Francesco D’Angiolillo, scrittore e cantautore, dedica al mare la sua creatività.
Il suo grande amore per il mare (soprattutto quello straordinario del suo nativo Cilento) è il tema fondamentale della sua opera.
Si putésse è il titolo del suo ultimo cd. Tutte canzoni dedicate al mare. Meravigliose poesie scritte da Francesco in dialetto cilentano.
Da L’ArgoLibro editore esce in questi giorni Le mie sirene. E del Cilento fino a Stromboli.
Un romanzo breve che ovviamente ha come protagonista il mare e Antonio, un giovane pescatore di Ascea alle prese con le svolte della sua esistenza che avvengono durante una notte di pesca alle alici.
Il pescatore nel bel mezzo della sua battuta di pesca viene colto da una tempesta.
La barca subisce un’avaria al motore e lui si ritrova alla deriva in balìa delle correnti.
Inizia qui il vero viaggio nell’esistenza di Antonio che viene soccorso da un mercantile e si ritrova sull’isola di Stromboli.
L’autore scrive pagine brillanti di bella poesia per raccontare le emozioni di Antonio che sul mare intraprende soprattutto un viaggio alla ricerca di se stesso seguendo la rotta del pesce azzurro.
Dove c’è il mare non finiranno di nascere storie singolari e di grande spessore umano.
Francesco D’Angiolillo racconta la sua e quella di Antonio che nel naufragio incontra il grande amore della sua vita.
Tra venti di scirocco e fotogrammi variegati di colori, il mare è quello straordinario caleidoscopio di meraviglie che contiene un universo che noi abbiamo il dovere di preservare.
Ogni mattina Francesco appena sveglio apre la finestra e guarda se c’è ancora il mare.
Davanti alla bellezza del suo incantevole infinito prende la chitarra e trova l’ispirazione per scrivere le sue storie dove l’acqua e l’elemento che dona la vita.
Davanti al mare lo scrittore apre il taccuino e inventa i suoi romanzi che parlano del mare e della sua gente, e di noi che senza il mare non siamo niente.
Nota: scheda dell’editore qui.
Source: libro arrivato dall’ ufficio stampa al recensore.
Terra di mezzo, di tradizione e di mistero. Terra di Basilicata, fra i Sassi di Matera e Potenza. Terra che sta per essere nominata Capitale della Cultura 2019. E terra protagonista di un duplice omicidio. Due corpi vengono ritrovati per caso, avvinghiati in un ultimo abbraccio all’interno di un’apertura di un calanco. L’atmosfera è tesa e silenziosa. La natura fitta e prepotente sembra fermarsi appena l’indagine ha inizio. Se ne occupano il magistrato Loris Ferrara e l’anatomopatologa Viola Guarino. Due personalità forti e competenti, in grado di osservare e delineare il percorso da seguire da poli opposti. Riusciranno a incontrarsi mai?
Streghette! colpisce dall’inizio. Fin dalle prime righe la cura per i particolari della descrizione immedesima il lettore nella scena, le tinte paiono subito fantasy, ma più cupe.
“Mio padre non si sbagliava di molto, poiché una grossa fetta di responsabilità nei confronti dell’infelicità di mia madre era davvero mia, ma dubito del fatto che si preoccupasse veramente della salute della moglie. Per lui quella era semplicemente una cosa sua e l’aveva scelta apposta perché lo servisse senza disturbare. Anche lei avrà avuto i suoi motivi per prenderselo e tenerselo, insomma non c’era alcuna ragione per dubitare che non fossero reciprocamente soddisfatti del loro rapporto. Perlomeno questo è quello che mi sento di affermare oggi in base ai miei ricordi. Ecco, adesso posso dire di aver completamente sviscerato l’argomento.”
Ogni vita è un’avventura, una storia da raccontare, un universo di speranze e delusioni, di amore e dispiaceri. Ogni vita deve essere celebrata e ogni esperienza deve essere vissuta appieno, letta come un libro appassionante.
Ben ritrovato al commissario Tommaso Casabona. Quinto libro dedicato dallo scrittore Antonio Fusco a questo personaggio davvero per bene. Un uomo con una vita complicata. Professionale, empatico, a suo modo un buon osservatore d’insieme. L’ambientazione è quella di sempre. Valdenza, in Toscana. Mentre Casabona deve metabolizzare la separazione dalla moglie, un uomo viene travolto e ucciso da un Freccia Rossa in piena velocità, legato alla sua sedia a rotelle. Chi era e perché si trovava lì?
La dottoressa Myriam Labate è importante, occupa un’ottima posizione manageriale, è bellissima. Ma si è costruita intorno un guscio protettivo, una formale freddezza che tiene a distanza gli altri. Quali “altri” e per quale motivo? Il lavoro è per lei ragione di vita, che fare nel momento in cui viene licenziata? Come comportarsi quando la mente inizia ad andare in tilt e a mandarla in blackout per alcuni minuti? Potrebbe essere lo stress, oppure la dipendenza da marjiuana che si fa sentire ogni tanto. Che altro?
Il ritorno di Patrizia Rinaldi e della sua Blanca, detective ipovedente, è nelle parole scritte in questo libro. Ma anche in quelle che l’autrice permette al lettore di percepire, di sentire, di immaginare. A partire dall’incipit, che apre uno scenario di emozioni, sensazioni, di luci e ombre. Perché Blanca è così, un mondo a sé, da scoprire. Un mondo complesso, che nemmeno i colleghi Carità, Martusciello, Liguori e Micheli capiscono.
La vicevita. Treni e viaggi in treno è un piccolo e prezioso libro scritto da Valerio Magrelli, uno dei pochi poeti italiani contemporanei che vale la pena leggere.
Di tutte le acque chiare, la poesia è quella che meno indugia ai riflessi dei suoi ponti.
La crisi, i dissidi societari, la concorrenza, varie coincidenze sfavorevoli possono portare verso la chiusura un’azienda centenaria un tempo prospera e rinomata nel mondo? È quello che è successo alla Melegatti, azienda dolciaria di Verona produttrice del famoso Pandoro Melegatti.
Un violento terremoto scuote le viscere della Calabria, lasciando al suo passaggio morte e distruzione. Siamo alla fine del 1700 e anche a Bagnara Calabra si piangono le proprie vittime e si fa la conta dei danni, ma c’è qualcuno che rientrando nella propria casa prende una decisione risolutiva: si tratta di Paolo Florio e la sua scelta di abbandonare il paese natale alla volta di Palermo non cambierà per sempre solo la vita della sua famiglia, ma segnerà anche la storia d’Italia.
























