“L’imperatrice Sissi a Madeira” ĆØ il libro di Valerio Vitantoni, edito da Ugo Mursia Editore, nel quale l’autore affronta la figura della giovane imperatrice Sissi, dalla giovinezza introversa, alla vita alla Corte asburgica non proprio facile, fino alla malattia che la colpƬ verso il 1860 e che la mise a dura prova. Da lƬ, il viaggio, o forse più una fuga, a Madeira, in Portogallo, dove ci fu una vera e propria rinascita per la donna. A raccontarci qualche dettaglio in più sull’imperatrice l’autore Vitantoni.
Dove nasce la passione per la casa reale austrica e per la figura di Sissi? La mia passione per la figura storica dell’imperatrice Elisabetta d’Austria ā il cui vero nomignolo era in realtĆ Sisi ā nasce nel lontano 1998. Avevo appena dieci anni e ricorreva il centenario della sua tragica morte. I giornali erano pieni di articoli sulla leggendaria “principessa Sissi” e in televisione se ne parlava spesso, riproponendo i famosi film con Romy Schneider tanto leggendari come la vera sovrana austriaca. Al tempo uscƬ anche un cartone animato che stimolò ulteriormente la mia infantile curiositĆ . Inserendosi in un sempre crescente interesse, iniziai ad acquistare i primi libri sullāimperatrice scoprendo che il personaggio interpretato da Romy era molto diverso da quello reale, ma ancor più affascinante ed incredibilmente seducente. Lāinteresse crebbe negli anni e mi portò ad approfondire figure correlate con biografie sull’imperatore Francesco Giuseppe, sulla sorella di Elisabetta (la regina Maria Sofia del Regno delle Due Sicilie), sull’affascinante Ludwig II di Baviera… Potrei proseguire ad oltranza. La mia biblioteca “asburgica” conterĆ ormai più di duecento volumi tra biografie, romanzi, libri fotografici, saggi in lingua francese, inglese e tedesca riguardanti Elisabetta d’Austria e la sua famiglia. Con lo storico e giornalista Enrico Ercole, uno dei massimi esperti di storia asburgica e di Sisi che ci sono in Italia, ormai più di dieci anni fa aprimmo un forum online che ci portò a conoscere nuove persone che sono rimaste fra i nostri amici e con i quali si discuteva, anche animatamente, su tanti aspetti della vita di Sisi e della sua famiglia, suggerendoci vicendevolmente letture, film e quant’altro. SeguƬ poi un blog personale nel quale iniziai a scrivere delle mie passioni: non solo Sisi ma anche usi, costumi e tradizioni dell’Ottocento pure dell’arco alpino che sono un altro mio grande interesse. SeguƬ poi la creazione di un gruppo Facebook correlato al forum, con lāunico intento di far conoscere la vera āprincipessa Sissiā. Col tempo maturai l’idea di scrivere qualcosa di mio laddove l’editoria italiana risulta assai povera di approfondimenti aggiornati sulla figura di Sisi. CosƬ ecco che nel 2018 ho pubblicato con Ugo Mursia Editore il mio primo saggio storico dedicato ai viaggi dell’imperatrice Elisabetta in Trentino Alto Adige. E la saga continua senza sosta.
