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L’uomo delle rune di Peter V. Brett (Oscar Fantastica, 2018) a cura di Elena Romanello

8 Maggio 2019

44396-peter-v-brett-l-uomo-delle-runeA quasi dieci anni dalla sua uscita in lingua originale arriva in italiano il primo capitolo del Ciclo del demone, saga fantahorror che inizia appunto con L’uomo delle rune, scritta da Peter V. Brett, già uscito tempo fa con un altro titolo, Il guardiano di demoni, e adesso presentato in una nuova traduzione che proseguirà con gli altri volumi
In un futuro remoto la Terra è regredita ad un livello di vita di tipo medievale, perché gli esseri umani sono preda dei coreling, demoni assassini dotati di poteri soprannaturali, padroni della notte durante la quale nessuno può uscire, pena la morte. L’unica possibilità di salvezza, abbastanza labile, è quella di rimanere a casa protetti da magie non sempre molto efficaci, che si stanno affievolendo nel corso del tempo, perché legate a incantesimi e simboli ormai persi nelle nebbie del passato.
C’è stato un tempo in cui il genere umano poteva ribellarsi, ma ora nessuno più osa, finché due ragazzi e una ragazza non decidono di affrontare l’ignoto, lasciare il loro villaggio e andare a cercare un uomo che forse può ricordare un passato perduto e aiutarli a cambiare il mondo e a trovare una possibilità di salvezza migliore per loro e le loro famiglie.
L’idea di un futuro post apocalittico è molto diffusa in tante storie, che siano romanzi, fumetti, cartoni animati, così come l’idea che una razza minacciosa possa invadere il nostro mondo comportandosi alla fine in maniera non tanto diversa da quella di tanti invasori molto umani. Nonostante questo, il libro ha una sua originalità, è avvincente, ricostruisce un mondo più vicino al dark fantasy che alla fantascienza catastrofista, con echi che non spiaceranno ai fan di The Walking Dead, ma anche a chi ama i mondi senza eroi di George R. R. Martin. E ci sarà anche chi ci troverà echi di anime classici come Ken il guerriero.
Tra le righe, il libro rivisita un altro archetipo, quello del viaggio dell’eroe, stavolta in un mondo particolarmente inquietante, senza speranza, tranne quella portata avanti da tre amici uniti da uno scopo, tre outsider neanche così amati dal loro villaggio, ribelli, ma forse per questo essenziali.
Un modo per rivisitare archetipi in maniera fresca, un primo capitolo chiaramente non conclusivo che racconta l’eterno tema di un gruppo di eroi per caso, giovani ma il libro non è certo solo per ragazzi, che devono provare a salvare un mondo che forse non è proprio così da salvare. Il tutto in attesa ovviamente dei prossimi capitoli, e magari anche di una serie TV, visto che L’uomo delle rune possiede molte delle qualità che oggi incatenano alla sedia gli amanti del binge watching su Netflix e piattaforme simili.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

Peter V. Brett (New Rochelle, New York, 1973), dopo la laurea in Letteratura e Storia dell’arte, ha lavorato per un decennio nel campo dell’editoria farmaceutica, prima di dedicarsi alla scrittura a tempo pieno. Da sempre appassionato di fantasy, è l’autore dei romanzi del ciclo del Demone, oltre che di alcune raccolte di racconti – The Great Bazaar (2010), Brayan’s Gold (2011), Messenger’s Legacy (2014) e Barren (2018) – e di un graphic novel, Red Sonja (2014).

Il trono di spade graphic novel di George R. Martin, Daniel Abraham e Tommy Patterson (Mondadori, 2019) a cura di Elena Romanello

24 aprile 2019

57234011_2604721806421224_2367975788529057792_nIn contemporanea con la trasmissione in TV dell’ultima, attesa stagione di Game of thrones, in attesa degli ultimi due romanzi di George R. R. Martin, Oscar Ink ripropone, in una nuova, sontuosa edizione, la graphic novel uscita tempo fa in volumi spillati per Italycomics ed oggi praticamente introvabile, se non sul mercato dell’usato.
La vecchia edizione era uscita in spillati, su modello statunitense, e poi in volumi rilegati. Si tratta di un adattamento della prima stagione della serie, e quindi è anche un modo per fare un buon ripasso di come tutto è iniziato, seguendo le varie storie dei protagonisti, dal compianto Nerd Stark alla giovanissima Daenerys in cerca di un cambiamento della sua vita, dalla perfida Cersei all’eroe per caso Jon Snow. Il volume, primo di due, è arricchito di schede, schizzi e approfondimenti, per raccontare l’inizio di un mondo in un altro universo, quello delle nuvole parlanti, che da anni si incontrano con successo con le serie TV, dando vita ad una vita plurimediale sempre molto interessante. La graphic novel è sceneggiata da Daniel Abraham, disegnata da Tommy Patterson e colorata da Ivan Nunes.
Oscar Ink propone anche una nuova tradizione, basandosi su quella di Sergio Altieri, a cura di Teresa Albanese.  Il gioco di troni è stato poi seguito in patria da un’altra graphic novel, A clash on kings, che forse potrebbe entrare nei progetti anche nostrani, tutto dipende dal successo di questa prima proposta, comunque da tenere d’occhio e di sicuro interesse per chi è rimasto affascinato dal mondo di Westeros, dalle sue violenze, dalle sue passioni, dai suoi intrighi, per una storia che ha saputo rinnovare il genere fantasy e porlo all’attenzione di un pubblico vasto e anche non di appassionati.
La vicenda è nota ma non per questo meno interessante da riscoprire, del resto ormai sono passati tanti anni anche sullo schermo e certi giochi di potere cominciarono proprio nel primo capitolo della saga. Il mezzo fumettistico rispetta fattezze degli attori e atmosfere, ma non ripercorrendo senza immaginazione la serie TV, ma raccontandola di nuovo con un altro mezzo.

