Le serie televisive, soprattutto quelle statunitensi, hanno un vasto seguito di appassionati ormai anche nel nostro Paese da tempo, dove però non ha mai attecchito più di tanto una pubblicistica critica e narrativa in tema, a differenza per esempio anche solo della Francia.
Per questo motivo e non solo, risulta molto interessante l’uscita per Sperling & Kupfer de Il mondo del trono di spade, scritto da Chiara Poli, appassionata ed esperta di serie tv e già autrice tra le altre cose di un saggio su un altro celebre serial di genere fantastico, Buffy.
Il trono di spade, telefilm, anzi quasi sceneggiato ispirato alla saga fantasy di George R. Martin, ancora in corso di scrittura, rivive in una disanima delle prime quattro stagioni (la quinta è iniziata da poco su Sky), che vengono lette e rilette da vari punti di vista.
Chiara Poli racconta infatti somiglianze e differenze con i romanzi, ma anche i giochi di potere dei personaggi, le figure maschili e femminili, il codice d’onore e morale che governa tutto, le società descritte, la mitologia e la religione del mondo di Westeros, le influenze culturali e i richiami a classici e situazioni storiche, dalla guerra delle Due Rose a quella dei Trent’anni.
Un microcosmo complesso e affascinante, che emerge dalla visione della serie, certo, ma che Chiara Poli rende evidente ed interessante, raccontando il come e perché Il trono di spade o se si preferisce Game of thrones è diventato il fenomeno mondiale di fandom, un fandom interessante e multimediale, che l’ha seguito come telefilm, romanzo e fumetto, e che a questa serie ha ispirato eventi e raduni, anche qui in Italia, visto che la saga di Martin è ormai ospite fissa di fiere del fumetto e eventi sui libri e sul fantasy.
Il mondo del trono di spade è innanzitutto un libro scritto da una fan per gli altri fan, ovviamente per chi non si accontenta di una mera visione, ma vuole scoprire tutto il mondo dietro a quella che non è certo solo una serie tv, ma un’opera artistica che ha portato il fantasy, sia in letteratura che sul piccolo schermo, ad una dimensione adulta, più ancora che gli adattamenti di Tolkien e soci.
Ma il saggio di Chiara Poli può anche rivolgersi a chi vuole sapere qualcosa in più su una passione che coinvolge le persone più diverse, senza doversi subito sobbarcare tutti i romanzi di Martin (di cui i fan aspettano con impazienza gli ultimi due titoli annunciati e più volte rimandati, ma forse stavolta ci siamo) e la visione delle prime quattro, anzi quasi cinque stagioni. Del resto, una bussola per orientarsi a Westeros è ottima anche per chi conosce il suo mondo di lotte, intrighi, passione, violenze, aberrazioni e eroismi.
Tutto questo sperando in nuove pubblicazioni sul mondo delle serie tv, oltre che un’ovvia integrazione quando sapremo chi si è seduto sul trono di spade.
Chiara Poli è giornalista specializzata in cinema e serie tv, diplomata in Sceneggiatura presso la Civica Scuola di Cinema di Milano, collaboratrice di giornali specializzati come Tv Sorrisi e Canzoni, Telefilm Magazine, Satellite, docente in corsi sul linguaggio cinematografico e televisivo e responsabile del magazine on line delle reti Fox per diversi anni. Ha scritto diversi saggi sulle serie tv, romanzi comici e autobiografici, è animalista, vegetariana, cinofila e attivista per vari progetti benefici.
Dal 29 aprile al 4 maggio torna a Torino il festival del cinema a tematica omosessuale e transgender (TGLFF), giunto ormai alla trentesima edizione, e il cui programma completo è disponibile on line nel sito ufficiale 
La Roma di Pasolini non esiste più.
Gli occhi al finestrino, lascio fare al panorama. Ma questa malinconia balorda non ne vuole sapere, mi sta addosso più del caldo e delle mosche noiose. Come faccio sempre in questi casi, ritorno con la mente là, al mio posto speciale, la mia panca al limite del bosco. Mi sforzo di mettere a fuoco le montagne, il verde brillante dei prati e quello più scuro del ciliegio, e mia madre che viene verso di me con un paio di guanti e un mezzo sorriso che mi asciuga le lacrime.
Se vi parlassi di simmetria, cura maniacale di oggetti e dettagli, colori accesi (rosso e giallo, tra i preferiti), microcosmi in cui vivono personaggi che, in realtà, sono uomini – bambini mai cresciuti del tutto quale nome vi verrebbe sicuramente in mente?

Dal 20 al 25 aprile si festeggia la settimana della Lettura, e Torino aderisce con varie iniziative, in luoghi come le Biblioteche civiche, le biblioteche, la sede storica dell’Università, il Musli, Museo del libro per l’infanzia, con un pomeriggio dedicato a Emilio Salgari, e le case del quartiere, a cominciare dalla Cascina Roccafranca in via Rubino.
