
Nel nono anno di regno di Nerone, Roma non ĆØ soltanto il centro del mondo conosciuto, ma anche una capitale sul punto di implodere. Simon Scarrow sceglie infatti un delicatissimo momento storico e lo trasforma nel cuore pulsante di questo romanzo, spostando lāazione dalle lontane frontiere al ventre molle dellāImpero. LāUrbe diventa un febbrile organismo, attraversato da paure, voci, congiure e violenze represse, dove ogni gesto politico rischia di avere imprevedibili conseguenze.
Lāambientazione ĆØ uno degli elementi più riusciti. Scarrow ci racconta una Roma viva, sporca, contraddittoria, lontana da unāidealizzata magnificenza. Le strade brulicano di tensione sociale, le coorti urbane disorganizzate faticano a mantenere lāordine, il popolo sopporta con crescente rabbia le arbitrarie decisioni del potere. I palazzi imperiali, con i loro sfarzosi banchetti e i giochi di ruolo tra senatori, prefetti e favoriti, contrastano con gli accampamenti militari, luoghi di disciplina e fatica. Ć una cittĆ divisa tra lusso e miseria, tra apparenza e controllo, pronta a incendiarsi al primo soffio.
Catone dovrà affrontare questo scenario dopo la campagna in Britannia, dopo essersi lasciato alle spalle il fronte aperto per affrontare una guerra più sottile. Il suo ritorno a Roma avrà inizialmente un sapore domestico, quasi illusorio, fatto di affetti familiari e momenti di tregua. Proprio questa parentesi renderà più netto lo stacco con il nuovo incarico, trasformando la sua nomina a prefetto delle coorti urbane in una prova morale oltre che militare. Catone è un comandante esperto, ma Roma lo costringerà a misurarsi con intrighi, ambiguità e compromessi, territori nei quali la spada serve meno della prudenza.
Il personaggio ha ormai raggiunto la sua piena maturità : non è più solo il soldato brillante, bensì un uomo consapevole del peso delle decisioni e delle fragilità del potere. Il conflitto tra dovere pubblico e protezione privata incombe su tutto il romanzo, regalando consapevole spessore a un protagonista continuamente costretto a scegliere tra ubbidienza e giudizio. La sua integrità lo rende prezioso, ma anche pericolosamente esposto.
Macrone rappresenta lāaltra faccia della medaglia. Più diretto, istintivo, legato a una visione del mondo semplice e solida, rimane il punto fermo in un instabile contesto lavorativo. Il suo ritorno al servizio attivo non avrĆ qualcosa di nostalgico: ĆØ invece il naturale ritorno di un uomo al proprio elemento. Il rapporto tra Catone e Macrone, costruito romanzo dopo romanzo, resta uno dei pilastri della serie. La loro fratellanza dāarmi, fatta di rispetto, ironia e fiducia reciproca, rappresenta un legame in grado di resistere anche quando il campo di battaglia si sposterĆ nelle sale del potere.
Nerone incombe sulla trama con la sua costante e inquietante presenza. Scarrow lo tratteggia in precario equilibrio tra genialitĆ artistica, narcisismo e paranoia. Ogni sua decisione appare potenzialmente fatale, ogni favore revocabile da un capriccio. Il suo rapporto con Catone, ambiguo, segnato da ammirazione e diffidenza, contribuisce a mantenere alta la tensione narrativa. Governare sotto un imperatore simile equivale a camminare su un terreno minato. (Per chi volesse capire vedo grandi similitudini con i nostri giorni e lāuomo alla Casa Bianca.)
Dal punto di vista strutturale, il romanzo funziona come un ponte. Le scene dāazione, pur ben costruite e coinvolgenti, richiamano situazioni giĆ viste nella serie, e svolgono il compito di ribadire i temi centrali: disciplina, coraggio, spirito di sacrificio. Il vero cuore del libro risiede nella dimensione politica, nei discorsi sul futuro di Roma e nelle avvisaglie di un cambiamento epocale. Le ombre dellāAnno dei Quattro Imperatori iniziano ad allungarsi, preparando il terreno alla nascita della dinastia Flavia.
Scarrow dimostra ancora una volta grande abilitĆ nel fondere personaggi di finzione e figure storiche, creando un affresco coerente e credibile. Questo capitolo, il ventiquattresimo della serie, non cerca lo shock narrativo, ma lavora per accumulo, costruendo tensione e aspettativa. Il pericolo, stavolta, non arriva da una ribellione lontana, ma cresce silenzioso nel cuore dellāImpero. Ed ĆØ proprio questa scelta a rendere lāambientazione romana cosƬ potente: una Roma splendida e marcia, capace di divorare i suoi stessi difensori.
Ne risulta un romanzo di passaggio, forse meno esplosivo, ma fondamentale per comprendere lāevoluzione dei protagonisti e il destino verso cui stanno marciando. Una tappa necessaria, carica di presagi, che rafforza ulteriormente il legame tra Catone e Macrone e prepara il lettore a tempeste ancora più grandi.
Tradotto da Valentina Legnani e Valentina Lombardi.
Simon Scarrow ĆØ nato in Nigeria. Dopo aver vissuto in molti Paesi, si ĆØ stabilito in Inghilterra. Ć un grande esperto di storia romana. Il centurione, il primo dei suoi romanzi storici pubblicato in Italia, ĆØ stato per mesi ai primi posti nelle classifi che inglesi. Scarrow ĆØ autore delle serie Le aquile dellāimpero, Roma arena saga, I conquistatori e Revolution saga. Ha fi rmato anche i romanzi Lāultimo testimone (con Lee Francis), Eroi in battaglia, La flotta degli invincibili, Il guerriero (con T.J. Andrews), Nel nome di Roma, La rivincita di Roma, Il tiranno e i thriller Blackout e La notte dei cadaveri. Per saperne di più: www.simonscarrow.co.uk


































