Archivio dell'autore

::La spilla d’oro, Paolo Buchignani (Arcadia edizioni 2024) A cura di Viviana Filippini

27 febbraio 2024

ā€œLa spilla d’oro. Memorie da un secolo sterminatoā€ ĆØ il romanzo storico di Paolo Buchignani, uscito per Arcadia editore. La cosa interessante della trama non ĆØ solo il mescolarsi del presente con il passato, ma il fatto che all’interno dell’impianto narrativo l’autore mette, da una parte le vicende personali, autobiografiche del protagonista Lapo e, dall’altra, i grandi fatti della Storia italiana nell’Italia prima e subito dopo la Grande Guerra. La vicenda comincia nel presente del 2020, quando l’arrivo del Covid 19 stravolse le vite di tutti, compresa quella del protagonista Lapo che pensa spesso al suo passato, al padre e a quelle che potrebbero essere le conseguenze di un contagio con il misterioso virus. In realtĆ  Lapo fa i conti anche con tanti ricordi, compresi i racconti che lo portano indietro nel tempo nella sua famiglia e nella Lucca di inizio 1900. Dal presente si passa al passato, tra la Prima Guerra Mondiale e il successivo affermarsi del Fascismo in Toscana e in tutta Italia. Quello che Lapo, appassionato di ricerca storica fa,Ā  ĆØ sƬ andare per archivi cercando documenti che certifichino quello che lui conosce e ricorda, ma, allo stesso tempo, il protagonista dĆ  voce a uomini e donne della sua famiglia e non, per raccontare la storia dal loro punto di vista di gente comune. Accanto ai parenti di Lapo, compaiono politici, letterati, artisti, pittori, religiosi, socialisti, fascisti, giornali, fotografie, vittime e carnefici, in quella che ĆØ una vera e propria comunitĆ  umana intentaĀ  fare i conti con la povertĆ  dell’immediato dopo guerra del 1918 e il successivo radicarsi, anche con metodi violenti, del Fascismo. Da un lato la violenza di chi vuole imporsi a tutti i costi e, dall’altra, la volontĆ  di resistere, di non soccombere al prepotente in nome della libertĆ . Accanto ai personaggi che agiscono avanti e indietro nella narrazione con le loro storie a confronto con la grande Storia, compare spesso anche lei: la spilla d’oro. Lapo la conoscere bene quella spilla dalla Ā testa rossa, perchĆ© sa che la nonna Esterina la Ā usava, alla vigilia della Grande Guerra, per difendersi dai molestatori nel loggione del Giglio di Lucca. Ā La spilla d’oro, oltre che essere il titolo del romanzo di Buchignani, diventa il legante, una sorta di lascia passare, che attraversa la Storia, i tanti frammenti di vita di provincia narrati e Ā che tiene unito il passato e il presente nell’esistenza di Lapo, permettendogli di scoprire e conoscere al meglio la sua famiglia e i fatti di cui essa fu testimone e protagonista nel corso della prima parte del Novecento. “La spilla d’oro. Memorie da un secolo sterminato”Ā (Arcadia Edizioni),Ā di Paolo Buchignani ĆØ stra i libri proposti per il Premio Strega 2024. A proporlo Silvana Cirillo.

Paolo Buchignani storico del ’900, docente di Storia contemporanea all’UniversitĆ  per Stranieri ā€œDante Alighieriā€ di Reggio Calabria. Ha pubblicato numerosi saggi sul fascismo, sui totalitarismi e sul tema della rivoluzione declinato nelle diverse culture politiche del XX secolo. Come scrittore di romanzi e racconti storici, segnalato a suo tempo da Geno Pampaloni, Romano Bilenchi e Mario Tobino, Buchignani ha pubblicato cinque volumi: uno di questi, “Solleone di guerra”, reca la prefazione di Carlo Lizzani; un altro, “L’orma dei passi perduti”, ĆØ stato candidato al Premio Strega 2022.

Source: inviato dall’editore. Grazie all’ufficio stampa 1A Comunicazione.

:: Giornata della Memoria: E il vento si fermò ad Auschwitz, Maristella Maggi (Gallucci, 2024) a cura di Viviana Filippini

26 gennaio 2024

Il giorno della Memoria ĆØ il giorno per commemorare le vittime dell’Olocausto, ma ĆØ anche il momento per scoprire e riscoprire letture a tema dedicate a questa giornata. Per Gallucci ĆØ uscito ā€œE il vento si fermò ad Auschwitzā€ di Maristella Maggi, inserito nella collana degli ā€œImperdibiliā€, ossia quei libri che hanno storie coinvolgenti e appassionanti da leggere. Protagonista della vicenda ĆØ Sara, ebrea nell’Italia del 1938, quando l’applicazione delle leggi razziali fasciste cambiò in modo radicale la vita degli ebrei. Dal momento della loro messa in atto, per la protagonista tutto divenne complicato, perchĆ© per Sara si chiusero le porte della scuola e quei compagni e compagne di classe che lei credeva amici, le girarono per sempre le spalle, proprio perchĆ© era ebrea. La vita di Sara, come quella di tutti gli ebrei che le stanno attorno, si complicò diventando sempre più difficile e cupa, in quanto la loro libertĆ  venne sempre meno, tanto che agli ebrei , come la Storia ci ha narrato, fu negata la possibilitĆ  di lavorare, andare a scuola o svolgere attivitĆ  pubbliche, e molti di loro vennero deportati nei campi di concentramento, tra i quali Auschwitz. Nel libro della Maggi,  Sara racconta la sua storia, e lei ĆØ il personaggio di invenzione creato dall’autrice per farle narrare il vissuto di una donna, al quale però si uniscono poi le tante voci e storie di coloro (donne, ragazze, bambine) che come lei furono vittime della crudeltĆ  e cattiveria assurda e insensata messa in atto dai nazisti. Per il lettore, la voce di Sara ĆØ una guida dentro al passato drammatico dei tanti ebrei deportati durante la Seconda guerra mondiale. Questo ĆØ possibile, perchĆ© la Maggi ha creato la storia grazie ad una serie di diverse testimonianze di sopravvissuti che ha raccolto e che sono giunte a noi tramite questo volume adatte per ogni lettore, bambino o adulto. Inoltre, grazie a Sara si scopre anche che nel mare di cattiveria che imperava in quel periodo, qualcuno di buono agƬ per aiutare gli ebrei lasciando un piccolo, ma forte, un segno in quel mare di odio e di discriminazione.  ā€œE il vento si fermò ad Auschwitzā€ di  Maristella Maggi ĆØ una storia dove vero e verisimile si mescolano alla perfezione, dove un po’ di bontĆ  arrivò in soccorso degli ebrei nei campi di concentramento e dove ogni storia narrata, ĆØ come il vento: deve essere conosciuta e raccontata una volta, due, tre volte e un’altra volta ancora, per fare Memoria dell Shoah, per non dimenticare il passato, nella speranza che nel sempre più complicato oggi, non si ripetano gli errori di ieri. All’interno del libro ĆØ presente anche un sezione di approfondimento sul Binario 21, sul museo delle Yad Vashem e su chi sono coloro che vengono nominati i Giusti tra le nazioni.

