:: Le lacrime di Dio di Fabio Mundadori (Sette chiavi 2024) di Patrizia Debicke

30 settembre 2024 by

Un titolo decisamente intrigante e un incipit che non lo smentisce.
È la mattina di Natale. Ma quando Andrea Veronesi, un imprenditore, presidente della filiale italiana di Could News, canale satellitare con il miglior trend di crescita negli ultimi cinque anni, si sveglia nel suo letto Anna sua moglie non è sdraiata accanto a lui. Anche sua figlia Martina deve essersi già alzata perché in camera sua il piumino è abbandonato a terra.
E anche al piano di sotto, a pianterreno, non c’è nessuno. Ma dove sono andate le sue donne?
Si direbbe che in casa siano rimasti soltanto lui e il gatto Nemo con i suoi languidi miagolii imploranti cibo. Nel bel salone della sua villa di Marsala, di fronte allo Stagnone e alle sue isole, caldo e accogliente con le sue allegre decorazioni natalizie, dove ha cenato la sera prima, quella della Vigilia con moglie, figlia e il fidanzato della ragazza, tutto sembra come è stato lasciato per andare a dormire… Solo sotto il grande abete scintillante, i pacchi rimasti intonsi e appoggiati là intorno, sono misteriosamente svaniti. Ne resta solo uno nuovo, diverso ? Una scatola color oro con un fiocco verde e un biglietto e sul biglietto il suo nome. Dietro il biglietto una parola che ordina: “aprimi” Ma da quando Veronesi lo farà, la sua vita verrà completamente stravolta e non sarà più la stessa.
E da un momento all’altro l’imprenditore si troverà implicato in una quasi crudele e fantascientifica rincorsa alla James Bond per tentare di salvare la pelle di moglie e figlia. Ma davanti e contro di lui non ci sono dei rapitori qualunque. Non deve confrontarsi con dei dilettanti ma con dei lucidi professionisti che sanno bene dove e come arrivare. E lui deve solo ubbidire passo, passo a ogni loro istruzione, perché la posta in gioco è la vita o la morte delle sue donne. E senza dubbi o indugi perché il tempo a sua disposizione è risicato e non gli lascia alcuna scelta. Ma qualcosa di imprevisto invece rischia di inceppare le sue mosse. Simone, il fidanzato di sua figlia suona alla porta… Le sue incerte e affannose giustificazioni sull’assenza di madre e figlia lo costringeranno ad andarsene ma poi anche a chiedere l’intervento della polizia. Infatti quelle risicate spiegazioni lo spingeranno a recarsi in questura a parlare con la vicequestore Valeria Primavera, ormai vicinissima alla pensione e al suo ispettore Cangemi, di turno e in pista nonostante le festività per la morte per droga di Rosa Schirà, una donna di 39 anni ritrovata priva di vita a casa sua.
Dalla messa in circolazione sul mercato internazionale di una nuova e sconosciuta sostanza sintetica chiamata Le lacrime di Dio anche a Marsala si contano ormai diversi morti solo in nome di quel maledetto business che avvelena le vite e distrugge le esistenze. Una droga spacciata nelle discoteche e che miete soprattutto vittime tra i ragazzi. Ma stavolta hanno per le mani una vittima di diversa età, insomma stranamente fuori target…
Proprio a loro il giovane denuncerà l’accaduto di casa Veronesi per lui molto strano, della scomparsa della sua fidanzata e della madre. Con in più il particolare che Martina, la sua ragazza ha persino lasciato il cellulare a casa….
Un Natale ben presto impressionante per tutti loro perché una tragica scoperta lo trasformerà in un caso da incubo … E il diretto coinvolgimento della polizia, ponendo Veronesi con le spalle al muro, lo costringerà a fuggire.
Ormai è solo un uomo braccato sia dal fidanzato della figlia che dalle forze dell’ordine… Mentre contemporaneamente la sua affannosa corsa contro le lancette dell’orologio verrà da quel momento scandita senza pietà da una sensazionale serie di colpi di scena con la suspence in progressivo crescendo a ogni pagina.
Una storia opaca, no peggio, nera più di una notte senza stelle, con pensieri, atti e reazioni dei diversi personaggi, maschili e femminili imponderabili e in continuo mutamento. Una trama oscura legata a una famiglia che avrebbe dovuto essere felice o addirittura perfetta e invece… Con il male che pare sempre volersi insinuare dappertutto mietendo ohimè anche vittime innocenti. E magari pronto a impedire alla vicequestore Valeria Primavera di concludere davvero a Marsala la sua carriera di poliziotta?
Ma il male non guarda in faccia a nessuno e si dice a ragione: nero come il male.
Mentre invece solare e luminosissima, risulta la splendida ambientazione siciliana arricchita dalla presenza di quel posto magico, rappresentato dalla laguna che si estende davanti alla costa, quella che tutti a Marsala conoscono come “lo Stagnone.
Un thriller intrigante, redatto con una scrittura chiara e lineare dotata di uno stile privo di sbavature ma sempre completo e preciso nei particolari.