Lei definisce Sissi unāimperatrice controcorrente, perchĆ©? Quando dico che Elisabetta fosse una donna affascinante e seducente, lo dico perchĆ© era una donna moderna, che aveva anticipato i tempi sotto moltissimi aspetti. La frase dello scrittore francese Paul Morand descrive assai bene questa modernitĆ : “Elisabetta dāAustria ĆØ una donna di oggi, con tutte le sue qualitĆ e i suoi difetti, entrata nel XIX secolo come chi sbaglia di porta”. Provò ad assolvere al ruolo di sovrana, di madre premurosa e di moglie affettuosa, come del resto doveva fare seguendo le regole dellāetichetta della Corte di Vienna che lei definirĆ più avanti come una āgabbia dorataā; purtroppo, lei che non aveva sicuramente la preparazione e lāindole per esser tutto ciò, non ebbe aiuto da nessuno. Si ammalò di depressione dopo la morte della prima figlia, dopo aver scoperto i tradimenti del marito e il contagio con una malattia venerea. FuggƬ dallāImpero austriaco e quando tornò era unāaltra donna: iniziò a pensare a se stessa prima dāogni altra cosa, a coltivare il proprio benessere psico-fisico facendo attivitĆ fisiche dāogni genere ā dalla scherma alla palestra, passando per lāequitazione e il trekking. Si pensi che in tutte le sue residenze si era fatta installare una palestra con parallele ed anelli. Addirittura, dopo le sessioni di ginnastica, Elisabetta si faceva massaggiare da una propria cameriera, oppure dai massoterapisti più famosi del suo tempo. Curava molto la propria alimentazione e spesso alternava periodi in cui mangiava di più a periodi in cui mangiava molto meno, facendo diete anche bizzarre (in linea col suo secolo!) che purtroppo hanno portato alla creazione del mito dāuna imperatrice anoressica (cosa che non ĆØ mai stata, altrimenti non sarebbe neppure arrivata a sessantāanni!). Nelle sue residenze aveva fatto collocare un water-closet allāinglese, primo di questa concezione nella conservatrice Corte di Vienna; addirittura fece mettere una vasca nella quale faceva il bagno ogni giorno, spesso si dice perfino nellāolio dāoliva o nel latte per mantenere la pelle idratata. Allo stesso modo si prendeva cura del viso con maschere e creme grasse assai idratanti, mentre di notte si dice che dormisse con dei panni umidi ai fianchi per mantenere il suo girovita sottilissimo, invidiato da tutte le donne del suo tempo. Aveva un vero e proprio culto per i capelli: si dice che li avesse lunghi sino al pavimento ed erano il suo vanto, ma anche il suo cruccio più grande. Li acconciava con mirabolanti pettinature che divennero molto di moda fra le dame dellāalta societĆ .Fu una donna che viaggiò moltissimo in tutta Europa, soprattutto dopo la morte del figlio Rodolfo, visitando le localitĆ più Ć la mode dellāOttocento. Frequentava la Riviera francese, le localitĆ termali dellāImpero austriaco e viaggiava per una sua sete di cultura attraverso la Grecia e le cittĆ dellāEgitto, della Turchia, del Marocco, della Spagna ecc⦠Non cāĆØ forse un luogo in Europa dove lāimperatrice Sisi non abbia messo piede! Fu dunque unāicona sotto molti aspetti e se fosse vissuta nel nostro secolo sarebbe divenuta indubbiamente una influencer molto famosa.
Come fu per Sissi conciliare il suo carattere (vitale, aperto) con le esigenze della vita di corte austriaca? Innegabilmente fu molto difficile e anzi si dovette scontrare con le rigide regole che governavano ogni ambito della vita di una sovrana. Lei provò a fare di tutto, cercando di assolvere pienamente al ruolo che dovette ricoprire suo malgrado e almeno fino al 1860 (si era sposata nel 1854) fece del suo meglio per conciliare il suo essere vitale con lāaria compassata e vetusta della Corte. Almeno inizialmente portò una ventata di freschezza ā per il cruccio di sua zia e suocera Sofia, assai tradizionalista ā poichĆ© aveva dei comportamenti non proprio consoni per una imperatrice: andava a fare spese in centro da sola, senza scorta, con una sola dama di compagnia; per le feste di Natale era lei stessa che preparava gli addobbi, gli alberi e i regali, ed era prodiga di doni e di affetto verso tutta la sua famiglia. Cercò di portare il suo spirito democratico anche nella politica del marito. Questāultimo ĆØ un aspetto del quale si parla molto poco, ma nei primi anni di matrimonio Elisabetta tentò di far attuare a Francesco Giuseppe una politica molto più liberale, poichĆ© aveva compreso quanto lāassolutismo fosse la causa del malcontento dei sudditi (specialmente del Lombaro-Veneto). Per sua intercessione il marito concesse, ad esempio, lāamnistia a molti prigionieri politici durante i viaggi a Venezia e Milano; in seguito invece fu grazie a Sisi che si formò la duplice monarchia austro-ungarica.Tutto questo però fece storcere il naso alla Corte e agli aristocratici viennesi. Le critiche si sprecarono, sicchĆ© lei poi preferƬ mandare tutto al diavolo, favorendo la fuga agli eventi di rappresentanza per poter vivere pienamente la vita come voleva, senza sentire i giudizi di nessuno.
