
Alessandro Varani ha pubblicato per Castelvecchi il libro dedicato alla vita di colui che ĆØ rienuto il āfondatoreā dello Yoga: PataƱjali. “PataƱjali. Storia di uno Yogi” narra l’esistenza di colui che visse tra il III e il II secolo a.C., quando lāimpero indiano, dopo avere ottenuto il massimo della sua espansione territoriale e culturale, cominciò un lenta decadenza. In questo mondo PataƱjali portò a compimento un cammino di formazione umana e spirituale passato alla storia come un testamento filosofico e spirituale: gli Yogasutra. Del romanzo ne abbiamo parlto con il suo autore.
Alessandro ben trovato. Da occidentale, come ha scoperto la figura di PataƱjali?
Molti anni fa, praticando e studiando Yoga ho scoperto gli Yoga-sÅ«tra di PataƱjali. Da subito, rimasiaffascinato da questi āaforismiā, pregni di saggezza e consigli pratici su come progredire nel campo della ricerca interiore. Intuivo che lāapparente incomprensibilitĆ di alcuni sÅ«tra dipendeva dal fatto che non si trattava tanto di leggerli per capirli, quanto di esperirli uno ad uno, attraverso una pratica guidata da un maestro che comportava una trasformazione personale nello stile di vita, ma soprattutto mentale e interiore.
PerchƩ ha deciso di scrivere il libro sullo yogi?
Nel 2018, dopo tanti anni di pratica e insegnamento dello Yoga, ho sentito lāesigenza di scrivere un testo che facesse giustizia delle mistificazioni che questa antica e universale disciplina di conoscenza del sĆ© ha subito in Occidente da quando venne importata, ormai più di un secolo fa. Cominciò in questo modo a prendere forma nella mia mente lāidea di fornire al lettore un modello esemplare per descrivere un sano, autentico percorso yogico. La scelta dello yogin protagonista del romanzo cadde allora su PataƱjali, una figura leggendaria in India, ma praticamente sconosciuta anche a molti fra i praticanti di Yoga occidentali. Inoltre, le scarse e a volte confuse fonti su PataƱjali (vissuto circa nel II° sec a.C.) mi consentivano di sviluppare una trama narrativa in piena libertĆ , pur mantenendo il rigore storico dellāambientazione e lāautenticitĆ del contenuti filosofici e spirituali presenti nel romanzo.
Come si ĆØ mosso per la stesura del libro per quanto riguarda ricerca e recupero di informazioni e
materiale?
Premetto che la stesura del libro, durata più di cinque anni, ĆØ stata una sfida davvero impegnativa che mi ha fornito stimoli anche come insegnante di Yoga. Certamente lo studio delle fonti storiche, letterarie e religiose mi ĆØ stato utile per entrare nellāatmosfera socio-culturale dellāIndia antica, ma ho dovuto integrare quelle fonti necessariamente con una vera e propria intuizione sulla figura di PataƱjali, di cui biograficamente non si sa quasi nulla. Ho adottato un procedimento āa ritrosoā, cercando di ricostruire la personalitĆ di PataƱjali a partire dallo studio meditativo su tre testi a lui riferiti: gli Yoga-sÅ«tra, un grande commentario di grammatica sanscrita (Mahabhashya) e un commentario di medicina ayurvedica (CarakavÄrttika). Aggiungo che per la stesura del testo ho seguito la tradizione indiana che unifica le tre persone in un solo autore, piuttosto che quella degli studiosi che perlopiù oggi tendono a separare la figura del PataƱjali scrittore degli Yoga-sÅ«tra da quella dal grammatico.
Come ĆØ stato mescolare realtĆ e finzione?
Certamente entusiasmante e spaventoso al contempo. La sfida di cui prima parlavo ĆØ consistita soprattutto nel mantenere insieme vero e verosimile, armonizzando fra di loro i diversi livelli di lettura del testo. Questo mi ha richiesto una rigorosa, costante attenzione, perchĆ© sapevo che per quanto quei livelli avrebbero costituito lāoriginalitĆ del testo, lo sviluppo della trama e delle vicende umane narrate nel romanzo dovevano restare al centro dellāinteresse del lettore, integrandosi al meglio alla cornice storica, filosofica e spirituale del testo. Spero di esserci riuscito.
