Posts Tagged ‘letteratura irlandese’

:: fiore frutta foglia fango di Sara Baume (NN Editore 2018) a cura di Micol Borzatta

26 marzo 2018
Fiore frutto foglia fango

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Irlanda giorni nostri.
Ray è un uomo si cinquantasette anni che vive da solo nella casa che era appartenuta a suo padre. È un uomo immenso e trasandato. Un giorno, mentre sta camminando per la città si ferma davanti a una vetrina di un robivecchi e vede l’annuncio di un cane che cerca casa.
Ray si dirige in canile per adottarlo, la scelta gli viene d’impulso, senza pensarci, e quando arriva al canile, la prima cosa che gli viene detta è che quel cane sarebbe dovuto essere soppresso, che appena arrivato ha morso un altro cane e anche l’addetto del canile che li ha divisi, ma il cane che vede Ray è un cane spaventato, un cane pauroso, un cane che cammina a pancia a terra terrorizzato, non un cane aggressivo o mordace.
Ray lo chiama Unocchio per via del fatto che il cane ha un occhio solo.
La vita di Ray cambia radicalmente, finalmente ha qualcuno che lo ama incondizionatamente, qualcuno che tiene a lui e che lo fa aprire. Infatti con Unocchio Ray abbassa tutte le difese e gli racconta tutto. Gli racconta di se stesso, la sua vita, i suoi sentimenti.
Un giorno però Unocchio morde il cane di un vicino di casa. Basta la cittadina è stufa, quel cane deve essere soppresso, viene visto solo come un pericolo.
Ray però non vuole rinunciare al suo unico amico e così decide di andarsene con Unocchio. Solo così può sperare di salvargli la vita.
Fin dalla prima pagina si sente subito la forza delle emozioni, infatti il primissimo capitolo è la descrizione di quello che sente Unocchio mentre scappa con l’occhio fuori dall’orbita che gli sbatte contro il collo e qualcosa nella sua testa che gli dice di scappare.
Subito dopo la narrazione passa alla voce di Ray, al suo primo incontro con il cane, alle emozioni che la cosa gli smuove e possiamo vivere potentemente la sua scelta di andare a prendere il cucciolo.
Ho letto molti romanzi con cani protagonisti, e praticamente tutti mi hanno fatto piangere, ma il rapporto che si era creato era comunque quella di uno spettatore che si immedesima avendo lui stesso un cane, ma questa volta è stato diverso. Questa volta mentre si legge il romanzo ci si trasforma in Ray, Unocchio è il nostro compagno, il legame tre i due è il nostro legame e le emozioni descritte sono le nostre.
Un romanzo davvero potente e spettacolare che fa capire, anche a chi non ha mai avuto la fortuna di provarlo, cosa voglia dire essere legati a un amico a quattro zampe.

Sara Baume nasce a Lancashire e cresce in Irlanda. Ha scritto vari racconti e saggi che sono stati pubblicati sull’Irish Times e sul Guardian e ha ricevuto vari premi tra cui il Davy Byrnes Award, l’Hennessy New Irish Writing Award e il Rooney Prize.
Fiore frutto foglia fango è il suo romanzo d’esordio ed è stato finalista al Costa Award, al Guardian Award, al Desmond Elliott Prize e al Los Angeles Times Book Prize.

Source: libro inviato dall’editore al recensore. Ringraziamo Francesca Rodella dell’ufficio stampa.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

:: Clandestino di Eoin Colfer e Andrew Donkin (Mondadori 2017) a cura di Marcello Caccialanza

16 marzo 2018
Clandestino

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Edita dalla Casa Editrice Mondadori è la struggente graphic novel scritta a quattro mani da Eoin Colfer e da Andrew Donkin dal titolo “Clandestino.”
Protagonista di questa avventura di grande attualità è il piccolo Ebo, ragazzino dodicenne che vive in Ghana. Dopo che il suo adorato fratello si è visto costretto a partire per l’Europa, perché intenzionato a ritrovare ad ogni costo la sorella; il nostro piccolo eroe non ci pensa neppure un istante e in balia di forti emozioni lascia a malincuore la propria terra, deciso a ritrovarlo.
Attraverserà un deserto di sabbia e uno di acqua in un girotondo impressionanti di avventure, di malinconie o più semplicemente di insegnamenti che lo renderanno tutto ad un tratto uomo. A bordo di quel barcone fatiscente si troverà in compagnia di persone, che come lui avranno nel cuore il sogno di una vita migliore, una vita dignitosa insieme a quei cari che primi hanno dovuto affrontare l’onta dell’emigrazione forzata.
È un libro a mio avviso ad incastro dove la storia principale si amalgama in un crescente pathos con altre toccanti microstorie. Ben scritto ed appassionante forse potrebbe con una certa naturalezza raggiungere i cuori di molti ragazzi e ragazze.

