
Dopo una presentazione al campus di Forlì dell’Università di Bologna, il criminologo Emilio (Milo) Severi decide di concedersi un po’ di relax sulla riviera adriatica. Tutto sembra andare per il meglio, ma, durante una sosta presso un’area di servizio, qualcuno gli procura seri danni all’automobile. A fatica, Milo raggiunge il paesino di Sant’Ilario dove, in attesa della riparazione della macchina, prende in affitto una stanza a casa dell’anziano Casimiro Andretti. Quest’ultimo, avendo riconosciuto il criminologo, gli chiede aiuto per rintracciare Renzo, un amico scomparso vent’anni prima senza lasciare tracce. Dopo un’iniziale riluttanza, la curiosità di Milo prende il sopravvento, portandolo a indagare. Chiacchierando con vari abitanti del paese, ne viene fuori un quadro secondo cui Renzo campava di rendita, mantenuto da alcune signore cui faceva da “accompagnatore”. La sua scomparsa potrebbe essere dovuta a motivi di gelosia, di vendetta, oppure, più semplicemente, a una “fuga” volontaria. Milo, nel frattempo, intreccia una relazione con Sofia, figlia di Romano, il meccanico del paese. Aiutato da lontano dagli amici napoletani Giorgio e Francesca, il criminologo arriverà alla soluzione del mistero, che gli lascerà, però, un grosso dilemma morale.
La ballata di Sant’Ilario è la quarta avventura dedicata al personaggio di Milo Severi, creato dalla penna del bravo Giancarlo Vitagliano. Il criminologo si porta ancora addosso il trauma dell’assassinio della madre, avvenuto quand’era ragazzino. Questo lo porta ad avere qualche difficoltà nei rapporti con gli altri, in particolare con le donne. Milo vive, infatti, una situazione ambigua con Francesca, perché non riesce a decidersi nel fare un passo in avanti. Anche la breve relazione con Sofia, che dura giusto il tempo in cui è costretto a fermarsi a Sant’Ilario, gli pone alcuni problemi e interrogativi. Il criminologo è dotato, comunque, di una forte empatia e ciò, insieme alla sua curiosità, lo porta a soddisfare le richieste di Casimiro. A parte qualche rara eccezione, lo scomparso Renzo era benvoluto in paese e nessuno riesce a spiegarsi la sua sparizione. Indagando a fondo, Milo scoprirà che dietro tutto c’è l’amore, come spesso accade. In questo quarto romanzo si avverte chiaramente la crescita interiore del protagonista, nonostante restino ancora alcuni retaggi del passato. La bravura di Giancarlo Vitagliano sta anche in ciò, nel farci percepire i cambiamenti che avvengono in Milo. Oltre a una solida trama gialla, che è ormai una costante. Nel titolo dell’opera si avverte un richiamo, volontario o meno, al paesino di Sant’Ilario, cantato da Fabrizio De André in Bocca di Rosa.
In appendice al romanzo, pubblicato dalla casa editrice Homo Scrivens, trovate La maledizione del capitone, di Giovanni Taranto, racconto vincitore del Premio Nazionale di Letteratura Crime “Corvo Nero” 2026.
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Tag: (Homo Scrivens, :: La ballata di Sant'Ilario. Milo, detective per amore di Giancarlo Vitagliano, massimo ricciuti
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