Maristella Maggi ĆØ stata docente di Lettere nella Scuola Secondaria di primo grado, e oltre all’insegnamento ĆØ attiva con progetti didattici legati alla lettura e alla scrittura poetica. ƈ autrice di numerosi testi di narrativa per ragazzi, con i quali tiene diversi incontri con le scolaresche e organizza laboratori creativi, giochi di linguistica e convivenza sociale per il festival della letteratura Bookcity Milano.

Source: Grazie all’ufficio stampa di Gallucci editore.

:: Mio carissimo amico. Le lettere fra l’autore dell’Isola del Tesoro e il creatore di Peter Pan, Robert LouisĀ Stevenson- James Matthew Barrie (Lorenzo de’ Medici Press ,2024) A cura di Viviana Filippini

18 gennaio 2024

Quando ci approcciamo ad uno scrittore lo facciamo di solito leggendo i suoi libri, poi se ci incuriosisce e ci piace, ci addentriamo ancora di più nel suo mondo cercando di conoscerne la vita e, in alcuni casi, magari leggendo anche gli epistolari che l’autore o l’autrice tenevano. Questo oggi lo possiamo fare con Robert Louis Stevenson e James Matthew Barrie, entrambi noti per essere due importanti esponenti della letteratura scozzese, dei quali abbiamo a disposizione ā€œMio carissimo amico. Le lettere fra l’autore dell’Isola del Tesoro e il creatore di Peter Panā€, edito da Lorenzo de’ Medici Press. L’epistolario, tradotto per la prima volta in italiano da Priscilla Gaetani, ĆØ un vero e proprio viaggio in un frangente dell’esistenza dei due autori che, in realtĆ , non riuscirono mai ad incontrarsi di persona. L’inizio della corrispondenza tra Stevenson e Barrie risale al 1892 quando il primo era giĆ  nella isole Samoa e Barrie invece si spostava tra Kirriemuir e Londra e prosegue fino all’ottobre del 1894.Ā  Quello che emerge ĆØ uno scambio di lettere tra due scrittori,Ā  tra i quali ci furono da subito una profonda empatia e simpatia e che nei manoscritti (alcuni dei quali riprodotti anche all’interno del testo) si raccontarono un po’ di tutto, nel senso che si scambiarono pareri su libri scritti da loro e non solo, ma si muovevano liberamente nel commento delle loro vite e di quello che accadeva attorno.Ā  Stevenson era noto per opere come “L’isola del tesoro” e “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde”, mentre Barrie, romanziere e drammaturgo, ĆØ passato alla storia grazie al suo personaggio di Peter Pan e basta pensare che di lui Robert LouisĀ StevensonĀ disse: Ā ā€œIo sono un artista, lui ĆØ un genioā€. Nelle lettere sonoĀ  molti i nomi degli autori a loro contemporanei che vengono citati con le relative opereĀ e produzioni, analizzati e commentati da Stevenson e Barrie, non solo maestri della penna, ma anche avidi lettori.Ā  Presenti nelle lettere ci sono battute ironiche tra i due e anche uno sguardo alle rispettive famiglie descritte in modo cosƬ vivo e vivace che al lettore, durante la lettura, sembra di veder prendere forma una loro fotografia. Stevenson e Barrie eranoĀ entrambe scozzesi uniti, come si comprende, un legame tra loro molto profondo, tanto ĆØ vero che giĆ  dai primi scambi di scritti, si manifesta una forte eĀ chiara la volontĆ  del papĆ  di Peter Pan di partire per Samoa e, ad un certo punto, questa stima ĆØ cosƬ forte che in una lettera di Barrie emerge tutta l’ammirazione e affetto verso Stevenson: Ā ā€œAd essere sincero,Ā  ho scoperto (lo sospettavo da tempo) che vi amo, e se voi foste una donna… La vostra ultima lettera ĆØ la più magnanima che un uomo abbia scritto ad un altro uomo, ma mi lascia ancora un’emozione tale da continuare a starmene accovacciato accanto a voi piuttosto che starvi accanto in punta di piediā€. Purtroppo Barrie non partƬ mai, anche perchĆ© Stevenson morƬ a Vaillima, localitĆ  delle Samoa nel dicembre del 1894, ma ā€œMio carissimo amico. Le lettere fra l’autore dell’Isola del Tesoro e il creatore di Peter Panā€, edito da Lorenzo de’ Medici Press ĆØ la testimonianza della dimensione umana ed emotiva di due grandi maestri della letteratura mondiale.

Robert LouisĀ StevensonĀ (1850-1894) ĆØ uno scrittore dei grandi classici della letteratura di lingua inglese. Autore di romanzi come “L’isola del tesoro” e “Il Signore di Ballantrae” diede vita a racconti memorabili fra cui spicca “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde”. Fu anche autore di storie ambientate nella Polinesia in cui trascorse gli ultimi anni della sua breve esistenza.

James Matthew BarrieĀ (1860-1937), romanziere e drammaturgo, deve la sua fama imperitura alla creazione del personaggio di Peter Pan che, nella serie di romanzi e racconti a lui dedicati, rimane il suo massimo capolavoro. Scrisse altre raccolte di racconti per adulti e ragazzi.

Source: richiesto dall’autore. Grazie all’uffcio stampa 1A Comunicazione.

