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L’unico ricordo di Flora Banks di Emily Barr (Salani, 2018), a cura di Elena Romanello

4 luglio 2018

Flora Banks, diciassette anni, ha perso la memoria a breve termine dopo una malattia che l’ha colpita a dieci anni:0683118_L unico ricordo di flora banks_Esec@01.indd ricorda cose della sua infanzia, ma per il resto vive in un eterno presente, ed è costretta a scrivere quello che le succede su un diario, sui post-it, o anche su mani e braccia.
Vive in un paesino della Cornovaglia con i suoi genitori, ha un fratello, Jacob, che da anni sta a Parigi, e un’amica, Paige, che si occupa di lei e del suo rapporto con il mondo esterno.  Ma una sera, durante una festa, Flora viene baciata dal bellissimo Drake, il ragazzo di Paige, e questo ricordo rimane nella sua mente, mentre tutto il resto sparisce. Paige si arrabbia con lei, i suoi genitori devono andare di corsa in Francia perché Jacob è gravemente malato e Drake parte per motivi di lavoro per l’estremo nord della Norvegia.
Flora decide di partire per ritrovare l’unica persona che forse può farle scoprire la verità: sarà un viaggio lungo, da cui tornerà con qualcosa in più, nuove consapevolezze e il sapere chi è, cosa le è successo davvero tanti anni prima e cosa vuole diventare.
Sotto l’etichetta di letteratura young adult spesso si trovano libri illeggibili e di pessima qualità: non è il caso di questo romanzo, un esordio, in cui non si cade nelle trappole del romanzetto ma si parla di argomenti non proprio facili come la memoria, il proprio posto nel mondo, chi si vuole essere, l’elaborazione del lutto e la ricerca della verità.
I media hanno raccontato spesso storie di persone da una certa età in poi che si confrontano con la perdita delle memoria dovuta a varie patologie, qui la protagonista è giovanissima e il non ricordare le ha tolto il senso del tempo, dell’esistenza, del fare progetti, dell’andare oltre il momento che presto svanisce. Una tematica non certo facile e che non si esaurisce nel corso del libro, perché Flora troverà un equilibrio ma la sua esistenza è ancora tutta da costruire, da inventare e da ricordare, anche se avrà finalmente, anche se con dolore e difficoltà, trovato dei punti fermi a cui appigliarsi.

Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa, si ringrazia Simona Scandellari.

Emily Barr ha lavorato come giornalista a Londra, ma il suo desiderio più profondo è sempre stato quello di stare in una stanza tranquilla a scrivere un libro. Così è partita per un lungo viaggio ed è tornata con un’idea per il suo primo romanzo. Da allora ne ha scritti più di una decina, ma questo è il suo esordio nella letteratura per giovani adulti: acclamato dalla critica e dal pubblico, è in corso di traduzione in più di 25 Paesi.

Lady Frankenstein e l’orrenda progenie a cura di Anna Maria Crispino e Silvia Neonato (Iacobelli, 2018) , a cura di Elena Romanello

4 luglio 2018

Sono passati duecento anni esatti dall’uscita di Frankenstein, il primo romanzo di fantascienza della Storia dellatrasferimento letteratura, scritto da una donna, Mary Shelley, personalità in anticipo sui suoi tempi e antesignana di tutte le autrici che l’hanno seguita da allora cimentandosi con il fantastico in tutte le sue forme, da Ursula K. Le Guin a Margaret Atwood.
Per festeggiare questo importante anniversario, nato da una sfida letteraria durante l’estate più buia e fredda degli ultimi due secoli sul lago di Ginevra a Villa Diodati, è senz’altro bene riprendere in mano il libro, ma anche immergersi nelle pagine dell’agile saggio edito da Iacobelli Lady Frankenstein e l’orrenda progenie, una raccolta di contributi di donne di oggi che si sono confrontate con l’autrice e la sua icona letteraria.
Dietro al libro, c’è un’associazione letteraria, Amiche e Amici di Mary Shelley, nata in Italia tra Lerici, Viareggio e La Spezia per ricordare i luoghi nel nostro Paese in cui visse la scrittrice durante la sua vita tormentata e errabonda, e questa è solo una delle scoperte che si fanno leggendo il libro.
Il primo saggio di Silvia Neonato racconta la personalità di Mary Shelley nel suo rapporto con il dolore e il lutto, presenti fin dalla sua nascita, che causò la morte della madre, Mary Wollenscraft, antesignana del femminismo, e che proseguì tutta la vita, con il suicidio dell’amata sorellastra, la morte di tutti i suoi figli in fasce, tranne uno, l’annegamento del marito Percy e il rapporto conflittuale con il padre.
Carla Sanguineti parla invece delle permanenze di Mary Shelley in Italia, Paese da lei amato, come da molti altri giovani intellettuali inglesi della sua generazione, che si appassionavano ai primi moti carbonari. Marina Vitale invece traccia un parallelo tra il personaggio di Frankenstein e il tema della generazione, materna o in questo caso artificiale, al centro della nascita di un essere che non ha chiesto di venire al mondo e si trova a dover fare i conti con la sua esistenza.
Sara de Simone parla del rapporto dell’autrice con mostruosità, morte e maternità, mentre Anna Maria Crispino si addentra a svelare come il mostro di Frankenstein sia stato solo il primo di una serie di creature meccaniche, che hanno portato poi ai moderni cyborg, più o meno simili agli esseri umani, come per esempio i replicanti di Blade Runner dal racconto di Philip K. Dick. Anna Maria Crispino cita anche il genere della distopia, il futuro negativo, perché Mary Shelley scrisse la prima storia distopica con un altro romanzo, meno noto ma non meno interessante, L’ultimo uomo.
Giovanna Pezzuoli racconta invece le incarnazioni cinematografiche di Frankenstein, con film interpretati da attori come Boris Karloff, Christopher Lee, Peter Cushing, Kenneth Branagh, Robert de Niro, senza dimenticare le parodie come l’esilarante Frankenstein junior di Mel Brooks con Gene Wilder e film su temi simili come Blade RunnerThe Rocky Horror Picture show L’isola del dottor Moreau dal romanzo di Welles.
Un libro interessante sia per gli studiosi di letteratura che per i cultori del fantastico, per scoprire o riscoprire come certi archetipi vengano da lontano e abbiano ancora molto da dire e da far riflettere oggi.