George R.R. Martin, nato a Bayonne, nel New Jersey, nel 1948, è autore di numerosi racconti e romanzi, con cui ha vinto numerosi premi fra cui l’Hugo, il Nebula, il Bram Stoker e il Locus, ed è sceneggiatore per cinema e la televisione. Ha scritto tutti i libri di Le Cronache del giaccio e del fuoco compresi i prequel Il Cavaliere dei Sette Regni (2014) e La principessa e la regina, contenuto ne La Principessa e la Regina e altre storie di donne pericolose, antologia curata da Martin stesso con Gardner Dozois uscita nel 2015. Sempre sul mondo di Westeros è uscito anche  Il Mondo del Ghiaccio e del Fuoco: la storia ufficiale di Westeros e del Trono di Spade, scritto con Linda Antonnson e Elio M. Garcia Jr. e uscita nel 2014 e Fuoco e Sangue del 2018. E’ anche autore di libri di genere fantascientifcfico, romanzi e racconti, come Le Torri di Cenere (2007), I re di sabbia (2008), I canti del sogno (2016), Il drago di ghiaccio, Il pianate dei venti,La luce morente, Il battello del delirio, Armageddon rag, Nella casa del verme, Nightflyers e Wild Cards.

Daniel Abraham è romanziere e sceneggiatore per il cinema, la televisione e di graphic novel. Come romanziere ha pubblicato la tetralogia The Long Prince Quartet, di cui in Italia è arrivato solo il primo romanzo, La città dei poeti. E’ coautore, insieme a George R.R. Martin e Gardner Dozois, di Fuga impossibile ed è uno degli autori che collabora alla serie condivisa Wild Cards.  Con lo pseudonimo di James S. Corey, insieme a Ty Franck, è uno degli autori dei romanzi su cui è basata la serie TV The Expanse. Ha anche realizzato la sceneggiatura di  Fevre Dream, graphic novel basato sul romanzo di Martin Il battello del delirio.

Tommy Patterson è un illustratore che ha disegnato, fra le altre cose, Farscape per Boom! Studios, l’adattamento del film I guerrieri della notte per la Dynamite Entertainment, e Tales from Wonderland: The White NightRed Rose e Stingers per la Zenescope Entertainment.

La leggenda del libro sacro L’Ondembrah di Teresa Maria Desiderio (Fanucci, 2019) a cura di Elena Romanello

20 aprile 2019

3453239Fanucci editore tiene a battesimo una nuova voce italiana con il primo volume di una nuova saga, La leggenda del libro sacro L’Ondembrah, rivolta in teoria ad un pubblico di giovanissimi ma in realtà piacevole per tutte le età, cosa poi non così frequente, soprattutto ultimamente, se si escludono fenomeni letterari come la saga di Harry Potter e quella di Hunger Games.
L’autrice, da sempre interessata al fantastico e con fonti di ispirazione che spaziano da Lewis Carroll a Leiji Matsumoto. da Tolkien a Rumiko Takahashi, da J. K. Rowling a Sailormoon, porta nel mondo di Sannoth, universo alternativo dove vivono ben nove razze differenti, in rapporti più o meno amichevoli, tra di loro, metafora della difficoltà ad accettare la diversità presente nel nostro mondo.
Ogni abitante del luogo possiede una scintilla di magia dentro di sé chiamata Shinpa: gli Shannobrah,, una delle stirpi del mondo, iniziano ad usarla dopo aver compiuto dieci anni, dopo aver festeggiato il Phatiobrah, la festa che consacra per ogni piccolo abitante l’ingresso nella vita magica, una specie di bar mitzah o di cresima magica.
Goshda e Fadfra sono gemelli, compiono dieci anni e si accingono a celebrare questo evento e  a rompere il Grongo, il sigillo blocca magia. Ma qualcosa non va per il verso giusto, oscuri presagi emergono, come l’apparizione di una piuma, tutto tranne che innocua. I due ragazzi vengono divisi: Fadfra viene rapita da Yonah, il re degli Elfi, che nasconde un segreto  inimmaginabile, mentre Goshda deve imbarcarsi in un compito ancora più difficile.
Sui due ragazzi si staglia una profezia, perché uno o una di loro potrebbe essere  il leggendario Ondembrah, il detentore del tanto atteso ‘nono dono’ magico, che dovrà risvegliare i dormienti e portare ad un cambiamento cruciale e forse non positivo per il mondo conosciuto: quindi i due ragazzi non dovranno solo crescere ma capire anche le conseguenze della loro crescita e di scelte che possono non essere facili, univoche e positive.
A tratti ci sono degli archetipi che tornano, il ruolo del prescelto (o prescelta), il viaggio dell’eroe in cerca di sé, la coesistenza di diverse razze, il mistero da risolvere, ma tutto è trattato in maniera fresca e originale, con una narrazione incalzante, due personaggi magici che come età strizzano l’occhio ai coetanei, ma l’insieme è interessante anche per i fan del fantasy di lunga data, che giocheranno con le citazioni ma scopriranno un nuovo mondo in cui si viene trasportati e in cui si tornerà.
Fa piacere vedere comunque che si sta tornando a proporre storie fantasy per i più giovani basate su avventure in mondi alternativi, non a storielle più da Harmony dove di fantastico ce ne è ben poco, con la costruzione quindi di un mondo che sa essere nuovo senza dimenticare il passato di storie che si sono succedute, da Tolkien a Terry Brooks.
A questo punto, non resta che aspettare il secondo capitolo della saga, come è già successo con due nuove voci italiane recenti, Helena Paoli e Rebecca Moro.

Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa che ringraziamo.

Teresa M. Desiderio è mamma di tre splendidi bambini e grande sognatrice, e fin da piccola ha avuto una predilezione per la magia e il fantastico in generale. Letture e interessi avevano sempre un unico filo conduttore, e oggi le idee che l’hanno accompagnata per anni si sono riassunte in un mondo narrativo originale e complesso che prende il nome di Sannoth. Con Ondembrah, il primo capitolo della saga fantasy La leggenda del Libro Sacro, fa il suo ingresso nel catalogo Fanucci.

Mondo in fiamme 2 – Requiem d’acciaio di Edoardo Stoppacciaro (La Corte editore, 2019) a cura di Elena Romanello

10 aprile 2019

Copertina-RGB-Mondo-in-fiamme-306x429Gli appassionati l’hanno atteso in maniera spasmodica, ma finalmente è arrivato il secondo e non conclusivo capitolo della saga fantasy di Mondo in fiamme, scritta dal doppiatore e non solo Edoardo Stoppacciaro, legato a doppio filo con il mondo del fantastico, viste le sue numerose partecipazioni a serie TV e film di questo genere.
La vicenda inizia dopo il primo capitolo (da ripassare prontamente prima di procedere con la storia) finisce, raccontando un regno diviso in più fazioni e dove sta tornando la magia, ma anche sta scoppiando la guerra. La morte di re Qilvere vede le uova di drago sparse ai quattro angoli del mondo, mentre il Mondo degli Spiriti è in tumulto, dato che non si capisce più cosa è mortale e cosa non.
Le armate dei Regni d’Uomini sono schierate in un gioco pericoloso, tra alleanze spesso tradite, vittorie che vengono capovolte, azioni spesso avventate che portano quindi ulteriori drammi. I vari personaggi sono sparsi in giro: Daryn lotta contro una follia incipiente, Flavia si è unita alle Zanne del Cinghiale e attende un futuro oscuro, mentre Arlan Rheany si è messo sulle tracce della ragazza per uccciderla. Kalysta vuole liberare i bambini rapiti dagli Spiriti a tutti i costi, Hector Mulceon crede di aver trovato pace, ma le Guardie d’Argento sono sulle tracce sue, dopo il furto di una delle uova del drago.
Un affresco epico e crudo, che non ha nulla da invidiare alle storie giunte dai Paesi anglosassoni, che ricorda a tratti senza copiare, raccontando un mondo non di eroi senza macchia e senza paura, ma di personaggi fallibili, imperfetti, a tratti scomodi e forse per questo ancora più affascinanti. Un universo che rievoca i mondi di Martin e di Jordan, confermando che il fantasy, per chi non ne fosse ancora convinto, è un genere maturo e interessante, non per forza legato alla magia, capace di costruire mondi metaforici di civiltà presenti e passati, raccontando sempre una ricerca di qualcosa, spesso di molto reale, come la pace o un proprio posto in un mondo senza pietà.
Il tutto in attesa del terzo capitolo, che non è dato ancora capire se sarà l’ultimo, e magari che qualcuno, tipo Netflix, si accorga che ci sono ancora tante belle storie fantasy da raccontare sullo schermo una volta finito l’universo di Westeros.

Edoardo Stoppacciaro è nato in provincia di Viterbo ed è un attore doppiatore che recita fin da quando aveva nove anni. La sua è una delle voci più sentite e apprezzate sul piccolo e grande schermo. Tra i suoi tanti lavori come doppiatore, infatti, ricordiamo Il Trono di Spade, Star Wars, Lo Hobbit, I Borgia, Homeland, Le regole del delitto perfetto, Hunger, Humandroid, Ratatouille, Pacific Rim, Cattivissimo me, Lego Movie, disincanto e Alice in Wonderland. In qualità di regista, sta completando il progetto REAL! A Ghostbusters Tales ambientato nel mondo degli Acchiappafantasmi.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

Risposte di Chiara Ba e Roberta Eli (Società Editrice La Torre, 2019) a cura di Elena Romanello