:: No borders, Giuliana Facchini (Sinnos 2023) A cura di Viviana Filippini

15 gennaio 2024

Alcott, Lindgren, Verne e Dickens sono i protagonisti di ā€œNo bordersā€, romanzo per giovani adulti scritto da Giuliana Facchini, edito da Sinnos.Ā  Per i lettori, i personaggi non sono del tutto sconosciuti, perchĆ© sono i protagonisti del precedente ā€œBordersā€, primo capitolo scritto dalla Facchini che si ĆØ meritato il Premio Rodari 2022, Premio Libro Aperto 2023 ed ĆØ stato finalista Premio ORBIL. ā€œNo Bordersā€ porta avanti lo sviluppo del viaggio di ritorno del quale si accennava nel primo romanzo e i quattro amici tornano a Magnolia, quella megalopoli dalla quale erano fuggiti tempo prima, perchĆ© strutturataĀ  su regole rigide, controllo estremo sugli abitanti e su ogni cosa messa in circolazione. Alcott, Lindgren, Verne e Dickens hanno sempre i loro nomi ispirati agli scrittori e scrittrici delĀ  passato, quelli che hanno lasciato il segno nella storia letteraria con i loro capolavori ma che, nel mondo doveĀ questi ragazzi hanno vissuto, sono stati spazzati via dalla mente delle persone. Gli inseparabili quattro si trovano sempre nell’universo distopico – che ĆØ sƬ un mondo futuro immaginato, ma con aspetti simili a quello reale dove viviamo- Ā dove hanno affrontato un lungo viaggio Ā grazie al quale hanno imparato a conoscere la natura selvaggia fuori da quella societĆ  confezionata in ogni cosa. A vegliare su di loro sempre la saggia Olmo. Ora che sono cambiati e sono più maturi, magari anche innamorati (chi lo sa, quello sta al lettore scoprirlo), sono pronti a tornare a Magnolia. Il loro intento ĆØ preciso: cambiare le cose. PerchĆ©? PerchĆ© durante l’esperienza nel mondo esterno a Magnolia, i protagonisti hanno conosciuto e scoperto un deposito di semi (per loro una importante risorsa) e hanno trovato anche altre persone che, unite in vere e proprie comunitĆ  come ParcĆ©, hanno dimostrato come ĆØ possibile vivere in modo diverso da Magnolia. Queste comunitĆ  coltivano la terra, allevano animali, sembrano uomini primitivi di nuova generazione che stanno ricostruendosi una vita, in libertĆ . Il fare di questi gruppi umani ĆØ qualcosa di importane per i quattro amici, perchĆ© non ĆØ solo la scoperta che esistono altre vite, ma sono la prova concreta che ĆØ possibile vivere in un modo nuovo, recuperando il valore della natura e quello umano. Anche in questo romanzo, come nel precedente, ogni capitolo corrisponde ad una voce dei protagonisti che si alternano nella costruzione della trama narrativa dove i temi richiamano quelli di ā€œBordersā€ (crescita, scoperta del mondo nuovo, presa di coscienza dei sentimenti, conoscenza e rispetto del mondo naturale), però quello che spicca ĆØ la volontĆ  di compiere azioni concrete che favoriscano il cambiamento. Nella storia non manca una buona dose di suspense ed emozioni, visto che ripresentarsi in un posto dal quale si era fuggiti comporta delle conseguenze non sempre prevedibili e calcolabili e di certo Alcott, Lindgren, Verne e Dickens agiscono mettendoci tutta l’attenzione eĀ l’impegno possibile per costruire qualcosa di nuovo per loro e per il mondo che li circonda. ā€œNo bordersā€ di Giuliana Facchini può essere visto anche come romanzo di formazione, in quanto i protagonisti sono maturati, ma affrontano ancora una volta tutta una serie di eventi, identificabili come prove da superare, per trovare il proprio equilibrio e stabilitĆ . Allo stesso tempo, il romanzo presenta una seconda formazione, quella per edificare la societĆ  nuova che i protagonisti proveranno a mettere in piedi facendo riferimento alle competenze e conoscenze che hanno appreso andandosene dalla claustrofobica Magnolia. Illustrazione di copertina Mara Becchetti.

Giuliana FacchiniĀ ĆØ nata a Roma. Qui ha frequentato la facoltĆ  di Lettere e ha ottenuto un attestato della Regione Lazio come Segretaria di Edizione Cinematografica. Ha seguito corsi di recitazione e doppiaggio ed ĆØ stata interprete di teatro amatoriale e semiprofessionale, occupandosi anche di teatro per ragazzi. Ha vissuto a Roma e a Lussemburgo e ora abita in un paese tra Verona e il Lago di Garda. Da anni scrive libri per ragazzi. Ha vinto nel 2008 il ā€œPremio Montessoriā€, nel 2012 il ā€œPremio Arpinoā€ e nel 2015 il ā€œPremio Giovanna Righini Ricciā€. Con Sinnos ha pubblicato ā€œLa figlia dell’assassinaā€ (2018), ā€œBordersā€ (2022)

Source: ricevuto dall’editore, grazie a Emanuela Casavecchi e all’ufficio stampa Sinnos.

:: Filmacci.100 film italiani da evitare dal 2000 a oggi, Filippo Morelli, Cesare Paris (Bibliotheca, 2023) A cura di Viviana Filippini

3 gennaio 2024

Quando si parla di dizionari del cinema, uno di quelli che salta alla mente (il primo), ĆØ il noto Mereghetti, Ā da sfogliare per andare a cercare informazioni su film, attori, registi, premi vari. In realtĆ , ĆØ uscito da qualche settimana ā€œFilmacciā€ di Filippo Morelli e Cesare Paris, con prefazione di Boris Sollazzo. Un libro che, come dice il sottotitolo, ĆØ una raccolta delle 100 pellicole cinematografiche uscite dal 2000 a oggi, che sarebbe meglio evitare di vedere. Il testo, edito da Bibliotheka, ĆØ una sorta di vero e proprio dizionario che intende aiutare, suggerire, ma anche stuzzicare un po’ la curiositĆ  dello spettatore a muoversi nel mondo del cinema alla scoperta di film, secondo i due critici, non sempre azzeccatissimi dal punto di vista contenutistico, del montaggio, della costruzione narrativa e strutturale. Morelli e Paris, che di cinema ne vedono, parlano e scrivono ogni singolo giorno, utilizzano un linguaggio sferzante, tagliente, ironico, e anche comico, che fa di questa critica cinematografica un viaggio nel mondo delle pellicole degli ultimi venti anni non sempre riuscite. Tra di esse ci sono per esempio ā€œAlex l’arieteā€, ā€œTroppo belliā€, ā€œL’allenatore nel pallone 2ā€, Ā ā€œBaciami ancoraā€, ā€œUn altro mondoā€, ā€œBianca come il latte, rossa come il sangueā€ tratto dall’omonimo romanzo (che ĆØ meglio del film), ā€œIl Carillonā€, ā€œDracula 3Dā€, tutti rigorosamente Ā ordinati in ordine alfabetico nel libro che, a questo punto, perchĆ© no, potrebbe anche diventare un appuntamento annuale. Leggendo i nomi dei registi poi, ci si imbatte invece in Gabriele e Silvio Muccino, Damiano Damiani, Dario Argento – giĆ  proprio lui il geniale babbo del genere horror al cinema- o John Real che ĆØ l’alter ego americano (come andava di moda nel cinema italiano degli anni ’60 e ’70, vi ricordate per esempio E. B. Clucher?) di Giovanni Marzagalli. Ā I due critici individuano 100 filmacci, li analizzano in maniera dettagliata, quasi viscerale, li scompongono, sezionano per raccontarci quelle pellicole, sempre con un sorriso e mai con cattiveria, magari tanto osannate, che poi nelle sale, tra il pubblico, si sono rivelate degli autentici flop, o cosƬ trash da risultare pure inguardabili o incomprensibili. Allo stesso tempo però, ammetto, che il modo in cui il duo Morelli Paris scompone questi 100 filmacci, trovandone le pecche nella regia, fotografia, recitazione, montaggio, sceneggiatura, ĆØ quell’intrigante modo di fare che scatena e stuzzica nel lettore curiositĆ  (parecchia), Ā e quella voglia di sapere e vedere se i ā€œFilmacciā€ sono davvero tali, nell’attesa del ritorno della prossima pubblicazione di Filippo Morelli e Cesare Paris.

