L’anno scorso sono stati cinquant’anni dal primo sbarco dell’uomo sulla Luna: già prima di allora il nostro satellite è stato protagonista di storie e di speculazioni più o meno fantastiche su quello che potrebbe succedere un domani lì, anche se da tempo è tutto fermo e la nuova spedizione nel giro di cinque anni è stata messa a rischio dalla pandemia.
In attesa di tornare o vedere tornare qualcuno sul nostro satellite, restano sempre le storie dell’immaginario fantascientifico, come il possente Luna, una trilogia di tre volumi uscita per Oscar Fantastica nella linea Titan edizione. I tre libri, Luna nuova, Luna piena e Luna crescente immaginano un futuro in cui la Luna è stata colonizzata per le sue preziose risorse (realmente esistenti, solo che al momento troppo costose da sfruttare) creando però una nuova società non migliore di quella esistente sulla Terra.
La Luna è stata terraformata con apposite strutture per renderla simile alla Terra con un’atmosfera che la ricordi, ma le particolari condizioni di vita sul nostro satellite modificano comunque il corpo dei suoi abitanti, tanto da dover ad un certo punto scegliere, se tornare sulla Terra o restare lì e iniziare una nuova vita.
Nel 2100 sono passati ottant’anni dalla colonizzazione della Luna, sulla Terra le cose non vanno bene, tra recrudescenza di vecchie malattie come la tubercolosi, povertà e ingiustizie sociali, mentre sul nostro satellite non ci sono leggi scritte, solo consuetudini ed accordi tra le famiglie che si sono spartite la superficie: gli australiani MacKenzie, che controllano l’estrazione di metalli, i ghanesi Asamoah che si sono arricchiti con l’agricoltura spaziale, i russi Vorontsov che gestiscono i trasporti, i cinesi Sun dietro alla tecnologia e i brasiliani Corta, ultimi arrivati e per certi versi i veri protagonisti dell’epopea, che si occupano dell’estrazione dell’elio-3, un elemento fondamentale per in funzionamento dei reattori a fusione e il rifornimento energetico della Luna ma anche della Terra che non ha più materie prime.
Le cinque famiglie sono chiamate i Cinque Draghi e tra di loro non corre buon sangue, anche se non conviene fare atti di violenza in ambienti pressurizzati, ma non mancheranno colpi di scena. I loro membri si confrontano con problemi come identità e immigrazione, cosa sono e cosa sono diventati, ci sono sfide oltre ogni limite, soprattutto dei giovanissimi (si inizia con un gioco al massacro, una corsa non protetti sulla superficie senza aria), si fa sesso in vari modi molto creativi, ci sono generazioni diverse con esigenze diverse oltre che una metafora della moderna società multietnica e del problema sempre attuale dell’emigrazione.
Tra i tantissimi personaggi emerge Adriana Corta, matriarca dell’omonima famiglia, un passato di povertà in Brasile con la capacità di riscattarsi e costruire una vita nuova, in cui si troveranno i suoi discendenti: dalla sua storia parte la saga della Luna, godibile come fantascienza adulta e capace di far riflettere anche sull’oggi, ad un certo punto si parla anche di una possibile pandemia che potrebbe scatenarsi, qualcosa che letto in questo momento fa venire brividi freddi.
Molti critici hanno visto somiglianze tra la trilogia di Luna e la saga di Game of Thrones, Ian McDonald ha apprezzato la battuta definendola un Game of Domes, dalle cupole sotto cui avvengono vite e intrighi dei personaggi. I diritti di Luna sono già stati opzionati dalla CBS e presto potrebbe diventare una serie TV.
Ci sono echi, soprattutto nel personaggio di Adriana, la cui ombra aleggia su tutta la storia, anche di Cent’anni di solitudine di Garcia Marquez, per un mondo e una vicenda simile, con temi e problemi che possono tornare anche in un futuro remoto ma alla fine non così lontano, del resto è comunque chiaro che il giorno che si tornerà sulla Luna non lo si farà certo solo in nome del progresso della scienza.
Una saga possente e coinvolgente, in cui ci si perde e ci si ritrova e che farà guardare la Luna in maniera diversa.
Ian McDonald (Manchester 1960) è uno dei più seguiti scrittori di fantascienza britannici, vincitore dei più prestigiosi premi del settore, tra cui il Locus per Desolation Road (1988), il Philip K. Dick per King of Morning, Queen of Day (1991), due BSFA per Il fiume degli dei (2004) e Brasyl (2007) e il premio Hugo per La moglie del djinn (2006).
Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.
Il fantasy continua a dimostrarsi uno dei generi di maggiore successo, le storie proposte sono tante, e una che spicca è senz’altro il poderoso e trascinante Il priorato dell’albero delle arance di Samantha Shannon, con richiami abbastanza ovvi all’opera di George R. R. Martin, soprattutto per la presenza dei draghi, i giochi di potere e l’importanza data ai personaggi femminili, ma soprattutto un ritorno alle storie al femminile e femministe come le raccontava la comunque grande dal punto di vista letterario Marion Zimmer Bradley.
I comics a stelle e strisce stanno vivendo da alcuni anni un momento di successo, grazie ai tanti adattamenti cinematografici che sono usciti, e che hanno riportato alla ribalta vari personaggi.
Marcos y Marcos presenta in un’edizione speciale La Principessa Sposa di William Goldman, romanzo fantasy e fiabesco noto negli anni Ottanta con il titolo dell’omonimo film, La storia fantastica e capace di appassionare un’intera generazione affamata di avventure oltre la realtà.
La Corte editore chiude la trilogia di Luca Buggio dedicata ai giorni dell’assedio di Torino del 1706 con La città dei santi, che racconta da un punto di vista insolito uno degli eventi più importanti della Storia europea degli ultimi secoli, capace di cambiare in maniera definitiva gli equilibri politici dell’epoca, creando nuovi regni e indebolendone altri.
Fanucci editore continua la sua missione di promuovere e presentare fantasy scritto da autori italiani con Il dominio del sangue, primo volume di una trilogia che porta in un mondo che può rassicurare e far passare il tempo agli orfani di George R. R. Martin, in attesa degli ultimi due volumi della Saga del Ghiaccio e del Fuoco che continuano a latitare nelle nostre librerie e biblioteche, dopo la fine del serial che non ha accontentato tutti.
La narrativa fantastica così come la conosciamo oggi ha avuto vari antecedenti più o meno illustri, come le famose riviste pulp inglesi e americane, che dietro copertine colorate ad effetto raccoglievano storie più o meno lunghe introducendo immaginari che hanno ispirato vari autori e autrici contemporanei, anche al cinema, visto che sia George Lucas che Steven Spielberg si sono formati su questo tipo di pubblicazioni.
A partire dal 1952 i cultori della fantascienza italiana hanno avuto ogni mese in edicola il loro appuntamento fisso con i romanzi Urania, curati da nomi prestigiosi come Giorgio Monicelli, fratello del regista Mario, Fruttero e Lucentini: si partì con Le sabbie di Marte di Arthur C. Clarke e negli anni si poterono leggere classici come Isaac Asimov, James Graham Ballard e Philip Kindred Dick, con le copertine illustrate dallo stile inconfondibile di Karel Thole.
Si pensa comunemente che in Italia non si sappia raccontare storie fantastiche, non tanto in letteratura o nei fumetti, dove ci sono tanti nomi soprattutto in questi ultimi anni che smentiscono questo luogo comune, ma al cinema e nelle serie televisive, anche se qualche eccezione che conferma la regola c’è stata.
È considerata una delle serie più interessanti e migliori di questo inizio 2020: Queste oscure materie, in originale His dark materials, in onda ogni giovedì su Sky, prodotta dalla BBC e realizzata negli stessi studios di Belfast diventati famosi grazie a Game of Thrones ha già trovato un vasto seguito di appassionati e appassionate, non solo i giovanissimi a cui in teoria si rivolgerebbe.
Fanucci riprende una tradizione interessante nel campo della narrativa fantastica, quella di proporre antologie di racconti, con un curatore che ha selezionato storie brevi che possono aiutare a confrontarsi con i vari filoni di un genere. Una cosa che era diffusa agli albori del genere anche in Italia, che si è un po’ persa e che è da riprendere.
Quarant’anni fa usciva in libreria La storia infinita, romanzo di culto del genere fantastico, per molti bambini e ragazzini degli anni Ottanta il primo fantasy che lessero, grazie anche al film non particolarmente amato dall’autore Michael Ende, ma che aumentò ulteriormente la platea, in attesa di un remake o serie TV più volte annunciato ma non ancora realizzato.
