Come ha ricostruito questi viaggi, quali documenti ha utilizzato? Come detto, ho collezionato moltissimi libri su questo personaggio e sulle figure correlate che fecero parte della vita dellāimperatrice Elisabetta dāAustria. Al di lĆ delle biografie in italiano, nel vasto panorama dellāeditoria tedesca esistono tantissimi volumi su Sisi. Ne esistono di diversi editi moltissimi anni fa, spesso introvabili, con le lettere che il marito Francesco Giuseppe scrisse alla moglie. Sono state pubblicate ad esempio le missive del sovrano allāamica Katharina Schratt che sono fonte preziosa per scoprire gli spostamenti dellāimperatrice e conoscere i retroscena del rapporto tra Sisi e Franz. Si ritrova pure una edizione del diario della dama di compagnia Maria Festics, assai interessante e ricca di dettagli. In italiano, fortunatamente, sono stati pubblicati i memoriali della sua ultima dama di compagnia Irma SztĆ”ray o della nipote Maria Larisch, ma anche il diario del suo lettore di greco Constantin Christomanos o quello della figlia prediletta, Maria Valeria.
Ecco, di solito la base per ricostruire i viaggi di Sisi ĆØ sempre questa, ma quello che non riportano questi libri si deve cercare nei giornali dellāepoca che sono una miniera dāoro di aneddoti, storielle e notizie curiose, che raramente vengono riportati nelle biografie. Grazie ai quotidiani digitalizzati dalla Biblioteca Nazionale Austriaca ĆØ dunque possibile ricostruire (quasi giorno per giorno) gli spostamenti dellāimperatrice dāAustria. Nel caso delle sue peregrinazioni sullāarcipelago di Madeira mi sono avvalso dellāaiuto della biblioteca locale che virtualmente mi ha inviato gli articoli dei giornali del XIX secolo riferiti al passaggio della sovrana austriaca a Funchal e dintorni.Ed ĆØ in questa maniera che, pian piano, ho avuto modo di riscoprire eventi mai narrati e di stilare un resoconto assai dettagliato sui viaggi di Sisi a Madeira ā la stessa cosa la feci per i soggiorni dellāimperatrice in Trentino Alto Adige.
Qui si occupa dei ripetuti soggiorni di Sissi a Madeira, in Portogallo, per ragioni di salute, cosa rappresentò per lei quella localitĆ ? Inizialmente Elisabetta raggiunse questāarcipelago sperduto nellāAtlantico, cosƬ tanto lontano dallāImpero austriaco che pure aveva localitĆ di cura ben più alla moda e ben più attrezzate, per curare una presunta affezione polmonare. Si dice soffrƬ di tubercolosi, si temette addirittura la sua morte; tuttavia la ragione era ben diversa e assai meno nota. Seppur tormentata da una malattia, vera o presunta che fosse, a Madeira lāimperatrice scoprƬ per la prima volta cosa volessero dire i lussuosi viaggi per mare e ne rimase incantata; apprezzò la natura aspra e selvaggia dellāisola che suo cognato Massimiliano dāAsburgo (fratello dellāimperatore) le aveva descritto con tanto trasporto; gradƬ le sistemazioni modeste, i paeselli pittoreschi e i curiosi mezzi di trasporto dellāisola, con i carri trainati dai buoi o con le amache, e scoprƬ quanto le passeggiate sui monti o le cavalcate forsennate sulla spiaggia, cosƬ lontana da Vienna, la facessero sentire viva, felice e libera. CosƬ, rasserenata nello spirito, Elisabetta guarƬ e conservò sempre un bellissimo ricordo dellāisola tanto da ritornavi dopo oltre trentāanni quando, affranta per la tragica scomparsa del figlio, ripercorrerĆ come Mater Dolorosa tutti quei luoghi nei quali era stata bene e che, come nel caso di Funchal, lāavevano curata nellāanima e nel corpo.
Che effetto ebbero i soggiorni a Madeira sul carattere di Sissi? Oltre allāeffetto benefico sulla sua malattia, Elisabetta cambiò e comprese ben presto quanto ella valesse. A Vienna tutti la ossequiavano perchĆ© imperatrice, altrove tutti la apprezzavano non solo per il suo ruolo ma anche per la sua spontaneitĆ , la freschezza e la cortesia che metteva sempre quando conversava con gli altri. A Vienna si sentiva giudicata da tutti: ogni suo gesto veniva criticato, malvisto, e la stessa Elisabetta era considerata solamente come una duchessina bavarese (del resto questo era effettivamente il suo titolo nobiliare, mai fu principessa). In altro luogo Sisi veniva invece apprezzata per i suoi modi ma anche per il suo fascino tanto leggendario. Lontana dalla capitale dellāImpero ella diveniva quasi unāaltra persona. Celata dietro uno pseudonimo, sicura di non esser riconosciuta, si intratteneva addirittura a parlare amabilmente con i contadini, entrava nientemeno che in casa dāestranei che pure la trattavano con ogni riguardo pensandola una comune nobildonna in viaggio. La sua identitĆ veniva scoperta solamente con la sua partenza, quando magari donava ingenti somme ai suoi ospiti. CosƬ fu a Funchal. E quando capƬ quanto poteva fare da sola, con il suo carattere e la sua bellezza, tornò a Vienna sicura di sĆ©, convinta di ciò che non voleva e di ciò che invece apprezzava, decisa di cambiare le carte in tavola alla Corte di Vienna. Forse non ci riuscƬ, ma da quel 1860 iniziò a far tutto di testa sua a scapito di suo marito, di sua suocera e dei suoi due figli.Il viaggio a Funchal fu dunque tappa fondamentale nella vita di Sisi e mi sono sempre chiesto del perchĆ© nessuno abbia mai deciso di scriverne un libro. CosƬ ho pensato di farlo io.
