโ€™affare Telecon Serbia venute a galla durante i lavori della solita apposita commissione parlamentare di inchiesta che regolarmente si svolse e naturalmente si concluse nel nulla.
Con la boccata d’aria dei soldi offerti dalla vendita a Telecom Italia del loro gestore telefonico pubblico, la Serbia continuรฒ invece la sua folle corsa verso le pulizie etniche e allo scontro con la NATO, in cui anche gli aerei italiani bombardarono le installazioni telefoniche pagate molto salate dallo Stato italiano, allora ancora il proprietario di Telecom Italia.

Diego Zandel, figlio di esuli fiumani, รจ nato nel campo profughi di Servigliano nel 1948. Ha allโ€™attivo una ventina di romanzi, tra i quali Massacro per un presidente (Mondadori 1981), Una storia istriana (Rusconi 1987), I confini dellโ€™odio (Aragno 2002, Gammarรฒ 2022), Il fratello greco (Hacca 2010), I testimoni muti (Mursia 2011). Esperto di Balcani, รจ anche uno degli autori del docufilm Hotel Sarajevo, prodotto da Clipper Media e Rai Cinema (2022).

:: Il castagno dei cento cavalli di Cristina Cassar Scalia (Einaudi 2024) a cura di Valerio Calzolaio

9 luglio 2024

Catania (con indispensabili puntate nellโ€™area metropolitana del capoluogo regionale). Giugno 2017. Quella festa repubblicana del 2 giugno รจ giorno lavorativo per lโ€™agente del Corpo forestale Sandra Bellini e lโ€™ispettore naturalista Luigi Spechis, da ore fanno su e giรน per il versante orientale dellโ€™Etna appresso a varie emergenze, ora un incendio (ben affrontato dalla specifica squadra) che lambisce il territorio di Santโ€™Alfio, proprio vicino al maestoso castagno dei cento cavalli, verso il quale scendono per una ricognizione, casualmente trovando un macabro cadavere. Si tratta di una donna nuda e attempata, le mani amputate appoggiate sul ventre, a sua volta squarciato in basso da un lungo taglio trasversale che corre da fianco a fianco; i piedi, anche quelli recisi, conficcati sul terreno; il resto del corpo ricoperto di tagli, piรน o meno grandi, piรน o meno profondi. Ricostruiscono che prima รจ stata strangolata, probabilmente altrove; poi portata lรฌ e ridotta cosรฌ. Faticosamente scoprono che si tratta della 65enne Anna Collesano residente ora a Piedimonte Etneo, nata perรฒ a Castelbuono, non lontano da Palermo, vissuta lร  come infermiera moglie del chirurgo e poi trasferitasi cambiando vita, nuovo nome e nuova vita, un labirinto di domande in sospeso. Aveva un vicino saltuario compagno ma stenta a emergere un qualche movente dellโ€™omicidio e della scena successiva al crimine. La 40enne palermitana Giovanna Vanina Guarrasi, poliziotta vicequestore aggiunto, quel giorno stava riaccompagnando a Palermo la sorella 23enne Costanza Cocรฒ Calderaro (differente padre e stessa madre, lei risposatasi dopo essere restata tragicamente vedova), Castelbuono era del resto il paese dei propri nonni paterni. Deve prendere di petto il nuovo efferato delitto, casi lasciati in sospeso negli anni Settanta e Novanta, violenze e vendette, scavando nel passato con tutta lโ€™affiatata squadra.