Eoin (che si pronuncia “Owen”, lo sapevate?) Colfer è nato in Irlanda a Wexford, nel 1965. Ha iniziato a scrivere prestissimo, soprattutto commedie, costringendo i suoi compagni di classe a recitarle, e poi non ha più smesso: per le sue opere ha ricevuto premi e riconoscimenti, raggiungendo la notorietà internazionale grazie alla saga dedicata alle avventure di Artemis Fowl, che ha venduto milioni di copie nel mondo. Rimane un mistero il punto preciso dell’Irlanda in cui Colfer vive attualmente.

Andrew Donkin ha venduto più di otto milioni di libri per bambini, libri per adulti e graphic novel. I suoi lavori a fumetti includono Batman: Legends of the Dark Knight per la DC Comics e Doctor Who. Con Eoin Colfer ha scritto cinque adattamenti in forma di graphic novel dei libri di Eoin, tutti bestseller. Andrew ha cominciato a interessarsi al problema dei migranti e dell’asilo politico mentre scriveva la storia di sir Alfred Mehran, un uomo apolide che ha vissuto su una panchina dell’aeroporto di Parigi per anni. Ne è risultato il libro The Terminal Man. Andrew vive a Londra con la sua famiglia.

Source: libro del recensore.

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:: La pietra del vecchio pescatore di Pat O’Shea (TEA 2017) a cura di Elena Romanello

8 novembre 2017

La pietra del vecchio pescatoreTea ripropone dopo una trentina d’anni uno dei titoli fantasy che introdusse al genere molti dei ragazzi e ragazze degli anni Ottanta: La pietra del vecchio pescatore di Pat O’Shea, uscito sull’onda del successo de La storia infinita di Michael Ende ma non certo un suo clone, anche se c’è un’idea simile di partenza, sviluppata in maniera diversa.
Al di là dell’effetto nostalgia canaglia, che funziona sempre, non si può che essere felici per questo ritorno in libreria, e immergersi in un mondo ambientato in una delle terre iconiche della fantasia per antonomasia, l’Irlanda, perfettamente sospesa tra realtà e immaginazione, dotata di un patrimonio di miti, fiabe, leggende, creature fantastiche tra i più ricchi forse al mondo.
Pidge e Brigit, fratello e sorella, vivono felici in una vallata dell’Isola di Smeraldo, tra giochi, esplorazioni, rimproveri della zia Bina e attese del papà, spesso fuori per lavoro. Un giorno i due ragazzini mettono le mani su un vecchio e malconcio libro e varcano la sottile soglia che separa il mondo reale da quello fantastico. Li aspetta una missione fondamentale per salvare la loro dimensione e l’altra, recuperare, per conto di un’antica divinità irlandese, una pietra macchiata di sangue, prima che cada nelle mani della Morrigan, la Regina del Male a tre teste, dea celtica della guerra.
Nel loro viaggio iniziatico che affonda le sue radici nelle fiabe, Pidge e Brigit incontreranno vari personaggi, animali e non: la somarella Serena, il misterioso Vecchio Pescatore, i due amici Patsy e Boodie, che mostreranno poi chi sono realmente, la volpe Cutu, in un mondo di inganni, labirinti, porte magiche, laghi tenebrosi, creature ostili, incantesimi che hanno intrappolato innocenti e non, in un microcosmo che nasce dalle colline irlandesi per andare oltre e svelare un mondo e un’avventura fantastica.
Una fiaba per tutte le età, da rileggere se la si è letta negli anni Ottanta, magari come prima porta per entrare in mondi fantastici, e da scoprire oggi per chi è nato dopo, e ha scoperto il fantasy grazie magari a Harry Potter.
Tra viaggio fantastico, avventura, folklore irlandese, antiche tradizioni, ironia, La pietra del vecchio pescatore si rivela un classico del genere, capace di avere ancora molto da dire oggi, in qualunque modo lo si legga, con nostalgia, passione, interesse verso un nuovo mondo.

Pat O’Shea (1931-2007) è nata a Galway, in Irlanda, dove è cresciuta in mezzo a storie e personaggi molto simili a quelli che si incontrano nel suo primo romanzo, La Pietra del Vecchio Pescatore, alla cui stesura ha dedicato ben 13 anni: pubblicato nel 1985 e tradotto in numerose lingue, è considerato uno dei grandi classici della letteratura fantastica.

Source: acquisto dell’edizione originale Longanesi negli anni Ottanta.