A quasi dieci anni dalla sua uscita in lingua originale arriva in italiano il primo capitolo del Ciclo del demone, saga fantahorror che inizia appunto con L’uomo delle rune, scritta da Peter V. Brett, già uscito tempo fa con un altro titolo, Il guardiano di demoni, e adesso presentato in una nuova traduzione che proseguirà con gli altri volumi
In un futuro remoto la Terra è regredita ad un livello di vita di tipo medievale, perché gli esseri umani sono preda dei coreling, demoni assassini dotati di poteri soprannaturali, padroni della notte durante la quale nessuno può uscire, pena la morte. L’unica possibilità di salvezza, abbastanza labile, è quella di rimanere a casa protetti da magie non sempre molto efficaci, che si stanno affievolendo nel corso del tempo, perché legate a incantesimi e simboli ormai persi nelle nebbie del passato.
C’è stato un tempo in cui il genere umano poteva ribellarsi, ma ora nessuno più osa, finché due ragazzi e una ragazza non decidono di affrontare l’ignoto, lasciare il loro villaggio e andare a cercare un uomo che forse può ricordare un passato perduto e aiutarli a cambiare il mondo e a trovare una possibilità di salvezza migliore per loro e le loro famiglie.
L’idea di un futuro post apocalittico è molto diffusa in tante storie, che siano romanzi, fumetti, cartoni animati, così come l’idea che una razza minacciosa possa invadere il nostro mondo comportandosi alla fine in maniera non tanto diversa da quella di tanti invasori molto umani. Nonostante questo, il libro ha una sua originalità, è avvincente, ricostruisce un mondo più vicino al dark fantasy che alla fantascienza catastrofista, con echi che non spiaceranno ai fan di The Walking Dead, ma anche a chi ama i mondi senza eroi di George R. R. Martin. E ci sarà anche chi ci troverà echi di anime classici come Ken il guerriero.
Tra le righe, il libro rivisita un altro archetipo, quello del viaggio dell’eroe, stavolta in un mondo particolarmente inquietante, senza speranza, tranne quella portata avanti da tre amici uniti da uno scopo, tre outsider neanche così amati dal loro villaggio, ribelli, ma forse per questo essenziali.
Un modo per rivisitare archetipi in maniera fresca, un primo capitolo chiaramente non conclusivo che racconta l’eterno tema di un gruppo di eroi per caso, giovani ma il libro non è certo solo per ragazzi, che devono provare a salvare un mondo che forse non è proprio così da salvare. Il tutto in attesa ovviamente dei prossimi capitoli, e magari anche di una serie TV, visto che L’uomo delle rune possiede molte delle qualità che oggi incatenano alla sedia gli amanti del binge watching su Netflix e piattaforme simili.
Provenienza: omaggio dell’Ufficio stampa che ringraziamo.
Peter V. Brett (New Rochelle, New York, 1973), dopo la laurea in Letteratura e Storia dell’arte, ha lavorato per un decennio nel campo dell’editoria farmaceutica, prima di dedicarsi alla scrittura a tempo pieno. Da sempre appassionato di fantasy, è l’autore dei romanzi del ciclo del Demone, oltre che di alcune raccolte di racconti – The Great Bazaar (2010), Brayan’s Gold (2011), Messenger’s Legacy (2014) e Barren (2018) – e di un graphic novel, Red Sonja (2014).
In contemporanea con la trasmissione in TV dell’ultima, attesa stagione di Game of thrones, in attesa degli ultimi due romanzi di George R. R. Martin, Oscar Ink ripropone, in una nuova, sontuosa edizione, la graphic novel uscita tempo fa in volumi spillati per Italycomics ed oggi praticamente introvabile, se non sul mercato dell’usato.
Fanucci editore tiene a battesimo una nuova voce italiana con il primo volume di una nuova saga, La leggenda del libro sacro L’Ondembrah, rivolta in teoria ad un pubblico di giovanissimi ma in realtà piacevole per tutte le età, cosa poi non così frequente, soprattutto ultimamente, se si escludono fenomeni letterari come la saga di Harry Potter e quella di Hunger Games.
Gli appassionati l’hanno atteso in maniera spasmodica, ma finalmente è arrivato il secondo e non conclusivo capitolo della saga fantasy di Mondo in fiamme, scritta dal doppiatore e non solo Edoardo Stoppacciaro, legato a doppio filo con il mondo del fantastico, viste le sue numerose partecipazioni a serie TV e film di questo genere.
La generazione di chi si appassionò quarant’anni fa agli anime giapponesi dovette spesso fare i conti con l’aperta contraddizione di storie appassionanti e coinvolgenti che però spesso non avevano un finale all’altezza, con le trame che restavano sospese senza una vera conclusione soddisfacente per chi per mesi li aveva seguiti con interesse e partecipazione.
Marinka vorrebbe tanto essere una ragazza come le altre, e stringere amicizia con i coetanei, ma non è possibile, perché vive in una casa con le zampe di gallina che si sposta di continuo e senza preavviso, finendo nei luoghi più disparati e pazzi della Terra. Ma non è questo il suo solo problema, perché sua nonna è Baba Jaga, la strega che guida le anime dei morti da questo mondo all’aldilà, con un rituale di rigenerazione e pace, ma che non riempie certo la vita di Marinka di gioia.
Fanucci editore inizia una nuova saga, La figlia del cielo, dando spazio ad una giovane voce italiana, Helena Paoli, di certo non priva di interesse, già nota per il suo blog e il suo canale youtube, con il primo capitolo, La maga tessitrice.
Mathieu Bablet si è fatto conoscere a livello internazionale con la graphic novel Shangri-La, una rilettura della fantascienza ambientata nello spazio dalle forti connotazioni post apocalittiche. Sull’onda di un successo enorme è senz’altro interessante scoprire le sue prime opere, come La belle mort, uscita nel 2011 e in arrivo adesso anche in Italia con il titolo appunto di La bella morte.
Torna in libreria, presso un nuovo editore per l’Italia, Newton Compton e non più Fanucci, Terry Goodkind, autore di un fantasy adulto che piacerà senz’altro agli appassionati e magari un po’ orfani di nuove opere di George R. R. Martin.
La scrittrice Eleonora C. Caruso nasce come nerd e membro attivo dei fandom dedicati a fumetti e fantastico e partendo da questo ha curato il volume Nerdopoli, una raccolta di saggi su un mondo di quelle che una volta si chiamavano controculture giovanili e che oggi stanno comunque acquisendo un peso sempre maggiore nelle varie industrie, a cominciare da quella dell’intrattenimento.
Fulvio Gatti è tornato in libreria con una nuova fatica, sempre dedicata alla cultura nerd dei fumetti e del fantastico: Mostri, supereroi e navi spaziali si presenta con un sottotitolo molto esplicativo Inventario emotivo delle storie globali e immerge in un mondo di suggestioni varie degli ultimi quarant’anni almeno di immaginario, proveniente da Oltre oceano ma non solo.
Estate nella tranquilla cittadina di Flint City in Oklahoma: il signor Ritz sta portando a spasso il suo cane quando si imbatte nel cadavere orrendamente martoriato e seviziato di un bambino di soli undici anni. La sua sarà la prima testimonianza che la polizia ascolterà in una concitata caccia all’uomo, perché chi ha commesso un delitto così efferato non può restare in giro libero, come decide il detective Ralph Anderson, sempre in cerca di giustizia per i colpevoli ma soprattutto per le vittime innocenti, questa volta più che altre volte.
