Provenienza del libro: omaggio dell’ufficio stampa, si ringrazia Stefania Baldazzi

Anna Maria Crispino è giornalista culturale e consulente editoriale, ha ideato e dirige la rivista letteraria Leggendaria. Libri Letture Linguaggi. È tra le fondatrici della Società italiana delle letterate (SIL).
Silvia Neonato, giornalista, genovese, vive a Genova. Organizzatrice di eventi culturali, è socia della SIL, di cui è stata presidente nel biennio 2012-2013. Ha debuttato su il manifesto, ha diretto il magazine Blue Liguria ed è nella redazione di Leggendaria. Ha lavorato a Roma per molti anni, nella redazione del giornale dell’Udi Noi donne, a Rai2 (nella trasmissione tv Si dice donna) e Radio3 (a Ora D), per poi tornare a Genova, al Secolo XIX, dove ha anche diretto le pagine della cultura. Fa parte del direttivo di Giulia, rete di giornaliste italiane. Ha partecipato con suoi scritti a diversi libri antologici di saggi.

Il libro delle spade a cura di Gardner Dozois (Mondadori, 2018) a cura di Elena Romanello

21 giugno 2018

42065-gardner-dozois-il-libro-delle-spadeArriva in libreria una nuova antologia di racconti fantasy curata da Gardner Dozois, Il libro delle spade, che come suggerisce il titolo mette al centro una delle icone del genere, la spada appunto, in mano a eroi e cattivi fin dai tempi delle leggende arturiane.
L’edizione italiana di Mondadori dà molto risalto che al suo interno ci sia un’altra storia di George R. R. Martin ambientata nel mondo di Westeros, ma sarebbe riduttivo leggere il libro solo per questo, visto che contiene altre prove brevi ma non certo di poco conto di nomi vari del fantasy contemporaneo anglosassone.
Infatti nel libro sono presenti in questa antologia autrici come K. J. Parker, Robin Hobb, ospite nell’edizione 2018 di Lucca Comics and Games, Ken Liu, Matthew Hughes, Kate Elliot, Walter Jon Williams, Daniel Abraham, C. J. Cherryh, Garth Nix, Ellen Kustner, Scott Lynch, Rick Lason, Elizabeth Bear, Lavie Tidhar e Cecelia Holland.
Tutti nomi da tenere d’occhio, alcuni già noti al pubblico italiano, altri da scoprire e questa può essere l’occasione buona: di solito si pensa al fantasy come ad un genere di storie lunghe, raccontate in più volumi, ma in a volte poche pagine autori e autrici sanno condensare vicende e restituire suggestioni, riprendendo a volte i loro universi e personaggi noti o addentrandosi in nuovi mondi.
Martin racconta un nuovo antefatto del mondo di Westeros, così come nelle due precedenti antologie di questo genere uscite negli anni scorsi, La principessa e la reginaLa ragazza nello specchio, ne I figli del drago, storia degli antenati dei personaggi che si conoscono grazie alla saga ancora da terminare, che potrebbero tra l’altro diventare oggetto di una nuova serie tv.
Il libro delle spade svela un volto molto diffuso da sempre della narrativa fantastica nei Paesi anglosassoni, quello del racconto, e si rivela come un libro agile, con tanti cambi di luoghi e personaggi, per integrare una biblioteca in tema già cospicua o magari da proporre a chi vuole avvicinarsi al genere.

Provenienza: libro preso in prestito presso le biblioteche del circuito SBAM.

Gardner Dozois è nato a Salem nel Massachusetts nel 1947. È il più importante editor americano di fantascienza e fantasy: il suo lavoro per la rivista Asimov’s Science Fiction gli è valso quindici Hugo Award per il miglior editor in diciassette anni, dal 1988 al 2004. Come scrittore ha vinto due volte (nel 1983 e nel 1984) il Nebula Award per il racconto breve. Con George R.R. Martin e Daniel Abraham ha scritto Fuga impossibile. Nel 2015 Mondadori ha pubblicato le antologie La Principessa e la Regina e altre storie di donne pericolose e La ragazza nello specchio e nuove storie di donne pericolose che Dozois ha curato insieme a Martin.

