Chi sono davvero i premiati con il Nobel? Che vita facevano prima dell’importante riconoscimento? E dopo? “Behind the Nobel” di Emiliano Tognetti, edito da Graphe.it, raccoglie le interviste ad alcuni premi Nobel (Roald Hohfmann, Frederik de Klerk, Richard John Roberts, Peter Charles Doherty, Paul Maxime Nurse, Dennis Mukwege, Didier Patrick Queloz) che hanno raccontato la loro vita prima del premio, le emozioni al momento della chiamata per Stoccolma e quello che ĆØ accaduto dopo. Un libro curioso, interessante, dove si scoprono i Nobel e le loro vite non solo per meriti in ambito medico, fisico, matematico, letterario o per la pace. Da queste pagine emerge lāaspetto professionale dei premiati, ma soprattutto quello umano con tutte le emozioni che li caratterizzano. Ā A raccontarci del libro lāautore Emiliano Tognetti.
In che modo ha contattato i vari premiati? Non ĆØ stato facile, ma durante la pandemia ho avuto del tempo per cercare su internet, sul sito della Fondazione Nobel e su Wikipedia, i loro riferimenti e piano piano, contattando le segreterie delle fondazioni, delle universitĆ , degli uffici stampa, ho inviato molte richieste di intervista presentando il progetto e quei sette, o meglio gli altri sei, visto che uno mi aveva giĆ dato la disponibilitĆ per unāintervista per il mio magazine ā7gifts.orgā (www.sevegifts.org), sono coloro che hanno accolto positivamente la mia richiesta e si sono resi disponibili a rispondere alle mie domande.
Come ĆØ stato intervistare i premi Nobel? Ć stato emozionante e costruttivo, perchĆ© lāintervista ĆØ stata preparata leggendo la loro biografia e i loro studi, e quindi poi ĆØ stato affascinante sentir raccontare dalla loro voce le scoperte, il ricordo, lāesperienza di quanto hanno vissuto. Ognuno ovviamente in maniera diversa e personale, ma non per questo, meno importante o sentita.
Tra i sette che hanno accettato lāintervista ci sono delle storie che lāhanno colpita in modo particolare e perchĆ©? Premesso che tutte ed ognuna sono uniche, quella che mi ha emotivamente impattato di più, anche per il tema estremamente delicato ĆØ quella del dottor Mukwege, che si ĆØ trovato, da ginecologo a lottare contro la violenza sulle donne. Poi non posso negare che mi ha divertito molto Rich Richards, che ĆØ stato molto gentile e molto divertente ascoltare e poi trascrivere e lui ĆØ un esempio chiaro di come impegnare il loro prestigio internazionale per fare del bene verso la societĆ civile e le persone āmeno fortunateā sotto tanti punti di vista.
Tra le domande che tornano spesso cāĆØ quella in cui chiede ai premiati dove e cosa stessero facendo quando hanno ricevuto la notizia e come ĆØ cambiata la loro vita dopo il premio. Cosa ĆØ emerso da esse? Ć emerso che la notizia arriva in un momento in cui non ti aspetti. Non ĆØ un concorso in cui, bene o male, hai un range di tempo nel quale conosci lāesito, ma può arrivare la chiamata da Stoccolma mentre dormi, mentre sei in una riunione o mentre ripari una biciletta. Ogni persona ha avuto il suo brivido, quando meno se lo aspettava e questo forse ĆØ lāaspetto più intrigante delle singole storie.
Quanto ĆØ importante far conoscere i Nobel come persone e non solo come coloro che hanno ricevuto lāimportante riconoscimento? Direi che ĆØ fondamentale! Nel senso che sono persone come noi; ognuno di noi ĆØ un potenziale āNobelā, il premio non conferisce loro uno status di āsemi-divinitĆ ā, se mi ĆØ permesso esagerare il temine di paragone. Sono persone straordinarie, nel senso di āfuori dallāordinarioā perchĆ©, molti di loro, hanno saputo āguardare oltreā se stessi ed il proprio recinto personale, parlo nel caso dei premi per la pace, oppure perchĆ© nel loro lavoro hanno messo impegno e passione e si sono ritrovati, assieme ad altre persone dei team di lavoro, a fare scoperte importanti che si sono rivelate passi avanti nella scienza. Quello che ĆØ emerso ĆØ che il premio Nobel, ti da una cassa di risonanza mondiale e al tuo pensiero viene dato un peso che prima non aveva. Sta a loro, ad un ognuno di loro usare questo āpotereā con responsabilitĆ ; come diceva un famoso fumetto āda grandi poteri, derivano grandi responsabilitĆ ā e come diceva un famoso romanzo ĆØ importante ācosa fare con il tempo concessoā; in queste due frasi, cāĆØ il senso di utilizzare bene la potenzialitĆ del titolo di āNobelā.
Cosa le ha lasciato questa esperienza e il narrare le vite di questi sette Nobel prima e dopo il premio? Mi ha lasciato unāesperienza grande interiormente e lāaver appreso che anche nel tuo piccolo puoi fare molto ed essere un āpremio Nobel per la vitaā, cominciando dalla tua vita e da quella delle persone che hai vicino, perchĆ© se non sai prenderti cura di te stesso e di chi hai accanto, come puoi pensare di risolvere i problemi del mondo che spesso nascono dalle singole azioni di ognuno di noi? Questa ĆØ la grande lezione che ho imparato, o ricordato da loro.
Solo una donna ha risposto allāappello, riesce a trovare una spiegazione? Si chiama libertĆ . Io ho contattato tutti i premi Nobel, maschi e femmine che sono riuscito a trovare ed ognuno ha risposto come ha voluto. Tanti hanno detto āno grazieā, alcuni āsiā ed ĆØ loro libertĆ , rifiutare lāintervista per tantissimi motivi, che poi restano nascosti fra le righe della risposta. Per quanto mi ĆØ stato possibile, ho ricontattato soprattutto le donne, ma questo ĆØ. Ho lavorato in uno spirito di āparitĆ di genereā nelle richieste e rispettato la paritĆ e la libertĆ di genere, nelle risposte.
Sarebbe però fattibile un seguito con solo premi Nobel al femminile? Io lo auspico. Lāho scritto anche nel libro che se qualcuno avesse qualche contatto o canale e potesse darmi una mano, sarebbe una cosa gradita ed auspicabile, poter fare un secondo volume con voci femminili o miste, maschi e femmine. Per ora direi che la cosa bella ĆØ far vedere la qualitĆ del libro, se piacerĆ ai lettori, che ĆØ sempre la cosa più importante e magari con questo āattestato di merito per il lavoro svoltoā, potremmo avere un volume con più voci femminili. A questo proposito, vorrei sottolineare che ho voluto una prefazione āal femminileā e di qualitĆ , cosa che ho trovato in Ana Blandiana, proprio come forma di āriscattoā per non avere un libro con solo voci maschili, che sarebbe stato lo stesso un buon lavoro, ma credo che cosƬ possa rendere onore anche al mondo femminile, che ĆØ la prima voce che il lettore incontra quando inizia lāavventura del saggio.
Source: richiesto all’editore. Grazie all’uffcio a 1AComunicazione.