Filippo MorelliĀ nasce a Civitavecchia nel 1974. Ha scritto sul quotidianoĀ ā€œIl Manifestoā€Ā e sulle rivisteĀ Videotecnica,Ā Cinema in casa,Ā Tutto DigitaleĀ e sull’edizione italiana della britannicaĀ Hotdog. Nel 2003 ĆØ fondatore, scrittore e unico lettore del sitoĀ Morelli’s Movie Guide, morto di stenti ormai da anni. A un certo punto decide che ĆØ ora di mangiare e inizia a lavorare nelle librerie Feltrinelli.
Cesare Paris, 1973, laureato in Storia e Critica del Cinema presso La Sapienza di Roma. Giornalista pubblicista, ha collaborato come critico cinematografico per il sitoĀ Kataweb CinemaĀ (“La Repubblica”), la rivistaĀ FilmĀ e il quotidianoĀ ā€œRinascitaā€. Collabora con il mensileĀ il Millimetro. Con Bibliotheka ha pubblicatoĀ ā€œLa risata amara – La morte della Commedia all’Italianaā€Ā (2021).

Source: richiesto dal recensore. Grazie all’ufficio stampa 1A.

Massimo Comella racconta il suo romanzo “Come nuvole sotto l’ombrello” (Scatole Parlanti, 2023)

28 dicembre 2023

ā€œCome nuvole sotto l’ombrelloā€ ĆØ il nuovo romanzo dello psicoterapeuta Massimo Comella edito da Scatole Parlanti, nel quale ogni storia narrata ĆØ un viaggio nella mente e nell’animo dei protagonisti. Per saperne di più su come ĆØ nato il libro, ne abbiamo parlato con l’autore.

Come ĆØ nata l’idea di questa raccolta di racconti dove la fragilitĆ  ĆØ un po’ il filo conduttore? L’idea ĆØ nata proprio dal desiderio di parlare delle fragilitĆ . In un modo nuovo, che solo un romanzo come quello che ho scritto poteva permettere. Nel mio libro il lettore ha la possibilitĆ  di scoprire le fragilitĆ  di chi chiede aiuto e quelle di chi aiuta: un tema impossibile da affrontare in un libro di saggistica ed ancor più in un mondo reale.


Nelle storie presenti in ā€œCome nuvole sotto l’ombrelloā€, quanto c’è di reale (casi che lei ha conosciuto davvero) e quanto di finzione? Come ho specificato nell’introduzione fatti e personaggi sono immaginari. Ho attinto emozioni e vissuti dal calderone della mia esperienza clinica; li ho poi rimescolati in alcuni casi ed in altri, come nel caso del racconto di “Idriss”, ho dovuto studiare luoghi e tappe ove ĆØ ambientato il racconto ed il viaggio del protagonista.


Quanto c’è di lei in Dimitri? Suppongo la sensibilitĆ  del personaggio e l’analisi personale/introspettiva ch’egli fa di continuo siano due caratteristiche che mi appartengono e che ho voluto vestissero il personaggio da me creato.

Dimitri mette scritte queste storie umane che ha conosciuto, potrebbe essere vista come una scelta compiuta per ā€œliberarsiā€ dalle troppe emozioni che lo hanno coinvolto e toccato da vicino? Dimitri nel romanzo si ĆØ lasciato coinvolgere in almeno due casi anche oltre il dovuto ma non potevo fare altrimenti. Bisognava raccontare dei retroscena di alcuni accadimenti, andare ancora più in profonditĆ  nelle sue ferite e nelle ferite dei personaggi che lui incontra. L’unico modo che avevo era quello di farlo cadere … come non dovrebbe cadere nessun terapeuta.


Per lei, Massimo, cosa rappresenta la scrittura? Per me la scrittura ĆØ tante cose: ĆØ catarsi, ĆØ un modo di contattare emozioni, ĆØ un modo di avvicinarmi alle persone ed a me stesso ed ĆØ, soprattutto, un piacere, una passione grandissima.


Quale ĆØ il racconto al quale ĆØ più affezionato (se c’è) e perchĆ©? Io amo tutti i personaggi del libro. Mi chiedono spesso di scegliere un racconto da leggere ma, fosse per me li leggerei tutti. Ognuno ĆØ stato scritto in un periodo diverso e di ognuno ho riversato emozioni diverse.


E il racconto che le ha dato maggiori difficoltĆ  (a livello emotivo) nella stesura? Sicuramente “Idriss”, perchĆ© raccontare quella storia ed il suo finale ĆØ stato molto molto difficile. Ho dovuto immaginarmi spesso accanto a lui proprio come, nel testo, ho fatto fare al dott Vaslav.

Da dove arriva il titolo ā€œCome nuvole sotto l’ombrelloā€? Esse di solito stanno sopra e il titolo fa molto
Magritte
. Magritte in un suo famoso quadro mise un bicchiere sopra l’ombrello e non sotto, ecco io ho fatto qualcosa di simile non piegandomi alla ragione. L’ombrello ĆØ per definizione il luogo dove ci si
ripara dalla pioggia ed io ho immaginato la terapia come un ombrello. La terapia ĆØ, tuttavia, un luogo in cui ognuno porta le proprie nuvole, un luogo in cui nessuno ĆØ impermeabile alla pioggia che bagna indifferentemente tutti i protagonisti: curatore e curato. Molti di noi, un ombrello, nella vita, non lo hanno mai trovato e mi piacerebbe pensare che si possa trovarne uno e che da lƬ sotto, dalla nuvole e dalla pioggia, si possa tornare alla vita. Quanto a Magritte, pittore surrealista, credo ci siano diversi collegamenti con il mio lavoro. Il surrealismo esprime l’anima dell’analisi quella cioĆØ di ā€œandare oltreā€ per rivelare la nostra più recondita realtĆ  … molto spesso ignota a noi stessi.


Se dovessero fare un film tratto dal suo libro, che attore vedrebbe nei panni di Dimitri? Da diverse parti mi accendono l’ idea di un film o di una serie tv. Io sono uno scrittore esordiente e anche se l’idea, non nego, mi stuzzica, devo rimanere con i piedi per terra – aperto a tutte le cose belle che questo libro porterĆ  – ma con i piedi per terra . Se dovessi immaginare un attore e questi fosse vivo, avrei fatto il nome di Peter O’ Toole (l’attore di ā€œLawrence d’Arabiaā€, di ā€œDott Creator specialista in miracoliā€, e di Priamo in ā€œTroyā€) mi piacevano tanto i giochi e l’umanitĆ  che sapeva far trasparire. Non riesco ad immaginare il dott. Dimitri privo di uno sguardo profondo che ti entra dentro. Oggi, per bravura e sguardo direi Michael Fassbender ma ĆØ un po troppo grande per interpretarne il ruolo considerando che il dott Dimitri lo collocherei anagraficamente tra i 35 e i 42 anni. Ho fatto nomi importanti ma se uno deve sognare deve sognare in grande, per ora rimaniamo almeno per il libro ancorati alla realtĆ .