Fabio Mundadori è nato nel 1966 e vive a Latina, dove si occupa di sicurezza informatica. Scrittore di gialli, thriller, noir e testi fantascientifici, nel 2008 ha vinto “Giallolatino” e nel 2011 “Garfagnana in giallo”. Condirettore del premio letterario, è anche direttore artistico di “NeRoma Noir Festival” e collabora alla Staffetta di Scrittura di BiMed. Per Puntozip conduce la video rivista “ENTERPRISE”, dedicata al mondo della fantascienza. Da gennaio 2024 cura la rubrica La parola al male all’interno del programma Tra il dire e il male in onda sul canale nazionale Cusano Italia TV. Dal 2010 a oggi ha all’attivo la sua antologia personale d’esordio, quattro romanzi e numerosi racconti pubblicati in varie antologie. Le lacrime di Dio è la prima avventura della vicequestore Valeria Primavera.

:: Segnalazione: L’insaziabile di A.K. Blakemore

30 settembre 2024 by

Esce domani, 1 ottobre, per Fazi Editore, L’insaziabile di A.K. Blakemore, il romanzo più atteso della stagione, sarà all’altezza delle aspettative? Lo sapremo presto.

Sul giovane Tarare se ne dicono tante. Pare che abbia divorato ogni sorta di creatura: oggetti, animali, perfino una bambina. Ma lasciamo a lui l’onere di raccontare la sua storia. Nato nelle campagne francesi a fine Settecento, figlio bastardo di una giovane nubile, rimane orfano di padre il giorno stesso in cui nasce; per mantenerlo, la madre comincia a prostituirsi e presto gli dà una sorellina. Cresce nella miseria più crudele, Tarare, finché, quando è ormai un ragazzo, il contrabbandiere che vive con la madre non lo costringe a fuggire. È proprio in questo momento che in lui accade qualcosa di strano: un appetito insaziabile, sconfinato, mostruoso inizia a perseguitarlo. Non lo abbandonerà mai. Solo al mondo, privo di qualsiasi scopo, costantemente attanagliato dalla fame, Tarare intraprenderà una lunga, disperata peregrinazione attraverso la Francia, che lo vedrà unirsi a una combriccola di ladri nelle vesti di fenomeno da baraccone grazie alle sue abbuffate, e poi giungere a Parigi, dove si aggregherà alle truppe rivoluzionarie nella speranza di essere nutrito. A guidarlo in questo incredibile viaggio, soltanto una vana, segreta speranza: quella di ricongiungersi prima o poi con l’amata madre.
Traendo spunto dalla storia di un personaggio realmente esistito, A.K. Blakemore, stella emergente della letteratura inglese che ha già ammaliato i lettori con Le streghe di Manningtree, dimostra ancora una volta un’abilità straordinaria nel riportare in vita il passato. L’insaziabile è un romanzo vivido e perturbante, caratterizzato da un’eleganza stilistica e narrativa senza pari e unanimemente riconosciuto in patria come uno dei migliori libri dell’anno. Traduzione di Velia Februari.

A.K. Blakemore È autrice di due raccolte di poesie: Humbert Summer (Eyewear, 2015) e Fondue (Offord Road Books, 2018), a cui è stato assegnato il Ledbury Forte Poetry Prize 2019. Ha anche tradotto l’opera della poetessa sichuanese Yu Yoyo (My Tenantless Body, 2019). I suoi scritti sono apparsi su numerose riviste letterarie, tra cui «London Review of Books», «Poetry», «The Poetry Review» e «The White Review». Le streghe di Manningtree, pubblicato da Fazi Editore nel 2023, è il suo primo romanzo, vincitore del Desmond Elliott Prize per il miglior esordio del Regno Unito e finalista, tra gli altri, al Costa Book Award for First Novel e all’RSL Ondaatje Prize. L’insaziabile, il suo secondo romanzo, è stato finalista al Dylan Thomas Prize.

:: Naufragio di Enrico Pandiani (Rizzoli 2024) a cura di Valerio Calzolaio

30 settembre 2024 by

Torino. Febbraio – marzo 2024. Abdel sta osservando e controllando con goduria una Alvis TD21 del 1963, seconda serie con freni a disco; dopo un’accorta trattativa la compra per ventiduemila euro, cinquemila in meno del tetto che si era prefissato. Sale a bordo per portarla a sistemare nella propria officina e, uscendo, riconosce la figura del Numero Uno, cappotto grigio di taglio classico e consueta lobbia sul capo. Lo scaltro vecchietto vuole parlargli, ha un incarico per i quattro della banda Ventura: il vissuto attempato marsigliese Max Ventura, che ora gestisce insieme alla compagna Federica un buon ristorante popolare (aperto a tutti coloro che hanno i soldi per pagare e pure a chi non ce li ha); la magnifica malgascia Sanda, socia di una palestra di arti marziali; la malinconica alsaziana Victoria, che si sta ricostruendo una vita da infermiera, con la figlia e con la splendida compagna poliziotta Elettra; e appunto il vissuto kabilo algerino Abdel, che possiede un’officina di auto d’epoca. Tutti e quattro nacquero in realtà con altri nomi e cognomi, sono ex detenuti francesi, scappati, latitanti e fuggiti in Italia da quasi venti anni. Numero Uno, per non denunciarli, li ha convinti a lavorare per lui, coinvolti in pericolose avventure con mille sfaccettature internazionali; questa è la terza, tre mesi dopo la precedente; protestano ma sono costretti ad accettare. Devono indagare su un naufragio di un mese prima sul Lago Maggiore: a bordo c’erano dieci ricchi amici, pure inglesi e tedeschi, e ci furono quattro vittime fra cui una contessa italiana ancora dispersa. Un po’ tutti risultavano proprietari, collezionisti o commercianti di preziose auto d’epoca e vi sono varie questioni che non convincono nella vicenda, anche se la bufera meteo è certificata.

