Benvenuto Francesco su Liberidiscrivere. Solitamente intervistiamo scrittori e giornalisti, sei il primo editore. Iniziamo quindi con le presentazioni. Parlaci un un po’ di te. Chi è Francesco Giubilei?
E’ un ragazzo di 18 anni di Cesena che frequenta il quinto anno di Liceo Scientifico nella sua città, gioca a calcio, esce con gli amici, ha la vita di un normale adolescente con due grandi passioni la letteratura e l’editoria. Da qui nasce il suo amore per la lettura e la scrittura e la volontà di fondare dapprima una rivista letteraria e successivamente una casa editrice.
Sei il direttore editoriale delle edizioni Historica. Parlaci di questa esperienza. Ci sono anche lati negativi? Come li affronti?
Historica edizioni è nata nel settembre del 2008 con la pubblicazione di “Le colpe dei padri” di Laura Costantini e Loredana Falcone. Inizialmente Historica era un e-magazine online e successivamente una rivista letteraria cartacea, solo in seguito è nata la casa editrice. Purtroppo, oltre alle tante soddisfazioni, ci sono anche molti lati negativi. Innanzitutto economici: se non si chiede il contributo agli autori, come facciamo noi, l’unica fonte di guadagno sono le vendite dei libri e purtroppo non sempre un titolo vende tanto da azzerare i costi e quindi si è sempre con l’acqua alla gola per quel che riguarda i pagamenti. Un altro grande problema è quello legato alla distribuzione, benché siamo distribuiti in tutto il territorio nazionale da Ediq e in Emilia-Romagna, Marche e Abruzzo da L’editoriale, è davvero difficile riuscire ad avere spazio in libreria, specie se si tratta di narrativa e di un editore, tutto sommato, nato da poco.
Sei il più giovane editore d’Italia. Come vivi questa condizione?
Essere il più giovane editore d’Italia è solamente un qualcosa in più al lavoro che svolgo quotidianamente per Historica, non voglio essere conosciuto solo perché sono il più giovane editore d’Italia (perché questa è una condizione che, volenti o nolenti, durerà ancora per pochi anni) ma per la qualità e la validità dei libri che edito.
Che consigli daresti ai giovani che volessero intraprendere la tua strada di editore?
Fare l’editore non è un gioco, è una vera e propria professione, una delle più difficili perché racchiude al suo interno varie competenze. Innanzitutto, benché non sia molto “romantico” affermarlo, l’editore è un imprenditore e la casa editrice un’azienda e, come in tutte le aziende, bisogna fare profitto o almeno inizialmente non rimetterci. Se l’editore però si limita solo a fare profitto come purtroppo stanno facendo case editrici storiche come la Mondadori (diverso è il ruolo della Rizzoli che storicamente è nata come una casa editrice per fare soldi, nonostante iniziativa di grandissima valenza culturale quale per esempio la collana Bur che è stata fondamentale nella crescita culturale degli italiani nel dopoguerra) a quel punto non svolge più la sua funzione principale che è quella di portare contributi letterari e culturali alla società. Il consiglio che darei a chi volesse intraprendere la strada di editore è quello di conoscere la storia dell’editoria e il mercato editoriale contemporaneo. Consiglio la lettura della “Storia dell’editoria italiana” del Ferretti (Einaudi, 2004), oltre che lo studio delle biografie di vari editori come Mondadori, Bompiani, Longanesi, Einaudi, Calasso, Scheiwiller…
Che consigli daresti ai giovani autori in cerca di editore? Gli consiglieresti di cercarsi un agente letterario?
L’agente letterario è una figura necessaria quando si arriva ad un certo livello e ad un certo numero di pubblicazioni. Prima, nella stragrande maggioranza dei casi, è inutile e alle volte anche controproducente (come esistono tanti pseudo editori che speculano sulla buona volontà degli autori, così ci sono molti agenti che offrono pseudo servizi rubando soldi agli autori).
Che tipo di criterio utilizzate per scegliere gli autori da pubblicare?
