La fabbrica di cioccolato è uno dei libri più famosi di Roald Dahl, grazie anche al successo de film con Gene Wilder, Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato uscito nel 1971 e al pi recente La fabbrica di cioccolato di Tim Burton. Il protagonista del libro di Dahl, uscito per la prima volta nel 1964, è un ragazzino povero, Charlie Bucket, che vive con i quattro nonni e i genitori in una piccola e sgangherata casa di legno. La famiglia è così povera che l’unica cosa che possono permettersi di mangiare è la zuppa di cavoli. Il giorno del proprio compleanno riserva per Charlie una sorpresa, perché oltre alla solita zuppa, il ragazzino riceverà in regalo una gustosa tavoletta di cioccolata. Una volta aperta, Charlie rimarrà ad occhi sbarrati, perché dentro a quella stecca gustosa troverà un biglietto in oro. Il prezioso foglio è uno dei cinque messi in palio da Willy Wonka nelle sue tavolette di cioccolato sparse per il mondo e chi li troverà, avrà la fortuna di trascorrere un giorno intero nella fabbrica di cioccolato di Wonka. Il povero Charlie Bucket, nel senso che tra i diversi personaggi presenti è quello meno ricco dal punto di vista economico, avrà come compagni di avventura Augustus Gloop, un bambino molto goloso; Veruca Salt, una ragazzina troppo viziata; Violetta Beauregarde, la campionessa mondiale di masticazione di gomme e Mike Tivù, un ragazzo troppo attratto dalla televisione e dai videogiochi. I cinque ragazzini cominceranno un viaggio fantastico e avventuroso che cambierà per sempre le loro vite. La fabbrica di cioccolato è un libro piacevole, ricco di gag comiche e di battute che strappano una sana risata al lettore bambino e a quello adulto, ma allo stesso tempo il testo di Dahl vuole far capire a chi legge che non sempre possedere tutto rende davvero felici. Chi leggerà La fabbrica di cioccolato si renderà conto che Charlie è si povero perché viene da una famiglia che non ha soldi, ma l’essere cresciuto in un mondo semplice, dove più che le cose sono i sentimenti che contano, gli ha permesso di accettare la vita per quello che essa dona e di non avere legami morbosi con le cose. Sarà proprio questa umiltà esistenziale che permetterà a Charlie Bucket, protagonista di La fabbrica di cioccolato di Roald Dahl di trionfare su tutti, Umpa Lumpa compresi. Dai 7 anni. Traduzione Riccardo Duranti.
Roald Dahl fu uno scrittore inglese di origine norvegese. Lavorò in Africa e fu pilota della RAF durante la Seconda guerra mondiale. Si trasferì poi negli Stati Uniti dove scrisse racconti, romanzi e libri per ragazzi di grande successo internazionale. Adottò il punto di vista dei più giovani in storie percorse da una forte vena di humour nero, spesso animate da scenari macabri e grotteschi: Gli Sporcelli (The Twits, 1980), La fabbrica di cioccolato (Charlie and the Chocolate Factory, 1964), il suo seguito Il grande ascensore di cristallo (Charlie and the Great Glass Elevator, 1973), Il GGG (The BFG, 1982), il grande gigante gentile. Nella produzione per adulti si segnalano raccolte di racconti dallo spiazzante finale a sorpresa (Storie impreviste, Tales of the Unexpected, 1979; Storie ancora più impreviste, More Tales of the Unexpected, 1980) e i due volumi autobiografici Boy: racconti d’infanzia (Boy: tales of Childhood, 1984 e In solitario. Diario di volo, Going Solo, 1986).
Primo Maggio, Festa del Lavoro Festa o dei Lavoratori che dir si voglia. Ricorrenza istituita a livello internazionale per ricordare i traguardi raggiunti economicamente e socialmente dai lavoratori e le lotte sindacali. Eppure parlare di lavoro, oggi, nel 2015, è forse più difficile che nel lontano (ma non troppo) 1995. Avrò tirato una data a caso, ma la differenza si sente, ammettiamolo.
Protagonista del graphic novel Un lavoro vero dello spagnolo Alberto Madrigal (in Italia edito da Bao Publishing nel marzo 2014), Javi sente di aver solo bisogno di qualcuno che creda in lui, qualcuno disposto a dargli un’opportunità e non a chiudergli l’ennesimo portone in faccia. Javi vuole portare a termine la sua storia disegnata. Javi rappresenta la generazione di tutti i trentenni precari di oggi: disillusi, forse, ma non nel loro intimo. L’amore per quello che vorrebbero fare e che pensano di saper fare anche bene li spinge ad andare avanti , ma è tutto così difficile. Il mondo del lavoro è difficile da affrontare, così come i sogni sono difficili da realizzare.