Per Natale da Gallucci:”La palla” e “Il mondo ĆØ un’orchestra”

18 dicembre 2023

Natale si avvicina, ed ecco due simpatici libri editi da Gallucci che tra fantasia e realtĆ  raccontano la libertĆ  del gioco (La Palla) e iĀ rumori che animano il mondo, facendone una grande orchestra narrata anche dalla voce di Francesca Fialdini (Il mondo ĆØ un’orchestra).

 ::La palla, Melissa Panarello (Gallucci, 2023) A cura di Viviana Filippini

Può una palla rotolare libera in un parco? SƬ, certo. Ma cosa accade quando questo succede? Ce lo racconta  Melissa Panarello con i colorati disegni di Francesca Dafne Vignana. Pagina dopo pagina si scopre che bambini, adulti più o meno impegnati al telefono, giovani, anziani che passano i pomeriggi in relax selle panchine, animali, insetti (formiche comprese) e pure la Luna: tutti voglio quella palla. Tanti desiderano la palla perchĆ© guardandola nella sua forma cosƬ tonda e perfetta ricorda qualcosa o qualcuno, ma tutti vogliono quella palla che rotola, macinando strada su strada, perchĆ© ĆØ un gioco che non ha etĆ  e non ha tempo, che fa bene ai grandi e ai bambini. La palla che rotola su e giù, avanti e indietro, di notte e di giorno  e che tutti vogliono per giocarci ĆØ un segno di libertĆ , per lei  e per tutti che posso e devono giocarci soli o in compagnia, che ĆØ anche meglio!

:: Il mondo ĆØ un’orchestra, Pier Mario Giovannone, (Gallucci, 2023) A cura di Viviana Filippini

Cosa ĆØ il mondo? Bella domanda vero? Il mondo ĆØ tondo, ĆØ pieno di cose, persone, animali che parlano e fanno rumore e allora ce lo racconta “Il Mondo ĆØ un orchestra” di Piero Mario  Giovannone . SƬ, perchĆ© nel libro si scopre che ogni cosa che fa parte del mondo fa rumore e può trasformarsi in uno strumento che va a comporre la grande orchestra del pianeta, dove ognuno può diventare protagonista.  La storia creata da Giovannone ĆØ coinvolgente e intrigante grazie anche ai disegni colorati e simpatici di Chiara Nocentini, che aiuteranno i piccoli lettori e scoprire, tra fantasia e realtĆ , le tante voci e suoni che fanno la musica nel e del mondo, trasformandolo in una grande orchestra da ascoltare e conoscere. SORPRESA! All’interno del libro si trova anche il QR code per ascoltare la fiaba sonora interpretata da Francesca Fialdini, giornalista, scrittrice conduttrice tv e radio, e la musica per pianoforte composta ed eseguita da Rita Marcotulli.

Source: ricevuto dall’editore.

:: Spaghetti. Le rockstar a tavola: dagli AC/DC a Zucchero, Luca Fassina(Oligo, 2023) A cura di Viviana Filippini

9 dicembre 2023

ā€œSpaghetti pollo insalatinaĀ  e una tazzina di caffĆØā€¦ā€ cosƬ cantavaĀ  Fred Bongusto e nel libro ā€œSpaghetti. Le rockstar a tavola: dagli AC/DC a Zuccheroā€ di Luca Fassina,Ā  edito da Oligo editore, cibo e musica vanno a spasso assieme. Lo scrittore ci porta in un viaggio tra musica e cibo,Ā  facendoci scoprire cosa i grandi musicisti del rock amano cucinare (quando ne sono capaci) e mangiare. Un piccolo saggio che ci permette di addentrarci nell’amore per l’arte culinaria, in particolare quella italiana, da parte di molti artisti. Questo perchĆ© nel saggio di Fassina si scopre il fatto che c’è una forte attrazione verso il cibo italiano, questo perchĆ© parecchi dei cantanti e musicisti presenti hanno origini italiane e arrivano da famiglie dove ci sono ricette della tradizione che vengono tramandate di generazione in generazione, e Ā un po’ perchĆ© molti Ā dei protagonisti presenti nel testo hanno assaggiato ilĀ  vero cibo italiano, quello non rivisitato e ne sono rimasti conquistati dalla bontĆ  e qualitĆ  del prodotto. Interessante ĆØ anche il fatto che, tra una pagina e l’altra, ci siano le ricette predilette degli artisti protagonisti con gli ingredienti e questo permette al lettore di sporcarsi le mani preparando il piatto della propria star preferita! Si va dalla storia degli spaghetti della copertina dell’album dei Guns N’ Roses, quel ā€œThe spaghetti incident?ā€ uscito nel novembre del 1993, dove la pasta che ci ha reso cosƬ noti nel mondo, ma che ha origini nel VI secolo a.C. in Pakistan, eĀ non ha a che vedere solo con la pasta al sugo; per passare alla passione per il burro d’arachidi di Elvis Presley e al Chocabeck di Zucchero, che giĆ  ha il dolce nel nome. E poi, che dire del pollo speziato che faceva impazzire Freddie Mercury, dei biscotti con gocce di cioccolato di Joy Romone e del latte e peperoni freddi di David Bowey, cibo principale durante la registrazione di un album o del risotto che ha conquistato i MĆ„neskin? A voi indovinare e scovare quale. ā€œSpaghetti. Le rockstar a tavola: dagli AC/DC a Zuccheroā€ di Luca Fassina ĆØ un perfetto mix tra musica, note e cibo, anche odiato magari ma, soprattutto AMATO dagli artisti, che ĆØ vero, loro stessi lo ammettono, a volte non sanno cucinare, ma quando assaggiano i piatti amati o nuovi, preparati da mani sapienti, il cuore, il palato e la mente ne traggono beneficio.

Luca Fassina lavora con la parola scritta da oltre trent’anni: giornalista, scrittore, traduttore e storyteller, ĆØ stato corrispondente musicale da Londra e manager dell’entertainment a Parigi. Oggi scrive per Classic Rock e Sergio Bonelli Editore; ha collaborato, tra gli altri, con RollingStone.it, ha tenuto seminari per il CPM di Milano e per la Arizona State University. Per la ā€œPiccola BiblioĀ­tecaā€ di Oligo Editore haĀ pubblicatoĀ ā€œCucina. Stephen King: ricetta per un disastroā€Ā (2022).

Source: richiesto dal recensore. Grazie all’uffcio stampa 1A.