Ready Player One di Ernest Cline (De Agostini 2018) a cura di Elena Romanello

21 giugno 2018

ready-player-one-maxw-644La DeA Planeta ha riportato in libreria in una nuova edizione in occasione del film di Steven Spielberg il romanzo Ready Player One, avventura interattiva in un mondo virtuale, con echi di Matrix e di Willy Wonka, e zeppa di citazioni della cultura nerd e otaku degli anni Ottanta e Novanta.
Fin dalla prima pagina, attraverso le parole di Wade Watts, ragazzo di un futuro prossimo e distopico che evade nella realtà virtuale OASIS perché il mondo reale è deprimente, si viene catapultati in un’avventura che solo a prima vista si potrebbe catalogare per ragazzini.  Dietro ci sono gli squilibri del nostro mondo, la globalizzazione selvaggia, lo sfruttamento e il desiderio di evadere, di essere soli dentro una macchina, ma anche tutto un immaginario capace di conquistare più di una generazione, tra film, videogiochi, romanzi, comics, anime e telefilm.
Una storia di prove e livelli da raggiungere, come un videogioco, ma capace di avvincere alle pagine, mentre si seguono Wade e i suoi compagni di avventura nella ricerca degli indizi per vincere l’eredità di James Halliday, miliardario e nerd, inventore di OASIS, in cerca per tutta la vita di un luogo dove non sentirsi solo e e dove essere amato. Partite di videogiochi, premi, minacce e presenza di personaggi più vari, tanto che è una sfida indovinarli e ricordarli tutto, si affollano dentro un libro che non è solo nostalgico ma che vive anche di nostalgia.
Un libro che sembrava già scritto per diventare un film, capace di vivere in immagini già dalle parole: il film ha dovuto modificare alcune cose, non ha potuto usare per motivi di coyright Wargames Monty Phyton e il Santo Graal e ha optato per un lungo omaggio a  Shining, inoltre Spielberg sportivamente non ha citato i suoi film, presenti nelle pagine del romanzo.
Detto questo Ready Player One libro e film restano al momento due dei migliori omaggi a tutta una serie di icone che hanno cresciuto più di una generazione, in particolare Ernest Cline scrive delle pagine romanzate ma che in realtà raccontano sulle controculture giovanili del fantastico più di molti autorevoli saggi, non dimenticando di inserire qualche tirata sugli svantaggi di vivere isolati dal mondo, anche se quest’ultimo ha collassato e non è più un posto da vivere. Ma il mondo reale resta comunque l’unico posto dove si può mangiare un pasto decente e provare ad essere felici e amati.
A chi si può rivolgere Ready Player One? Ai nostalgici senz’altro e a chi vuole sapere di più su un universo di personaggi e storie ormai usciti dal ghetto di cose per ragazzini sfortunati, ma anche a chi vuole scoprire forze e limiti del mondo virtuale, oltre che ai giovanissimi che vogliano vivere un’avventura scritta e non vista o giocata.

Provenienza: libro presto in prestito dalla Biblioteca del Mufant, Museo della fantascienza e del fantastico, di Torino.

Ernest Cline (Ashland, 29 marzo 1972) è uno scrittore e sceneggiatore statunitense. Ha svolto a lungo mansioni sottopagate nel settore informatico in modo da avere molto tempo da dedicare alle sue reali passioni, ovvero internet e la cultura pop. Nel 2009 ha scritto la sceneggiatura del film indipendente Fanboys, storia di un gruppo di nerd fan di Star Wars.Nel giugno 2010 Cline ha pubblicato il suo primo romanzo, Player One . Da questo libro è stato tratto il film per la regia di Steven Spielberg. Nel 2015 è stato pubblicato Armada, secondo romanzo di Cline.

Pirati, robot e ragazze androidi: l’animazione giapponese di fantascienza di Elena Romanello (Anguana, 2018)

14 giugno 2018

copertina_stesa_pirati-robotHo deciso di continuare il mio viaggio nel mondo della cultura otaku e nerd occupandomi di uno dei generi più noti e amati ma di cui si è anche parlato più a sproposito dei manga e degli anime: la fantascienza.
Come ex bambina degli anni Settanta (e questo dice che sono ormai decisamente dalle parti dei ruderi) ricordo benissimo quando arrivò Goldrake o meglio Atlas Ufo Robot, robottone gigante e sorta di samurai mistico, che combatteva contro un impero malvagio di alieni che avevano già devastato il pianeta del suo pilota, tra crisi di coscienza e drammi.
L’idea del libro è infatti nata dal voler celebrare il quarantennale della prima messa in onda di questo anime e a ruota tutti gli altri anniversari analoghi, visto che il prossimo anno a ruota ci saranno quelli di Capitan Harlock, Il Grande Mazinga e Jeeg robot d’acciaio. Inoltre, quest’anno si festeggia un altro importante anniversario, il trentennale del film d’animazione Akira di Katsuhiro Otomo,  che ha sdoganato definitivamente manga ed anime come prodotti maturi, conquistando anche il mercato angloamericano e guadagnandosi l’interesse di mostri sacri come Spielberg e Lucas.
Quello che mi colpì negli anime di fantascienza e che continua a piacermi molto oggi è innanzitutto come abbiano saputo mescolare le suggestioni di una cultura millenaria come quella giapponese alla modernità più estrema, per come hanno saputo trattare per primi uno dei temi cardine di oggi, il rapporto uomo e macchina, per come hanno parlato di guerre del futuro ricordando quelle del passato, a cominciare dall’apocalisse atomica, per come hanno riletto con un occhio nuovo tutti i filoni della fantascienza, dalla space opera alla distopia, dal cyberpunk allo steampunk.
Un genere, quello fantascientifico, che continua ancora fino ad oggi, infatti la maggiore difficoltà che ho incontrato è stato ad un certo punto come chiudere: in questi ultimi anni sono uscite tante nuove opere con relativi eroi, ma sono tornati anche personaggi iconici del passato, in nuove versioni, come Mazinga Z Infinity Neon Genesis Evangelion, o in nuove storie dello stesso universo, come la saga infinita di Gundam.
Scrivere questo libro è stato un bel viaggio nel passato ma anche un capire oggi quanto manga ed anime abbiano contribuito a fare di me la persona che sono, e per l’ennesima volta ripeto che è assurdo averli accusati di incitare alla violenza: a me hanno fatto capire che esistono altre culture, di pari dignità con quella occidentale, hanno fatto riflettere sull’importanza dell’amicizia e della collaborazione e hanno colpito per la grande importanza che viene data ai personaggi femminili, perché finalmente la ragazza di turno non faceva la solita damigella in pericolo in attesa di essere salvata dall’eroe di turno, ma combatteva anche lei, persino una sfigatella come la non eccelsa Venusia di Goldrake.
Il mio non vuole essere un libro nostalgico,  ma un libro che parla di un filone fondamentale dell’immaginario, oggi riconosciuto,  comunque e presto o tardi tornerò sull’argomento, anche perché ci sono ancora tante cose da dire.
Di tutti gli anime di cui parlo nel mio libro, qual è il mio preferito? Difficile a dirsi, sono tanti i titoli interessanti, dal mio primo steampunk, Il mistero della pietra azzurra, all’universo di Ghost in the shell, ma in questo caso faccio la nostalgica e indico Goldrake appunto e Capitan Harlock, due storie e due personaggi rimasti nel mio cuore e che riescono ancora ad appassionarmi oggi, tanti e tanti anni dopo quei pomeriggi che non rimpiango degli anni Settanta, ma dove è iniziata una passione che oggi mi ha portata a fare tante cose interessanti e a conoscere tante bellissime persone.

