:: Fiabe in rosso, Lorenzo Naia, Roberta Rossetti (Verba volant, 2015) a cura di Elena Romanello

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Quante volte si è sentito dire che certi stereotipi sessisti contro le donne nascono proprio dalle fiabe classiche, o meglio da come sono state tramandate, che presentano l’altra metà del cielo come sottomessa, passiva e in cerca sempre e solo di un Principe azzurro che la salvi? Tante, troppe volte.
Per fortuna, molte fiabe sono state rilette in tal senso, ma si è trattato praticamente sempre di progetti rivolti ad un pubblico adulto, come il lavoro che fece per esempio Angela Carter nel suo Le fiabe delle donne.
Fiabe in rosso, uscito per Verba Volant con i testi di Lorenzo Naia e i disegni di Roberta Rossetti si rivolge invece ad un pubblico di bambini e bambine, anche se non fa male leggerlo se si ha qualche anno in più. Tra le pagine del libro si ritrovano una serie di fiabe della tradizione, con protagoniste femminili e da sempre icone di sottomissione e conformismo, rivisitate nel finale. Per cui Mignolina troverà qualcosa di meglio di un principino come lei, Cappuccetto rosso si salverà senza l’intervento del Cacciatore, Biancaneve salverà lei il principe, Rosaspina, cioè la Bella Addormentata, si sveglierà con l’aiuto di qualcuno di imprevisto e Raperonzolo non attenderà in eterno chiusa nella torre.
1Un modo efficace per scardinare gli stereotipi di genere e per rappresentare eroine che dicano ai bambini e alle bambine che non ci sono ruoli preordinati e che ognuno è padrone del proprio destino e di cosa vuole essere e diventare. Il tutto aiutato dai testi di Lorenzo Naia, che ha ideato il progetto la Tatamaschio, in cui vuole lottare contro luoghi comuni che perpetuano violenza, sopraffazione e stereotipi.
Interessanti anche i disegni di Roberta Rossetti, lontani dall’iconografia che vuole le principesse delle fiabe tutte perfette nella loro eterna attesa, con disegni più vicini alla sensibilità dei bambini e bambine più piccoli, con all’interno inserti di carta di giornale come aggancio alla realtà e alla cronaca.
Il richiamo al rosso, non certo un colore zuccheroso, rende omaggio ad uno dei più importanti progetti per i diritti delle donne portato avanti in questi anni, Zapatos Rojos di Elina Chauvet, per non dimenticare le donne morte in Messico nella zona di Ciudad Juarez e con loro tutte le donne vittime di violenza, una cosa che non è certo una fiaba.
Fiabe in rosso è un libro doveroso per i più piccoli e piccole, ma da leggere anche se si è più grandi, anche perché certi stereotipi inculcati a forza sono duri a morire, e anche in età adulta possono creare non pochi problemi.

Lorenzo Naia è educatore e parent coach e coordina un centro educativo per bambini e ragazzi dai 2 ai 16 anni. Ha conseguito una laurea in psicologia della comunicazione ed ha approfondito le tematiche della psicologia dell’educazione e del disegno infantile.

Roberta Rossetti è illustratice e scenografa, laureata presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, con anche un diploma presso la sabauda Accademia Pictor in Illustrazione per l’infanzia. Gestisce laboratori di educazione all’immagine per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo l’Ufficio Stampa Verba volant.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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