17 marzo 2019

Risposte_VIRTLa generazione di chi si appassionò quarant’anni fa agli anime giapponesi dovette spesso fare i conti con l’aperta contraddizione di storie appassionanti e coinvolgenti che però spesso non avevano un finale all’altezza, con le trame che restavano sospese senza una vera conclusione soddisfacente per chi per mesi li aveva seguiti con interesse e partecipazione.
Una delle serie in cui si rimase più delusi fu proprio Atlas Ufo Robot Goldrake, il primo robottone di Go Nagai ad arrivare nel nostro Paese, con gli eroi Actarus e Maria che dopo aver sconfitto il perfido Vega lasciavano in maniera triste i due amici e non solo Alcor e Venusia, con gli altri terrestri a cui avevano voluto bene, per un salto nel vuoto verso il loro pianeta Fleed, che si era salvato dalla contaminazione.
Questo portò che fin da allora i bambini e bambine poi cresciuti iniziassero ad inventarsi delle storie alternative, che poi sono diventate le cosiddette e popolarissime fanfiction, per dare una chiusura adeguata ad una vicenda che aveva creato ben altre aspettative.
A quarant’anni di distanza dalla fine amara di un eroe amatissimo e simbolo in fondo della forza dell’amicizia (e lasci i tuoi amici così?) la Società editrice La Torre presenta il volume Risposte, storia a quattro mani di Chiara Ba e Roberta Eli, già popolari autrici di fanfiction nel fandom legato a Go Nagai, che vuole approfondire un momento cruciale della storia del paladino della Terra giunto dalla stella Fleed.
Il libro riprende uno degli episodi più belli e tragici, curato dal grande Shingo Araki, il terzultimo in ordine cronologico, intitolato Rivoluzione nello spazio, in cui emergeva il personaggio della bellissima principessa Rubina, figlia del perfido re Vega, innamorata da sempre di Actarus e pronta a sacrificarsi per lui. La storia approfondisce i retroscena avvenuti anni prima, quando i due giovani si incontrarono prima della guerra che distrusse tutto, il perché di tanti eventi, la fine eroica della ragazza e forse un possibile futuro per Alcor e Venusia.
Una storia per chi si è appassionato allora, che si spera non resterà isolata, ma anche un modo per scoprire un universo fantastico che ha segnato una generazione e che nel nostro Paese soppiantò il successo mondiale di Star Wars, con toni che si richiamano all’anime ma anche a storie più moderne, come l’universo del Trono di spade di George R. R. Martin, tra giochi di potere, tradimenti, passioni, cose non dette, tragedie.
Per cui è bello ritrovare personaggi ormai entrati nell’immaginario, scoprire cosa è stato di loro e i loro segreti, sperando che un giorno tornino comunque con nuove avventure.

Chiara Ba (Verona, 1967) ha conseguito un diploma di grafico pubblicitario. Dal 2007 scrive racconti su Goldrake e collabora abitualmente con il forum Go Nagai.net. Ha partecipato con quattro racconti all’antologia Goldrake 30. Antologia di racconti robotici (La Torre, 2009) a cura di Gianluca Di Fratta e con un racconto all’antologia ROBOT ITA 0.2. Storie italiane di robot (Edizioni Scudo, 2015) di autori vari. È autrice della raccolta di racconti umoristici Si trasforma in un gatto missile. Storie (poco) serie di Ufo Robot (La Torre, 2011). Accanita divoratrice di libri e fumetti, è sposata, ha due figli, quattro gatti e un numero imprecisato di piante.

Roberta Elli (Milano,1976) è laureata in Scienze della Formazione Primaria. Ha partecipato con quattro racconti all’antologia Goldrake 30. Antologia di racconti robotici (La Torre, 2019) a cura di Gianluca Di Fratta. Ama i gatti, ne ha due grassi e pigri che riempiono la sua vita di fusa e pelo.

Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa al recensore che ringraziamo.

La casa che mi porta via di Sophie Anderson (Rizzoli, 2019) a cura di Elena Romanello

25 febbraio 2019

casa-che-mi-porta-viaMarinka vorrebbe tanto essere una ragazza come le altre, e stringere amicizia con i coetanei, ma non è possibile, perché vive in una casa con le zampe di gallina che si sposta di continuo e senza preavviso, finendo nei luoghi più disparati e pazzi della Terra. Ma non è questo il suo solo problema, perché sua nonna è Baba Jaga, la strega che guida le anime dei morti da questo mondo all’aldilà, con un rituale di rigenerazione e pace, ma che non riempie certo la vita di Marinka di gioia.
Marinka inoltre è già stata prescelta a prendere il posto della nonna di guardiana della porta della vita, ma quando incontra un ragazzo che le regala un agnellino e una coetanea morta e che non vuole andare oltre la soglia, decide di ribellarsi per cambiare le regole, scoprendo la verità su se stessa e sulla nonna, e rimanendone sconvolta.
Nelle pagine di questo romanzo d’esordio impreziosito da alcune immagini ci sono echi di Tim Burton e Hayao Miyazaki, per una storia surreale e toccante, che parla di crescere ma anche di elaborazione del lutto e di affetti che possono durare oltre la morte, come quello che Baba Jaga prova da anni per Marinka, una bambina che è arrivata per caso nella sua vita e dalla quale non riesce a staccarsi, oltre che di amicizia e del sapere costruire e trovare un proprio equilibrio, anche quando si guidano i morti verso la vita dopo la vita.
Il tema del rapporto tra la vita e la morte non è nuovo per l’immaginario fantastico ma è poco frequentato nella narrativa per ragazzi, a cui La casa che mi porta via si rivolge, ed è trattato in maniera buffa ma capace in certi momenti di far venire un groppo in gola, con al centro di tutto un personaggio come Marinka, in cerca di una strada per poter essere se stessa, avere degli amici e nello stesso tempo non rinunciare a quello che si rivelerà un compito importante.
La casa che mi porta via non è comunque solo un libro per ragazzi, chi ha qualche anno in più coglierà citazioni e richiami, oltre che l’interesse dell’autrice per le fiabe e il folclore slavi, soprattutto russi, visto che Baba Jaga è un personaggio iconico di quell’universo, una strega non perfida come varie sue colleghe occidentali, ambigua e dal volto non sempre malefico, capace di confrontarsi con l’intrepida Vassilissa la Bella, a cui Marinka è vagamente ispirata. Tra l’altro, il libro suggerisce anche vari dolci e piatti tipici di quell’area, poco frequentata nell’immaginario di oggi ma davvero tutta da scoprire. Un universo che piace e interessa molto all’autrice e che tornerà a quanto pare nel suo prossimo libro, non un seguito di questo.