Dunque ci siamo. Domani si inizia. Non tutto è pronto, non tutti i padiglioni saranno aperti, ma da domani Milano sarà agli occhi del mondo la città dell’Expo. Si parlerà di nutrizione, si prenderanno contatti, si stipuleranno affari, arriveranno soldi, altri si spenderanno, insomma un’ occasione di ripresa si presenta per l’Italia, e non ostante le polemiche, i disguidi organizzativi, le figuracce (alcune proprio evitabili), speriamo tutti che questa occasione non venga sprecata. Uno che ci crede, quasi in controtendenza, che sarà un successo, è Gaetano Castellini Curiel, autore di La candidatura. Expo: la vera storia di un successo italiano. Peccherà di ottimismo? Può permetterselo. Perché vincesse l’Italia, contro Smirne, ha speso due anni della sua vita tra aerei, alberghi, e strette di mano con capi di stato che nel breve volgere di qualche anno ora non ci sono più. Quando ha iniziato a svolgere questo fine gioco diplomatico, questa sottile partita a scacchi da un capo all’altro del mondo, non c’ era ancora la crisi economica di oggi, era quasi un altro mondo, ma già allora e forse più ancora adesso era consapevole dell’importanza che l’Expo diventasse un successo. E’ un occasione, che sicuramente non si presenterà più, in una congiuntura storica, geopolitica. economica, che anche essa non si presenterà più. Gufare appollaiati sul trespolo aspettandoci un epocale flop serve a poco, insomma sembra dirci Castellini, quasi contagiandoci con il suo entusiasmo. E di aneddoti il nostro ne ha parecchi da raccontare, e lo fa con una certa facilità e spigliatezza, come i vecchi narratori di memoir di viaggi, gente capace di affrontare ogni ostacolo nei posti più sperduti del pianeta, pieni di risorse, e inventiva. Gaetano Castellini Curiel è un tipo interessante, un avventuriero salgariano, un po’ vecchio stile, che passa da un vagone dell’Orient Express, alle stanze dei più rinomati alberghi di Parigi, o Shanghai. Insomma se non si fosse occupato di Expo, sarebbe stato lo stesso interessante da conoscere, e quindi cogliamo l’occasione di vedere con lui i retroscena di questa importante manifestazione che domani avrà inizio. Ricordo una poesia di Evgenij Evtušenko Il palazzo e non mi resta che augurare un po’ a tutti che la saggia Vasilissa passi per Milano, domani.
Le avventure di Pinocchio, ovvero la storia di un bambino-burattino in un mondo di adulti: dove i fili che lo muovono sono spesso troppo corti per contenere la sua vitalità e il suo ingegno catastrofico. Pinocchio non è cattivo; ha semplicemente una curiosità sfrenata, irriverente, nel suo essere vivo e scalpitante. Capriccioso sì, e anche bugiardo, ma per la paura di esser sbagliato nel mondo in cui “è stato nato”. Ma è anche e soprattutto buono, sincero, altruista, premuroso, intrepido e giudizioso. Già. I più matti e confusi in questo travolgente romanzo, son spesso gli adulti: i giudici che sentenziano assurdità ingiuste, la volpe e il gatto che lo raggirano, il contadino che lo incatena e i carabinieri che travisano costantemente tutto, punendo il malcapitato di turno e via dicendo. Ci si chiede in fondo se sia Pinocchio a diventar bambino al termine delle sue peripezie, o se non sia invece il mondo circostante a riconoscerlo finalmente come tale; ad accorgersi che Pinocchio non è mai stato burattino.
Le serie televisive, soprattutto quelle statunitensi, hanno un vasto seguito di appassionati ormai anche nel nostro Paese da tempo, dove però non ha mai attecchito più di tanto una pubblicistica critica e narrativa in tema, a differenza per esempio anche solo della Francia.
Dal 29 aprile al 4 maggio torna a Torino il festival del cinema a tematica omosessuale e transgender (TGLFF), giunto ormai alla trentesima edizione, e il cui programma completo è disponibile on line nel sito ufficiale 
La Roma di Pasolini non esiste più.
Gli occhi al finestrino, lascio fare al panorama. Ma questa malinconia balorda non ne vuole sapere, mi sta addosso più del caldo e delle mosche noiose. Come faccio sempre in questi casi, ritorno con la mente là, al mio posto speciale, la mia panca al limite del bosco. Mi sforzo di mettere a fuoco le montagne, il verde brillante dei prati e quello più scuro del ciliegio, e mia madre che viene verso di me con un paio di guanti e un mezzo sorriso che mi asciuga le lacrime.
Se vi parlassi di simmetria, cura maniacale di oggetti e dettagli, colori accesi (rosso e giallo, tra i preferiti), microcosmi in cui vivono personaggi che, in realtà, sono uomini – bambini mai cresciuti del tutto quale nome vi verrebbe sicuramente in mente?

Dal 20 al 25 aprile si festeggia la settimana della Lettura, e Torino aderisce con varie iniziative, in luoghi come le Biblioteche civiche, le biblioteche, la sede storica dell’Università, il Musli, Museo del libro per l’infanzia, con un pomeriggio dedicato a Emilio Salgari, e le case del quartiere, a cominciare dalla Cascina Roccafranca in via Rubino.

