Quanto cāĆØ vero dellāimperatrice Sissi che ci hanno fatto conoscere i film degli anni ā50, ma anche quelli di più recente produzione, rispetto a quella reale? In un tripudio di serie televisive e film per il cinema dedicati allāimperatrice Elisabetta dāAustria, capita spesso di leggere che le ultime due fiction andate in onda su Canale5 e Netflix siano molto più vicine alla realtĆ di quanto invece fossero i film con Romy Schneider. Questi ultimi vengono ormai considerati prodotti di fantasia, esclusivamente zuccherosi, una fiaba ben lontana dalla realtĆ della vita della sovrana austriaca. Io però sono di avviso contrario. Ora, al di lĆ del fatto che ogni epoca abbia il proprio stile ed il proprio prodotto cinematografico o televisivo, non voglio dilungarmi troppo nel narrare la genesi della trilogia (specificatamente tratta da unāoperetta per il teatro dunque secondo uno linguaggio ben definito, in unāepoca ben precisa e con un intento dichiarato sin da principio), mi sento di dire che gli ultimi prodotti andati in onda siano un insulto alla Storia.La āSissiā di Romy Schneider ā ma anche quella di Cristiana Capotondi ā ĆØ assai più vicina alla realtĆ di quanto invece lo siano le ultime produzioni. Per quanto possa esser a tratti stucchevole, almeno in questo caso la Storia viene rispettata: i personaggi vengono descritti assai meglio dal punto di vista biografico, se ne rispettano i caratteri (laddove le testimonianze, tante, ce li descrivono), si rispettano certe dinamiche, inventando sƬ episodi mai avvenuti ma che nulla tolgono o aggiungono allāaspetto generale di determinate figure storiche. PerchĆ© se si vuol creare un prodotto che racconta le vicende di una figura realmente esistita, non si possono inventare scene tipo la futura imperatrice dāAustria che si prende una dama di compagnia in un bordello. Men che meno si può dipingere il personaggio di Francesco Giuseppe come un despota che sin da principio vuol quasi violentare la cugina nel bosco dopo una rissa con degli ungheresi. Nei film con Romy Schneider si rispettano le regole e i tempi del XIX secolo, ma ci sono pure tutte le caratteristiche della vera Elisabetta: se ne descrive sin da subito (nel primo episodio) il carattere volitivo e anticonformista di una duchessa dal temperamento allegro, senza regole, disperazione della madre. Viene mostrata una giovinetta indomita, sin da subito contro lāetichetta e le regole la Corte. DirĆ alla zia Sofia āIo voglio essere libera, non voglio costrizioni!ā aggiungendo che la veritĆ ĆØ il Vangelo di suo padre Max col quale va a caccia. Certo, il loro rapporto ĆØ edulcorato al massimo, cosƬ come quello con la moglie Ludovica ā ma poco male. Fa parte della fiction, cosƬ come per altri personaggio o episodi inventati! Viene mostrato il lato melanconico della futura imperatrice dāAustria, lāincertezza nello sposare Francesco Giuseppe, la paura di lasciare la sua famiglia e il suo nido di Possenhofen e il timore di aver fatto un torto a sua sorella Elena. Nel secondo episodio viene mostrata tutta la sua intransigenza verso certe regole della Corte, i malumori e liti con la zia Sofia, vengono accennati tutti quelli che sono i suoi turbamenti interiori, il voler vivere la maternitĆ come fece sua mamma Ludovica, la malinconia e la malattia che caratterizzano gli anni a venire e che vengono mostrati quasi velatamente nel terzo episodio. Particolari che non possono esser lasciati in secondo piano o non raccontati, perchĆ© la trilogia con Romy Schneider ĆØ anche questo e non solo zucchero inventato. Non dagli intenti puramente biografici sƬ, ma una Storia narrata secondo lo stile degli āHeimat-filmā, che porta rispetto alla Storia stessa. Mentre le produzioni degli ultimi tempi sembrano voler discostarsi categoricamente dalla āSissiā della Schneider, raccontando gli eventi con un occhio moderno, volendo mostrare a tutti i costi complotti e retroscena mai esistiti di orge, bordelli, liti con fratelli mai avvenute in certi termini. Almeno i film di Ernst Marischka avevano la decenza di rispettare quelli che erano usi, costumi e tradizioni del XIX secolo. Ormai queste cose sembrano quasi obsolete, minimamente considerate pur di fare un film attuale ed accattivante per le nuove generazioni, con scene di sesso ovunque ā anche queste interamente decontestualizzate dellāepoca che si vuol narrare e che invece non sarebbero accadute con certe modalitĆ . Nelle nuove produzioni manca proprio il rispetto per unāintera epoca, mentre nella trilogia con Romy Schneider questo cāĆØ.