Sophie Anderson è nata a Swansea, in Galles, ed è cresciuta ascoltando i racconti della madre scrittrice e della nonna, che le ha trasmesso l’amore per le favole e le leggende della tradizione slava. Geologa e insegnante, vive nel Lake District con il marito e i tre figli. Le piace andare in canoa, camminare e sognare a occhi aperti. Il suo più grande desiderio è continuare a scrivere storie che spingano i bambini a esplorare il mondo e ad apprezzare la diversità. Con La casa che mi porta via ha ricevuto la candidatura per la Carnegie Medal, il più importante premio inglese per la letteratura per ragazzi.

Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa che ringraziamo.

La maga tessitrice di Helena Paoli (Fanucci, 2019) a cura di Elena Romanello

18 febbraio 2019

La_maga_tessitrice_-_Helena_Paoli_1024x1024Fanucci editore inizia una nuova saga, La figlia del cielo, dando spazio ad una giovane voce italiana, Helena Paoli, di certo non priva di interesse, già nota per il suo blog e il suo canale youtube, con il primo capitolo, La maga tessitrice.
In una qualunque cittadina italiana contemporanea vive Aspasia, diciotto anni, una vita segnata dalla tragica morte di sua madre, da un padre che si è chiuso in se stesso dimenticandosi di avere una figlia e da un’aggressione che ha subito da qualcuno di cui si fidava. La ragazza si è rinchiusa in se stessa, con come unica compagnia i libri.
Ma un giorno la sua vita cambia, e viene risucchiata in una dimensione parallela, dove la porta un giovane dai capelli bianchi, Septimus.
L’Altrove è infatti una terra governata da miti e magie, dove regna incontrastato un dittatore sanguinario e dove un gruppo di donne, le Tessitrici, cercano di mantenere l’ordine. Aracne, la più temuta e potente di loro, è morta, e Aspasia, che le somiglia come una goccia d’acqua deve prendere il suo posto, e forse trovare il suo destino.
Il tema della ragazza che giunge in un mondo alternativo ha nobili antenati, da Alice alla serie del Mago di Oz, e anche in tempi recenti è stato frequentato, da storie di culto, basti pensare a Labyrinth. Qui ci sono anche richiami alla cultura classica, sia greca che romana, mentre il mondo costruito ha non pochi echi di quello di Westeros di George R. R. Martin.
Un libro però tutt’altro che privo di una sua originalità, avvincente e che riesce a salvarsi dalle trappole di troppi romanzi rosa travestiti da storie fantasy, con un viaggio dell’eroina intrigante, per salvare un mondo e forse per salvare anche se stessa da una vita inaccettabile ma in fondo metaforica di tutte le difficoltà dell’adolescenza.
La maga tessitrice piacerà senz’altro agli appassionati più giovani, magari in cerca di un’alternativa alle storielle di vampiretti che luccicano, ma è godibile anche per chi ha qualche anno e un po’ di letture del genere in più, in attesa comunque del secondo capitolo.

Helena Paoli è nata a Bari nel 1998 e studia Lettere moderne presso l’università degli studi Aldo Moro di Bari. Divora libri fin da bambina e ha pubblicato il suo primo romanzo fantasy all’età di diciassette anni. Ha già pubblicato i primi due volumi della saga fantasy Cronache dell’eternità (Bibliotheka Edizioni): Principessa del tempoPrigioniera delle tenebre. Parla di storie che l’appassionano sul suo blog HeleNarrazioni e sull’omonimo canale YouTube.
Con La Maga Tessitrice, primo capitolo della saga fantasy La figlia del Cielo, fa il suo ingresso nel catalogo Fanucci.

Provenienza: omaggio dell’ufficio stampa che ringraziamo.