La brava medica oftalmologa Cristina Cassar Scalia (Noto, 1977) continua a scrivere bei gialli, la notevole serie di Vanina va a gonfie vele. Nel 2023 sono usciti due romanzi, un prequel (ambientato nel 2015) e lโ€™ottavo (aprile), questo รจ il nono di inizio estate, sequel delle precedenti avventure, che si svolgono tutte a pochi mesi di distanza lโ€™una dallโ€™altra, fra il 2016 e il 2017 (molto prima della pandemia). Il luogo cruciale scelto questa volta รจ un sito Unesco dal 2008, con tre tronchi e lโ€™immenso cappello fitto di rami (verdi a giugno) e affascinanti leggende connesse, โ€œmonumento messaggero di pace nel mondoโ€. Lโ€™intreccio รจ originale e avvincente, tornano ovviamente i consueti personaggi coprotagonisti, dallโ€™83enne commissario in pensione Biagio Patanรจ (alle prese con recenti malesseri della moglie) allโ€™esperto bellโ€™ispettore Carmelo Spanรฒ (stufo di essere da qualche mese lโ€™amante della ex moglie), da Cocรฒ che รจ appena fuggita inspiegabilmente dallโ€™imminente matrimonio, allโ€™avvocata Maria Giulia Giuli De Rosa, forse innamorata del giornalista compagno del caro dolce sensibile medico legale, tutti grandi amici. La narrazione come di consueto รจ in terza al passato, fissa (quasi) su Vanina (e incursioni su Patanรจ). Dopo aver lasciato Palermo cinque anni prima (con indagini che pure continuano su bande mafiose) e trascorso tre anni a Milano con una promozione sul campo, da oltre un paio dโ€™anni la tenace, attraente e decisa protagonista รจ tornata sullโ€™isola, a Catania, dura temuta dirigente della sezione Reati contro la persona, e molti la vorrebbero alla sezione Criminalitร  organizzata. Lei รจ soddisfatta del lavoro e della squadra formale e informale che guida. Gira sempre con la pistola, preserva fondente nei cassetti, fuma Gauloises come una turca, ama vecchi film, ingozza dolci e altre specialitร . Si va riconsolidando anche il rapporto con lโ€™amato magistrato palermitano Paolo Malfitano, pur se si รจ ben sistemata in una casetta alle pendici dellโ€™Etna, a Santo Stefano, unโ€™oasi di pace allโ€™interno di una proprietร  piรน grande, circondata da giardino e agrumeto, con lโ€™edificio principale abitato dalla padrona di casa, la materna amabilissima 76enne vedova Bettina, originaria di Ragusa e brava solidale cuoca. Quelli che amiamo, colleghi, parenti, magistrati e magistrate, amici e amiche, ci sono tutti: come ben sanno gli editori (almeno dai tempi di Holmes e Conan Doyle), ogni nuova avventura di personaggi seriali รจ per il lettore una sorta di ritorno in famiglia. Speciale il Nerello Mascalese di mineralitร  vulcanica.

Cristina Cassar Scalia รจ originaria di Noto. Medico oftalmologo, vive e lavora a Catania. Ha raggiunto il successo con i romanzi Sabbia nera (2018 e 2019), La logica della lampara (2019 e 2020), La salita dei Saponari (2020 e 2021), L’uomo del porto (2021 e 2022), Il talento del cappellano (2021 e 2022), La carrozza della Santa (2022 e 2023), Il Re del gelato (2023), La banda dei carusi (2023) e Il Castagno dei cento cavalli (2024) – tutti pubblicati da Einaudi – che hanno come protagonista il vicequestore Vanina Guarrasi; da questi libri, venduti anche all’estero, รจ stata realizzata una serie tv. Con Giancarlo De Cataldo e Maurizio de Giovanni ha scritto il romanzo a sei mani Tre passi per un delitto (Einaudi Stile Libero 2020).

