L’unico ricordo di Flora Banks di Emily Barr (Salani, 2018), a cura di Elena Romanello

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Flora Banks, diciassette anni, ha perso la memoria a breve termine dopo una malattia che l’ha colpita a dieci anni:0683118_L unico ricordo di flora banks_Esec@01.indd ricorda cose della sua infanzia, ma per il resto vive in un eterno presente, ed è costretta a scrivere quello che le succede su un diario, sui post-it, o anche su mani e braccia.
Vive in un paesino della Cornovaglia con i suoi genitori, ha un fratello, Jacob, che da anni sta a Parigi, e un’amica, Paige, che si occupa di lei e del suo rapporto con il mondo esterno.  Ma una sera, durante una festa, Flora viene baciata dal bellissimo Drake, il ragazzo di Paige, e questo ricordo rimane nella sua mente, mentre tutto il resto sparisce. Paige si arrabbia con lei, i suoi genitori devono andare di corsa in Francia perché Jacob è gravemente malato e Drake parte per motivi di lavoro per l’estremo nord della Norvegia.
Flora decide di partire per ritrovare l’unica persona che forse può farle scoprire la verità: sarà un viaggio lungo, da cui tornerà con qualcosa in più, nuove consapevolezze e il sapere chi è, cosa le è successo davvero tanti anni prima e cosa vuole diventare.
Sotto l’etichetta di letteratura young adult spesso si trovano libri illeggibili e di pessima qualità: non è il caso di questo romanzo, un esordio, in cui non si cade nelle trappole del romanzetto ma si parla di argomenti non proprio facili come la memoria, il proprio posto nel mondo, chi si vuole essere, l’elaborazione del lutto e la ricerca della verità.
I media hanno raccontato spesso storie di persone da una certa età in poi che si confrontano con la perdita delle memoria dovuta a varie patologie, qui la protagonista è giovanissima e il non ricordare le ha tolto il senso del tempo, dell’esistenza, del fare progetti, dell’andare oltre il momento che presto svanisce. Una tematica non certo facile e che non si esaurisce nel corso del libro, perché Flora troverà un equilibrio ma la sua esistenza è ancora tutta da costruire, da inventare e da ricordare, anche se avrà finalmente, anche se con dolore e difficoltà, trovato dei punti fermi a cui appigliarsi.

Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa, si ringrazia Simona Scandellari.

Emily Barr ha lavorato come giornalista a Londra, ma il suo desiderio più profondo è sempre stato quello di stare in una stanza tranquilla a scrivere un libro. Così è partita per un lungo viaggio ed è tornata con un’idea per il suo primo romanzo. Da allora ne ha scritti più di una decina, ma questo è il suo esordio nella letteratura per giovani adulti: acclamato dalla critica e dal pubblico, è in corso di traduzione in più di 25 Paesi.

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