:: Malefica luna d’agosto, Cristina Guarducci, (Fazi, 2015) a cura di Viviana Filippini

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8Malefica luna d’agosto di Cristina Guarducci, uscito a Marzo per Fazi editore, è un libro misterioso, strano, che mi ha ricordato Italo Calvino, ma anche certi scritti di Alberto Savinio  (il fratello di Giorgio De Chirico) e di Iginio Ugo Tarchetti.  La sua trama dà come la sensazione di entrare in un mondo surreale nel quale i diversi personaggi presenti portano le loro attenzioni e azioni a focalizzarsi su situazioni di vita quotidiana. Al centro dell’intreccio narrativo creato dalla Guarducci, che con questo libro è alla terza pubblicazione con Fazi, c’è una famiglia nobile fiorentina ormai decaduta, alle prese con una eredità contesa in una immaginaria località della Maremma. La famiglia in questione è quella dei Guastaldi, i cui componenti hanno tutti una caratteristica animalesca derivante da una sorta di malefico incantesimo, o forse più un difetto ereditario dovuto alle unioni tra consanguinei, che porta a far nascere dei primogeniti muniti da caratteri animaleschi e, spesso, mostruosi. La moglie del conte Gherardo, a conoscenza di questa imperfezione e in barba al divieto imposto dal marito, metterà al mondo in gran segreto due gemelli – Ugonotto e Gaddo- che lei stessa, poco prima di morire, affiderà a due contadini dipendenti della famiglia. Ugonotto diventerà adulto e, a conferma della tara genetica, avrà un aspetto disgustoso, ma la sua presenza fisica lo renderà una figura di tutto rispetto che, con il suo solo apparire e muoversi, riuscirà a conquistare le persone e pure gli animali della terra maremmana. E non a caso Ugonotto si sposerà la bella e ricca Marisa. La coppia avrà tre figli, anche loro con caratteristiche fisiche e comportamentali fuori dalla normalità, che in realtà riflettono patologie e comportamenti presenti anche nella società odierna. La vita della famiglia Guastaldi verrà destabilizzata quando da loro arriverà, volando con le proprie ali, come un fulmine a ciel sereno, Gaddo, il gemello odiato da Ugonotto. Questo uomo–pipistrello ha un fascino ammaliante che metterà a dura prova l’animo di Marisa. Il mondo proposto della Guarducci a tratti può sembrare una favola e fuori dalla realtà, ma leggendo con attenzione le vicende dei Guastaldi e comprendendo a fondo i caratteri dei diversi personaggi presenti nella narrazione, ci si rende conto che questi esseri letterari non possono essere etichettati solo cattivi, da una parte, e buoni, dall’altra, perché le caratteristiche del dire e del fare di ognuno dei presenti, rende i loro caratteri un misto di bontà e cattiveria. La presenza di entrambi i valori in queste creature letterarie dagli aspetti animaleschi, li porta ad essere simili agli uomini della realtà, cioè a coloro che come noi lettori stanno fuori dall’intreccio narrativo, a dimostrazione del fatto di quanto una storia scritta possa trasformarsi in uno specchio del mondo nel quale viviamo. Malefica luna d’agosto di Cristina Guarducci è una favola universale per adulti, rimandante alla dimensione dell’inconscio, nel senso che è vero che tutto accade nell’arco di tre giornate del mese di agosto, ma l’impossibilità di dare una collocazione temporale precisa alla vicenda raccontata rende i suoi contenuti validi ieri, oggi e domani. L’atmosfera narrativa, nella quale anche la natura stessa che fa da sfondo sembra essere viva e partecipe alle vicende di protagonisti, è caratterizzata da tinte fosche e noir che incutono timore, ma non fanno paura. Esse pongono il lettore davanti al fatto e alla presa di coscienza che le paure e le preoccupazioni quotidiane della spiantata e originale famiglia dei Guastaldi, forse, sono le stessi di tutto il genere umano.

Cristina Guarducci è nata a Firenze e vive a Prato. Per oltre vent’anni, ha lavorato a Parigi come psicanalista junghiana. Il suo romanzo d’esordio, Mitologia di famiglia (Fazi, 2006), è stato molto apprezzato dalla critica per la sua originalità nel panorama narrativo attuale. Nel 2010 è uscito, sempre per Fazi, Nonchalance.

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