L’ottimo grafico editoriale, illustratore, sceneggiatore e scrittore Enrico Pandiani (Torino, 1956, primo noir nel 2009) ha vinto il Premio Scerbanenco 2022 con il primo romanzo della nuova serie (introdotta accanto a quelle Les Italiens e Zara Bosdaves), intitolato “Fuoco”. I quattro protagonisti piacciono e anche questa storia è godibile, un giallo hard-boiled narrato in terza persona varia (talora su altri personaggi, non solo i “buoni”), attraverso quasi una cinquantina di capitoli il cui titolo è anche l’ultima frase di ogni testo. Continua ovviamente pure la storia parallela commissionata dall’avvocato Teodoro (amico di Max e Abdel) per “rendere migliore la vita di un gruppo di persone”; qui seguiamo Lamberti (attraverso quattro capitoli) in Albania, Belgio e Francia per affrontare un’inchiesta su alcuni omicidi avvenuti dieci anni prima nelle Ardenne, era stata sgominata una pessima crudele banda che rapiva ragazzini per il traffico di organi. Per il naufragio attuale (da cui il titolo) si va da giovedì 22 febbraio a martedì 19 marzo 2024, con frequenti inevitabili incursioni nell’intera regione Piemonte, soprattutto dalle parti di Stresa e dell’affascinante Lago Maggiore, il secondo italiano per superficie dopo quello di Garda. Innumerevoli le vetture storiche citate, lo scomparso conte Murazzano di Salignon aveva nell’immensa rimessa della villa, fra le altre, l’Aston Martin stile Bond e la Jaguar stile Diabolik, un Maggiolino Volkswagen del 1950 e un’antica rossa Ferrari. Inoltre, si scopre che da qualche parte potrebbe anche esserci una Mercedes d’incommensurabile valore. A Reims si chiacchiera degustando Pommery cuvée Louise 2004. Casualmente, la radio trasmette spesso canzoni appropriate con le contingenze, come Fortunate Son dei Credence Clearwater Revival o Anywhere on This Road di Lhasa De Sela.

Enrico Pandiani ha esordito nel 2009 con Les Italiens, primo romanzo dell’omonima serie poliziesca, di cui tutti i titoli sono disponibili in BUR, insieme a quelli che compongono la serie di Zara Bosdaves. Con questo romanzo – vincitore del premio Scerbanenco 2022 – si apre la saga della banda Ventura.

:: “Blue Sky e il risveglio della Magia Pura”, Joe e Grace Commoner Grace Commoner (Dialoghi) A cura di Viviana Filippini

30 settembre 2024 by

Metello è il ragazzino protagonista di “Blue Sky e il risveglio della Magia Pura” di Joe e Grace Commoner, edito da Dialoghi.  Metello è buono, buffo e anche un po’ impacciato e pure tanto timido. Per tutte queste ragioni il bulletto della scuola Marcus non esita prenderlo di mira come bersaglio dei suoi scherzi. Stanco dei soliti attacchi,  e dopo l’ennesimo sberleffo subito, Metello va al parco dove sta bene e in pace,  perché per lui è un luogoche lo ripara e protegge. Metello è lì intento a fare delle fotografie quando tutto cambia all’improvviso e lui si trova nel fantastico Mondo dell’Apparenza. Una dimensione nuova, sconosciuta dove il ragazzino non sa come muoversi, ma ad aiutarlo ci saranno un satiro e un paperiglio, che lo condurranno alla scoperta del mondo misterioso e purtroppo colpito da una maledizione. Solo chi riuscirà a richiamare  in vita la Magia Pura potrà riportare la pace e Metello si ritroverà ad affrontare una serie di peripezie e prove che non solo avranno conseguenze per il  Mondo dell’Apparenza , ma anche per quello del protagonista. Metello nato dalla penna del due Commoner si muove quindi in un mondo pieno di avventure e in un’atmosfera fantasy, che forse solo fantasy non è. Infatti, ad un’ attenta lettura questo personaggio narrativo contemporaneo vive un percorso che ricalca i classici passi del  “viaggio dell’eroe”, dove oltre al viaggio fisico, c’è un pellegrinaggio più profondo che porta Metello, quando è nell’altra dimensione, quella del Mondo dell’Apparenza, a vivere un percorso di  ricerca del proprio io e della comprensione delle emozioni che vivono nel proprio animo.  A tal fine “Blue Sky e il risveglio della Magia Pura” di Joe e Grace Commoner, oltre ad essere un fantasy può essere interpretato come un vero e proprio romanzo di formazione, perché tutte le avventure vissute da Metello, tutte le prove da lui superate lo porteranno ad essere un ragazzino  con maggiore fiducia in se stesso e diverso qua quello che si incontra nelle prime pagine. “Blue Sky e il risveglio della Magia Pura”  ha un doppio fine quindi, uno è quello di aiutare i giovani lettori a trovare e a far crescere la fiducia in loro stessi e, allo stesso tempo, il libro vuole aiutare i ragazzi meno fortunati di Migoli (Tanzania), luogo dove l’autore ha avuto esperienze che hanno lasciato un segno profondo in lui.

Joe Commoner ha esordito nel 2005 con la fiaba “Blue Sky e l’ingannevole Mondo dell’Apparenza”.

