:: Ovunque tu sarai, Fioly Bocca, (Giunti, 2015)

ovuGli occhi al finestrino, lascio fare al panorama. Ma questa malinconia balorda non ne vuole sapere, mi sta addosso più del caldo e delle mosche noiose. Come faccio sempre in questi casi, ritorno con la mente là, al mio posto speciale, la mia panca al limite del bosco. Mi sforzo di mettere a fuoco le montagne, il verde brillante dei prati e quello più scuro del ciliegio, e mia madre che viene verso di me con un paio di guanti e un mezzo sorriso che mi asciuga le lacrime.

Una sosta imprevista mi distrae: qualcuno sentiva il bisogno di un caffè, così ci fermiamo nel piazzale davanti all’ingresso di un piccolo bar senza troppe pretese. Mentre il gruppo si dirige all’entrata, la mia attenzione viene rapita dalla vista
della valle che si apre sul fianco della spianata. Dal ciglio del burrone si gode la vista dei monti bruni e aridi che delimitano il deserto, così diversi da quelli della mia terra, ma così affascinanti.
E cosa vedo pochi passi più in là? Una panca, poche assi di legno arrangiate che dominano la valle di fronte. Mi siedo e quasi non mi stupisco quando noto, appoggiati accanto a me, un paio di guanti. Guanti leggeri, di quelli che le donne marocchine usano per coltivare la terra.

Questa recensione è un po’ particolare, lo capirete continuando a leggere, e dimostrerà in un certo senso come i libri influenzano la vita, proprio la nostra quella di tutti i giorni. La mia, la tua, quella di tutti. A volte cosa leggiamo nei libri può suggerirci di fare qualcosa capace di cambiare e perché no migliorare la vita di tanti, e questo ammettiamolo è una delle cose più belle che ti può regalare un libro, in questo caso Ovunque tu sarai di Fioly Bocca.
Cosa ha di speciale questo libro? Forse niente, direte voi, è una storia minima, una storia d’amore, raccontata con penna lieve, e forse un po’ di poesia, ma non si discosta dai tanti romanzi sentimentali che potrete leggere, alle storie al femminile, come si usava dire una volta.
Tutte le volte che ho a che fare con la letteratura sentimentale o al femminile che dir si voglia, penso invariabilmente a Giorgio Scerbanenco e rifletto che non è il genere di per se zeppo di clichè, monotono, o ripetitivo, ma tutto dipende dall’autore che lo pratica. Scerbanenco oltre a inventare il noir all’italiana scrisse romanzi sentimentali e lo fece dignitosamente, forse Mio adorato nessuno, resta, almeno per me, il suo più bello, ma il punto è che se uno scrittore ha qualcosa da trasmettere non importa il genere che affronta, ciò che scrive ha invariabilmente qualcosa di speciale, capace di trasmettere bellezza.
Ma parliamo del libro: Ovunque tu sarai narra la storia di Anita e del suo inatteso incontro sul treno TorinoMilano con Arun, giovane scrittore di favole di origini italo-cambogiane.
Di Anita cosa sappiamo? Che è originaria delle Dolomiti, e ora vive a Torino, con Alice. Lavora in una casa editrice, per lo più correggendo bozze, poco apprezzata dal suo principale, sottopagata e senza prospettive di fare cosa realmente vuole. Ha un fidanzato Tancredi, un fotoreporter in carriera, con cui fa progetti di un futuro insieme anche se il loro rapporto ormai è logorato e l’indifferenza di lui e il suo preferire il lavoro a farla sentire amata, l’ha quasi spento del tutto.
Questa è la realtà ma nelle email che scrive alla sua madre morente, tutto viene trasfigurato in una corona di bugie dette a chi ami e vuoi tranquillizzare e convincere che sei felice. Il lavoro diventa una brillante carriera, Tancredi il migliore dei fidanzati, attento e disponibile, la sua vita una vita piena e soddisfacente.
Di Arun cosa sappiamo? Che i suoi genitori sono morti in Cambogia, durante gli anni del genocidio, e forse questa sua condizione di orfano gli ha dato una sensibilità speciale, la capacità di leggere dentro le persone e scrivere bellissime favole per bambini.
Nascerà un amore tra loro? Ci saranno ostacoli, fraintendimenti, verità non dette? Ogni storia d’amore è unica e speciale e così è la storia tra Anita e Arun. Raccontata con delicatezza e poesia, grazie ad un uso calibrato delle parole, quasi scelte una per una, dopo vari tentativi. Poi ci sono anche i luoghi a dare spessore alla storia: le montagne delle Dolomiti, i Murazzi e il Balon di Torino, la luce accecante di Marrakech, la neve di Copenhagen.
Tra le pagine di questo libro, ho trovato il mio tesoro. A un certo punto si parla di un progetto di Arun, scrivere un libro di favole il cui ricavato devolvere per i piccoli migranti, e ho pensato perchè non farlo davvero? Perchè non scrivere un ebook di favole e il ricavato darlo per migliorare le vite dei più piccoli che in questi anni stanno attraversando il Mediterraneo per venire in Europa. Tra chi mi legge c’è qualcuno che vuole aiutarmi, scrivendo una favola per questo progetto, o disegnando tavole colorate? Potremo decidere insieme come e dove pubblicarlo e a quale associazione devolvere il ricavato. Vi aspetto numerosi, potete scrivermi qui nei commenti o alla mia mail.

Aggiornamento:

Già numerose le adesioni come semplici supporter o proprio mettendosi in gioco scrivendo una favola, non solo scrittori ma anche se semplici lettori di questo blog. Abbiamo aperto un gruppo su Fb per parlare di tutti i dettagli: qui Chi non è su Fb sarà aggiornato via mai. Grazie a tutti.

Nuovo aggiornamento:

Il 22 dicembre 2016 è finalmente uscito “Favole Migranti”, acquistabile su Amazon al costo di 2,99 Euro. Tutti gli autori devolvono l’ intero ricavato ad associazioni che si occupano dei giovani migranti. Grazie a tutti.

Fioly Bocca ha 38 anni, laureata in Lettere Moderne all’Università degli Studi di Torino, si è specializzata con un corso in redazione editoriale. Vive tra le colline del Basso Monferrato ed è mamma di due bambini, di 2 e 3 anni. Tra le esperienze professionali più importanti: ha collaborato in qualità di redattrice con la casa editrice Einaudi, con settimanali locali e ha svolto uno stage presso il quotidiano “La Stampa”. Da febbraio 2004 lavora al CSI-Piemonte di Torino, nell’ambito della comunicazione on line. È autrice di un capitolo del romanzo “Spauracchi” (AAVV, Bacchilega Editore, 2005) e di un racconto per bambini incluso nel volume “Le storie di Ugo e Tea” (AAVV, Noi per voi per il Meyer Onlus, 2012). Da due anni cura il blog: www.bbodo.it.

Una Risposta to “:: Ovunque tu sarai, Fioly Bocca, (Giunti, 2015)”

  1. :: Favole migranti, AA. VV. (Amazon, 2016) | Liberi di scrivere Says:

    […] 22 dicembre 2016 è finalmente uscito “Favole Migranti”. Tutto è nato qui  e dalla risposta a questa semplice domanda: perchè non scrivere un ebook di favole e il ricavato […]

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