Rosalia Messina ci racconta il suo “Nulla d’importante tranne i sogni”Ā (Arkadia Editore 2023) A cura di Viviana Filippini

18 novembre 2023

“Nulla d’importante tranne i sogni”Ā (Arkadia Editore 2023) ĆØ il nuovo romanzo di Rosalia Messina, un libro dove l’autrice ci porta alla scoperta del mondo delle due protagoniste Rosamaria e Annapaola, in un vero e proprio viaggio nel loro mondo quotidiano e in quei sentimenti che le avvicinano e le allontano nel cammino della vita. Ne abbiamo parlato con l’autrice Rosalia Massina

Come ĆØ nata la trama di “Nulla d’importante tranne i sogni”? La trama di “Nulla d’importante tranne i sogni”si ĆØ formata per approssimazioni successive. Il primo abbozzo era un romanzo epistolare sui generis, unidirezionale, cioĆØ senza scambio di missive: ĆØ Rosamaria a scrivere lettere al resto del mondo, alla sorella, alla nipote e ad altri. In quella prima fase, i personaggi non erano ancora tutti presenti. ƈ stato proprio grazie all’affacciarsi alla mia mente di altri personaggi che si sono sviluppati, attorno al nucleo iniziale, altri strati di narrazione. La trama non si riduce al conflitto fra due sorelle che non sono mai riuscite ad avere una comunicazione profonda. C’è anche la storia di Anita, che all’inizio era più schematica e si ĆØ via via arricchita sia in termini di spazio narrativo (di pagine in cui ĆØ lei il personaggio che campeggia), sia in termini di articolazione delle sue vicende e di intreccio con le vicende degli altri personaggi. Ci sono Fosco e Marika, con il loro peculiare modo di essere coppia; c’è Giorgio, con la sua dolorosissima vicenda personale. C’è la Sicilia e c’è la sicilitudine, quel peculiare modo di vivere i sentimenti, di abitare la cittĆ , di considerare il mare non solo un elemento del paesaggio ma una culla alla quale ciascuno sente di appartenere.

Tra le due sorelle c’è un legame, ma in realtĆ  prevale il conflitto, perchĆ© accade questo? Ā Il legame non esclude il conflitto. L’affetto non garantisce una comunicazione autentica, anzi, spesso si ritiene di proteggere la relazione con i silenzi. Ma ciò che si tace esiste e resta a marcire da qualche parte, finchĆ© il malessere esplode. ƈ quello che succede a Rosamaria e ad Annapaola.

PerchĆ© Ro agisce sempre come per farsi perdonare dalla sorella? Lascerei a coloro che leggeranno il libro la scoperta delle dinamiche del complesso rapporto fra le due sorelle, innanzitutto per non rivelare troppo della trama e in secondo luogo perchĆ©, se ĆØ vero che il conflitto familiare ĆØ uno dei temi importanti del romanzo, ĆØ anche vero che non ĆØ l’unico. Mi limiterei perciò a dire che da un lato c’è il senso di colpa di Rosamaria per essere distante e concentrata sulla sua attivitĆ  di scrittrice, oltre che per essere una persona fortunata; dall’altro c’è l’invidia di Annapaola per tutto ciò che la sorella più dotata ha realizzato. Si tratta di un meccanismo che ho visto in funzione molte volte e in molti ambienti diversi, non solo in ambito familiare: a scuola, nel lavoro. Guai a non essere nello standard. E quanti guasti produce l’invidia.

Come ĆØ stato creare le due protagoniste Rosamaria e Annapaola con i loro caratteri, le sfaccettature, spigolositĆ  umane e del cuore? Le caratteristiche psicologiche delle due protagoniste mi erano chiare fin dall’inizio, come pure quelle di Anita, amica e collaboratrice preziosa e fedele di Rosamaria, mentre tutti gli altri personaggi sono emersi a poco a poco dalla nebbia. Sono tre personaggi forti anche se lo sono in modi molto diversi. Ro ĆØ determinata nel raggiungimento dei suoi scopi, ha un suo senso di giustizia e, una volta intrapresa una via, non ha cedimenti. Annapaola ha la stessa determinazione della sorella ma la utilizza in modo diverso, in altre direzioni, sprecando molta energia nell’invidiare chi ha più di lei (non soltanto Rosamaria) e in altri conflitti sterili (come quello con la nuora, Marika); Anita ha la forza delle persone equilibrate, razionali ed ĆØ piena di dubbi sul proprio valore.

Il nipote Fosco e la segretaria Anita cosa rappresentano per Rosamaria? Fosco, nipote di Ro, assorbe molta della tenerezza di cui questa donna d’acciaio ĆØ capace. Non ĆØ l’unico, ma anche in questo caso preferisco non fare troppe rivelazioni e lasciare a chi leggerĆ  il romanzo la scoperta dei legami che fanno capo a Rosamaria. Ā Anita ĆØ l’amica che resta vicina a Rosamaria nei momenti più difficili della sua esistenza; ĆØ la confidente, la depositaria dei suoi segreti; ĆØ la persona che per prima legge le opere in stesura. Ed ĆØ anche la destinataria di alcuni messaggi importanti che, pur non essendo veicolati da vere e proprie lettere, completano il ciclo delle missive di Rosamaria al resto del mondo. Oltre a chiudere il cerchio del suo rapporto con Anita, questi messaggi nella bottiglia rivelano alcuni aspetti di Rosamaria che ne definiscono il ritratto.

Qual ĆØ il personaggio della storia a cui ĆØ più affezionata e perchĆ©? Non ĆØ facile per me individuare un personaggio preferito di “Nulla d’importante tranne i sogni”Ā . Sono affezionata a tutti per ragioni diverse. Sono tutti umani nelle loro differenti imperfezioni, nelle loro grandezze e nelle loro miserie. Mi ĆØ molto cara Giada, per esempio, la figlia minore di Annapaola, con la sua capacitĆ  spiazzante di dire veritĆ  scomode, di inchiodare tutti alle loro responsabilitĆ , senza riguardi neppure per se stessa. Mi ĆØ molto cara Marika, la moglie di Fosco: introversa, fragile, ha dentro una forza che al momento giusto sa tirare fuori intervenendo in modo risolutivo nelle situazioni spinose. Ā Ā 

Quello invece che le ha creato maggiori difficoltĆ  durante la scrittura? Ā Sto cercando di passare in rassegna tutti i personaggi del romanzo ma non ricordo particolari difficoltĆ  di costruzione. Semmai, l’impegno maggiore ĆØ stato quello di trovare un equilibrio tra i ruoli di tutti, un giusto spazio per ognuno di loro. A tutti ho cercato di rendere giustizia evitando la divisione manichea tra buoni e cattivi, forti e deboli, generosi e avidi.