Grace Commoner è alla prima esperienza come scrittrice: ha conosciuto Joe nel 2017 e dal comune interesse per il genere fantasy è nata l’idea di scrivere insieme il nuovo libro della saga di Blue Sky.

Source: inviato dall’autore.

:: Visioni di cinema: Shanghai di Mikael Håfström

29 settembre 2024 by

Dicembre 1941, vigilia di Pearl Harbor, con l’ingresso degli Stati Uniti nella Seconda Guerra Mondiale, il Giappone è alleato con la Germania nazista. Arriva in città un agente americano della Naval Intelligence Office e scopre che il suo migliore amico Conner è stato ucciso, così inizia a indagare. Con il nome di Paul Soames (John Cusack), nome di copertura che aveva usato a Berlino fingendosi un simpatizzante nazista, inizia a lavorare come giornalista dell’Herald, e durante le sue indagini incontra Anthony Lan-Ting (Yun-Fat Chow) un boss locale e sua moglie Anna Lan-Ting (Li Gong) di cui subito si innamora. Ma niente è come appare in questa città di spie. Anna è segretamente a capo della Resistenza in città e organizza diversi attentati contro i giapponesi. E non è tutto Conner aveva iniziato una relazione con una giapponese, Sumiko, che pensava di utilizzarla come spia, ma Sumiko era anche l’amante di un ufficiale giapponese di alto rango il terribile capitano Tanaka (Ken Watanabe). Davvero non dirò oltre della trama per non togliervi il piacere della visione di questo intricato thriller spionistico ambientato in un periodo abbastanza oscuro della storia della Seconda Guerra Mondiale. Pregio del film infatti, oltre all’ottimo cast di star internazionali, è quello di indagare sui retroscena che portarono gli Stati Uniti a entrare in guerra per il controllo del Pacifico. Accolto da recensioni tiepide, se non appertamente negative, il film si rivela invece dotato di un certo fascino, per l’eleganza dei protagonisti, su tutti la bellissima Li Gong, ma anche Franka Potente nella parte della tedesca Leni Mueller ha il suo fascino, e lo stesso John Cusack, capace di portare uno smoking bianco e non sembrare un cameriere e per l’atmosfera che riesce a catturare di una città portuale con i suoi casinò, i suoi club, le sue fumerie d’oppio. In una piccola parte anche Hugh Bonneville che diventerà famoso per Downton Abbey. Ken Watanabe su tutti il più credibile e in parte. Da rivalutare.

:: Intrigo a Shanghai di Xiao Bai (Sellerio, 2013) a cura di Giulietta Iannone

28 settembre 2024 by

Cina inizio anni ’30. Shanghai è un porto franco diviso in tre settori: la città cinese, la Concessione internazionale, la Concessione francese. I giapponesi sono all’orizzonte, dopo aver invaso la Manciuria, terra natale dell’antica dinastia Qing, si apprestano a occupare la Cina del sud, tra cui nel 1937 il porto di Shanghai crocevia di traffici, più o meno leciti, di genti di ogni nazionalità, e soprattutto di spie. Questo lo scenario in cui è ambientato Intrigo a Shanghai di Xiao Bai, un elegante noir con derive spionistiche, edito da Sellerio e tradotto dal cinese da Paolo Magagnin (titolo originale: Zu Jie). Una storia di spie, dicevamo, intente a fare il doppio, se non il triplo doppio gioco, in cui si muove il protagonista Xiao Xue, un uomo tra due mondi, di padre francese e madre cinese, che vive scattando fotografie e vendendole ai giornali. Un giorno arriva a Shanghai a bordo del piroscafo Paul Lécat in compagnia della sua amante, Therese Irxmayer, un’ebrea russa dalle frequentazioni ambigue e pericolose. Con loro Cao Zhengwu, alto funzionario del partito nazionalista cinese con sua moglie Leng Xiaoman, ex rivoluzionaria. Cao Zhengwu cade vittima di un attentato e da qui in poi si dipana una storia violenta e pericolosa, drammatiche le scene dell’arresto di Xiao Xue, e delle torture con la testa in un secchio di metallo. Tutti vogliono informazioni, e non tutti dicono la verità. Tra comunisti e nazionalisti la partita è aperta, e i traffici d’armi rendono ben chiara la guerra all’orizzonte. Xiao Xue è in fondo un sentimentale, ama due donne e fa il doppio gioco per sopravvivere in un mondo corrotto e spietato dove ognuno pensa solo ai suoi interessi e a trovare il modo di arricchirsi e sopravvivere. Certo c’è anche un velo di idealismo, ma è la lotta per il potere che dirige le fila di questo noir complesso per le varie angolazioni in cui è narrato e per il sorprendente numero di nomi diversi dei personaggi che creano un affresco dettagliato e ben documantato del periodo. Un noir di atmosfera, in cui Xiao Bai si perde in tante trame e sottotrame, descrizioni dettagliate e zoom quasi cinematografici. Non di semplice lettura, ma interessante.

Xiao Bai è lo pseudonimo, assunto per motivi non politici, di un quarantenne di Shanghai che dopo aver scritto su blog e riviste ha pubblicato saggi e il romanzo Game point.

