A Stranimondi verrà presentata domani alle 15, 30 l’antologia a cura di Mauro Longo, in questo momento in viaggio da Tenerife per Milano, Zappa & spada – Spaghetti fantasy. Con Lorenzo Fantoni, Luca Mazza, Michele LaughingFist Gonnella, Jari Lanzoni, Federica Leonardi, Mala Spina, Davide Mana, Mauro Longo, Nerdheim, Diegozilla.
Tutto su Zappa e Spada nel Blog di Mauro Longo: www.CaponataMeccanica.com
Se volete dare un’ occhiata al libro: sito dell’ editore.
Ho fatto qualche domanda ad alcuni della simpatica marmaglia. Ecco le risposte di Davide Mana, Mala Spina e Mauro Longo. (Posto in ordine di arrivo).
Davide Mana
Ciao Davide. Allora inizio col farti una domanda facile facile: come se la passa il fantastico in Italia?
Credo che il fantastico in Italia si trovi in un momento di svolta: cresce l’interesse, cresce l’offerta. Mai come oggi ci sono state tante diverse esperienze, e tante voci diverse.
Come sempre, le opportunità sono accompagnate da rischi – primo fra tutti quello di un divorzio fra stimolo intellettuale e intrattenimento, i due elementi che da sempre caratterizzano la buona letteratura d’immaginazione. Spesso pare che il mercato si stia polarizzando in due schieramenti, uno che si vergogna disperatamente di divertirsi e uno che aborre qualunque cosa abbia la parvenza di un’idea seria.
Perché il fantastico nel nostro paese prosperi sarà necessario tenere uniti la mente e il cuore del genere. E sfuggire alla facile tentazione di ingozzare il pubblico con “la solita roba”.
E noi ci si prova.
Come dicevano i cinesi, viviamo in tempi interessanti.
Parlaci del tuo racconto Spaghetti Fantasy italico. Come si intitola?
La mia storia si intitola “Tre Diavoli in Fausto” ed è una storia di teatranti sgangherati alle prese con qualcosa di più grande di loro. L’idea è spudoratamente rubata a un saggio del 1630, scritto da un puritano inglese, sui mali che il teatro diffonde fra la brava gente. In un ardito esperimento, mi picco anche di essere stato il primo al mondo a incrociare la Pistola di Chekhov con il Gatto di Schrodinger, presentando nella mia storia il Gatto di Chekhov. Il mio amico Mauro Longo mi ha garantito che un giorno scriverà una storia in cui compaia la Pistola di Schrodinger.
Spero che il pubblico si divertirà a leggere il mio racconto quanto io mi sono divertito a scriverlo.
O come diceva quel tale, ho sofferto per la mia arte, ora tocca a voi.
Lo Spaghetti Fantasy avrà lo stesso successo anche all’estero dello Spaghetti Western?
Chi può dirlo? Certo sarebbe bello, e noi nei nostri sogni più selvaggi proviamo anche a sperarci un po’. In effetti, lo spaghetti western venne capito e apprezzato di più all’estero che non in Italia, per cui chissà, potrebbe capitare anche a noi.
Ma in realtà credo che nessuna delle storie in Zappa & Spada sia stata scritta col desiderio di trasformare il genere, o di fare qualche strana rivoluzione: volevamo semplicemente raccontare delle buone storie, quella era la direttiva principale.
Ma se non altro, si tratta di qualcosa di diverso dal solito, e il pubblico del fantastico dovrebbe apprezzare la novità. O no?
Mauro Longo
Sei il curatore dell’antologia Zappa e spada. Come è nato il progetto?
Ciao Giulietta, l’idea nasce da un brainstorming durato settimane tra me, Davide Mana e Samuel Marolla. Samuel cercava qualche buon progetto per realizzare un’antologia di racconti a tema, come le altre – splendide – della casa editrice che dirige, Acheron Books. A poco a poco è venuta fuori questa trovata… dopotutto siamo tutti e tre appassionati di fantasy, di buona fantasia eroica e di fantastico declinato “all’italiana”. Mettere assieme Brancaleone e Kata Kumbas, Attila Flagello di Dio e l’Orlando Furioso, Il Mestiere delle Armi e il Cuntu de li cunti è forse un azzardo, ma noi pensiamo che possa funzionare.
Sei ottimista o pessimista sul futuro del fantasy in Italia?
Per mia inclinazione personale sono un ottimista e una persona assertiva. Il fantasy è un genere immortale, abbiamo bei titoli, bravi autori, case editrici che si danno da fare e una messe (piccola? grande?) di lettori. Se si trovano le formule giuste e non si cede alle flagellazioni, al culto dell’ “età dell’oro che non tornerà più” e al “maiunagioia”, si può realizzare di tutto.
Perché non c’è un tuo racconto nell’antologia?
Mi piace scrivere racconti e adoro il fantasy. Mi sarebbe piaciuto molto essere nell’antologia e avevo anche già preparato un racconto adeguato, ma poi, riflettendoci meglio, ho pensato di ritagliarmi solamente il ruolo di curatore e coordinatore. In questo modo ho lasciato più spazio nella raccolta per i concorrenti del concorso legato all’antologia e per gli autori che abbiamo contattato a parte. Magari in futuro, nell’edizione deluxe del venticinquennale, inseriremo il mio racconto nella raccolta e finalmente tutti potrete leggerlo! Ci vediamo tra venticinque anni.