:: Alba tragica di Paola Varalli (Todaro, 2024) a cura di Patrizia Debicke

4 luglio 2024

Tornano i quarantenni e poco piรน protagonisti di “Tira mรฒlla e messรจda”: il terzetto formato dal bravo e onesto idraulico Pino dellโ€™acume sopraffino, il prestante e virile gommista Mario detto Marietto , da Viliam (rigorosamente con la V) il barista al bancone del bar figlio di Socrate bravo e irresistibile cuoco e la loro erculea amica Eddy, diminuitivo di leggasi: Edmonda de Amicis, di professione buttafuori in un locale notturno .
La nuova squadra di personaggi della Varalli , ritornano in pista piรน pimpanti, irresistibili e disincantati che mai e il romanzo รจ ambientato nella stessa cornice : Milano anni Ottanta e piรน in particolare nel Bar William, zona Paolo Sarpi, ormai colonizzata dai cinesi che allarga fino a via Canonica, e a via Piero della Francesca, luogo delle loro quotidiane riunioni.
Favolosi anni quelli in cui si credeva ancora, soprattutto nella Milano da bere, che il meglio dovesse venire. Anni in cui ancora si chiacchierava consumando un paio di โ€œbicicletteโ€ al bar. Traduco : aperitivi di quei bei tempi, a base di bianchino o spruzzato accompagnati da due olive e quattro patatine. Una cittร  molto meno conosciuta e che bisogna saper spiegare bene , per chi non รจ nato e cresciuto milanese..
Ma torniamo a noi, ad Alba tragica e dunque per chiarezza ripartiamo da capo. Da un prologo antefatto avvenuto a un alba di metร  giugno del 1980 al pronto soccorso dellโ€™ospedale Santโ€™Autonomo. Quando unโ€™ambulanza porta a sirene spiegate una quarantaduenne vittima di un incidente stradale. Per salvarla serve unโ€™immediata trasfusione. In sala dโ€™attesa affidata a un vigile urbano, รจ seduta figlia la undicenne โ€ฆ Ma accadrร  qualcosa di tragico.
Qualche anno dopo, Alba Tremonti, appena assunta come lavorante apprendista dello Studio GraficheINdue, aspetta il turno in tipografia, mentre le sue โ€œcapeโ€, Giovanna e Agnese, – grafiche pubblicitarie, ma anche art director, copywriter e donne delle pulizie che possiedono una gatta bianco e nero detta Helvetica Light (come il carattere tipografico piรน utilizzato) – , si sono appena accorte che ha portato a stampare il lavoro sbagliato sperando di fare ancora in tempo a fermarla. Lei , bassetta grassoccia sempre distratta che non ne fa mai una giusta, si รจ ormai guadagnata il soprannome di Alba Tragica. E stanno scherzando, su di lei, su quanto sia imbranata, persino Marietto e Pino al Bar William. Oddio Pino lโ€™idraulico, scherza un poโ€™ meno. Si รจ invaghito infatti della dolce infermiera Ornella: peccato che lei, dopo aver chiesto a Viliam sue notizie si sia allontanata per poi svanire nel nulla, anche se a conti fatti parrebbe non per sua volontร โ€ฆ Infatti passato a chiedere notizie in ospedale saprร  dalle colleghe che รจ stata costretta ad allontanarsi per andare in soccorso di una zia malata.
Ma questo allontanamento di Ornella, condito di assoluto silenzio che si prolunga un po’ troppo e par voler assumere contorni piรน foschi, finirร  con mettere in apprensione Pino. Poco convinto si morde le mani e fa mille congetture. Ragion per cui, dopo avere allargato il raggio delle indagini, anche a Eddy che, messa al corrente, ha trovato informazioni sul luogo di residenza dellโ€™inferma zia dellโ€™Ornella, a Pino e Marietto, Eddy รจ impegnata e Viliam consegnato dal padre al bar, non resta che andare a cercarla a Bologna, non la goduriosa capitale emiliana ma una frazione di Perledo, in provincia di Lecco, sopra il lago di Como, in una baita sperduta ma con una posizione al bacio e una spettacolare vista sul lago e sulle montagne che lo circondano. Ma la zia di Ornella non lโ€™ha mai vista e anzi impensierita consegna a Pino quanto sua nipote le aveva chiesto in caso di sua sparizione e cioรจ unโ€™inserzione da mettere a Milano sul giornale del quartiere con scritta una frase apparentemente senza senso. Sarร  un codice? Parrebbe e bisogna assolutamente trovare il modo di decifrarlo.
Ma i nostri del Borgh di Ortolan sono o non sono i detectives del Bar William? Ci riusciranno e non basta perchรฉ sapetelo che in questa loro seconda avventura, densa di colpi di scena, dovranno confrontarsi con non una ma addirittura con due sparizioni. La faccenda รจ grave perchรฉ piรน di qualcuno minacciosamente tornato dal passato รจ ricomparso allโ€™orizzonte.
Un altro divertente romanzo corale di Paola Varalli con interpreti e comparse che rimandano alla Commedia allโ€™italiana. Nelle pagine di Alba tragica troviamo infatti : il portinaio Renato Curaluscio (nomen omen), lโ€™infermiera Edera Avvinta e il ricolo ma salvifico architetto Giovanni Saibene della Rocca. Irrinunciabile poi Viliam, sfegatato fan di Ursula Andress. Tanto che in giro si narra addirittura che abbia avuto un storia con lei quando non era famosa. E questa volta la Varalli introduce addirittura una comparsata di una cinquantenne Andress, sempre bella come tutti ricordano in 007, di passaggio al volo in zona Sarpi. E impossibile non citare il padre di Viliam Socrate, inventore del Niente, perfido liquore da lui creato per punire quegli avventori che alla richiesta del barista di ordinare dicono : โ€˜Nienteโ€™.
Ma la maggiore protagonista del libro ancora una volta sarร  Milano non quella patinata ma quella genuina e piena di umanitร  di via Paolo Sarpi e via Lomazzo, la Milano dei bar senza pretese con la Cimbali, i flipper , i jukebox con le canzoni di Massimo Ranieri e di Celentano, i tavoli alla buona, le seggiole impagliate spaiati e il bancone di formica color verde bile.
Un universo variegato fatto di clienti del bar, vicini , pensionati, strani personaggi, per una storia arricchita da una lieve ma godibile trama gialla, resa complicata da tutta una serie di false tracce ma con degli abilissimi investigatori di quartiere che riescono sempre a sbrigarsela facendo a meno dei carabinieri.