:: Marsiglia 1945 di Shanmei – in prenotazione

27 settembre 2024 by

La guerra è finita. La Seconda Guerra Mondiale con i suoi lutti e le sue tragedie ha cambiato il volto di Marsiglia, città portuale, crocevia di genti, di suoni e di colori. Mentre Andrè Durand festeggia la vittoria, dopo essersi distinto in imprese eroiche legate alla Resistenza, scopre con dolore qualcosa che gli avevano tenuto nascosto. Ormai è cambiato, ha chiuso definitivamente con il crimine. Ma gli amici di un tempo hanno bisogno di lui e per convincerlo a partecipare a un nuovo ambizioso e folle colpo gli rapiscono la moglie, Camille. In una lotta contro il tempo lui e il commissario Marchal, ormai diventati amici, dovranno fare di tutto per salvare la donna. Ma si può davvero chiudere col passato?

Seguito di Marsiglia 1937 ritroviamo Andrè Durand, il commissario Marchal, Jojo, Marie e per la prima volta il piccolo François in una storia avventurosa e movimentata ambientata in una Marsiglia crepuscolare e labirintica, appena uscita dalle rovine della Seconda Guerra Mondiale.

In uscita il 24 marzo 2025

:: Takeko – Storia di una samurai di Daniele Cellamare (Les Flaneurs Edizioni, 2024) a cura di Giulietta Iannone

27 settembre 2024 by

Takeko annuì con la testa, adesso iniziava a capire. Quindi alcuni domini erano favorevoli allo shogun e altri si erano schierati con l’imperatore Komei, che voleva abolire lo shogunato e portare il Paese verso la modernità senza l’aiuto degli stranieri.

Siamo a metà ottocento, le potenze occidentali con le loro cannoniere incombono all’orizzonte e il Giappone si trova in bilico: cedere alle spinte verso la modernizzazione dettate dall’imperialismo occidentale o rimanere saldamente ancorato alle antiche tradizioni? Le potenze occidentali, soprattutto Inghilterra e Stati Uniti, puntando all’apertura dei porti per incentivare i commerci e gli scambi non vogliono solo questo ma anche cambiare il tessuto stesso sociale di un paese antico in cui la figura del samurai e dello shōgun (una sorta di generale ma con qual cosa in più ) sono i difensori e depositari di queste tradizioni che non comprendono solo il bushido (codice di comportamento simile al codice cavalleresco occidentale) e l’arte del combattimento, ma lo studio dei testi antichi e sacri, la poesia, la calligrafia, la pittura, la cerimonia del te. Takeko, figlia primogenita del celebre samurai Nakano Heinai ha solo quattordici anni quando riceve dal padre la naginata (si pronuncia naghinata), la spada ricurva con cui difendere l’onore del suo clan. Come la celebre Tomoe Gozen, la grande condottiera della guerra Genpei, addestrata nelle arti marziali e armata di naginata e di kaiken, il piccolo pugnale riposto in una tasca del kimono per difesa personale oppure, in caso di suicidio rituale jigai, per recidersi le vene della parte sinistra del collo. Takeko vede addensarsi scure nubi all’orizzonte e istruita anche dalla madre, anch’essa figlia di samurai, si dedica a eccellere oltre che negli studi anche nella difesa dello shōgun Tokugawa Yoshinobu.

Avvolte da questo spettacolo inebriante di colori delicati e di antichi profumi, le due sorelle passeggiarono a lungo nel giardino costeggiando il piccolo torrente che lo attraversava. Immersa nella pace incantata di quello spettacolo, a Takeko tornarono alla mente le parole di sua madre, quando le aveva spiegato che il fiore di ciliegio era strettamente legato al Bushido, l’antico codice dei samurai che incarnava le doti del guerriero: la purezza, la lealtà, l’onestà e il coraggio. Un fiore sacro che appariva sulla terra solo una decina di giorni all’anno prima di sfiorire, un regalo degli dèi per ricordare ai mortali la brevità e la bellezza della vita.

Personaggio storicamente esistito Nakano Takeko è la protagonista del romanzo storico Takeko – Storia di una samurai del professor Daniele Cellamare edito da Les Flaneurs Edizioni. Forse è meno conosciuto il fatto che ci fossero samurai donna, qui in Occidente si ha un po’ l’idea che la casta dei samurai fosse prerogativa maschile, per cui è interessante leggere questo libro che indaga su una figura storica che eccelse tra i tanti samurai, si stima che con la sua naginata uccise più di 200 samurai, e si distinse per coraggio, abilità e valore nella battaglia di Azu. Il romanzo di Cellamare è molto interessante per i dettagli storici e sulla cultura giapponese, tutti accurati e documentati, è apprezzabile il grande lavoro di ricerca, e per l’indagine psicologica di una figura di spicco della storia giapponese. La difesa dell’onore, l’amore per la natura, il rispetto per le tradizioni sono tutte caratteristiche intrinseche nello spirito del Giappone antico e moderno, ed emergono da questo libro, molto dettagliato, e soprattutto ben scritto, in cui non manca anche un’appassionata storia d’amore tra Takeko e il giovane Nakamura Yakumo, ma sarà lui il temibile ninja al servizio dei clan rivali? Takeko non solo fu una guerriera valorosa ma insegnò anche l’arte della spada ad altre donne e ai soldati dell’esercito, tramandando un’arte importante per comprendere lo spirito del Giappone in cui l’onore proprio e del proprio clan venivano prima dell’amore stesso per la vita. Cellamare con una scrittura sempre misurata, competente, e attenta ai dettagli, scrive un libro piacevole da leggere e appassionante. Una lettura consigliata.