Piuttosto m’affogherei di Valeria Palumbo (Enciclopedia delle donne, 2018) a cura di Elena Romanello

14 giugno 2018

PiuttostoValeria Palumbo torna a parlare di Storia delle donne, mettendo in luce gli aspetti meno noti, con Piuttosto m’affogherei, che ha come sottotitolo: Storia vertiginosa delle zitelle.
A chi rimase zitella, prima di chiamarsi e essere chiamate single, per scelta sua o altrui, è dedicato quindi un volume agile, appassionante, ottimamente documentato, che racconta tante storie, più o meno remote, che dimostrano come non sia così vero che il matrimonio o il convento fossero le uniche scelte possibili per le donne, anche se le altre possibilità non erano così facili e realizzabili.
Valeria Palumbo parte dall’antichità, con le figure mitiche ma pare con una forte base storica delle Amazzoni, facendo ripassare o scoprire antichi miti e non dimenticando una deviazione su Circe, prototipo della donna che basta a se stessa e per questo fa paura. Anche Virgilio mise nell’Eneide una donna libera e senza paura, la guerriera Camilla antesignana di tante figure simili presenti oggi in fumetti, romanzi e film di genere fantastico.
Nelle pagine del libro trovano spazio anche le donne sole e consacrate a varie forme di religiosità, dalle Vestali romane ai vari ordini religiosi, senza dimenticare le beghine, comunità al femminile che sceglievano di vivere insieme nei Paesi del Nord Europa con un’idea di comunanza dei beni che fu ripresa solo dai movimenti sessantottini e femministi secoli dopo e per molto meno tempo.
Non mancano le streghe, tra realtà e fantasia, e non bisogna dimenticare che molte donne furono messe al rogo solo perché vivevano senza un uomo accanto, ma anche le zitelle celebri come Elisabetta I d’Inghilterra e Cristina di Svezia, che scelsero due strade opposte per salvaguardare la propria libertà. La prima si definì sposata con il suo Paese, in un momento storico in cui qualunque matrimonio avrebbe provocato degli sconquassi in un’Europa in preda alle guerre di religione, mentre la seconda rinunciò al trono per poter essere libera di cambiare religione e non sposarsi.
Tra le figure famose spiccano anche le donne di scienza, da Ipazia, martire dell’integralismo religioso cristiano, a Rita Levi Montalcini, testimone dei drammi del Secolo breve, Shoah in testa, ma anche dell’emancipazione delle donne, le avventuriere come Catalina de Erauso, che fuggì nelle colonie spagnole nel Nuovo Mondo dove combatté come un uomo, le scrittrici, Jane Austen in testa, ma anche Emily Bronte, George Eliot e Louisa May Alcott, tutte single e si può dire per scelta.
Come sempre i libri di Valeria Palumbo sono pieni di notizie interessanti, ricerche nella Storia, vicende intriganti, reali ma appassionanti come un romanzo, per raccontare le mille sfumature dell’essere donna. Anche questa storia delle single d’antan non è da meno, svelando figure note o meno note ma tutte da scoprire.

Provenienza: omaggio dell’autrice che ringraziamo.

Valeria Palumbo  è giornalista, storica delle donne, tiene lezioni universitarie e scrive testi teatrali. Attualmente giornalista Rcs, è stata caporedattore de “L’Europeo” e di “Global Foreign Policy”, e ha lavorato all’edizione digitale de “La Gazzetta dello Sport” e al “Corriere della Sera”.
Collabora con varie testate e conduce corsi e incontri a festival storici e letterari. È membro della Società italiana delle storiche e dell’Associazione italiana Public History. È autrice prolifica. Tra le sue opere ricordiamo: Prestami il volto (2003), Le figlie di Lilith (2008), Svestite da uomo (2007)., L’ora delle Ragazze Alfa (2009), Dalla chioma di Athena (2010). Con enciclopediadelledonne.it ha pubblicato in eBook Le donne di Alessandro Magno (2013) e Veronica Franco (2014).

Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi di Vari (Runa editrice), a cura di Elena Romanello

6 giugno 2018

Si dice spesso che i più giovani non leggono, distratti dalle nuove tecnologie, ma questo non è sempre corretto, perché i fantasticopiù importanti fenomeni letterari di successo degli ultimi vent’anni si sono proprio rivolti a loro, rilanciando gli universi dell’immaginario, tra fantascienza e fantasy.
Proprio a questo è dedicato il saggio, o meglio la raccolta di saggi, veloci, agili ma esaurienti, Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi – Luci e ombre di 10 serie di successo –, un modo per riflettere, ripassare e riscoprire storie che hanno creato nuovi mondi non solo d’evasione che non hanno conquistato solo preadolescenti e adolescenti, visto che molti adulti li hanno nelle loro librerie e non solo perché hanno figli.
Dieci saggi su altrettante saghe, aiutate in alcuni casi anche dal cinema, che hanno saputo portare in mondi alternativi ma sempre metaforici dell’oggi, scritti da esperti del genere. In particolare Silvana de Mari si è confrontata con Harry Potter di J. K. Rowling, Paolo Gulisano con Narnia di C. S. Lewis, riportata in auge dal cinema, Marina Lenti con invece la serie dell’Ultimo elfo appunto di Silvana de Mari, Chiara Valentina Segré con Hunger Games di Suzanne Collins, Martina Frammartino con Percy Jackson di Rick Riordan, Maria Cristina Calabrese con il Mondo emerso di Licia Troisi, Pia Ferrari con Barthimeus di Jonathan Stroud,  Laura Costantini con Twilight, Amneris di Cesare con Shadowhunters di Cassandra Clare, approdata in TV dopo un film deludente, Cristina Lattaro con Divergent di Virginia Roth, caso più unico che raro in cui si rinuncia al lieto fine.
Il risultato è quindi un’introduzione a universi irrinunciabili, in cui si sono rilette icone del fantastico, si sono scoperti nuovi mondi popolati da creature fiabesche, si è riflettuto sul rischio di trovarsi in futuri distopici, facendo emergere che il Fantastico, a qualsiasi età, non è una fuga dalla realtà, ma un modo per trattare gli aspetti fondamentali della vita, tragici o gioiosi che siano e evidenziare quei riti di passaggio connessi alla crescita che poi segnano per tutta la vita.
La raccolta di saggi è stata curata da Marina Lenti, già studiosa del genere e la prefazione è di Emanuele Manco, curatore di Fantasy Magazine.

Provenienza: omaggio dell’editore che ringraziamo

Marina Lenti è una saggista italiana specializzata in letteratura fantastica, esperta della saga di Harry Potter a cui ha dedicato gli studi L’Incantesimo Harry Potter, (Delos Books, 2006), La Metafisica di Harry Potter, (Camelozampa, 2012), Harry Potter: il cibo come strumento letterario (Runa, 2015), J.K. Rowling: l’incantatrice di 450 milioni di lettori, (Ares, 2016).

La Festa delle Ombre lunghe al Mufant di Torino (8-10 giugno) a cura di Elena Romanello

6 giugno 2018

Il Mufant, Museo del fantastico e della fantascienza di Torino in via Reiss Romoli 49 bis organizza da venerdì 8 a domenica10 giugno la seconda edizione della Festa delle Ombre lunghe, una rassegna tra i mille modi di narrare storie immaginarie ma magari molto attuali.
La Festa delle Ombre lunghe è ideata dal Club Villa Diodati, un coordinamento che unisce appunto il Mufant,  il TOHorror Film Fest e la Libera Università dell’Immaginario. L’idea dell’evento nasce dal voler omaggiare tre interpreti iconici del cinema gotico degli anni Cinquanta e Sessanta, Peter Cushing, Christopher Lee e Vincent Price, nati proprio in questi giorni.
Si parlerà di cinema, di teatro, di musica, di impatto sociale sul territorio in periferia del Mufant e del suo futuro vicino, il MuPin, Museo piemontese dell’informatica, di nuove mostre e spazi, quali la mostra Memorie di città future con materiale delle collezioni dello studioso di Jules Verne Piero Gondolo della Riva e la sezione sul film indipendente Il magico Natale di Rupert.
Letteratura e fumetti avranno un ruolo centrale, con tavole rotonde, presentazioni, approfondimenti e la presenza di operatori e autori del settore.
Infatti venerdì 8 dalle 15 e 30, si parlerà con Orazio Labbate di atlanti fantastici, con Gian Piero Grandi, psicologo specializzato in problematiche di infanzia e adolescenza, di fantasmi del folklore e non, con Massimo Centini e Franco Pezzini del fondamentale bicentenario di Frankenstein e di come si sta muovendo il fantasy oggi con ospiti come le studiose di Tolkien Chiara Nejrotti e Luisa Paglieri, reduci dall’evento Sentieri tolkeniani.
Sabato 9 giugno ci sarà un doveroso omaggio allo scrittore e traduttore Sergio Altieri, a cura di Danilo Arona e Alessandro Defilippi, una tavola rotonda su chi oggi si cimenta con il genere gotico n Piemonte con Arona, Fabrizio Borgio, Maurizio Cometto, Davide Mana e Christian Sartirana e la presentazione del fumetto Paranoyd Boyd di Andrea Cavaletto.
Domenica 10 giugno si parlerà di fantascienza in Piemonte con il confronto Futuri a Nord-Ovest a cui parteciperanno Enrica Zunich, Davide Del Popolo Riolo, Antonio Fazio, Marco Perello e Franco Ricciardiello e del genere della distopia con Leonardo Patrignani.
Oltre a eventi e conferenze, al Mufant ci saranno anche vari stand di realtà attive nel fantastico, come la casa editrice Acheron Books, la libreria Vecchi e nuovi mondi e il Doctor Who Italian Fan Club, che propone tra le altre cose alcuni libri usciti sulla celebre e longeva serie TV in Italia e nel Regno Unito. Inoltre si potranno conoscere e scoprire i libri di tre autori del territorio torinese, e cioè  Alessandro Del Gaudio con la sua ultima fatica fantasy Aurora d’Inverno, Federico Ghirardi con la saga Bryan di Boscoquieto appena completata per la Corte editore e Cristina Vitagliano, autrice delle fiabe gotiche Dark Phantasy e del weird Il cuore quantistico.
Un’occasione quindi per scoprire e conoscere una serie di mondi che non stancano mai e che sono infiniti, come infinita è la fantasia.

