Salve Mr Ridpath. Grazie per aver accettato la mia intervista e benvenuto su Liberidiscrivere. Ci racconti qualcosa di lei. Chi è Michael Ridpath? Punti di forza e di debolezza.
Mi piace pensare di essere un marito, padre e amico ragionevolmente affidabile. Per quanto riguarda le debolezze, nonostante anni di tentativi non ho ancora capito come scrivere il thriller perfetto, faccio schifo nel DIY (sì, "il fai da te", insomma, aggiustare le cose in giro per casa) e non so scrivere poesie e nemmeno ho il coraggio di provarci.
Lei è nato nel Devon nel 1961 ed è cresciuto nello Yorkshire. Ci racconti qualcosa del suo background, dei suoi studi, della sua infanzia.
La maggior parte della mia infanzia l’ ho trascorsa nelle valli dello Yorkshire; per le valli e la pastorizia ricorda l'Islanda, ma non è così desolante. Vivevo in un piccolo borgo antico e per me è stato un grande dolore lasciarlo. In seguito infatti ho frequentato l'università in una città di medie dimensioni (Oxford) e poi trovato lavoro in una città veramente grande (Londra). Suppongo che non sorprenda, allora, che alla fine voglia scrivere di valli remote (o "dalur" in islandese).
Come ha maturato l’idea di diventare uno scrittore?
Ho sempre pensato di non esserne in grado, stesso discorso della poesia di qui sopra. Quando avevo 29 anni ho cominciato a pormi il problema che non stavo facendo nulla di creativo e così ho deciso di dilettarmi in segreto con la scrittura creativa. Alla fine ho scritto un romanzo in segreto. In realtà è stato solo quando l’ ho visto su uno scaffale che ho potuto credere di essere davvero uno scrittore.
Come è arrivato alla fiction? Legge anche altri autori contemporanei?
Divido le mie letture in un buon 50% di thriller e crime e l’altro50% di qualcosa di completamente diverso. E’ il mio modo di prendere le tecniche di altre persone, e anche mantenere la mente aperta a nuove idee anche al di fuori del thriller e del crime.
Ci racconti qualcosa del suo debutto. La sua strada verso la pubblicazione. Ha ricevuto molti rifiuti?
Sono stato estremamente fortunato. Ho trascorso 3 anni a scrivere e riscrivere il mio primo romanzo, Free to Trade, o Dinero Asesino in spagnolo, prima di inviarlo ad una lista di agenti, due alla volta. Il primo agente della mia lista mi ha respinto, il secondo mi ha accettato. Ha fatto un brillante lavoro riuscendo ad ottenere che 5 grandi editori si lanciassero in una guerra di offerte per il libro, e alla fine l'ho venduto per una notevole quantità di denaro. Tanto che ho potuto lasciare il mio lavoro e scrivere a tempo pieno. Ho avuto alcuni periodi di sfortuna da allora, ma non c'è dubbio che sono stato molto fortunato, all'inizio della mia carriera.
Perché ha deciso di scrivere L’anello dei ghiacci?
L’anello dei ghiacci è il primo di una serie che ha per protagonista un detective islandese. Quindi la prima domanda era, perché un detective islandese? Avevo scritto otto thriller finanziari e immaginavo un cambiamento: avevo scritto abbastanza di finanza. Osservando gli scaffali della mia libreria locale ho visto che il crime ha sempre venduto bene, ma ci sono stati tanti detective, come potevo fare la differenza?. Il mio subconscio si avvicinò all’idea che questa poteva essere l’occasione buona di scrivere finalmente sull’Islanda. Avevo visitato il paese in un tour promozionale per un libro nel 1995 e avevo trovato questo paese un luogo straordinario, bello e selvaggio, piena di gente straordinaria, selvaggia e spesso bella. Ho cercato di essere analitico e pensare ad altre idee, ma la mia mente è rimasta fissa sull’ Islanda. Così l'Islanda è stata.
Quanto è durato il processo di scrittura di L’anello dei ghiacci?
C'è voluto un po 'meno di due anni. I miei libri di norma li scrivevo in circa 18 mesi: 6 mesi di ricerca e pianificazione, 6 mesi per scrivere una prima bozza, 6 mesi di scrittura per le successive stesure. Questo è stato un po’ più lungo perché avevo molto da imparare sull’ Islanda e sul mio personaggio principale, Magnus.