Daniele   Cellamare    (1952)   è   stato   docente   presso   la facoltà   di   Scienze   Politiche   della   Sapienza   di   Roma   e presso il Centro Alti Studi per la Difesa. È stato direttore dell’Istituto Studi Ricerche e Informazioni della Difesa. Ha collaborato con emittenti televisive nazionali e con diverse testate nazionali e straniere. Attualmente è consulente per le   attività   culturali   dell’Agenzia   Generale   Treccani   di Roma   ed   è   responsabile   del   gruppo   di   analisti   “Doctis Ardua”   per   la   stesura   di   saggi   di   carattere   geopolitico.
Appassionato di studi sulla Storia Militare, ha pubblicato diversi romanzi storici: La Carica di Balaklava,   Gli Ussari Alati ,  Il   drago   di   Sua   Maestà,   Gli   artigli   della   Corona,  Delitto a Dogali e  La fortezza di Dio.

:: Un’intervista con Daniele Cellamare, autore di Takeko – Storia di una samurai a cura di Giulietta Iannone

26 settembre 2024 by

Buongiorno professore, bentornato su Liberi di scrivere. Esce domani, per Les Flaneurs Edizioni, il suo nuovo romanzo Takeko – Storia di una samurai, ce ne vuole parlare? Come è nata l’idea di scriverlo?

Quando scelgo gli argomenti da trattare guardo sempre con attenzione le pagine di storia meno conosciute e la figura di Takeko rientra sicuramente in questa categoria.

Ci porta nel Giappone di metà ottocento. Un periodo storico molto particolare, ce ne vuole parlare?

Un periodo intenso e drammatico. Dopo quasi trecento anni di sistema feudale rappresentato dallo Shogun (dal 1603 al 1868), il Sol Levante cambia pagina con l’imperatore Meji che ripristina l’autorità imperiale e avvia il paese verso la modernizzazione.

Takeko, la protagonista, è una donna coraggiosa e determinata in un mondo in cui non c’era molto spazio per le donne. Come riuscì a farsi strada?

Per questa giovane donna non è stato facile, ha dovuto vincere le resistenze degli altri samurai ed è riuscita a farlo solo con una forza di volontà incredibile, un obiettivo raggiunto faticosamente con duri allenamenti e grandi sacrifici.

E’ un personaggio realmente esistito, ho trovato molto materiale in rete, lei come si è documentato? Su che testi?

Ahimè, gli autori di romanzi storici non amano svelare i loro piccoli segreti. Comunque ho utilizzato una storiografia (coeva e successiva) quasi completa su questo personaggio. Un lavoro durato un paio di anni.

Ha un’approfondita conoscenza della cultura e dei termini tecnici legati alle armi e ai testi poetici. Come è nato il suo amore per il Giappone e questa cultura così diversa dalla nostra?

Inutile dire che il Giappone è un paese misterioso e affascinante. I miei studi sull’Estremo Oriente, prima politici e dopo sociologici, mi hanno avvicinato a questa realtà così lontana e mi hanno spinto ad approfondire quella cultura.

Era usuale che i maestri adottassero i loro allievi? Perchè Takeko accetta nonostante sia molto legata al padre naturale?

Si, era una prassi molto consolidata e Takeko non ha fatto altro che conformarsi alla tradizione (ma sempre con l’approvazione del padre).

L’amore per il giovane Nakamura Yakumo è molto romantico e legato ai dettami di onore e di lealtà tipici del Bushido. Anche questo è un dato storico, era veramente il suo promesso sposo? E dove ha trovato la leggenda che narra come sono legate tra loro le anime gemelle?

Storicamente, il giovane è stato proposto a Takeko per un possibile matrimonio, ma lei ha rifiutato l’offerta. Non conosciamo ufficialmente i motivi, ma mi era piaciuta l’idea che la ragazza ne fosse innamorata e che avesse rifiutato solo per realizzare il proprio sogno di diventare una guerriera per difendere e salvare i suoi ideali. Il Giappone è pieno di leggende e questa dei fili d’oro tra gli innamorati mi è piaciuta molto.

E’ una storia di per sé tragica ma narrata con molta eleganza, competenza e anche poesia, perché non ha scelto uno stile più drammatico?

Proprio perché questa storia è drammatica. Ho preferito ingentilirla con i poemi epici, le leggende romantiche e i fiori di ciliegio. Se vogliamo, contrasti sempre ricorrenti in Giappone.

E’ una storia che anche i ragazzi possono leggere, caratterizzata da uno stile semplice e di piacevole lettura. Ha avuto contatti per traduzioni all’estero?

Ancora no, ma spero di averli presto. Il mio romanzo La Carica di Balaklava è stato già tradotto in Spagna e non escludo che anche Takeko possa essere apprezzata all’estero. Dita incrociate!

Grazie della sua disponibilità, come ultima domanda le chiedo se ha in progetto la scrittura di un nuovo libro, e se può anticiparci qualcosa?

Grazie ai lettori di Liberi di Scrivere, e solo per loro e in via eccezionale, posso anticipare che il mio prossimo romanzo sarà ambientato tra le fredde tundre della Siberia del Settecento.

