Ho un figlio di quindici anni, al quale una cugina insegnante consiglia le letture. E’ stata lei a segnalarmi questo romanzo. “Pensa al Giovane Holden” mi dice, “ma più verosimile. Cioè gli togli i lunghi monologhi e gli innesti l’umorismo“. Il mondo che disegna l’autore, infatti, è un mondo di cui l’intima fragilità splende anche di fronte alla durezza degli uomini.
«Nel mio mondo di mali inferiori, non faccio in tempo a trovare le risposte che già cambiano le domande. L’ultima l’ho sentita gridare a vocali stracciate da Tea, mia sorella, ed era una sola parola: perché. Con i perché riempi l’infanzia, o spezzi la vita agli adulti».
Il protagonista del romanzo ha sedici anni, un mattino scopre che l’udito si riduce e non c’è modo di tornare indietro. Allora che fa? Si adopera per vedere la perdita di uno dei sensi non come una tragedia ma come un cambio d’uso. Sullo sfondo ci sono interni familiari e uno splendido lirismo urbano, situazioni plausibili e una scrittura così bella da mettere in imbarazzo. Su tutto pesa la consapevolezza che i suoni spariranno, eppure non c’è traccia di resa. C’è piuttosto la robusta volontà di trasformare il guaio in qualcosa che guaio non è. E poi la scuola, gli amici, la chitarra, i dispetti, la solitudine, la scoperta dell’amore, consegnate senza stereotipi, senza addobbi e inutili dettagli, perché il dettaglio lo mette la fantasia del lettore catturato in una grande storia. Una storia di conoscenza e di ricerca interiore del sé attraverso un handicap che non è dolore, ma forza ribelle.
«L’abbraccio è un nodo che stringi a braccia intorno alla vita di una persona, è un dialogo di cuori che battono l’uno nel petto dell’altro, è uno scambio di protezione dato coi visceri, di muscolo. L’abbraccio è quando cadi dal mondo e qualcuno ti tiene saldo sui piedi, fermando l’equilibrio sul sentimento (…). Per questo la Terra è una sfera bislunga, con milioni di nuvole per la testa: molti l’hanno abbracciata sul serio. L’abbondanza di falsi non l’ha ingannata né scalfita, si è lasciata plasmare dalla verità. Con un abbraccio puoi esprimere il trionfo o gettarti tranquillo nel sonno, là dove gli incubi sono vinti dall’unione, perché la paura è codarda e teme chi la affronta in maggioranza».
Ci sono romanzi che cambiano la vita. Questo è uno dei pochi.
Fabio Ivan Pigola a Milano, è responsabile di “kultural.eu” e ghost writer letterario. Studioso di scienze sociali, politiche e storiche, ha pubblicato i saggi Emancipazione della Ragione (Eclettica Edizioni, 2015), e Lo Spazio Spirituale (Solfanelli, 2015).
Source: acquisto del lettore, dopo segnalazione dell’insegnante.
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Yeruldelgger regardait avec horreur ce que sa Mongolie pouvait devenir. Dans les forêts dépecées, il voyait ses steppes lardées de mines à ciel ouvert. Dans les quartiers d’isbas de mauvais bois où se résignait un sous-prolétariat désœuvré, il reconnaissait ceux des yourtes à Oulan-Bator où se desséchaient les vieilles grands-mères pendant que les vieux nomades s’imbibaient de vodka chinoise de contrebande. Et les mêmes immeubles à la soviétique qui se délitaient entre des route précaires et des rues défoncées. Il sentit son âme enfler d’un terrible découragement. 

































