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:: I bambini di Escher di Paolo Pedote (Todaro editore 2017) a cura di Viviana Filippini

13 marzo 2018
I bambini di Escher

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Il romanzo di Paolo Pedote – I bambini di Escher– pubblicato da Todaro editore è un giallo e allo stesso tempo un thriller mozzafiato. Già dalle prime pagine il lettore si troverà catapultato in una Milano torbida e violenta nella quale una serie di omicidi si susseguiranno uno dietro l’altro. Per compicciare incontriamo Alicia, una giovane che ha perso tutto giocando alle slot. La donna, alla quale hanno tolto pure l’ultima dose di droga, torna a casa, ma la sua esistenza subirà una battuta d’arresto quando la aggrediranno con l’acido. E sulla scena compare Nerone Crespi. Pedote sposta la narrazione su un giovane barista che vorrebbe fare carriera nel mondo dell’hip hop. Tutto per lui cambia quando portano cibo e bevande in un ufficio e gli tagliaeranno la gola. Ancora una volta compare Nerone Crespi. Chi è costui che aleggia sempre nei luoghi dove accadono tremendi assassini? Il presunto colpevole? Uno testimone? O, una persona qualunque che si trova sempre nei paraggi della scena del delitto? No Nerone Crespi, un emarginato, è un uomo che non ha memoria e che non riesce a ricordare il proprio passato. Nerone è in cura in una comunità e a seguirlo c’è una dottoressa che lo accudisce con tutte le attenzioni possibili e immaginabili. La vita di Nerone si incrocia con quella di Angela Delfino, soprannominata “La Sbirra”, una donna a capo della Squadra Mobile che però ha rassegnato le dimissioni, perché disgustata della giustizia e della propria funzione in Polizia. I due si incontrano dopo che Nerone rischia di finire investito dalla “Sbirra” stessa. Motivo: lo smemorato Nerone è sotto shock dopo essere stato spettatore di una scena impressionante. Lui ha visto un uomo nudo, completamente ricoperto di sangue, in corsa per le strade di Milano. Da sospettato a testimone, per Nerone, grazie anche all’empatia con Angela Delfino, ci sarà un cambiamento di ruolo, perché sì è vero che l’uomo ha dei vuoti di memoria spiazzanti ma, allo stesso, tempo ha un fine intuito che porterà alla luce realtà scioccanti per le indagini. “I bambini di Escher” è un giallo con venature piscologiche, perché Pedote ha creato una vasta gamma di personaggi delusi dalla vita o rifiutati dalla società, coinvolti in una scia di brutali omicidi all’apparenza inspiegabili. La narrazione di Pedote sembra una grande vetrina dove scorrono le tipologie umane più disadattate, quelle che hanno maggiore difficoltà a stare nelle società e che, se guardiamo la realtà vera del quotidiano, non sono così finte come vorremmo credere. Certo è che l’indagine compiuta dalla “Sbirra” con l’aiuto di Nerone porterà alla luce aspetti del genere umano del tutto impensabili. Sarà un cammino pieno di insidie e di scoperte che lasceranno segni indelebili in quei personaggi letterari che animano “I Bambini di Escher” di Paolo Pedote. Creature della finzione non troppo lontane da quello che i tanti fatti di cronaca nera ci raccontano ogni giorno, a dimostrazione di come il confine tra realtà e finzione sia molto più labile di quello che potremmo pensare.

Paolo Pedote (Milano 1966) ha collaborato con Radio Popolare, Radio Città Fujiko e diverse riviste. Tra le sue pubblicazioni: Storia dell’omofobia, prefazione di Gian Antonio Stella, Odoya; L’apocalisse secondo Pier Paolo Pasolini, Stampa Alternativa 2013. Questo è il suo primo romanzo giallo.

Source: libro inviato dall’editore al recensore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: La congiura di San Domenico di Patrizia Debicke (Todaro Editore, 2016) a cura di Irma Loredana Galgano

2 settembre 2016
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Secondo capitolo della serie dedicata alla Sentinella del Papa, La congiura di San Domenico di Patrizia Debicke van der Noot riporta i lettori ai primi anni del 1500, ai giorni dello Stato della Chiesa e dell’Inquisizione.
Questa volta, ancor più delle altre, la Debicke crea una storia ricca di suspense, di intrighi e di mistero che tiene il lettore incollato al testo. La struttura scelta, con la volontà di non suddividere la storia in capitoli bensì mantenere un continuum articolato in paragrafi, si rivela efficace. Ogni passo è centrato su un indizio, una svolta, una sottolineatura e, visto l’elevato grado di complessità della vicenda narrata, ciò aiuta chi legge a seguire con attenzione gli sviluppi, le indagini e tentare magari anche di anticipare qualche rivelazione.
Giulio II e la sua corte si trovano a Bologna e sarà proprio la Dotta a fare da sfondo alle vicende che coinvolgeranno il Papa e la sua Sentinella, Julius Aloysius von Hertenstein leutnant della Guardia Pontificia, il convento di San Domenico e quello di San Mattia, Santa Maria Celesta, le “vedette” della strada e Michelangelo Buonarroti.