:: Marsiglia 1937 di Shanmei, recensione di Patrizia Debicke

26 settembre 2024 by

Con un linguaggio scarno ed essenziale, Shanmei ci narra una coinvolgente storia di malavita, perdizione, tradimenti ma che lascia intravedere anche la luce di una possibile redenzione ambientata a Marsiglia fine anni 37’ quando già i peggiori istinti del nazismo avevano cominciato a bussare alle porte delle coscienze Europee.

Una storia infatti collocata in Francia a due anni dall’inizio della Seconda Guerra Mondiale, un periodo particolare in cui si guardava con invidia e ammirazione al di là dell’Oceano e si osannavano il jazz, la musica americana, le loro abitudini, ignorando volutamente i loro difetti.

Marsiglia, ove “Il milieu”, nome attribuito alla criminalità locale, era molto attivo, specie nella vecchia città con i suoi vicoli malfamati, era chiamata anche “la Chicago francese”. Punto di raccolta privilegiato della criminalità, con le sue case, i suoi locali equivoci e il suo porto: punto di attracco per ogni genere di traffici irregolari, ma anche punto di partenza per tanti poveretti costretti a cercare un possibile futuro in America.

Protagonisti della trama André e Marie, lui ex detenuto che ha scontato cinque anni a Tolone, oggi padrone di un ristorante a Marsiglia e lei assunta come guardarobiera. Sarà vero amore il loro?

Ma come potranno viverlo alla luce del sole con in ballo la preparazione del grosso colpo destinato a cambiare il destino di Andrè ma sotto la spada di Damocle brandita della sua vendicativa vecchia fiamma, la cantante Jojo che si esibisce nel locale attiguo, e dall’ispettore Marchal con un vecchio conto tra loro rimasto in sospeso?

Un raccontare che rimanda con dovizia di particolari alle polverose immagini delle vecchie pellicole francesi anni 30, interpretate da grandi attori, giganti della cinematografia mondiale quali Jean Gabin, Michel Simon Jean Renoir e Michèle Morgan.

:: Dodici cavalli di Anne Holt (Einaudi 2024) a cura di Valerio Calzolaio

25 settembre 2024 by

Oslo. Febbraio e marzo 2022. Sabato 12 marzo la dolce Nefis se ne va da casa con la figlia diciottenne Ida, sbattendo la porta, non ne può più della moglie Hanne. Tutto era cominciato un paio di settimane prima, quando avevano a cena due cari amici: il timido ispettore Henrik Holme e la giovane redattrice Ebba Braut. Lui, 35enne laborioso competente meticoloso, era stato incredibilmente sospeso per l’accusa di un presunto casuale contatto sessuale e, senza incarico, si stava interessando al caso della 23enne Vilde, suicidatasi improvvisamente (della quale si era invaghito senza dirlo a nessuno, come al solito). Ebba, bionda snella carina, aveva appena saputo di essere incinta pur essendo andata a letto l’ultima volta con un uomo ben due anni prima e si sta comunque occupando del manoscritto consegnatole a mano da un poeta eremita. Nefis aveva cucinato benissimo ma la moglie si era mostrata inopportuna con gli ospiti, preoccupati e desiderosi di dire, alla fine imbronciati. Nei giorni successivi Henrik aveva scoperto che pure Vilde era incinta all’insaputa di tutti, senza aver avuto rapporti sessuali, ancora vergine. Provando a indagare, aveva chiamato insistentemente Hanne senza risposta, poi è stato ucciso. Da quasi diciannove anni la 62enne Hanne Hammo Wilhelmsen è su una sedia a rotelle, tappata in casa, sempre più ombrosa e insopportabile. Prima che un proiettile le tranciasse il midollo spinale, era stata brava poliziotta per oltre un ventennio: suo malgrado si trova a indagare, si fa aiutare anche da Emma, Ida e dalla recluta Marius; non si accanisce solo fa per affrontare in qualche modo il senso di colpa e la sofferta attesa che Nefis possa ricomparire prima o poi; è quello il suo mestiere e non smette mai di studiare, legge compara riflette. Capisce che c’è un gruppo che mette incinta donne alla loro insaputa: come accidenti fanno e quanto sono pericolosi?

La grande scrittrice norvegese Anne Holt (1958), laureata in legge, giornalista dal 1984, avvocato dal 1994, ministro nazionale della giustizia nel biennio 1996-97, ha pubblicato ora il dodicesimo bel romanzo della serie iniziata trenta anni prima, nel 1993. Nel frattempo ha scritto pure tanto altro, di genere e non solo, seriale e non solo, anche diverso dalla fiction. Considera il movente il buco della serratura dell’atto criminale, l’indagine serve a capire le connessioni, ben diverse dalle casualità. L’amata protagonista ha maturato quasi il peggior carattere di eroe seriale che si ricordi. Innamorate al primo sguardo (si erano incontrate in una piazza a Verona), sta insieme con Nefis dal 1999, ma questa volta la moglie è proprio stufa, nel prologo. La prima parte racconta le due settimane precedenti e arriva al ritrovamento del cadavere dell’amico ispettore, che per un decennio era stato il tramite per tanti casi, lui sempre gentile e premuroso, definibile quasi come incel (bloccato nei rapporti con le donne, “vergine”), pur mai violento o con fantasie violente (come invece il gruppo su cui si sviluppano le indagini). La lunga seconda e ultima parte è appunto “la caccia” e il titolo viene evocato attraverso poesie e tatuaggi con riferimento a “dodici cavalli”. La tenace Hanne si sforza di dare il massimo, abbandonata e abbastanza isolata, trovando un discreto rapporto con il 58enne capitano capo Odin Gammelgård. Emma ha due “giallisti” nella scuderia (così giustamente recita la traduzione italiana). L’appena maggiorenne Ida spiega che gli uomini “pensano che vogliamo solo i maschi belli e attraenti quando in realtà sarebbe già d’aiuto se si … facessero la doccia. E fossero gentili. Interessanti … Mostrassero affetto e senso dell’umorismo …”. Hanne preferisce il rosso e offre Barbera all’ospite. Ida sceglie Let It Be in chiesa, era stato Henrik a insegnarle ad amare i Beatles, e Hanne si commuove.