La bella morte di Mathieu Bablet (Oscar Ink, 2019) a cura di Elena Romanello

16 febbraio 2019

bella-morte-bablet-670x899Mathieu Bablet si è fatto conoscere a livello internazionale con la graphic novel Shangri-La, una rilettura della fantascienza ambientata nello spazio dalle forti connotazioni post apocalittiche. Sull’onda di un successo enorme è senz’altro interessante scoprire le sue prime opere, come La belle mort, uscita nel 2011 e in arrivo adesso anche in Italia con il titolo appunto di La bella morte.
L’autore ama la fantascienza dai toni catastrofisti ma per questa sua opera giovanile sceglie un’ambientazione terrestre, di un mondo di un futuro prossimo dove la vita degli esseri umani è stata pesantemente limitata e quasi annientata da alieni dalla forma di insetto, per tornare ad una paura atavica del genere umano. Per questo recupero, l’opera è stata rieditata  con aggiunto un prequel disegnato adesso, mentre sta per arrivare la catastrofe, in una città tanto simile alle metropoli soprattutto statunitensi e asiatiche ridotta all’abbandono.
Mathieu Bablet ha tra i suoi maestri Moebius e Katsuhiro Otomo, soprattutto nelle atmosfere di Akira, e questo emerge da una grande cura delle tavole e dell’ambiente di una città non città simbolo e ultimo baluardo di un mondo che non esiste più. I puristi sostengono che l’autore è migliorato tantissimo, ma è comunque interessante vedere un’opera prima già molto interessante, per essere catapultate in uno dei peggiori incubi da sempre, con la lotta di un manipolo di disperati dal destino segnato, ultimi cavalieri caduti e non certo eroici di una guerra ormai persa. La bella morte si riferisce ad un sacrificio estremo per una causa che si crede superiore anche se persa in partenza, come il dimostrarsi superiori ad un invasore che ha distrutto tutto quello che per cui forse valeva la pena di vivere. Un concetto duro, a tratti discutibile, ma comprensibile nel contesto di una storia senza speranza, in cui l’archetipo dell’invasione aliena viene visto nei suoi aspetti forse meno spettacolari ma più devastanti.
La bella morte è un fumetto da leggere per tutti gli amanti della fantascienza, per come rilegge un archetipo non certo da B Movies e per scoprire un nuovo stile e una voce che ha e avrà ancora molto da dire. Tra le righe si capisce come aiuti il vivere e il lavorare in un Paese che considera il fumetto una vera forma d’arte e come le nuove generazioni abbiano ormai una visione d’insieme sulle varie scuole delle nuvole parlanti. Una storia che fa riflettere sulla caducità della natura umana, sull’importanza di fare delle scelte e sul fatto che a volte bisogna portare avanti anche una battaglia persa, per non perdere appunto la propria umanità.

Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.

Mathieu Bablet (Grenoble 1987), diplomato all’Accademia di Chambéry, ha esordito con La Belle mort (2011), seguito dalle serie Doggybags (2012-2015) e Adrastée (2013-2016). Con Shangri-La si è rivelato all’attenzione internazionale affermandosi come uno dei maggiori giovani talenti del fumetto europeo.

La signora della morte di Terry Goodkind (Newton Compton 2018) a cura di Elena Romanello

6 febbraio 2019

la-signora-della-morte-x1000Torna in libreria, presso un nuovo editore per l’Italia, Newton Compton e non più Fanucci, Terry Goodkind, autore di un fantasy adulto che piacerà senz’altro agli appassionati e magari un po’ orfani di nuove opere di George R. R. Martin.
La signora della morte è un misto tra uno spin off e un seguito della celebre saga La spada della verità, incentrato su una comprimaria, la ex assassina Nicci, amica e alleata di Richard e Kahlan che hanno portato la pace nei regni. Lei però, con il loro appoggio, decide di portare giustizia e libertà in terre remote, anche forse per espiare un passato non sempre limpido e parte per un lungo viaggio, con Nathan, che possiede poteri da profeta. Il suo scopo finale è incontrare la temibile strega Red, ma le avventure saranno tante, in regni in cui il nuovo corso di monarchi illuminati non è ancora arrivato.
Ci sono echi del serial cult Xena dietro a questa storia, legata all’universo de La spada della verità ma godibile anche come libro indipendente, in una vicenda di redenzione e d’avventura, in cui si presenta l’archetipo della donna guerriera, amatissimo del resto dal fantasy dall’epoca di Robert E. Howard con Red Sonya e Dark Agnes e di Charlotte L. Moore con la sua Jirel de Joiry. Un libro ricco di avventure, con toni adulti e a tratti dark, con al centro di tutto un’eroina non perfetta e quindi per questo ancora più interessante.
Conoscendo l’autore e leggendo il libro si capisce che può essere davvero l’inizio di un nuovo universo di avventure, per tutti gli appassionati di fantasy, in cerca sempre di nuovi universi e nuove avventure da vivere attraverso i libri, con un autore che è e resta uno dei più interessanti della nuova generazione del genere, anche se non ha avuto per esempio altrettanta fortuna che il collega Martin sul piccolo schermo. A marzo uscirà il nuovo capitolo, Le sorelle del potere, intanto godiamoci il primo, dove chi da anni frequenta certi universi trova pane per i suoi denti.

Provenienza: libro del recensore.

Terry Goodkind è un celebre scrittore statunitense conosciuto nel mondo principalmente per il ciclo La spada della verità. Nato nel 1948, è cresciuto a Omaha, in Nebraska, dove ha anche seguito corsi d’arte. A causa della dislessia, da giovane ha abbandonato il college per lavorare come carpentiere, liutaio, artista e restauratore. Dal 1983 si dedica alla scrittura, e ha pubblicato oltre trenta libri con uno straordinario successo internazionale. Dopo La signora della morteLe sorelle della morte è il secondo capitolo della serie incentrata su Nicci, l’incantatrice già apparsa in molti dei suoi romanzi.