«I fedeli hanno visto e sentito. Non possiamo nascondere o minimizzare. Questo spaventoso delitto nella basilica è un sacrilegio che comporta la sconsacrazione.»

Il rinvenimento del corpo di fra’ Consalvo, vice di fra’ Gaudioso e suo assistente nell’Inquisizione, sui gradini dell’Arca, trafitto da un Cristo dorato e con il cadavere di un gatto nero a cingergli la testa come una corona lascia emergere fin da subito la dimensione del marcio che sta per essere svelato. La posa in cui viene rinvenuto il frate è una messinscena e non sarà la sola su cui il lettore avrà piacere di riflettere pensando alle tante, troppe ipocrisie che reggono istituzioni storiche o religiose e dalle cui “impalcature” facilmente si può “precipitare”, come accade al maestro Buonarroti, e ciò può ben rappresentare l’occasione per la svolta.
Il leutnant Hertenstein de La congiura di San Domenico è meno “lucido” del personaggio narrato dalla Debicke ne La Sentinella del Papa (Todaro Editore, 2013), commette un’imprudenza ma questa volta il legame con Maria non è solo sentimentale o carnale, hanno in comune l’aver vissuto sulla propria pelle una terribile esperienza, figlia di una delle più bieche manifestazioni della malvagità umana.

«Ogni tanto penso che Cristo sia morto invano. Per la nostra salvezza? Nossignore, la nostra gente incensa i tiranni e gli assassini e rincorre i sacrileghi

Gli Inquisitori si ergono, dinanzi a Dio e al popolo, a giustizieri e, pur dedicandosi a vizi e malvagità, infliggono violenza invocando la retta via, la parola sacra e il perdono. I sotterranei del convento di San Domenico ricordano le sale degli interrogatori della Brigata Speciale, la polizia segreta del dittatore Francisco Franco, descritte da Mark Oldfield in Quindici cadaveri (Newton Compton, 2013) e allora automaticamente ci si chiede dov’è la differenza. Un convento e un quartier generale che hanno entrambi una stanza della tortura, delle celle per la prigionia degli indiziati, delle sale per gli interrogatori e la “via dell’acqua” che se da un lato può rappresentare una via di fuga sotterranea dall’altro è un utile mezzo per liberarsi di qualunque cosa, soprattutto cadaveri.
Patrizia Debicke van der Noot con La congiura di San Domenico si rivela ancora una volta un’artista della scrittura “storica”. In tutte le 260 pagine che compongono il libro non si trova una frase di troppo. Narrazione asciutta, essenziale, decisa e precisa. Per far immergere il lettore nel contesto storico da lei narrato non le occorre sciorinare quanto appreso e certamente studiato sui fatti e le usanze dell’epoca, essendo sua la capacità di rappresentarlo attraverso la scena, lo sviluppo della vicenda, il linguaggio dei personaggi.
La lettura del libro si rivela piacevole e invoglia chi legge in riflessioni sul passato ma anche sul presente della Chiesa, della religione e della spiritualità; sulla società del 1500 ma anche su quella attuale; sul popolo e su chi lo “governa”; sull’ordinario come sullo “straordinario”.

Patrizia Debicke: Nata a Firenze, vive a Clervaux in Lussemburgo e fa lunghi soggiorni in Italia. Dal 2003 si dedica interamente alla scrittura. Ha scritto romanzi, romanzi gialli, gialli storici, racconti per varie antologie e racconti lunghi pubblicati in formato e-book. È collaboratore editoriale di Delos Book, Mentelocale, MilanoNera, The Blog Around The Corner. Ha tenuto conferenze storiche per il FAI, per gli Istituti Italiani di Cultura di Parigi e Lussemburgo, per l’Università del Lussemburgo, per circoli letterari e workshop di scrittura per scuole medie e superiori.(fonte: http://www.patriziadebicke.com)

Source: pdf inviato al recensore dall’ autrice.

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