Il percorso vissuto da PataƱjali, gli incontri e le esperienze che fa possono essere viste anche come un
percorso di formazione? Assolutamente sƬ, essendo una biografia romanzata in senso lato, in cui seguiamo la vita del personaggio: la sua nascita, la formazione nella scuola yogica del padre brahmano, un primo matrimonio, fino alla crisi
spirituale che lo porterĆ alla rottura con la propria famiglia, mettendolo sul cammino di una tortuosa ricerca spirituale, fra buddhismo e pura ascesi, e quindi lāesperienza dellāauto-realizzazione, seguita dal ritorno in societĆ , con le crisi e i dolori familiari, infine alla corte dellāimperatore Indiano Pushyamitra, sullo sfondo di persecuzioni religiose e della guerra contro i Greco-battriani⦠In definitiva, si tratta della narrazione di una inesausta ricerca di saggezza e libertĆ lungo tutto lāarco esistenziale del personaggio PataƱjali.
La cosa interessante del libro ĆØ che oltre alla vita ci sono anche nozioni sulla pratica delle yoga?
Questo era unāaltro obiettivo che mi ero riproposto, ovvero di narrare in parallelo alla vita dellāuomo quella dello yogin. In effetti, il sottotitolo del romanzo, āvita di uno yoginā sta lƬ a indicare che il libro tratta dellāuomo PataƱjali, come pure della vita di chi pratica lo Yoga e che proprio applicando gradualmente le diverse tecniche che i maestri gli propongono progredisce sul piano umano e spirituale. In virtù della mia lunga esperienza come insegnante di Yoga, ho potuto descrivere accuratamente alcune pratiche autentiche. Soprattutto, facendo capire al lettore lāimportanza del respiro nello Yoga, perchĆ© la respirazione costituisce davvero il cuore pulsante di questa disciplina. Il respiro permette al praticante di Yoga di prendere coscienza della propria energia vitale (prÄna) avvalendosi delle tecniche yogiche che insegnano a non disperderla, anzi a concentrarla tramite la mente su obiettivi conoscitivi interiori tramite il processo meditativo.
Cosa l’ha spinta a mettere assieme queste due componenti?
Per certo, la volontĆ di rendere giustizia a questa mirabile e nobile disciplina, spesso fraintesa. E mi spiego meglio: lo Yoga classico, come lo intende PataƱjali, ĆØ una disciplina che si occupa principalmente del mentale, secondo la definizione che troviamo scritta nello Yoga-sÅ«tra II.2, dove egli afferma che lo āYoga ĆØ lāarresto della attivitĆ mentaliā e dove tutti gli esercizi fisici, oggi molto in voga, svolgono solamente una funzione preparatoria e di minore importanza rispetto alle tecniche respiratorie e di concentrazione. Dallāaltra parte, essendo lo Yoga arrivato in Occidente tramite dei grandi maestri che erano dei monaci, quali Vivekananda e Yogananda, si ĆØ presto associata questa autonoma disciplina di ricerca spirituale che prescinde da ogni religione, con lāinduismo. In Occidente, questa confusione iniziale spesso ha prodotto atteggiamenti esotico-misticheggianti, esaltati negli anni settanta del secolo passato dalla moda fricchettona degli hippies che andavano in India a riscoprire la spiritualitĆ ā¦
Come ĆØ cambiato o cosa ĆØ cambiato nella sua vita quotidiana e lavorativa da quando pratica lo yoga?
Direi tanto, se non tutto. Nel senso che lo Yoga, quando funziona, prevede una trasformazione dello stile di vita e della personalitĆ del praticante, parallela a una presa di coscienza di se stessi sempre più approfondita. Pratica dopo pratica, purificazione dopo purificazione, lo Yoga ci rende infine degni di ricevere lāepifania spirituale dellāauto-realizzazione, unāesperienza che stravolge radicalmente il nostro precedente punto di vista sulle cose del mondo, donandoci grande fiducia e contentezza interiore.
Ci fa un breve cenno alla sua associazione culturale Yoga SÄram Studio?
Ho fondato questa associazione culturale con il precipuo scopo di diffondere lo Yoga sui principi che ho esposto rispondendo alle precedenti domande. Posso aggiungere che ĆØ dallāinizio del mio percorso di conoscenza interiore che cerco di mantenere vivo uno scambio sapienziale tra Oriente a Occidente. Dāaltra parte, i mistici di ogni tempo e angolo del pianeta, attraverso le loro esperienze interiori, hanno da sempre ribadito che lāessenza spirituale degli esseri umani ĆØ la medesima. Infatti, le testimonianze relative a esperienze di luce divina dei contemplativi, siano questi Occidentali o Orientali, laici o religiosi, sono e saranno sempre le stesse in ogni parte del mondo, perchĆ© questo ĆØ il Bello, il Buono e il Giusto che anima le diverse culture, anche nelle loro distinte peculiaritĆ : il tutto ĆØ Uno.







