Malefica luna d’agosto di Cristina Guarducci, uscito a Marzo per Fazi editore, è un libro misterioso, strano, che mi ha ricordato Italo Calvino, ma anche certi scritti di Alberto Savinio (il fratello di Giorgio De Chirico) e di Iginio Ugo Tarchetti. La sua trama dà come la sensazione di entrare in un mondo surreale nel quale i diversi personaggi presenti portano le loro attenzioni e azioni a focalizzarsi su situazioni di vita quotidiana. Al centro dell’intreccio narrativo creato dalla Guarducci, che con questo libro è alla terza pubblicazione con Fazi, c’è una famiglia nobile fiorentina ormai decaduta, alle prese con una eredità contesa in una immaginaria località della Maremma. La famiglia in questione è quella dei Guastaldi, i cui componenti hanno tutti una caratteristica animalesca derivante da una sorta di malefico incantesimo, o forse più un difetto ereditario dovuto alle unioni tra consanguinei, che porta a far nascere dei primogeniti muniti da caratteri animaleschi e, spesso, mostruosi. La moglie del conte Gherardo, a conoscenza di questa imperfezione e in barba al divieto imposto dal marito, metterà al mondo in gran segreto due gemelli – Ugonotto e Gaddo- che lei stessa, poco prima di morire, affiderà a due contadini dipendenti della famiglia. Ugonotto diventerà adulto e, a conferma della tara genetica, avrà un aspetto disgustoso, ma la sua presenza fisica lo renderà una figura di tutto rispetto che, con il suo solo apparire e muoversi, riuscirà a conquistare le persone e pure gli animali della terra maremmana. E non a caso Ugonotto si sposerà la bella e ricca Marisa. La coppia avrà tre figli, anche loro con caratteristiche fisiche e comportamentali fuori dalla normalità, che in realtà riflettono patologie e comportamenti presenti anche nella società odierna. La vita della famiglia Guastaldi verrà destabilizzata quando da loro arriverà, volando con le proprie ali, come un fulmine a ciel sereno, Gaddo, il gemello odiato da Ugonotto. Questo uomo–pipistrello ha un fascino ammaliante che metterà a dura prova l’animo di Marisa. Il mondo proposto della Guarducci a tratti può sembrare una favola e fuori dalla realtà, ma leggendo con attenzione le vicende dei Guastaldi e comprendendo a fondo i caratteri dei diversi personaggi presenti nella narrazione, ci si rende conto che questi esseri letterari non possono essere etichettati solo cattivi, da una parte, e buoni, dall’altra, perché le caratteristiche del dire e del fare di ognuno dei presenti, rende i loro caratteri un misto di bontà e cattiveria. La presenza di entrambi i valori in queste creature letterarie dagli aspetti animaleschi, li porta ad essere simili agli uomini della realtà, cioè a coloro che come noi lettori stanno fuori dall’intreccio narrativo, a dimostrazione del fatto di quanto una storia scritta possa trasformarsi in uno specchio del mondo nel quale viviamo. Malefica luna d’agosto di Cristina Guarducci è una favola universale per adulti, rimandante alla dimensione dell’inconscio, nel senso che è vero che tutto accade nell’arco di tre giornate del mese di agosto, ma l’impossibilità di dare una collocazione temporale precisa alla vicenda raccontata rende i suoi contenuti validi ieri, oggi e domani. L’atmosfera narrativa, nella quale anche la natura stessa che fa da sfondo sembra essere viva e partecipe alle vicende di protagonisti, è caratterizzata da tinte fosche e noir che incutono timore, ma non fanno paura. Esse pongono il lettore davanti al fatto e alla presa di coscienza che le paure e le preoccupazioni quotidiane della spiantata e originale famiglia dei Guastaldi, forse, sono le stessi di tutto il genere umano.
Alle fronde dei salici comparve per la prima volta nel 1946, a Milano, nella raccolta Con il piede straniero sopra il cuore, in “Quaderni di costume” di Giancarlo Vigorelli. Poi nel febbraio del 1947 fu pubblicata da Mondadori nella raccolta Giorno dopo giorno.
Benvenuto professore Bonanate su Liberi di scrivere e grazie di avere accettato questa intervista. È docente di Relazioni internazionali presso la Scuola di Studi Superiori dell’Università degli Studi di Torino Ferdinando Rossi e la Struttura Universitaria Interdipartimentale in Scienze Strategiche. L’ho invitata a parlare con noi della crisi russo – ucraina, in un quadro internazionale piuttosto instabile, che vede l’Europa da un lato minacciata dal terrorismo islamico dell’ ‘ISIS di al-Baghdadi e dall’altro da una crisi si potrebbe definire interna in Ucraina. La storia dell’integrazione europea non è mai stata facile, ma si aspettava minacce di tale portata?
Il libro illustrato è un qualcosa presente nell’editoria italiana, sia come traduzione di titoli stranieri che come proposta di prodotti italiani, considerato spesso, e non sempre a ragione, riservato ad un pubblico molto giovane.
