Quanto cāĆØ ancora da raccontare sulla vita dellāimperatrice Sissi? Di Sissi ĆØ stato raccontato molto ed ogni anno esce sempre qualche romanzetto sulla vita di questa donna moderna ed emancipata. Sono state scritte tante biografie, molte pressochĆ© identiche poichĆ© come base comune hanno quella che tutti considerano la biografia di Sisi per antonomasia scritta da Brigitte Hamann. Tuttavia questo libro, che in Austria viene ormai considerato sorpassato in quanto scritto oltre quarantāanni fa, ha il difetto di aver apportato tante leggende nella vita dellāimperatrice che ormai anche chi non lāha mai letta considera per vere. Fu lei che, ad esempio, per prima parlò dellāanoressia nervosa di Elisabetta, un aspetto che non corrisponde a veritĆ . Però, da quando ha aperto il museo dedicato a Sisi nel palazzo imperiale di Vienna (col quale sono sempre in contatto, nel caso io abbia dei dubbi riguardo determinate cose), sono stati acquistati numerosi oggetti legati ad Elisabetta che gettano una luce diversa sulla sua esistenza. CosƬ su di lei cāĆØ ancora tanto da scrivere soprattutto in questāottica poichĆ©, oltre alla leggenda, cāĆØ anche molto altro e, poichĆ© il suo mito sembra non voler mai tramontare, più che scrivere biografie ĆØ molto più stimolante andare ad approfondire dettagli meno conosciuti riguardanti i suoi viaggi in lungo e in largo per lāEuropa.
In un nuovo adattamento cinematografico, che attrice vedrebbe nei panni di Sissi? Difficile fare il nome di unāattrice che possa interpretare lāimperatrice Elisabetta. Il suo volto era cosƬ tanto particolare che trovare una donna che possa somigliarle anche lontanamente ĆØ davvero unāimpresa ardua. Oltretutto rendere un personaggio complesso come il suo, con un carattere volitivo, capriccioso, testardo ed incredibilmente cinico, ĆØ cosa assai complicata. Vero ĆØ che la somiglianza non ĆØ necessaria soprattutto se si guarda alla stessa Romy Schneider che, al di lĆ delle acconciature, non ha nulla che possa ricondurre alla vera Sisi; tuttavia proprio lei vestirĆ di nuovo di Sisi nel film āLudwigā di Luchino Visconti e proprio in questa produzione la sua interpretazione ĆØ talmente tanto esatta ā forse anche un poā a macchietta ā che sembra quasi di vedere la vera imperatrice Elisabetta. Stessa cosa si può dire per lāattrice Marisa Mell, conosciuta soprattutto per il ruolo di Eva Kant nel film “Diabolik” diretto da Mario Bava nel 1968, che interpretò Sisi nel docu-film austriaco āElisabeth – Kaiserin von Ćsterreichā del 1972. Se proprio debbo fare un nome, penso sempre che lāattrice Rachel Weisz sia forse quella più adatta per vestire i panni di Sisi in una produzione che rispetti la storia e le vicende della sovrana austriaca. Ho sempre intravisto nel suo volto i tratti dellāimperatrice Elisabetta sin dai tempi del film āAgoraā. Unāaltra attrice nella quale ho intravisto i tratti di Sisi ĆØ Henriette Confurius che ho avuto modo di apprezzare nel film “Narciso e Boccadoro” di Stefan Ruzowitzky.