:: Roma vista controvento, Fulvio Abbate (Bompiani, 2015) a cura di Federica Guglietta

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wLa Roma di Pasolini non esiste più.

Quella Roma piena di borgate e fermenti culturali, in un tempo in cui l’occhio dell’artista riusciva a cogliere in modo realistico e per nulla edulcorato la vita della gente comune. Una Roma in bianco e nero, ma piena di colore e vitalità. Un cuore pulsante contornato di idee, opinioni politiche, opinioni. Certo, qualcuno dai piani alti si è mosso. Qualcuno che aveva mezzi per mettere a tacere tutto.

Oggi che rimane? Niente? Qualcosa, forse. La Roma dei nostri giorni è diversa. La Roma dei nostri giorni ha in sé un dualismo difficile da raccontare. Anche la Città Eterna di Pier Paolo Pasolini ce l’aveva, questa duplicità, divergenza, questo contrapporsi tra immobilità e brulicare.

Ci è riuscito Fulvio Abbate col suo nuovo libro Roma vista controvento, edito da Bompiani e presentato da Carlo Verdone, curatore della prefazione, e Barbara Palombelli lo scorso 21 aprile presso la libreria Fandango in via dei Prefetti.

Una Roma vista – appunto –  controvento, da una direzione opposta a quella ordinaria, con un altro punto di vista. Più che una guida, come sembrerebbe dalla scritta a caratteri cubitali che campeggia in copertina, un viaggio.

Un viaggio inaspettato, anticonformista, che lascia spazio a tutti e nessuno con l’occhio critico e il cuore ferito di chi Roma la ama e non la sopporta, di chi ne nota bellezza e degrado, benessere e degrado. Volendo essere più precisi: il benessere oligarchico, il disagio dilagante. Questo viaggio spazia dai quartieri alti, rappresentazione architettonica del potere, locus amoenus solo politici, prelati e gente che conta, per chi conosce chi e si guarda le spalle a vicenda, per scandali, inadempienze, raccomandazioni e chi più ne ha più ne metta, ai salotti culturali che ormai vedono la cultura solo come mercificazione ed ostentazione ed arriva ai quartieri dimenticati, quelli dove vive la gente comune. Ed è proprio la gente comune ad essere il cuore pulsante di una Roma che, altrimenti, sarebbe solo scheletro delle glorie passate, dalla maestosità dell’Impero agli anni in cui Roma Capitale non significava corruzione, ma arte e set di film che hanno fatto Storia.  Abbate strizza un occhio alla normalità e mette in evidenza pregi e difetti, riso e pianto, amore e odio.

Tappe parlanti di questo viaggio – analisi minuziosissima sono: il cannone del Gianicolo, il nastro trasportatore bagagli dell’aeroporto “Leonardo da Vinci”, i sanpietrini, i negozi di arredi liturgici e indumenti  religiosi, la storica casa di Alberto Sordi sull’Appia Antica, il baccalà, i luoghi di Pasolini, via Margutta, i cinegiornali dell’Istituto Luce, il balcone di Palazzo Venezia, il ristorante “Cencio La Parolaccia”, il Cimitero Acattolico al Testaccio, i souvenir al Vaticano, la pizza bianca con la mortazza e le pizzerie al taglio, Venditti – De Gregori – Baglioni,  la Garbatella e tanto altro.

Mastodontico anche nella forma, ma anche nella sostanza, questo viaggio – analisi – libro indagine di 697 pagine vi conquisterà dal primo capitolo. Strappandovi sorrisi, seppur, la maggior parte delle volte, amari e spingendosi, sicuramente, alla riflessione.

Fulvio Abbate, classe 1956, è nato a Palermo e vive a Roma. Scrittore, ha pubblicato i romanzi Zero maggio a Palermo (Theoria, 1990 – Baldini & Castoldi, 2003), Oggi è un secolo (Theoria, 1992), Dopo l’estate (Bompiani, 1995), La peste bis (Bompiani, 1997), Teledurruti (Baldini & Castoldi, 2002), Il ministro anarchico (Baldini Castoldi Dalai, 2004), Quando è la rivoluzione (Baldini Castoldi Dalai, 2008), Intanto anche dicembre è passato, (Baldini & Castoldi, 2013), Roma vista controvento (Bompiani, 2015), il suo ultimo lavoro. Opinionista, ha scritto dal 1992 al 2008 su l’Unità, collaborando inoltre con Reporter, Rinascita, La Stampa, Tuttolibri, Il Mattino, Il Messaggero, Il Riformista, Sette, Il Foglio, La Lettura, Gli Altri, Il Fatto Quotidiano. Attualmente scrive per Il Garantista. Nel 1998 nasce Teledurruti – una televisione monolocale, ospitata prima da un’emittente romana e poi diventata un canale su YouTube. Nell’agosto del 2012 ha fondato Situazionismo e libertà, partecipando alle primarie del centrosinistra con lo slogan Aboliamo il lavoro, per poi passare ad un messaggio libertario più esplicito e paradossale: Abbasso la realtà. Tra i suoi mille altri scritti troviamo un bellissimo Pier Paolo Pasolini raccontato ai ragazzi (Dalai editore, 2011), seguito da Pasolini raccontato a tutti (Baldini & Castoldi, 2014). Nominato Commandeur Exquis de L’Ordre de la Grande Gidouille a Parigi nel 2012, ha ricevuto il 41° Premio Satira Politica di Forte dei Marmi per l’informazione sul web nel settembre 2013.
(www.teledurruti.it)

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Una Risposta to “:: Roma vista controvento, Fulvio Abbate (Bompiani, 2015) a cura di Federica Guglietta”

  1. Bradipa Says:

    L’ha ribloggato su Un Bradipo In Famigliae ha commentato:
    ATTENZIONE, ATTENZIONE! ANCHE NOI BRADIPI LEGGIAMO E SCRIVIAMO, RECESENDO COSE! CI SIAMO EVOLUTI.

    La Roma di Pasolini non esiste più, ma c’è qualcuno che prova a raccontarla da un’altra direzione.
    Quel qualcuno è Fulvio Abbate con il suo ultimo libro “Roma vista controvento” (Bompiani, 2015) e questa è la recensione per il blog di recensioni e interviste Liberi di scrivere.

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