Tutto quel buio di Cristiana Astori (Eliot 2018) a cura di Elena Romanello

29 Maggio 2018

14198-tutto-quel-buioCristiana Astori torna con un nuovo capitolo delle avventure di Susanna Marino, non più uscito per Mondadori in una collana da edicola, ma per Eliot edizioni in libreria.
Tutto quel buio vede Susanna, ormai laureata ma sempre alle prese con problemi di lavori precari e disoccupazione, oltre che con una famiglia che non capisce il suo desiderio di lavorare nel cinema, che resta il suo grande amore, di nuovo in cerca di un mistero legato ad un film perduto.
Stavolta Susanna viene mandata a Budapest sulle tracce di quello che sarebbe il primo, vero film su Dracula, Drakula halála di Károly Lajthay, girato negli anni Venti e dato per perduto, e si immergerà nella capitale ungherese, in un’atmosfera che ricorda gli horror dell’espressionismo tedesco, tra i primi film di genere fantastico ad essere realizzati. Tra cinici cacciatori di pellicole, folli collezionisti, ricordi delle dittature del Secolo breve e la presenza dell’affascinante gruppo ungherese dei Bela Lugosi’s Quartet, Susanna dovrà faticare non poco a portare a termine una missione da cui dipende la sua prossima sopravvivenza, rischiando anche non poco e scoprendo una storia man mano più intricata, toccante e agghiacciante legata al film.
Susanna Marino non è una vera investigatrice né una donna d’azione, ma un’eroina per caso, curiosa e testarda, guidata da una grande passione per il cinema, con problemi di narcolessia, con accanto spesso il personaggio ambiguo ma divertente di Steve Salvatori, un misto tra Tarantino e i Manetti Bros, anche lui cercatore di pellicole ma meno cristallino di lei.
Tutto quel buio è un thriller originale e insolito, ma anche un tributo al cinema: Drakula halála è un film realmente esistito, anche se è perso per sempre nella realtà, e molte delle circostanze raccontate nel libro sono reali. D’altro canto nei precedenti romanzi dedicati alle indagini cinefile di Susanna, Tutto quel neroTutto quel rosso e Tutto quel blu editi dal Giallo Mondadori si è parlato di film leggendari. Tutto quel rosso è un tributo a un cult riconosciuto come Profondo rosso di Dario Argento, mentre Tutto quel nero ha portato lo sguardo su un film che è stato davvero recuperato, (Un día en Lisboa con la bellissima e morta prematuramente Soledad Miranda), mentre in Tutto quel blu ha fatto riscoprire L’Autuomo film di fantascienza ritirato dalla circolazione dal regista Marco Masi.
Un libro per cinefili, curiosi e cultori del thriller, con una grande protagonista, oltre che Susanna, la città di Budapest, e un tributo all’immaginario sui vampiri, tra i più potenti ancora oggi.

Provenienza:  acquisto personale.

Cristiana Astori è bibliotecaria,  scrittrice, saggista e traduttrice, ha pubblicato su varie antologie, tra cui Eros e Thanatos (Supergiallo Mondadori, 2010), La Sete(Coniglio Editore, 2009), Anime Nere Reloaded (Mondadori, 2008) ed è autrice della graphic novel L’amore ci separerà (De Falco, 2003) e la raccolta di racconti Il re dei topi e altre favole oscure (Alacràn, 2006).
Nel 2011 è uscito il suo primo romanzo Tutto quel nero, seguito da Tutto quel rosso (2012 ) e Tutto quel blu (2014), nella collana Giallo Mondadori.

Storie della buona notte per bambine ribelli volume 2 di Francesca Cavallo e Elena Favilli a cura di Elena Romanello

