:: Intervista a Christian Lehmann

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Il%20seme%20della%20colpaBenvenuto Christian su Liberidiscrivere e grazie per aver accettato la mia intervista. Raccontaci qualcosa di te i tuoi studi , il tuo background.

Sono un medico di medicina generale dal 1984 nella regione di Parigi e sono uno scrittore, il mio primo romanzo è stato pubblicato nel 1988.

Raccontaci qualcosa del tuo esordio. La tua strada verso la pubblicazione.

Ho sempre scritto sia da bambino che da adolescente perché amavo raccontare storie. Arrivato all’età di scegliere una carriera mi sono accorto che non avevo niente di speciale da dire sul mondo e ho messo da parte la scrittura per dedicarmi alla medicina. Senza che me ne accorgessi la medicina ha fatto di me uno scrittore.

Ti ispiri ad avvenimenti reali quando scrivi le tue trame?

Probabilmente si ma resta un mistero per me. Credo che per ogni scrittore sia così una storia nasce lentamente la si costruisce per strati.

Quali autori ti hanno influenzato?

La lista è lunga vorrei ricordare Howard Philips Lovecraft, Philip Roth, Henry Miller, Lawrence Durrell … alcuni autori francesi.

Raccontaci qualcosa di “No Pasaran: Le jeu”.

E’ il mio primo romanzo pubblicato in gioventù, un successo internazionale totalmente inaspettato. Attualmente in corso di adattamento in fumetti.

Sei molto coraggioso  nella tua denuncia dei mali del sistema sanitario contemporaneo in Francia. Puoi dirci qualcosa sul tuo impegno.   

Coraggioso? Ah se solo fosse sufficiente a cambiare il sistema. No oggi ritengo di essere sul belvedere del Titanic e vedo l’iceberg molto prima della collisione, è inutile angosciarsi prima degli altri, in un sistema dove il potere politico è nelle mani di gente totalmente e fondamentalmente incompetente, le questioni finnazierie dominano e il sistema dei media è bloccato così come avviene in Francia.

Sei uno scrittore molto impegnato sensibile ai temi etici e sociali. Perchè hai scelto il genere noir?

Perché il noir permette di esplorare la natura del male e le menzogne in cui viviamo.

Riguardo ad “Une question de confiance”più che un noir hai forse voluto scrivere un romanzo sulla solitudine? Tutti i personaggi sebbene in maniera diversa sembrano così soli.

Ho voluto esplorare l’evolvere del personaggio principale, un uomo che ha tradito i suoi ideali di gioventù, ma richiamato dai suoi vecchi amici è sommerso dai ricordi di un tempo ed è in bilico costantemente sul filo: agisce in risposta a  cosa ci si aspetta da lui e ci sono momenti in cui può essere considerato persino un eroe poiché agisce contro il proprio interesse anche se questo agire onesto è forse solo dovuto al fatto di non volere rovinare l’immagine positiva che gli è stata restituita in modo imprevisto.

ete2008 336Hai visto la copertina dell’ edizione italiana del “Il seme della colpa” di Meridiano Zero? Non è un immagine perfetta per riassumere il senso profondo del libro? Personalmente mi ha ricordato le marine del pittore italiano Sandro Luporini.

Purtroppo al momento tu sei l’unica persona che mi ha informato dell’esistenza fisica del libro. (Sorride).

Altri progetti per versioni italiane dei tuoi libri?

Non è nelle mie mani…

Che cos’è per te il noir? Come avviene per molti altri scrittori il noir è sempre più solo una scusa per parlare di altre cose dell’uomo, della società, della provincia, delle nostre paure distanziandosi dagli stereotipi di genere.

Il noir come ha detto Robin Cook esplora la pila di sporcizia che può scivolare sotto il tappeto. Scrivo romanzi polizieschi perché il male esiste, disse, come la mangusta con il serpente.

Sei uno scrittore, un giornalista, un medico. Tre professioni molto diverse, sei forse in grado di trovare un filo comune, qualcosa che le unifichi?

Non sono un giornalista, è una definizione del CV obsoleta da molto tempo. Al massimo sono o ero un avversario politico. Difficile fare altrimenti quando si è governati da dei perversi narcisisti.

Scrivi libri per bambini? Raccontaci qualcosa della tua infanzia. 

Mi dispiace dovrete aspettare che traducano in italiano la mia autobiografia “Un educazione inglese”.( Sorride)

Raccontaci qualcosa di “Patients si vous saviez. Confessions d’une medicin generaliste.”. E’ un autobiografia ironica?

No, è un libro che racconta minuto per minuto la vita di un medico.

Ti piace l’esistenzialismo di Derek Raymond? Ti ha influenzato? 

Si certamente. Io tendo, voi l’avete notato a chiamarlo con il suo vero nome Robin Cook. Per me “Il seme della colpa” è esistenzialista come alcuni commentatori italiani hanno scritto. Anche se sono piuttosto sospettoso perchè in genere i filosofi fanno della ben cattiva letteratura, applicando al romanzo dei messaggi precostituiti. Se il libro è esistenzialista non riferirei questo ad una dottrina ma per sè per lui stesso. Per me Laurent Sheller è un uomo che per troppo tempo si è visto attraverso lo sguardo della televisione e dei media. In cambio della notorietà non sa più chi è.E durante tutto il libro questo personaggio tenta di riappropriarsi della sua identità. Infatti Laurent Sheller dopo tanto tempo inizia ad agire secondo gli ideali della giovinezza, semplicemente perchè i suoi amici di allora hanno conservato una certa immagine morale dell’uomo che fù, spingendolo a cercare di riconquistare questa identità. Laurent Sheller sia per il meglio che per il peggio non esiste che in questo gioco di specchi.

Cosa stai leggendo al momento?

“The Humbling” l’ultimo libro di Philip Roth , magistrale.

Che cos’è per te la libertà? Un utopia? Uno stato d’animo?

Una cosa impossibile. In effetti quando voi vi sbarazzerete di Berlusconi? 

Che tipo di ricerche fai per i tuoi libri?  

Leggo, guardo films. L’importante delle ricerche per un libro e di dimenticarsene subito. Si cerca di scrivere un libro non di dimostare ad un professore di aver lavorato bene. 

Ti piace Leo Malet?

No. 

Raccontaci qualcosa della tua Parigi.

Parigi è una città dove ho vissuto, dove ho studiato. Ma la mia città preferita è Londra.

Raccontaci qualcosa di tribù. Esiste una verisone cinematografica?

Si c’è una versione cinematografica prodotta da Yves Boisset del 1990, l’anno che il libro uscì. Ero assistente sul set e lo ricordo molto bene anche se il film è molto datato. Lo era anche alla su auscita.(Sorride)

A quali progetti stai lavorando?

Ad un adattamento in fumetto di “No pasaran”. Al rovesciamento del governo francese. Pranzo.

Recensione su Pegasus Descending

2 Risposte to “:: Intervista a Christian Lehmann”

  1. utente anonimo Says:

    Complimenti per la bella intervista, se ne sentiva veramente il bisogno di conoscere un po’ meglio l’autore di uno dei migliori romanzi pubblicati (tradotti) quest’anno in Italia! E grazie anche per il link alla mia recensione…

    Andrea

  2. nicolavitale Says:

    Che cos’è per te la libertà? Un utopia? Uno stato d’animo?


    Una cosa impossibile. In effetti quando voi vi sbarazzerete di Berlusconi?

    hihihihih

    Complimenti per l’intervista.

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