Nerdopoli a cura di Eleonora C. Caruso (Effequ, 2018) a cura di Elena Romanello

31 gennaio 2019

31n2br3ps8zl._sx258_bo12c2042c2032c200_La scrittrice Eleonora C. Caruso nasce come nerd e membro attivo dei fandom dedicati a fumetti e fantastico e partendo da questo ha curato il volume Nerdopoli, una raccolta di saggi su un mondo di quelle che una volta si chiamavano controculture giovanili e che oggi stanno comunque acquisendo un peso sempre maggiore nelle varie industrie, a cominciare da quella dell’intrattenimento.
Dopo la prefazione dello storico e scrittore Tito Faraci si viene proprio immersi in vari universi, su cui riflettere e scoprire cose nuove, perché non sono solo storielle banali.
L’esperta di cultura otaku, quella che concerne manga ed anime, Susanna Scrivo esamina le storie animate e su fumetto che arrivano dal Giappone concernenti il mondo omosessuale, sia quelle inventate dagli appassionati (spesso appassionate) su determinate serie, sia quelle ufficiali, iniziate in maniera sotterranea con opere come Versailles no Bara e poi diventate sempre più presenti.
Eleonora C. Caruso si ritaglia uno spazio per parlare delle fanfiction, le storie inventate dai fan su un determinato fumetto, film, telefilm, nate decenni fa all’epoca del ciclostile ma assurte a vero e proprio fenomeno di costume con Internet, in vari fandom. L’autrice tratta una storia delle fanfiction partendo dalla sua esperienza personale, e ricordando che da sempre si è cercato di raccontare in maniera diversa le storie che si ascoltavano, in fondo da un certo punto di vista scrissero fanfiction su universi noti anche Virgilio e Ariosto, senza dimenticare le appassionate di Sherlock Holmes che vollero che il loro beniamino fosse resuscitato da Conan Doyle.
Alice Cucchetti parla invece di un altro fondamentale contenitore dell’immaginario di oggi, le serie TV, partendo dall’apporto dato da Joss Whedon con BuffyAngel e soprattutto Firefly, cult presso vari appassionati, senza dimenticare i vari Star TrekBattlestar GalacticaThe X-Files Lost, non dimenticando i cambiamenti di fruizione che ci sono stati.
Arianna Buttarelli si concentra sui videogiochi, elemento fondamentale della cultura nerd, e altra cosa che ha accompagnato ormai più generazioni, anche qui con un diverso modo di fruizione e l’inevitabile evoluzione tecnologica che ha cambiato i rapporti.
Simone Laudiero mette a confronto due universi essenziali, i giochi di ruolo e la narrativa fantasy, che nel corso degli anni si sono influenzati, viaggiando di pari passo ma sviluppando anche un antagonismo più o meno sano, come in una sorta di storia d’amore.
Matteo Grilli torna sull’universo degli otaku, raccontandone l’evoluzione e la liberazione, partendo dall’avvento delle serie di orfani e robot a fine anni Settanta e vedendo un punto fondamentale di questo processo con l’esplosione del fenomeno Dragonball all’inizio del nuovo Millennio, ma anche con l’opera e la personalità di Hideaki Anno.
Aligi Comandini esamina invece le dinamiche delle comunità nerd reali e virtuali, raccontando anche come certe storie hanno preso piede anche al di fuori del fandom degli appassionati.
Un libro per tracciare quindi delle linee guide su mondi sempre più presenti e capaci di influenzare economia e intrattenimento, anche perché ormai i nerd non si fossilizzano più su un solo immaginario o media, ma spaziano. Interessante sia per chi vuole approfondire e capire meglio la propria passione, sia per chi vuole scoprire di più su queste strane persone che stanno cambiando il mondo.

Provenienza: omaggio al recensore dell’ufficio stampa che ringraziamo.

Eleonora C. Caruso (1986) ha pubblicato i romanzi Comunque vada non importa (Indiana Editore 2012) e Le ferite originali (Mondadori, 2018). Il prossimo è in uscita nel 2019, sempre per Mondadori. Edita manga, collabora e ha collaborato con numerose riviste («Wired», «Prismo») e case editrici di fumetti (JPop, RW). Vive a Milano, in una casa che contiene a stento le sue action figures.

Mostri, supereroi e navi spaziali di Fulvio Gatti (Impressionigrafiche, 2018) a cura di Elena Romanello