Nel romanzo il paesaggio siciliano può essere visto più come personaggio integrante della narrazione che come semplice sfondo scenografico? SƬ, la Sicilia ĆØ qualcosa di più che un fondale, un’ambientazione o un paesaggio. La storia, per come l’ho immaginata e costruita, poteva svolgersi soltanto sull’isola. Non ĆØ soltanto questione di colori, profumi e sapori. ƈ che certi dialoghi, le stesse lettere acuminate di Rosamaria, certi riti sociali possono essere credibili soltanto in Sicilia. Ho immaginato le scene in angoli precisi della cittĆ  di Catania e della campagna acese. Nella mia mente quelle scene avevano la luce, la temperatura, i suoni di scene realmente accadute. Non nel senso che si tratta di fatti reali bensƬ nel senso che le ho scritte tenendo presenti visioni che avevano la consistenza dei ricordi o dei sogni, pur senza esserlo.

Per Rosamaria Mortillaro, detta Ro, la scrittura ĆØ importante. Per lei cosa rappresenta lo scrivere? Per me scrivere ĆØ una passione ma non ne ho fatto un mestiere, ho lavorato in tutt’altro settore e sono abbastanza soddisfatta della mia carriera di esordiente di lungo corso. Non ĆØ facile pubblicare per chi inizia a scrivere in etĆ  matura, soprattutto in un periodo storico come questo, in cui si producono moltissime opere letterarie ma, a quanto sembra, i lettori sono sempre in diminuzione. Il discorso sarebbe molto più complesso e mi rendo conto di avere semplificato molto. Certo, mi sarebbe piaciuto arrivare a pubblicare in gioventù ed essere una scrittrice professionista, cioĆØ una che vive della sua scrittura. Per questa vita ĆØ andata com’è andata e preferisco concentrarmi su ciò che ho realizzato anzichĆ© sui rimpianti di ciò che non ĆØ stato.

Se dovessero fare un film, chi vedrebbe come attrici nei panni di Rosamaria e in quelli di Annapaola? Rosamaria la immagino con l’aspetto fisico di Laura Morante e la personalitĆ  di Monica Guerritore; per Annapaola vedrei Michela Cescon.

::Dove vola la polvere Nguyį»…n Phan Quįŗæ Mai, (Nord 2023) A cura di Viviana Filippini

2 novembre 2023

La storia si apre con Phong, un quarantenne alle prese con la documentazione per ottenere per lui e per i suoi figli un visto per gli Stati Uniti d’America. Per il protagonista di Ā ā€œDove vola la polvereā€ di Nguyį»…n Phan Quįŗæ Mai, edito da Nord e tradotto da Francesca Toticchi, tutto però si complica e subisce una momentanea battuta d’arresto, perchĆ© serve maggiore chiarezza sulla sua vicenda personale per compilare e ottenere la documentazione. Phong, fin dal giorno della sua nascita, ha avuto un’esistenza piena di difficoltĆ , perchĆ© lui nato da una relazione tra un soldato americano e una donna vietnamita, durante la guerra del Vietnam, ĆØ considerato un individuo che vale Ā«meno della polvereĀ». Un misto tra razze diverse non visto di buon occhio nella societĆ  asiatica dove vive. Questo ĆØ valido per lui, che oltretutto ĆØ fisicamente riconoscibile come tale, per la sua pelle scura e capelli ricci, Ā e per tutti coloro che si trovano nelle stessa situazione. Accanto a Phong ad un certo punto arriva l’americano Dan, un ex soldato del Vietnam che da troppo tempo deve combattere con i fantasmi e i tormenti della sindrome post traumatica da stress. Un situazione che, come ĆØ accaduto a lui, ha colpito tanti altri soldati, solo che Dan vuole cercare di sistemare la sua vicenda personale del passato per poter vivere meglio la relazione sentimentale del presente, dove ci sono troppe tensioni dovute ad un qualcosa che ĆØ accaduto mentre lui era al fronte e che non ha mai raccontato a nessuno. Poi c’è la storia di Trang, una giovane che ha visto distruggere il suo villaggio dai violenti bombardamenti della guerra del Vietnam. Trang e la sorella Quỳnh vanno a SĆ i Gòn per salvarsi, Ā ma nella cittĆ  le giovani, proprio perchĆ© carine, verranno costrette a vendere loro stesse per sopravvivere e, chi lo sa, trovare, quel il vero amore che salva la vita. I destini dei protagonisti de “Dove vola la polvere”, sembrano distanti, lontani tra loro, ma gli eventi della vita presenti nella narrazione evidenziano quanto i legami umani riescano ad andare oltre i confini e oltre quelle ferite del passato che lacerano e sembrano non volersi chiudere mai. Quello che accomuna tutti i personaggi, i cui destini si intrecceranno sempre più man mano si procede nella lettura, ĆØ che ognuno di loro ha dovuto confrontarsi in modo diretto o indiretto con la guerra, con la sua distruzione e con quelle a volte, imprevedibili conseguenze che lasciano segni indelebili. Un vivere che, come si scoprirĆ , li ha portati a compiere scelte non facili, dolorose e, a volte necessarie, per continuare esistere. Dopo lo straordinario successo diĀ ā€œQuando le montagne cantanoā€, Nguyį»…n Phan Quįŗæ Mai ĆØ tornata in libreria conā€œDove vola la polvereā€, una nuova storia, nella quella la ricerca delle proprie radici e della propria identitĆ , ĆØ accompagnata da una speranza tenace, che spinge i protagonisti a non mollare mai per andare oltre ogni ostacolo.

Nguyį»…n Phan Quįŗæ Mai,Ā giornalista e poetessa, ĆØ nata nel 1973 in Vietnam, dove ha lavorato per anni come venditrice ambulante e coltivatrice di riso. Si ĆØ trasferita all’estero grazie a una borsa di studio, che le ha permesso di dedicarsi all’analisi degli effetti a lungo termine della guerra. Attualmente vive a Giacarta con il marito e i due figli e lavora per diverse organizzazioni internazionali. Dopo il successo diĀ “Quando le montagne cantano”,Ā “Dove vola la polvere”Ā ĆØ il suo secondo romanzo.

Source: del recensore

Valentina Belgrado ci racconta la sua raccolta poetica “Cefalea cronica”

25 settembre 2023

“Cefalea cronica” ĆØ la raccolta poetica di Valentina Belgrado edita da Gattomerlino, nella quale l’autrice affronta con la poesia, tra toni ironico, garbati e riflessivi, la malattia della cefalea cronica e gli effetti che essa ha non solo su chi ne ĆØ affetto, ma anche in rapporto al prossimo e al mondo circostante.

Come ĆØ nata “Cefalea cronica” e perchĆ© dedicarle un’intera raccolta? L’idea di scrivere qualcosa che riguardasse il dolore cronico ĆØ nata come un’esigenza personale; il fatto che sia uscita fuori una raccolta di poesie e, per di più, monotematica ĆØ un evento che definirei piuttosto naturale.