29 Maggio 2018

bambineribelli2Dopo il grandissimo successo del primo volume, è arrivato in libreria Storie della buona notte per bambine ribelli 2, sempre ad opera Francesca Cavallo e Elena Favilli, pronto a raccontare altri cento destini straordinari di donne di ieri e di oggi, come fonte di ispirazione per le giovani generazioni ma anche come mezzo per combattere contro gli stereotipi di genere e i luoghi comuni, che vogliono le donne da sempre in posizioni subordinate e inattive e mai protagoniste di eventi o creatrici di mondi.
Difficile fare meglio della prima volta, con un libro che ha girato il mondo, conquistando anche vip come Priscilla Chan, pediatra, filantropa e moglie di Mark Zuckerberg, e l’attrice Ashley Judd, membro del movimento Metoo contro le molestie sessuali, oltre che vincitore di numerosi premi: il secondo volume è pari al primo, con nuove scoperte di donne, di vari Paesi, alcune protagoniste della cronaca di oggi, altre da riscoprire per le nuove generazioni e non solo per loro, con spazio davvero a tutte le culture e i Paesi, cosa non solo politically correct ma essenziale per una visione del mondo inclusiva.
Tra i nomi presenti in questo volume ci sono quelli della giallista Agatha Christie, ancora oggi l’autrice più venduta al mondo, di Anne Bonny, piratessa leggendaria nei Caraibi del Settecento, di Bebe Vio, atleta paralimpica e attivista sociale, di Cristina di Svezia, regina ribelle che preferì essere libera anziché regnare, di Eleanor Roosevelt, non solo una first lady, di Ellen Degeneres, una delle prime attrici a dichiararsi gay, di Emma Bonino, politica responsabile delle grandi battaglie civili nel nostro Paese, di Giusy Nicolini, sindaca dalla parte dei migranti e dell’umanità da Lampedusa, di J. K Rowling, autrice del grande fenomeno dell’immaginario del nostro tempo, la saga di Harry Potter, di Mary Shelley, ideatrice di un’icona del fantastico come Frankenstein giusto duecento anni fa, di Samantha Cristoforetti, prima donna italiana nello spazio, di Madonna, cantante e imprenditrice, di Beatrix Potter, a cui dobbiamo i primi libri per bambini, di Hedy Lamarr, attrice ma soprattutto scienziata che mise a punto le tecnologie grazie alle quali oggi si usano gli smart phone.
Ci sono anche schede dedicate a più donne, come le Black Mambas, donne poliziotte che combattono in Africa contro il bracconaggio, le matematiche afroamericane Katherine Johnson, Dorothy Vaughan e Mary Jackson, che portarono gli uomini nello spazio, e le attiviste per i diritti degli aborigeni australiani Molly Kelly, Daisy Kadibill e Gracie Fields.
Il libro è illustrato da varie donne, provenienti da più Paesi, Stati Uniti, Italia, Cina, Spagna, Indonesia, India, Regno Unito, Polonia, Svezia, all’interno di un progetto che ha saputo varcare i confini e essere riconosciuto ovunque per il suo valore e il suo interesse. Un progetto che si rivolge ad un pubblico di bambine ma che è senz’altro utile per chi da bambina non ha avuto in mano questo tipo di storie, senza paura di parlare di argomenti tabù e di storie non sempre a lieto fine, raccontando destini per troppo tempo assenti dai libri di Storia ma oggi fondamentali da approfondire.

Provenienza: acquisto personale.

Francesca Cavallo ed Elena Cavilli sono le autrici del bestseller mondiale Storie della buonanotte per bambine ribelli, tradotto in più di quaranta lingue e con oltre un milione di copie vendute in un anno. Nate e cresciute in Italia, nel 2012 si sono trasferite negli Stati Uniti, dove hanno fondato Timbuktu, una media company che sta ridefinendo i confini dell’editoria indipendente. Timbuktu unisce un appassionato gruppo di ribelli che lavorano a Los Angeles, New York, Atlanta, Merida (Messico), Londra e Milano.

I duellanti di Joseph Conrad a cura di Elena Romanello (El Doctor Sax, 2018)

23 Maggio 2018

41DFK1uvzkL._SX311_BO1,204,203,200_Il film che fece conoscere al pubblico internazionale Ridley Scott nel 1977 fu I duellanti, tratto dal racconto lungo Il duello di Joseph Conrad, storia di due ufficiali napoleonici che passano anni a inseguirsi e a scontrarsi per uno sgarbo mai digerito.
Se si è amato il film, dalla ricostruzione e fotografia impeccabili e con le grandi interpretazioni di Keith Carradine e Harvey Keitel, è senz’altro interessante leggere il racconto o romanzo breve che l’ha ispirato, pare basato su un fatto realmente accaduto durante le guerre di inizio Ottocento.
I duellanti libro, con un titolo che riprende quello del film, torna in una nuova edizione proposta da El Doctor Sax, realtà che propone titoli in italiano e in spagnolo, andando a recuperare classici assenti da troppo tempo, come questo, incentrato sul tema del doppio e dello specchio deformato in cui si vede l’altro e dello scontro implacabile tra dovere e ragione, tra sentimento e valori, tra rigidità e modernità.
I due ufficiali Feraud e D’Hubert passano la vita a contrastarsi e confrontarsi, per un fatto avvenuto nella loro gioventù che li ha segnati entambi: il primo è un guerriero appassionato e impetuoso, reincarnazione di antichi valori mai sopiti e rinnegati, in un mondo in cui tutto sta cambiando e stanno emergendo nuovi sistemi di valori non più legati a eroismi feudali. D’Hubert invece è più prudente e misurato, forse più in linea con i tempi nuovi in cui si trova a vivere. Con due visioni del mondo e del valore così diverse è inevitabile una rivalità che dura, mentre le campagne napoleoniche cambiano l’assetto sociale e istituzionale in un modo da cui non si potrà più tornare indietro, malgrado la Restaurazione.
Joseph Conrad racconta la storia di due uomini  che si odiano e si perseguitano per tutta l’Europa, caricando questo antagonismo di rancore, invidia, paura, ma allo stesso tempo di onore, lealtà e sentimenti irrazionali, rendendoli emblematici di un momento storico molto particolare ma anche di tutta una condizione umana che spesso trova nell’odio, nel trovare un nemico, nel volere a tutti i costi rivalità e partigianerie, una ragione di vita assoluta.
Un classico attuale e da scoprire o riscoprire, tra le opere più interessanti di un autore che raccontò il mondo dell’Ottocento, ormai avviato alla globalizzazione e al confronto con altri mondi e culture.
La traduzione di questa nuova edizione è di Cristina Vitagliano, che cura anche un’interessante postfazione per approfondire i temi di una storia che non lascia indifferenti, anche autrice di fiabe e romanzi dark come Dark Fantasy Il cuore quantistico.

