Recensione: In perfetto orario di Luca Rinarelli

unnamedIn questi giorni è arrivato in redazione un libricino rosso, neanche tanto spesso, “In perfetto orario” Robin Edizioni collana i Luoghi del delitto Euro 9 noir di esordio di uno scrittore torinese Luca Rinarelli e credetemi se vi dico che ne sentirete parlare di questo ragazzo.
Innanzitutto leggendo il suo libro non ti viene voglia di saltare neanche una pagina, come spesso capita per troppe descrizioni o noise divagazioni, ma anzi vai di filato fino in fondo all’ultima pagina non perché non sai chi è l’assassino, è evidente fin dalle prime pagine, ma perché la scrittura è essenziale, coinvolgente e scandita da un buon ritmo narrativo.
La trama è semplice. Werner Hartenstein arriva a Torino in una fredda notte di novembre. Non ha documenti, non ha un telefono cellulare, non ha residenza, cambia sovente casa senza firmare contratti d’affitto, non ha né parenti né amici, cambia spesso aspetto fisico, abbigliamneto, modo di camminare, accento perché è un killer, il suo mestiere è uccidere.
Arriva a Torino per onorare un contratto, per uccidere i managers di una società che non curandosi delle conseguenze non ha badato a rendere innocui i propri residui tossici causando così dei morti tra cui la figlia dell’operaio che lo ha assoldato per portare avanti la sua personale vendetta. Werner si muove per Torino e semina morte non perché ami uccidere ma perché è l’unica cosa che ha imparato a fare quando ancora il Muro di Berlino era in piedi.
Lo accoglie una Torino ostile, diffidente verso lo straniero, con la sua aria sporca di smog, i suoi palazzi ottocenteschi, i suoi viali alberati, il rumore del traffico, la sua buona dose di povertà. Una Torino di cantieri a cielo aperto, di ruspe all’opera, che si prepara alle Olimpiadi invernali, dominata da una strana euforia, mentendo a sé stessa, cercando di dimenticare la crisi industriale che apre ferite nel contesto sociale, la disoccupazione che letteralmente dall’oggi al domani getta la gente in mezzo alla strada senza lavoro, casa, famiglia, speranza. Una Torino che oltre alla crisi vede aumentare l’immigrazione straniera, vede popolare le strade di nordafricani, ragazzi dell’est provenienti dalle più sperdute regioni dell’ex Unione Sovietica, e personaggi come la prostituta Irina e il suo protettore Alexeij non è pù così difficile incontrarli anche nel supermercato sotto casa. Loro sono il nuovo volto di Torino, la sua nuova ibrida identità. Rinarelli osserva, riflette, scrive con alle spalle la sua esperienza di membro di un’ associazione che si occupa di persone senza fissa dimora e vede la Torino reale quella che non frequenta i salotti buoni di Piazza San Carlo ma dorme nei saccoapeli e lotta ogni notte per sopravvivere e vedere il mattino.

4 Risposte to “Recensione: In perfetto orario di Luca Rinarelli”

  1. utente anonimo Says:

    Metto in lista?

    Andrea

  2. liberdiscrivere Says:

    Si Andrea a me è piaciuto un casino…

  3. marleneinnoir Says:

    Ho linkato il vostro blog al mio , ragazzi . dopo pranzo vengo a leggere la recensione .

    ciao

  4. valtergiraudo Says:

    Da buon "torinese" un plauso di incoraggiamento! 

    In bocca al lupo!

    Valter

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