Anne Holt (1958), avvocato, giornalista e dal 1996 al 1997 ministro della Giustizia norvegese, è una delle piú importanti scrittrici di gialli scandinavi. Le sue due serie, quella incentrata sui detective Johanne Vik e Yngvar Stubø, nonché quella con protagonista l’ispettore di polizia Hanne Wilhelmsen, hanno venduto milioni di copie in tutto il mondo. Della prima serie Einaudi Stile Libero ha già pubblicato Quello che ti meriti, Non deve accadere, La porta chiusa, La paura e Il presagio; della seconda, La dea cieca , vincitore del Premio Riverton per il miglior giallo norvegese dell’anno, La vendetta, L’unico figlio, Nella tana dei lupi, Il ricatto, La ricetta dell’assassino, Quale verità, Quota 1222, La minaccia, La condanna, Il manoscritto e Dodici cavalli. Con La pista,La tormenta e Lo sparo ha preso il via una nuova avvincente serie gialla, con protagonista l’avvocata Selma Falck.

:: Dal libro al cinema: L’amante di Marguerite Duras a cura di Giulietta Iannone

24 settembre 2024 by
THE LOVER, (aka L’AMANT), Jane March, Tony Leung, 1992, (c) MGM

Fedele trasposizione in immagini del bellissimo romanzo di Marguerite Duras, L’amante diretto nel 1992 da Jean Jacques Annuad e interpretato da Jane March e Tony Leung Ka Fai è una sorta di tributo al genio letterario della Duras (sebbene la scrittrice l’abbia sempre contestato) che nel suo breve romanzo semi autobiografico ci descrive il suo primo amore nell’Indocina francese della fine degli anni ’20. Che si tratti d’amore, anche da parte della ragazza, sia nel libro, che soprattutto nel film, si scoprirà alla fine quando la vita li separa, lei torna in Francia e lui per mancanza di coraggio, (è un debole non può vivere senza i soldi di suo padre) sposa come tradizione una donna ricca come lui. A incombere su questo amore, che per il cinese è autentico e manifesto, (non ha mai sofferto tanto per una donna), è il denaro, più che la differenza etnica, o la differenza di età (lei è minorenne se denunciato dalla famiglia di lei rischierebbe un processo e il carcere). Ma la ragazza che pur essendo in miseria, dopo la morte del padre e gli investimenti sbagliati della madre che insegna nella scuola rurale di Sadec, è sempre una bianca, (i cinesi per quanto ricchi, secondo le rigide convenzioni sociali del tempo, non possono avere relazioni con donne bianche a parte le prostitute francesi), non comprende subito che ciò che prova per il cinese è amore, crede che il suo interesse per lui sia legato solo al suo denaro, che la gretta famiglia di lei ricava dalla relazione, sfruttando la ragazza. Nel film il personaggio della madre, molto amato dalla ragazza, diventa quasi epico nel suo crescere tre figli da sola ed ergersi contro forze che la sovrastano, e solo alla fine la donna rivaluta l’amante della figlia apprezzandone la generosità e la discrezione. L’erotismo patinato, meno incisivo che nel libro molto più graffiante, ne fa un incontro di corpi sì, perchè è resta un amore carnale, che tende però a una spiritualità impalpabile e remota. E’ un incontro anche di anime, specie nelle confessioni reciproche che si fanno o di quando lei gli dice che vuole diventare scrittrice contro la volontà della madre che la sogna professoressa di matematica per guadagnare. Mai il cinese (di cui nè nel libro, nè nel romanzo sapremo mai il nome, nè tra l’altro quello della ragazza), tratta la ragazza da prostituta, anche nelle scene più violente, o quando glielo dice; la sua estrema miseria è per lui solo una leva per farsi amare da una bianca se no irraggiungibile, da cui pensa tra l’altro non sarà mai amato se non per i suoi soldi. Ma la ragazza si accorge di amarlo veramente quando lo perde. Il dolore che prova le rivela l’intensità di questo sentimento così profondo da sopravvivere alla guerra, ai matrimoni, ai figli, ai divorzi, al successo letterario, alla morte. Jeanne Moreau legge, nella versione originale recitata in inglese, stralci del libro e molto spesso i personaggi dicono le identiche parole scritte nel romanzo a sottolineare l’opera di ricalco e fedeltà al testo. Stupendi gli scenari, la foce del fiume Mekong, le vie trafficate di Saigon, gli scorci della scuola rurale. La pioggia, il sudore, la polvere, il senso di decomposizione e rovina, che sporca la perfezione della fotografia di Robert Fraisse, cadenzata dalle musiche di Gabriel Yared, rendono il film un’ottima prova autoriale nella filmografia di Jean Jacques Annuad. Forse diverso da come l’avrebbe immaginato la Duras ma non per questo meno significativo.

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