Piuttosto m’affogherei di Valeria Palumbo (Enciclopedia delle donne, 2018) a cura di Elena Romanello

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PiuttostoValeria Palumbo torna a parlare di Storia delle donne, mettendo in luce gli aspetti meno noti, con Piuttosto m’affogherei, che ha come sottotitolo: Storia vertiginosa delle zitelle.
A chi rimase zitella, prima di chiamarsi e essere chiamate single, per scelta sua o altrui, è dedicato quindi un volume agile, appassionante, ottimamente documentato, che racconta tante storie, più o meno remote, che dimostrano come non sia così vero che il matrimonio o il convento fossero le uniche scelte possibili per le donne, anche se le altre possibilità non erano così facili e realizzabili.
Valeria Palumbo parte dall’antichità, con le figure mitiche ma pare con una forte base storica delle Amazzoni, facendo ripassare o scoprire antichi miti e non dimenticando una deviazione su Circe, prototipo della donna che basta a se stessa e per questo fa paura. Anche Virgilio mise nell’Eneide una donna libera e senza paura, la guerriera Camilla antesignana di tante figure simili presenti oggi in fumetti, romanzi e film di genere fantastico.
Nelle pagine del libro trovano spazio anche le donne sole e consacrate a varie forme di religiosità, dalle Vestali romane ai vari ordini religiosi, senza dimenticare le beghine, comunità al femminile che sceglievano di vivere insieme nei Paesi del Nord Europa con un’idea di comunanza dei beni che fu ripresa solo dai movimenti sessantottini e femministi secoli dopo e per molto meno tempo.
Non mancano le streghe, tra realtà e fantasia, e non bisogna dimenticare che molte donne furono messe al rogo solo perché vivevano senza un uomo accanto, ma anche le zitelle celebri come Elisabetta I d’Inghilterra e Cristina di Svezia, che scelsero due strade opposte per salvaguardare la propria libertà. La prima si definì sposata con il suo Paese, in un momento storico in cui qualunque matrimonio avrebbe provocato degli sconquassi in un’Europa in preda alle guerre di religione, mentre la seconda rinunciò al trono per poter essere libera di cambiare religione e non sposarsi.
Tra le figure famose spiccano anche le donne di scienza, da Ipazia, martire dell’integralismo religioso cristiano, a Rita Levi Montalcini, testimone dei drammi del Secolo breve, Shoah in testa, ma anche dell’emancipazione delle donne, le avventuriere come Catalina de Erauso, che fuggì nelle colonie spagnole nel Nuovo Mondo dove combatté come un uomo, le scrittrici, Jane Austen in testa, ma anche Emily Bronte, George Eliot e Louisa May Alcott, tutte single e si può dire per scelta.
Come sempre i libri di Valeria Palumbo sono pieni di notizie interessanti, ricerche nella Storia, vicende intriganti, reali ma appassionanti come un romanzo, per raccontare le mille sfumature dell’essere donna. Anche questa storia delle single d’antan non è da meno, svelando figure note o meno note ma tutte da scoprire.

Provenienza: omaggio dell’autrice che ringraziamo.

Valeria Palumbo  è giornalista, storica delle donne, tiene lezioni universitarie e scrive testi teatrali. Attualmente giornalista Rcs, è stata caporedattore de “L’Europeo” e di “Global Foreign Policy”, e ha lavorato all’edizione digitale de “La Gazzetta dello Sport” e al “Corriere della Sera”.
Collabora con varie testate e conduce corsi e incontri a festival storici e letterari. È membro della Società italiana delle storiche e dell’Associazione italiana Public History. È autrice prolifica. Tra le sue opere ricordiamo: Prestami il volto (2003), Le figlie di Lilith (2008), Svestite da uomo (2007)., L’ora delle Ragazze Alfa (2009), Dalla chioma di Athena (2010). Con enciclopediadelledonne.it ha pubblicato in eBook Le donne di Alessandro Magno (2013) e Veronica Franco (2014).

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