Quali romanzi hanno l’ hanno ispirata nella scrittura di questo romanzo?
Il Signore degli Anelli, ovviamente (una saga che ha ispirato Il Signore degli Anelli compare nel romanzo). Poi Blood Eagle un libro su un detective di Amburgo, scritto da uno scozzese, che mi ha fatto pensare che potevo farlo anche io. Ma in realtà stavo cercando di scrivere un libro diverso. Il fatto che il giallo nordico fosse di gran moda è stato in un certo senso negativo. Tutto ciò che è di moda può passare di moda. Ho scritto un libro sulla realtà virtuale nel 1996, un soggetto che è riuscito a diventare e passare di moda prima che il mio libro fosse pubblicato.
Può dirci qualcosa sulla trama di questo libro senza rivelare il finale?
Questo è primo caso di Magnus, coinvolge l'omicidio di un professore di letteratura islandese, che era alla ricerca di una saga che era stata tenuta nascosta da una famiglia in Islanda per 700 anni. Emerge che questa saga ha ispirato Tolkien a scrivere Il Signore degli Anelli. E 'quindi preziosa per un sacco di gente.
Può dirci un po’ di più sul suo protagonista, Magnus Jonson?
Il libro è il primo caso di Magnus Jonson, un islandese che si è trasferito in America quando aveva 12 anni. Dopo la morte di suo padre ucciso in circostanze misteriose, diventa un detective della omicidi di Boston. Alla fine si trasferisce nuovamente a Reykjavík per aiutare la polizia lì. Parla naturalmente islandese, ma vede il paese in tutta la sua stranezza attraverso gli occhi di uno straniero. Non è mai sicuro se è un islandese o un americano.
Mi piacerebbe parlare del processo di scrittura. Può descriverci una sua tipica giornata di lavoro?
Lavoro ogni mattina, sempre. Leggo illavoro degli ultimi due giorni e faccio le correzioni. Poi scrivo, con una pausa per una passeggiata e una tazza di caffè circa a metà mattina. Mi impegno a scrivere un minimo di 1.000 parole, fino ad un massimo di 2.000. A volte scrivo nel pomeriggio.
I suoi libri sono stati tradotti in vari paesi. È eccitante?
Sì, mi piace il fatto che i miei libri siano letti in molti paesi diversi. E una delle meraviglie di internet è che posso ricevere e-mail da lettori al di fuori del Regno Unito. Oggi ho ricevuto una mail dall’ Austria, ieri da Singapore. Questo è grande.
Progetti di film tratti dai suoi libri?
Ce ne sono stati un paio, ma poi non se ne è fatto niente. Mi piacerebbe che la serie di Magnus fosse adattata per una serie televisiva, ma probabilmente per ciò bisognerà aspettate fino a quando non ne avrò scritto ancora qualcuno.
Quali sono i suoi autori viventi preferiti?
William Boyd, Michael Connelly, James Holland (storico militare).
Cosa sta leggendo in questo momento?
Sto leggendo il terzo libro della Millennium Trilogy di Stieg Larsson. Mi è piaciuto il primo libro, ho trovato il secondo lavoro un po’ noioso e il terzo lo sto trovando un po’ duro. Ma è importante per me sapere come Larsson scrive.
Ha un agente letterario?
Penso che tutti gli scrittori commerciali abbiano bisogno di un agente letterario. Mine, Carole Blake e poi Oli Munson, sono uomini d'affari eccellenti. Da profondo conoscitore del commercio nei mercati obbligazionari l’ho fatto per anni, so quanto sia importante conoscere il mercato del bene che si tratta. Questo è ciò per cui gli autori pagano gli agenti. Anche il mio agente è molto bravo a far pubblicare i miei libri in paesi al di fuori del Regno Unito, che è molto importante per me. I miei libri sono stati pubblicati in 38 lingue.
Qual è il suo rapporto come con i suoi lettori? Come possono i lettori mettersi in contatto con lei?
Proprio adesso è come se stessi conversando con i miei i miei lettori. Mi piace sempre ricevere e-mail attraverso il mio sito http://www.michaelridpath.com. Di recente ho sentito un olandese il cui padre di 90 anni era appena morto. Mi ha riferito che ero l’ autore preferito di quest'uomo e la sua famiglia voleva qualcosa di mio da leggere al suo funerale. Ho scritto qualcosa del tipo che mi dispiaceva che la nostra conversazione fosse finita. Dicevo sul serio.