Provenienza: omaggio dell’editore, che ringraziamo.

Joseph Conrad nacque il 3 dicembre 1857 a Berdichev, in Polonia (ora Ucraina). Figlio di un nobile patriota, esiliato dai russi per motivi politici il giovane Conrad, a 16 anni, lasciò la Polonia e si stabilì a Marsiglia. Per quattro anni si imbarcó su navi mercantili francesi e partecipò come soldato alle guerre carliste in Spagna. Ottenne la cittadinanza britannica nel 1886 e cambiò il suo nome. Nel 1902 si imbarcò per il Congo e l’esperienza di quegli anni costituì la base per The Heart of Darkness, il suo romanzo più famoso ed enigmatico. Autore di 13 romanzi, 2 memorie e 28 racconti brevi, tutti caratterizzati da uno stile denso, lirico e inquietante, Joseph Conrad morí d’infarto il 3 agosto 1924 a Canterbury, in Inghilterra.

Indomite di Pénélope Bagieu a cura di Elena Romanello (Bao Publishing, 2018)

23 Maggio 2018

1520376984_COVER-INDOMITELa Bao Publishing presenta il primo volume di Indomite, che raccoglie una prima serie di strisce della fumettista Pénélope Bagieu, attiva sulle pagine de Le Monde e non solo, con cui si vogliono raccontare vite di donne ribelli, che non si sono lasciate condizionare dalle limitazioni e dagli stereotipi, in varie epoche e sotto varie latitudini.
Si può pensare che in fondo non è una novità parlare di questo, visto che sono tanti i libri, e anche le graphic novel, che si interrogano sull’importanza che le donne hanno avuto nei secoli, in vari ruoli anche insoliti, ma l’autrice stavolta sceglie di parlare anche di figure poco note e appartenenti a culture che non vengono molto considerate, mescolando regine, scienziate, intellettuali, donne di spettacolo, ciascuna raccontata in una serie di vignette esaurienti che raccontano ad un pubblico vario, di giovanissimi e non solo, alcuni destini straordinari.
Le donne raccontate in questo primo volume sono tra le altre Clémentine Delait, la leggendaria donna barbuta che fece di un problema ormonale la sua forza, Nzinga, regina africana che affrontò gli invasori portoghesi nel Cinquecento, Lozen, sciamana e guerriera Apache, Joséphine Baker, artista e membro della Resistenza contro i nazisti, Tove Jansson, l’autrice dei Mumin, Margaret Hamilton, attrice specializzata in ruoli fuori dalle righe come la strega de Il mago di Oz, le sorelle Mirabal, emblema delle lotte contro la violenza sulle donne e la dittatura, Agnodice, la prima ginecologa di cui si conosce l’identità nella Grecia classica e l’attivista liberiana Leymah Gbowee. Donne quindi non sempre celeberrime, ma tutte da scoprire, alcune entrate nella leggenda e tutte con esistenze con qualcosa da raccontare, oltre che tutte capaci di cambiare qualcosa.
Un libro interessante per bambine e donne, e non solo per loro, dove l’autrice mostra le sue capacità di ricerca, disegno, ricostruzione di mondi, tra la vignetta e il fumetto, che ha colpito in Francia e non manca di colpire da noi, nel catalogo di un editore poliedrico, che parla di nuvole parlanti a 360 gradi, guardando all’intrattenimento coniugato alla qualità e alla capacità di far riflettere, suscitare emozioni e farsi domande.
Con molto piacere si nota che sulla costola di Indomite c’è un numero 1: ci saranno altre uscite, anche perché Pénélope Bagieu continua a sentire la necessità di confrontarsi con queste sorelle ribelli di vari angoli del mondo, Occidente, Americhe, Asia, Africa e oltre, tutte accomunate dal desiderio di fare qualcosa di diverso nella loro vita, per migliorarla e migliorare le esistenze di chi era vicino a loro.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa, si ringraziano Daniela e Chiara.

Pénélope Bagieu, nata nel 1982 a Parigi da genitori corsi e baschi, è un’illustratrice e fumettista francese. Nel 2007 crea il blog a fumetti Ma vie est tout à fait fascinante (www.penelope-jolicoeur.com), in cui racconta episodi della sua vita quotidiana con humour e grazia accattivanti. La successiva pubblicazione dell’omonimo libro riconferma il successo del blog anche sulla carta stampata. In seguito illustra le avventure di Joséphine e si cimenta in varie collaborazioni con la stampa, l’editoria e la pubblicità.
Nel 2010 pubblica il suo primo racconto di largo respiro, Cadavres exquis, per la Casa editrice Gallimard. Due anni dopo, per Delcourt, disegna con Boulet La Page blanche. Nel 2013, nel corso del Festival Internazionale del fumetto di Angoulême, viene nominata Cavaliere delle Arti e delle Lettere. Lo stesso anno collabora con Joann Sfar per il libro Stars of the Stars, sempre pubblicato con Gallimard. Con lo stesso editore pubblica nel 2015 California Dreamin’, che nel 2017 viene portato in Italia dalla Casa editrice BAO Publishing. Le vignette di Indomite sono uscite sul quotidiano Le Monde e poi sono state raccolte in volume.