La nostra linea editoriale è già programmata fino a settembre-ottobre 2010 quindi in questo momento valutiamo con più calma i lavori di autori, esordienti o meno, che ci scrivono.
Quale è l’autore che ti ha più inorgoglito pubblicare?
Tutti. Se decido di pubblicare un libro è perché credo in esso e nelle potenzialità dell’autore quindi tengo allo stesso modo a tutti i miei autori. Sono molto legato a Laura Costantini e Loredana Falcone per la narrativa, a Francesco Dell’Olio, autore di Vivere Adagio giunto alla seconda edizione, ad Alessandro Cascio e Sacha Naspini per la collana Short Cuts, così come Remo Bassini. Sono orgoglioso di avere pubblicato Matteo Gambaro, Cinzia Pierangelini e Maria Giovanna Luini per la collana Celeris e sono felice per lo sviluppo che sta prendendo la collana “Cahier di viaggio” diretta da Francesca Mazzucato.
Raccontaci un episodio divertente o bizzarro che ti è capitato nella tua carriera.
Nella mia breve carriera editoriale mi sono successi molti episodi divertenti, specialmente alle fiere dove capita di incontrare persone davvero bizzarre. Il più divertente in assoluto, anche se spiega tante cose sul mercato editoriale italiano, è quello che mi è successo alla passata edizione della fiera del libro di Modena. Una signora mi si è avvicinata consegnandomi un suo bigliettino da visita e dicendomi, “Io scrivo romanzi” al che l’ho ringraziata e le ho consigliato uno dei nostri libri di narrativa e lei mi ha risposto “mi dispiace ma non leggo narrativa”!
Raccontaci un tuo sogno nel cassetto, un progetto che vorresti al più presto realizzare.
I progetti e le idee sono davvero tante e mi piacerebbe poterle realizzare tutte, bisogna però stare con i piedi per terra e non fare il passo più lungo della gamba. Il mio sogno editoriale sarebbe quello di conoscere un imprenditore disposto ad investire nello sviluppo della casa editrice.
Frequenti fiere del libro, raduni internazionali? Quale è lo stato dell’editoria italiana? Pensi che la crisi tocchi anche questo settore?
La crisi purtroppo tocca specialmente questo settore o meglio tutti i beni di consumo ritenuti “non necessari” o “superflui” e, come purtroppo tutti sappiamo, la stragrande maggioranza degli italiani ritiene i libri come un qualcosa di cui è tranquillamente possibile fare a meno. Il grado di civiltà di un popolo non si misura solo nelle infrastrutture, nel proprio pil, nel sistema di governo, bensì anche dal proprio rapporto con la cultura e quindi coi libri. Le fiere del libro sono importantissime per un piccolo editore, se non fondamentali. Nel 2010 parteciperemo a Modena, Torino, Pisa, Chiari e speriamo Roma, più altre piccole manifestazioni ed eventi.
Hai progetti per aiutare i giovani ad emergere?
I giovani devono sicuramente essere aiutati ad emergere, specie in un momento come questo, come cas
a editrice siamo chiaramente apertissimi ai giovani e il nostro aiuto concreto è quello di offrire la possibilità di pubblicare con una casa editrice seria, indipendente e senza contributo. Però se lo devono meritare.
Cosa pensi dell’editoria a pagamento. Consiglieresti ai giovani di autopubblicarsi?
In questo caso bisogna fare molta attenzione perché c’è differenza tra il pubblicare a pagamento e l’autopubblicazione. Parliamo di auto pubblicazione quando un autore decide autonomamente di stampare poche copie del suo libro nella tipografia/copisteria sotto casa o di registrarlo su uno dei tanti malaugurati siti di book-on demand come per esempio Lulu o ilmiolibro.it e renderlo quindi fruibile ad un numero illimitato di persone. L’editoria a pagamento è invece un fenomeno di tutt’altro genere. Si tratta di editori che al momento della pubblicazione del libro chiedono agli autori un contributo economico o l’acquisto di un tot di copie. E’ un discorso complesso che meriterebbe di essere analizzato e discusso ma non mi sembra questa la sede idonea, rimando comunque chi fosse interessato ad approfondire a questa mia intervista a Silvia Ognibene autrice di “Esordienti da spennare” libro-inchiesta sul fenomeno dell’editoria a pagamento ( http://www.lankelot.eu/letteratura/ognibene-silvia-intervista-su-esordienti-da-spennare.html )
In che città vivi? Vi lega un rapporto di amore – odio? Quali sono le caratteristicche che ami di più e quelle che ami meno?