Mala Spina
Tu e Federica siete le uniche donne della combriccola di autori Zappa E Spada. Portate una voce femminile al genere. Dicci di più.
A dire la verità, non so se ho aggiunto alcunché di femminile con il mio racconto. Francamente ne dubito perché ho contribuito con una storia che vira sulla commedia grottesca, alla maniera de “L’armata Brancaleone”.
Come è nato il tuo racconto? Come si intitola?
“L’oro dell’Uomo nero” è nato da un’idea piuttosto semplice: Gaglioffi contro Mostri. Così sono venuti fuori i tre membri della banda scalcagnata che si appresta a fare il colpo della vita e rubare alcuni crocifissi benedetti d’oro massiccio. Secco, il protagonista, non è spuntato fuori subito e all’inizio avrebbe dovuto essere una spalla, poi però mi ci sentivo così bene nei suoi panni che l’ho promosso a “conduttore”. Quando ha preso in mano le redini della storia, tutto è filato liscio e ha mantenuto il suo tono burlesco fino alla fine.
Pensi che i lettori apprezzeranno questo tentativo di coniugare lo spaghetti western (di cui è chiaro omaggio) al fantasy?
E chi lo sa? Per certe previsioni ci vorrebbe la sfera di cristallo. Spero che i lettori siano incuriositi da questa strana commistione di generi e vogliano scoprire un fantasy un po’ diverso, non tanto per l’ambientazione italiana ma per il tipo di storie marrane di Zappa e Spada.
Leonardo Patrignani, autore tradotto in inglese, francese, spagnolo, tedesco, polacco, serbo, turco, grazie alla saga Multiversum merita il prestigioso premio “Book of the Year” per due anni consecutivi, mentre nel 2015 gli viene attribuito il riconoscimento ‘’Best Book for Christmas’’. I suoi libri sono stati distribuiti in 24 Paesi. Durante il 3º Incontro Internazionale di Letteratura Fantastica, tenutosi presso l’Auditorio Borges della Biblioteca Nacional de Buenos Aires ha rappresentato magistralmente l’Italia. Leonardo Patrignani, in occasione, dell’uscita del suo ultimo capolavoro ‘’ Time deal’’ (DeAgostini) che come sostiene Licia Troisi è “Un romanzo che tiene incollati alla pagina” e come annuncia Glenn Cooper è ‘’ una lettura imperdibile’’ ha gentilmente risposto alle domande che seguono.
Benvenuta Loredana su Liberi di Scrivere e grazie per avere accettato questa intervista. Presentati ai nostri lettori. Raccontaci un particolare della tua infanzia a cui tieni particolarmente.
Benvenuta Ella, su Liberi di scrivere e grazie di aver accettato questa intervista. Iniziamo con le presentazioni. Parlaci di te. Dei tuoi studi, del tuo lavoro, della tua vita lontana dal blog.
Il Centro Linguistico e Culturale San Clemente, che ogni anno organizza oltre 250 corsi su misura per privati e aziende, quest’anno ha in programma un Corso di letteratura femminile, tenuto da una docente speciale, la nostra Viviana Filippini, giornalista e operatrice culturale che i nostri lettori conoscono ormai da anni, sempre distintasi per bravura e serietà. Il corso si terrà dal 10 ottobre 2017 al 28 novembre 2017, a Brescia in Via Cremona 99. Il martedì dalle 18,30 alle 20. In tutto 12 ore per un costo contenuto di 185 €.
Bentornato Xiaolong su Liberi di scrivere e grazie di aver accettato questa nuova intervista. Ci ho messo un po’ a mandarti le domande perché prima volevo finire il tuo ultimo libro Il poliziotto di Shanghai (Becoming Inspector Chen) e poi perché ho voluto riflettere su che domande farti. Inizierei col chiederti un bilancio della tua carriera di scrittore fino a oggi. Da ragazzo mentre studiavi letteratura, leggevi le poesie di Thomas Stearns Eliot, o Il Conte di Montescristo, immaginavi o anche solo sognavi che una volta adulto avresti fatto lo scrittore? Che i tuoi libri sarebbero stati letti da così tante persone in tutto il mondo, anche fuori dalla Cina?
Bentornato Alessandro su Liberi, la nostra ultima intervista è del 2009, una vita fa. Cosa hai fatto da allora?
Giordano, grazie per aver accettato la mia intervista. Racconta ai nostri lettori qualcosa di te. Chi è Giordano Tedoldi?
Benvenuto Maurizio e grazie di avere accettato questa nuova intervista. Parleremo perlopiù del tuo nuovo libro Rondini di inverno, ma anche di libri in genere, di tango, di progetti per il futuro.
1) 10 luglio Recensione – [
Aldo Morosini, benvenuto su Liberi di Scrivere. Forse è la prima volta che rilascia un’intervista, è un po’ emozionato? Ci parli di lei, della sua infanzia, dei suoi studi, ci racconti qualche suo pregio e qualche suo difetto.
