Paola Varalli nasce in provincia di Varese, vive tra Milano e il lago di Como, di professione รจ architetto. Ha pubblicato tre gialli con Fratelli Frilli Editori e ha partecipato a numerose antologie a tema (con Todaro Editore Quattro volte Natale nel 2020 e Odio lโ€™estate nel 2021). Nel 2023 sempre per Todaro ha pubblicato Tira mรฒlla e messรจda โ€“ Le indagini del Bar William.

Martina Tonoli e i “Benefici dell’educazione ambientale”. Intervista a cura di Viviana Filippini

4 luglio 2024

Fa davvero bene vivere a diretto contatto con la natura? Quali sono i suoi effetti sull’essere umano? Quanto รจ importante conoscere la dimensione naturale che ci circonda? A dare risposta a queste e altre domande ci pensa la giovane psicologa Martina Tonoli nel libro “I benefici dell’educazione ambientale” edito da Angolazioni. Per saperne di piรน abbiamo parlato del libro con l’autrice.

Come รจ nata l’idea del libro? Lโ€™idea del libro nasce dallโ€™esigenza di divulgare e rendere accessibili a tutti le informazioni e i risultati raccolti durante lo svolgimento della mia tesi magistrale in Psicologia per il Benessere. In quanto, durante la sua stesura mi sono resa conto nellโ€™importanza delle informazioni raccolte e di quanto queste rese accessibili a tutti, possano aprire la mente a molte persone. Infatti, il libro parla dei benefici del contatto della natura che ogni singolo individuo puรฒ sperimentare su di sรฉ. La natura ha straordinari effetti benefici a livello psico-fisico. Rigenera continuamente lโ€™attenzione periferica e per questo migliora e prolunga la qualitร  dellโ€™attenzione su di un compito. Perchรฉ non unire questi benefici con lโ€™educazione? Se si inizia ad educare sin dai primi anni di vita i piรน piccoli alla cura della natura, a restare in contatto con essa, a preservarla, automaticamente ognuno di loro andrร  a beneficiare di tutti questi straordinari effetti positivi. Inoltre, lโ€™interazione con la natura sin dai primi anni di vita e lโ€™introduzione dellโ€™educazione al suo rispetto allโ€™interno del programma scolastico predispone i soggetti alla salvaguardia e tutela di essa. Rousseau, Gandhi, Montessori e Dewey sostenevano che lโ€™insegnamento attraverso lโ€™esperienza diretta e il contatto possa collegare gli individui alla natura e plasmare la loro prospettiva morale nei confronti di essa.

Perchรฉ scrivere un libro dedicato all’educazione ambientale in un periodo storico dove la crisi climatica รจ sempre piรน presente? Il mio libro nasce proprio dal bisogno di sensibilizzare la popolazione sulla tematica della crisi climatica e rendere le persone consapevoli di quanto sia necessaria per noi la natura e il suo benessere per poi, di conseguenza, poterne godere anche noi. รˆ forse proprio partendo dallโ€™inserire i concetti di tutela e cura della natura allโ€™interno dei contesti educativi che si puรฒ arginare questa problematica. In quanto, รจ dimostrato che durante i primi anni di scuola i bambini si plasmano in base a ciรฒ che viene trasmesso loro, i valori che acquisiscono durante la prima infanzia rimarranno con loro per sempre. Dove piรน che nelle scuole รจ possibile inserire unโ€™educazione traversale e comune a tutti? Io ho scelto di approfondire ed indagare gli effetti che lโ€™educazione ambientale potrebbe apportare se inserita sin da subito nel contesto scolastico. Con un programma adeguato. Le scuole sono ritenute dei luoghi ideali per la realizzazione dei programmi che possano fornire un contatto continuo con lโ€™ambiente naturale lungo tutto lโ€™arco di crescita degli individui.