Vivo a Cesena che è una piccola cittadina della Romagna. Il prossimo anno però mi trasferirò (presumibilmente a Roma) per frequentare l’università e poi non so se tornerò a vivere in provincia. Benchè la vita di provincia sia sotto molti aspetti bella e soprattutto tranquilla, credo mi si addica più lo stile di vita di una grande città con le opportunità lavorative e culturali che offre. Le cose che amo della mia città, oltre che la squadra di calcio, sono la sua tranquillità che permette di avere una qualità di vita tutto sommato alta e la facilità negli spostamenti. Ciò che odio veramente tanto è la chiusura mentale della maggioranza delle persone e la mancanza di vere iniziative culturali e manifestazioni di livello. Per quel che riguarda lo stato dell’editoria nella mia città è meglio sorvolare.
Cosa pensi del fenomeno dei gialli scandinavi. Ti piacciono autori come Mankell o Stieg Larsson?
Sinceramente, se si escludono i molti manoscritti che ricevo e i grandi classici (Doyle, Simenon, Christie…), non leggo molti gialli e non ho letto Mankell e Larsson quindi non esprimo un giudizio. Anche se mi sembra che, come spesso accade, si stia enfatizzando il fenomeno del giallo scandinavo e che Marsilio stia compiendo una bella operazione commerciale. Occhio.
Quali sono i segreti per promuovere un libro?
Sostanzialmente tre: soldi, tempo e contatti. Senza queste tre peculiarità è impossibile fare un bel lavoro di promozione di un libro. Ad un livello successivo un buon ufficio stampa. Se i fondi sono pochi, la promozione, come nel nostro caso, viene curata direttamente dall’editore, assumendo, alle volte, uffici stampa a contratto.
Che tipo di approccio utilizzate per far conoscere i vostri libri, inviate copie di libri da recensire a recensori professionisti? Come si diventa recensori professionisti? E’ una professione in ascesa?
Col tempo abbiamo maturato una serie di contatti, specialmente sul web, ma anche sulla carta stampata a cui inviamo copie saggio delle nostre ultime uscite. Non so cosa intendi con recensori professionisti, non esiste un albo come per i giornalisti (per altro opinabile, una tessera non rende automaticamente un giornalista un professionista), credo che il seguito e l’apprezzamento dei giudizi renda un critico un professionista. Ci sono decine e decine di critici, o pseudo tali, che si definiscono professionisti solo perché scrivono per importanti quotidiani quando in realtà sono schiavi dei grandi editori. Critica deriva dal greco Kritike ed è quell’arte o scienza di giudicare “secondo i principi del vero, del buono e del bello”, quando vengono meno questi tre principi non si parla più di critica bensì di marketta. Si diventa un recensore professionista scrivendo il vero, senza compromessi di nessun genere.
Oltre che editore sei anche scrittore? Che libri hai scritto? Pensi di pubblicarli con Historica?
Finora ho pubblicato due libri, uno nel 2006 dal titolo “Giovinezza” ed uno nel 2008 “Bastola la signora del fuoco” (Arpanet). In particolare la mia esperienza con Arpanet è stata molto positiva, sono una casa editrice giovane e dinamica che cura molto la propria immagine e i ragazzi della redazione, coadiuvati da Paco Simone (l’editore), si danno davvero tanto da fare, in particolare Daniela Giordani, validissimo ufficio stampa. La bell’esperienza mi ha convinto a proporgli il mio ultimo lavoro in fase rilettura in questi giorni, incrociamo le dita. Per quel che riguarda l’auto pubblicazione, almeno per il momento, la escludo.