24 gennaio 2019

mostri-supereroi e navi spaziali_fulvio gattiFulvio Gatti è tornato in libreria con una nuova fatica, sempre dedicata alla cultura nerd dei fumetti e del fantastico: Mostri, supereroi e navi spaziali si presenta con un sottotitolo molto esplicativo Inventario emotivo delle storie globali e immerge in un mondo di suggestioni varie degli ultimi quarant’anni almeno di immaginario, proveniente da Oltre oceano ma non solo.
L’autore parte raccontando un aneddoto molto simpatico sulla sua infanzia su un cuginetto lontano dall’altra parte del mondo a cui lo unì la passione comune per le Tartarughe Ninja e poi costruisce un dizionario enciclopedico, divertente e divertito ma non banale, in cui trovano spazio vari personaggi e suggestioni, raccontati per sommi capi ma in maniera che riesce comunque ad essere esauriente.
I toni sono leggeri ma non certo sciocchi, per raccontare mondi che hanno unito persone dagli angoli del mondo più lontani, in un pianeta in cui si cerca ormai purtroppo di costruire sempre più muri e sempre più ponti. Nelle pagine del libro trovano spazio storie e filoni, dagli alieni agli zombie, passando per un film cult come Matrix, il serial per antonomasia degli anni Novanta The X-Files, l’universo di Star Trek, la principessa Leia di Star Wars, l’icona horror Freddy Kruger, il mondo di Game of thrones, i viaggi intergalattici di Doctor Who e molto altro ancora.
Un libro per appassionati, dove chi si interessa di cultura nerd e otaku troverà storie e eroi, ma anche per chi vuole saperne di più, per i nostalgici e non solo, perché tira le somme su decenni di sogni e avventure in maniera simpatica e esauriente.
La copertina e le vignette interne sono di Gabriele Sanzo, con riletture divertite di vari universi.

Provenienza: libro del recensore.

Fulvio Gatti (Torino, 1983), giornalista e scrittore, scrive da alcuni anni su testate locali e nazionali. Ha ideato il festival di satira Tuco a Calamandrana (Asti) e dirige la webzine e podcast Finché c’è nerd. Ad Alba (Cuneo) ha curato la mostra su Dylan Dog Alba e i morti viventi. Ha pubblicato per Las Vegas edizioni I nerd salveranno il mondo. Il suo sito ufficiale è http://www.fulviogatti.it

The Outsider di Stephen King (Sperling & Kupfer, 2018) a cura di Elena Romanello

15 gennaio 2019

978882006623hig-250x380Estate nella tranquilla cittadina di Flint City in Oklahoma: il signor Ritz sta portando a spasso il suo cane quando si imbatte nel cadavere orrendamente martoriato e seviziato di un bambino di soli undici anni. La sua sarà la prima testimonianza che la polizia ascolterà in una concitata caccia all’uomo, perché chi ha commesso un delitto così efferato non può restare in giro libero, come decide il detective Ralph Anderson, sempre in cerca di giustizia per i colpevoli ma soprattutto per le vittime innocenti, questa volta più che altre volte.
I sospetti portano ad un uomo, Terry Maitland, padre, marito e insegnante tranquillo, allenatore di baseball dei bambini, insospettabile ma intorno al quale si serra una catena di odio e risentimento. Terry non era in città, era ad un incontro letterario a chilometri di distanza, ma nonostante questo viene arrestato in maniera spettacolare e non sarà l’ultimo colpo di scena, tra la voglia di vendetta di una cittadinanza indignata e poco accorta e la disperazione della sua adorata famiglia.
Ma presto la polizia si renderà conto di aver compiuto un errore, che ha e può avere conseguenze gravissime, mentre l’eco di un’antica leggenda metropolitana su un essere che può prendere qualsiasi forma prende piede e coinvolge anche Ralph Anderson, non soddisfatto dalla piega presa da quello che sembrava uno dei suoi casi risolti migliori.
Stavolta non siamo nel Maine, ma in un’altra profonda provincia degli Stati Uniti, quelle aree che hanno sancito l’imbarazzante e discutibile vittoria di Donald Trump, ma Stephen King non cambia il suo voler raccontare gli abissi dell’animo umano, con una storia che inizia come un thriller ma poi vira nel paranormale, dopo aver fatto riflettere sulla psicosi oggi più presente che mai di sbattere il mostro in prima pagina e distruggerlo, anche di fronte all’evidenza dell’innocenza.
Ralph Anderson è l’eroe suo malgrado di una caccia all’uomo che diventerà qualcosa di più, una riflessione sulle storture della società di oggi, sempre in cerca di un capro espiatorio e non della verità. Nelle pagine del libro compare un personaggio di precedenti romanzi di Stephen King, Holly Gibney, coprotagonista nelle trilogia di Mister Mercedes, qui impegnata ad allargare lo sguardo di coprotagonisti e lettori sugli orizzonti dell’impossibile. Chi ha letto i tre libri sarà felicissimo di ritrovarla in queste pagine, che sono comunque godibilissime anche per chi è digiuno della trilogia.
L’uomo nero capace di prendere le sembianze di un innocente e distruggerlo non è che l’ennesima incarnazione del male secondo Stephen King, un It per certi versi più subdolo, con tratti da folclore popolare e da fermare a qualunque costo.
Una riflessione sulla condizione umana e sul male nel mondo nascosta da romanzo thriller paranormale, forse i libri di Stephen King di qualche anno fa erano migliori, ma anche questo è di tutto rispetto: gli appassionati ritroveranno i suoi temi cari, i neofiti un viaggio a più livelli tra reale e paranormale in cosa c’è e ci può essere dentro l’animo umano.

Provenienza: libro del recensore.

Stephen King vive e lavora nel Maine con la moglie Tabitha. Le sue storie sono clamorosi bestseller che hanno venduto centinaia di milioni di copie in tutto il mondo e hanno ispirato registi famosi come Brian De Palma, Stanley Kubrick, Rob Reiner e Frank Darabont. Accanto ai grandi film, innumerevoli gli adattamenti televisivi tratti dalle sue opere. King, oggi seguitissimo anche sui social media, è stato insignito della National Medal of Arts dal presidente Barack Obama.