In che modo hai svolto le tue ricerche per dimostrare i benefici dell’educazione ambientale? La mia ricerca รจ una ricerca esplorativa qualitativa, innanzitutto ho raccolto piรน materiale possibile a livello bibliografico che andasse ad avvallare tutti i benefici della natura sullโ€™uomo, oltre che verificare e raccogliere tutte le ricerche che giร  erano state realizzate, in precedenza, sul campo in merito a questa tematica. Successivamente, ho indagato in tre classi di prima elementare, in tre istituti statali differenti, anche per attivitร  in relazione alla natura e spazi verdi esterni, i sentimenti, le percezioni e le nozioni dei bambini in relazione ad essa. Dai differenti programmi scolastici, alla differente sensibilitร  sulla tutela dellโ€™ambiente naturale e del contesto scolastico, sono emersi risultati che sono andati a confermare le mie ipotesi. I bambini i quali hanno avuto la possibilitร  di avere maggior contatto con la natura si sentivano piรน vicini ad essa e piรน in dovere di proteggerla e tutelarla.

Cosa hai notato dal rapporto tra uomo e natura, quali sono i benefici, gli aspetti derivanti dal vivere un percorso di educazione in rapporto al mondo naturale? Vivere in contatto con la natura porta numerosi vantaggi psico-fisici. Abbassa il livello di cortisolo, ormone dello stress ed innalza il livello di ossitocina, ormone della felicitร . Rallenta il battito cardiaco. La natura รจ un rigeneratore continuo dellโ€™attenzione, migliora la concentrazione e le capacitร  cognitive, oltre che a sviluppare e sprigionare maggiore creativitร . Le persone che vivono a contatto con la natura dimostrano livelli dโ€™umore mediamente piรน alti, e minore possibilitร  di avere problemi cardiaci, ad esempio. Essendo la natura un elemento che dona ai soggetti benessere,automaticamente le persone si sentono innatamente spinte a tutelarla, a preservarla ed a mantenere questo contatto cosรฌ benefico con essa.

Chi รจ il lettore ideale del tuo libro? Questo libro รจ volto a tutte le persone che lavorano e vivono in contesti educativi, puรฒ essere rivolto ad un insegnante come ad un genitore. Ma non solo, รจ per tutti quelli che si sentono vicini al mondo della natura, oppure che vogliono approfondire la sua tematica e il potere benefico che ha sul corpo e sulla mente dellโ€™uomo.


Perchรฉ รจ importante recuperare il rapporto uomo natura nel percorso di educazione e farlo fin dalla scuola? Se non ci fosse la natura non ci saremmo nemmeno noi. Al giorno dโ€™oggi siamo troppo concentrati sulle nostre attivitร , sui mille impegni e i mille problemi che ci si presentano ogni giorno. Ma non ci stiamo accorgendo di come stia soffrendo il mondo intorno a noi, ci stiamo dimenticando di cosa si prova a stare bene, a fermarsi e a godersi delle piccole cose della vita. Del calore del sole sulla nostra pelle, del rumore delle foglie che si muovono con il vento, della sensazione di distensione dei muscoli, immediati, nel vedere una distesa di prato verde. รˆ importante ritornare a connetterci con la nostra linfa vitale, la natura, per poter ritornare a star bene. Ma per poterlo fare รจ necessario educare le nuove vite e rieducarci alla tutela della natura. Se si inizia a farlo sin dalla tenera etร  dei bambini, saranno essi stessi a continuare a mantenere e ricercare questo contatto benefico con tutto lโ€™ambiente naturale e a preoccuparsi della sua tutela.

:: Cover reveal: Racconti africani di Shanmei

3 luglio 2024