Come ĆØ stato affrontare tramite la poesia questa malattia cronica debilitante e il modo in cui essa influisce su di te e sulle relazioni con il mondo circostante? Per certi aspetti, potrei ammettere che ĆØ stato svevianamente terapeutico; per altri, anche un po’ penoso, perchĆ© nell’atto dello scrivere c’è sempre una forte componente di autocompiacimento: ed ĆØ lƬ, quando la distanza tra l’io narrante e la pagina viene meno, che crolla ogni barriera oggettivizzante e tutta la sofferenza strabocca dal testo.

Nel libro si alternano tono ironico e serio, come ĆØ stato farli convivere nella raccolta? SƬ, ĆØ vero. Questo ĆØ un po’ tipico mio: far coabitare, nel testo, due registri stilistici apparentemente in antitesi. Mi serve affinchĆ© si annullino a vicenda, gli uni con gli altri, in modo che la scrittura non risulti troppo drammatica o, al contrario, esageratamente ludica (anche se, in questo caso, mai avrebbe corso questo secondo rischio).

Ogni poesia, lunga o corta che sia, ha titoli del tipo “Ganglio sfenopalatino”, “Mastoide”, “Lidocaina” o “Topiramato”, “Gengiva”, “Sofismi talmudici”.Ā Nascono prima i versi o i titoli delle tue poesie? E in base a cosa li scegli? Generalmente, prima i versi, ma non c’è una regola fissa. I titoli sono, naturalmente, un’indicazione di quanto si andrĆ  a leggere subito dopo, in versi.

Tra tutte le poesie presenti nella tua raccolta quale ĆØ quella a cui sei più affezionata e perchĆ©? A dire il vero, ce ne sono due: “Rileggendo Alice Sebold” e “Una doula”. La prima, perchĆ© ĆØ quella con cui si apre la raccolta; e la seconda, perchĆ© ĆØ quella che, a mio avviso, meglio manifesta il bisogno di accudimento di chi ha una sofferenza cronica: con la lettura di “Una doula”, ho concluso finora le presentazioni in pubblico del libro “Cefalea cronica”.

In copertina ci sono iĀ versi di “In un lampo”: perchĆ© ĆØ stata scelta proprio quella? PerchĆ©, tra le poesie brevi – che, dunque, potevano rientrare nei margini della cornice grafica della ā€œprima di copertinaā€ – mi sembrava la più evocativa.

Oltre a questa raccolta, cosa rappresenta per te la poesia e cimentarti con essa? Un mezzo di espressione allusivo ma diretto col quale, appunto, mi piace cimentarmi da quando ero molto piccola.

Source: inviato dall’autore.

::Le storie di Oz tornano in libreria con Gallucci. A cura di Viviana Filippini

13 settembre 2023

Una bella sorpresa dall’editore Gallucci che pubblicaĀ  classici della letteratura per l’infanziaĀ e fantasticaĀ americana, e in libreria ci sono i primi due volumi delle storie dei ā€œLibri di Ozā€ di Frank Lyman Baum. I piccoli lettori di oggi potranno scoprire il mondo e le creature fantastiche create da Baum, partendo con ā€œIl meraviglioso mago di Ozā€ e ā€œIl meraviglioso paese di Ozā€.

ā€œIl meraviglioso mago di Ozā€, Frank Lyman Baum (Gallucci, 2023)

Ne “Il meraviglioso mago di Oz”, uscito per la prima volta nel 1900, la protagonista ĆØ Dorothy che con il suo cagnolino Totò viene catapultata nel Mondo di Oz dopo un tremendo tornado che ha colpito il Kansas, dove lei viveva con gli zii, in quanto orfana di genitori. Nel nuovo mondo la protagonista in compagnia dell’amico a quattro zampe e di altri amici (lo spaventapasseri,Ā l’uomo di latta che fa il taglialegna e il leone fifone) e delle sue scarpette argento, sƬ perchĆ© sono argento e non rosse, dovrĆ  raggiungere il misterioso mago diĀ  Oz per scoprire come tornare a casa. Il romanzo presenta delle componenti fantastiche come le streghe buone del Nord e del Sud e quelle malvagie dell’Est (finita schiacciata dalla casa della protagonista) e dell’Ovest che Dorothy dovrĆ  affrontare. Ā Poi c’ĆØ il sentiero di mattoni gialli da seguire per arrivare al mago con le diverse richiesteĀ da fargli: Dorothy vuole tornare a casa, lo spaventapasseri vuole un cervello, l’uomo di latta un cuore e il leone, e non sarebbe male,Ā il coraggio. Ogni avventura fantastica vissuta da DorothyĀ  e dai suoi amici ĆØ un cammino di formazione per trovare la propria identitĆ  e il proprio posto nel mondo. In più per Dorothy l’avventura nel mondo di Oz ĆØ uno passo necessario da superare per riuscire a trovare la strada verso casa e una nuova maturitĆ  che le permetterĆ  di affrontare al meglio la sua vita. Traduzione dall’inglese di Mirko Zilahy.

:: ā€œIl fantastico paese di Ozā€, Frank Lyman Baum (Gallucci, 2023)

Nel secondo libro invece, ā€œIl fantastico paese di Ozā€, uscito per la prima volta nel 1904, Dorothy lascia spazio a Tip, schiavo fin dall’infanzia della strega Mombi che lo maltrattata.Ā Tip ĆØ stanco di queste vessazioni e decide di fare uno scherzo alla strega per farle paura ricavando da una zucca vuota, una faccia posta su un corpo fatto di bastoni. Mombi non si spaventa, anzi dona la vita al pupazzo che diventa Testadizucca.Ā Lei non sa che facendo questo ha creato un alleatoĀ per Tip, il quale scapperĆ  con il nuovo amico. I dueĀ  si inventeranno un cavallo/cavalletto di legno che con loro arriverĆ  a Smeraldo dove regna il re di Oz: lo Spaventapasseri. Il gruppetto avvisa il regnante di mettersi in guardia, perchĆ© presto arriverĆ  l’esercito delle ragazzine guidate dalla capitana Jinjur perĀ conquistare la cittĆ  degli smeraldi. Anche in questa seconda avventura non possono mancare l’atmosfera magica e fantastica, i colpi di scena, mirabolanti avventure e pure Ā imprevisti che Tip e i suoi amici dovranno affrontare. Baum mette in gioco la fantasia, situazioni che appartengonoĀ aĀ  un mondo irreale dove ritornano anche elementi che richiamano la realtĆ  dei comportamenti e sentimenti umani e componenti classiche della fiaba, come il fatto che alcuni personaggi, nascondonoĀ altre identitĆ  che solo poi verranno svelate (vedi Tip). Queste due prime storie dei libri di Oz portano il lettore bambino alla scoperta di un classico della letteratura americana per l’infanzia diventato protagonista di diversiĀ adattamentiĀ cinematografici e teatrali. Per il lettore adulto ĆØ invece un ritorno all’infanzia, per riscoprire quel bambinoĀ sopito ĆØ in sĆ©.Ā Traduzione dall’inglese di Stella Sacchini e Mirko Esposito.

Source: inviato dall’editore. Grazie all’ufficio stampa.