Infine, l'inevitabile domanda: a cosa sta lavorando ora?
Ho finito il secondo libro della serie Magnus e sono a metà del terzo. Il secondo parla di una cospirazione di un gruppo di manifestanti anti-banchieri che decidono di compiere un assassinio per colpa della stretta creditizia. Il terzo è incentrato sul mistero dell'omicidio di un volontario Wikileaks avvenuto sui fianchi del vulcano Eyjafjallajökull in quanto è in eruzione. Potrebbe essere un paese piccolo, ma la vita non è mai noiosa in Islanda, almeno non nei miei libri.


Dopo il felice esordio Il bambino della città ghiacciata lo svedese Olle Lonnaeus torna in libreria con un nuovo thriller dal titolo forse un po’ sinistro Cuore nazista per raccontarci una storia di riscatto, amore paterno e vendetta in cui è difficile non parteggiare per lo sfigato e scalcagnato protagonista anche a dispetto delle circostanze. Vediamo in breve la trama. Il quarantacinquenne Mike Lorne Larsson è un povero diavolo a cui la vita non ha mai dato troppe possibilità. «Hai rubato due asciugabiancheria dalla lavanderia collettiva in un condominio di Föreningsgatan. È per questo che ti hanno messo dentro» gli dice ironica l’ispettrice incaricata della libertà vigilata il che la dice lunga sulla sua figura di ladruncolo di mezza tacca, e pure notevolmente sfortunato da farsi prendere, ubriaco fradicio, con le mani nel sacco mentre cerca di spingere su per le scale dello scantinato quella bizzarra refurtiva. Ma non ostante la più nera desolazione in cui immersa la sua vita qualcosa di buono anche Mike ce l’ ha, un figlio Robin, ormai adolescente, incazzoso e risentito per quel catorcio di padre che sembra non combinarne una giusta. Certo Mike non si può dire che sia il padre dell’anno, alcolizzato, rissoso, buona parte della vita trascorsa dietro le sbarre, un perdente incapace di tenersi una donna o un lavoro, ma per suo figlio ha intenzione di rimediare, ha intenzione di portarlo a vivere con se togliendolo dalla famiglia a cui l’ hanno dato in affidamento, ha intenzione di salvarlo dalle cattive compagnie che lo portano a compiere atti vandalici contro gli stranieri, ha intenzione di meritarsi la sua stima e il suo perdono. Così armato della più ostinata e sacrosanta buona volontà appena messo il naso fuori dal carcere di Kirseberg a Malmo una giornata ottobrina fredda e limpida come la libertà medita il da farsi. Dragan uno jugoslavo con cui faceva pesi nella palestra del carcere, dentro per contrabbando di droga dalla Polonia, gli offre una possibilità, un lavoro onesto presso un’ impresa di autodemolizioni di cui è proprietario un certo Boris, un tizio con un sacco di grana guarda caso proprio di Tomelilla la sua città dove vive Robin. Troppo bello per essere vero? Manco per idea l’attività di sfascia carrozze è solo la copertura per traffici ben più loschi e redditizi e il povero Mike si trova volente o nolente a farne parte. Poi un giorno ciliegina sulla torta nella sua vita compare una donna Amela, una profuga bosniaca in cerca di vendetta, e Mike come al solito ci ricasca e si ritrova ben presto in un vero e proprio mare di guai. Il bambino della città ghiacciata mi era piaciuto ma questo in un certo senso mi ha coinvolto anche di più. Innanzitutto ho apprezzato le forti iniezioni di ironia e sarcasmo che Lonnaeus ha distribuito con abbondanza. L’incipit è un puro concentrato di humour nero ed è una piacevole sorpresa in un genere che troppo spesso si prende mortalmente sul serio. Poi Lonnaeus scrive bene, non annoia, sa dosare azione e riflessioni morali e squarci di costume. La sua critica della società borghese svedese è pungente e spesso caustica e affronta con intelligenza temi anche dolorosi come il razzismo strisciante, la xenofobia, l‘esaltazione di correnti neonaziste che albergano all’interno di una società apparentemente moderna ed evoluta. Finalista al premio come miglior thriller svedese dell’anno non stento a credere che lo vincerà con facilità.