Qual è la condizione di vita in cui dovrebbe vivere un uomo? Difficile dirlo, ne esistono diversi che vanno da un estremo all’altro, improbabile stabilire quale sia il più giusto. Alcuni, però, possono essere definiti senza dubbio deprimenti, emarginati, sconclusionati. Dimitri Verhulst né “Il purtroppo delle cose” (Fazi Editore, 2009, 219 pagine, 16,50 euro) racconta le vicende del piccolo Dimitri, protagonista di una storia che, per molti aspetti, può essere definita al limite. L’autore, con uno stile di scrittura scorrevole ed efficace che, in più di una circostanza, costringe a sorrisi che lasciano l’amaro in bocca, dipinge squarci di vita che risaltano in modo realistico agli occhi di chi legge, in cui i luoghi e il succedersi degli avvenimenti sono profondamente impregnati delle sensazioni dei protagonisti. Tutti sembrano accettare il destino che gli è stato assegnato fin dalla nascita, alcuni esaltano il proprio modo di essere per sentirsi vivi e capaci di lasciare un segno del proprio passaggio. Per nessuno sembra possibile una via di fuga, solo una morte prematura l’unica alternativa. Il piccolo Dimitri osserva tutti, racconta le sue sensazioni e quelle di chi gli sta vicino nel succedersi degli avvenimenti che segnano la sua esistenza. I suoi stati d’animo sono molteplici, disagio quando incontra chi vive un’esistenza migliore dalla sua, orgoglio, comprensione, rassegnazione, odio nei confronti di chi sembra averlo condannato a vivere quello stato delle cose. Il tempo passa, Dimitri cresce e riesce nell’impresa che, fino a quel punto del racconto, sembrava impossibile, intraprendere un percorso diverso da chi lo aveva preceduto. Il suo racconto sembra poter lasciare spazio alla speranza per tutti, esiste una via d’uscita. La realtà, però, sembra dover prendere il sopravvento. Costruire un percorso alternativo significa muoversi lungo una strada difficile e piena di ostacoli, soprattutto da un punto di vista interiore. Avviarsi lungo la discesa che porta verso il purtroppo delle cose, quello stato di vita nel quale non si riconosce più, sembra molto semplice, una possibilità sempre in agguato dietro il prossimo angolo.
te ai nostri lettori. Chi è Lello Gurrado?
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Sei stata selezionata tra gli antologizzati del premio Lama e Trama. Ci parli del tuo racconto?
“Quando gli yuppies tifavano Platinì” I ramapanti anni Ottanta edito da Mursia di Carlotta Scozzari e Marco Innocenti è un omaggio, dolceamaro, al nostro vicino passato, quando
In questi giorni è arrivato in redazione un libricino rosso, neanche tanto spesso, “In perfetto orario” Robin Edizioni collana i Luoghi del delitto Euro 9 noir di esordio di uno scrittore torinese Luca Rinarelli e credetemi se vi dico che ne sentirete parlare di questo ragazzo.
Benvenuto su Liberidiscrivere. Iniziamo con le presentazioni. Descriviti ai nostri lettori. Raccontaci alcuni tuoi pregi e alcuni tuoi difetti. 
Hai visto la copertina dell’ edizione italiana del “Il seme della colpa” di Meridiano Zero? Non è un immagine perfetta per riassumere il senso profondo del libro? Personalmente mi ha ricordato le marine del pittore italiano Sandro Luporini.
Benvenuto James su Liberidiscrivere. Racconta ai nostri lettori qualcosa di te. I tuoi studi, le tue passioni, la tua infanzia, il tuo primo amore.
Raccontaci qualche aneddoto curioso che ha coinvolto te personalmente o la gente che hai conosciuto in questi anni. 
