Tra i tanti manuali dedicati alla scrittura che crescono in Italia come funghi, e ce ne sono davvero tanti, più o meno scritti da persone competenti più o meno capaci di promettere ricette miracolose, ricordo che la Delos Books ha creato una collana curata da Franco Forte tra cui potrete trovare: Scrivere crime story a cura di Sue Grafton, Scrivere da professionisti di Stefano Di Marino già recensiti sulle nostre pagine e Il prontuario dello scrittore di Franco Forte.
Per chi avesse l’idea, o piuttosto il preconcetto, che il pulp sia un genere esclusivamente maschile, segnalo che anche le donne scrivono pulp e anzi iniziarono a farlo in tempi non sospetti, quando era ancora considerato scandaloso per una donna trattare temi scabrosi o anche solo dire la propria opinione.



Berlino al termine della seconda guerra mondiale è una città di macerie e rovine. I suoi abitanti senza più meta, identità, vagano come spettri combattendo ogni giorno con il freddo, la fame, la disperazione, la borsa nera, le file davanti al macellaio con le tessere annonarie, camminando per le strade con carriole di detriti, con abiti non della propria misura, forse presi a coloro che sono morti. La guerra appena finita si protrae in una guerra non dichiarata, in un’ estenuante lotta per la sopravvivenza e nell’inverno del 1946, forse uno dei più freddi, Pavel Richter non fa che adeguarsi, lui e i suoi reni malandati, sempre in cerca di penicillina, la sua casa piena di libri, il suo passaporto americano, il suo sapere 3 lingue, il suo non battere ciglio se gli puntano una pistola addosso. Pavel vive con un ragazzino di strada Anders, un orfano, sveglio, legato a lui da un rapporto padre-figlio, a cui ama leggere Dickens quasi per scusarsi, per farsi perdonare il suo essere un uomo solo, un vinto in un mondo alla deriva. Poi un giorno, senza preavviso, come a volte capitano le cose, un suo amico americano Boyd White, un piccolo delinquente, un protettore, che si arrabatta come tutti a Berlino con piccoli traffici, bussa alla sua porta con una richiesta di aiuto. Involontariamente ha ucciso un nano, almeno così dice, un pezzo grosso, lo si intuisce dai vestiti costosi, uno di quegli uomini che portano con sè una infinita serie di guai. Pavel prende in consegna il cadavere, senza esitare, a un amico, a un ex compagno d’armi, non si rifiuta un favore quando ti chiede aiuto. E’ l’inizio di una complicata vicenda in cui nessuno è come appare. Chi è davvero Sonia, la donna che suona divinamente il pianoforte e per vivere concede il suo corpo al potente e spietato colonnello Fosko? Chi è Belle la prostituta amica di Boyd White a cui l’uomo dice di rivolgersi in caso di necessità ? Chi è davvero il morto, un innocuo personaggio senza nessuna importanza scambiato per un ufficiale russo o invece è un faccendiere tedesco senza scrupoli custode di un mistero per cui è facile morire, uno dei più pericolosi segreti dei nazisti? Ma soprattutto chi è Pavel? E’ davvero l’indifeso studioso che appare o nasconde un’altra identità, sfuggente, temibile e ambigua? In un gioco di spie che ricorda molto da vicino le atmosfere di opere celeberrime come Casablanca o il greeniano Il terzo uomo vediamo dipanarsi una vicenda decisamente complessa e piena di echi letterari. Raccontato in prima persona dall’ inglese Peterson, un occhio bendato, una pistola sotto il cappotto, factotum di Fosko, torturatore e all’occorrenza assassino, con un debole per Richter, L’uomo di Berlino è un romanzo robusto, singolare come opera prima di un ragazzo decisamente giovane ma che sembra padroneggiare alla perfezione i meccanismi della suspence ed è capace soprattutto di imprimere una forza drammatica per alcuni versi anche impressionante addolcita da venature paradossalmente melò. La storia d’amore tra Sonia e Pavel imprevedibile, destinata a durare la lunghezza di un inverno, non scade mai nel patetico o nel melenso anzi arricchisce una trama di per sè molto cruda e dà un sapore agrodolce che si stempera nel finale in cui ogni cosa trova la sua soluzione. Forse non sarà il finale che preferiremmo, ma sicuramente è perfetto per i personaggi così come li ha creati l’autore.
Me ne andrò a coltivare cavoli insieme a Francine e a Paic Lavatrice, lontano da questo disastro, lontano da quella che chiamano “felicità”.
























